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 Oggetto del messaggio: un'altra crisi
MessaggioInviato: venerdì 16 maggio 2014, 19:58 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
prima di cominciare a scrivere vorrei scusarmi con tutti voi se ultimamente pubblico molte cose tristi, ma non so con chi sfogarmi, non ho nessuno, ho solo voi.

Di crisi personali ne ho attraversate tante e ne sono sempre uscito, ma questa che ho ora non riesco a superarla, non riesco a capire cosa mi succede.

Nel 2009 sono stato in depressione per un mese, non mi alzavo dal letto, non andavo a scuola e non facevo nulla dalla mattina alla sera.
E oggi mi sembra, a distanza di 5 anni, di rivivere quel periodo. Sono di nuovo in depressione, anche se questa quì la definirei forse anche meno grave ma più "reattiva"
Allora avevo 17 anni e non sapevo nulla di me, mi nascondevo dietro schemi mentali non miei. Ero nel letto a soffrire, la notte mi alzavo per abbuffarmi di schifezze e tornavo a letto, tormentato dal senso di colpa per ciò che avevo fatto.
In parte questa cosa mi è rimasta,la sera mangio dolci perchè mi sento solo.
Anche se a differenza di allora, almeno ora sono in piedi, non nel letto, e giro per casa senza sapere cosa fare, cammino con le gambe tese e mi danno fastidio i rumori. Non riesco più a fare nulla, ne a studiare, ne parlare, se non con poca voce. Non riesco ad uscire, poi si è messo anche il maltempo che mi peggiora la situazione. Ho l'ansia a mille.

Mi sono documentato su internet, e mi rispecchio in alcuni parametri della depressione. E forse non è nemmeno una forma lieve. Ripeto, questo periodo è uno dei più brutti della mia vita, forse il più brutto.
Finora, da quando ho cominciato il conservatorio, ho solo lavorato sul nervosismo, sull'adrenalina, mai sull'energia fisica e mentale. Non percepisco un momento di relax da anni. Le vacanze sono state sempre uno schifo perchè una volta terminate le mie attività cominciavo a rimuginare sulla mia esistenza, su ciò che non andava/va in me, sulle persone che mi hanno fatto del male.

Ma almeno quando riprendevo a studiare in parte mi sentivo meglio, e lavoravo sul nervosismo.
Ma ora non ho più neanche "la forza di lavorare sul nervosismo" (scusate il gioco di parole). Mi sento senza equilibrio, ho sbalzi d'umore molto frequenti, momenti in cui rido, scherzo (che sono pochi) a momenti di depressione in cui mi sento sprofondare. Piango a tratti, mi sento bloccato anche in questo.
Non riesco a trovare un'attività da fare per distrarmi, per distendermi perchè poi il mio pensiero va sugli impegni di studio e mi sale l'ansia perchè non ho le forze per affrontare lo studio.
Vivo in una città che non mi piace e non mi è mai piaciuta, a volte prendo la metro e vado in altri posti, vado in libreria, al parco, ma niente sembra soddisfarmi. Il mio sguardo è sempre triste, e a volte in metro mi capita quasi di piangere ma mi trattengo perchè sono in mezzo alla gente.

Forse il mio approccio è stato sbagliato, ho finto un benessere che in parte non c'è. Il fatto di essere sempre sorridenti è una cosa che a lungo logora perchè è come se si indossasse una maschera. Ma io l'ho fatto per mascherare le mie sofferenze, perchè altrimenti la gente si allontana, la gente vuole le persone felici altrimenti si annoiano, non hanno la pazienza di ascoltare gli altri, poi marchiano come "depressi" le persone che hanno anche un piccolo problema.

Ho sbagliato a fare così, ma io vorrei chiedere aiuto. Non so se faccio bene o male, perchè per sfogarsi con qualcuno ci vuole un rapporto già intimo e profondo, ma io me ne sbatto di queste teorie del cazzo. Ma se uno sviene per strada, non si fermano gli sconosciuti? Solo perchè non lo conoscono? E' una domanda che mi faccio spesso. Io non sono caduto per strada ma sono caduto interiormente che forse è anche peggio.
Provo a guardare i guai degli altri, conosco famiglie che sono in affitto , non hanno una loro casa, provo a sentire i casi di cronaca e provo a dire "io sono più fortunato" ma questa frase non mi da nessun effetto, anzi, mi fa stare peggio.

Non so se tutto è connesso alla mia non accettazione della mia omosessualità, non ci sto capendo più niente.

La masturbazione forse è l'unica cosa che mi consola (in parte) perchè provo piacere nel farla, ma è come se fosse diventata un sostituente di tutte le altre forme di piacere.

Oggi ho contattato mia cugina e le ho chiesto se potevo andare a casa sua per un caffè ma ha detto che aveva impegni universitari. Se magari fossi andato a casa sua, le avrei raccontato un pò di me, e magari chiedevo dei consigli su come affrontare questo mio periodo di crisi. Quindi sono rimasto a casa, senza fare niente, ho fumato tante sigarette, ho provato a vedere una commedia napoletana per tirarmi su , ma niente. Mi dispiace per i miei se mi vedono in questo stato, ma io non riesco proprio ad uscirne, non mi aspettavo di cadere di nuovo.

A volte mi viene da piangere ma ho un blocco che non mi permette di farlo.

Non so che fare. In tre anni ho trottato come un cavallo, ma avrei voluto andare più lentamente. Ho approfittato del fatto che stavo meglio per dare tutto me stesso in tutte le attività. Invece poi, ho scoperto che il periodo della convalescenza (in ambito psichico) è ancora più delicato rispetto al periodo precedente, della sofferenza. Forse dovrei cambiare tutto ma non so come.



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Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!
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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: venerdì 16 maggio 2014, 23:19 
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Iscritto il: giovedì 29 dicembre 2011, 1:07
Messaggi: 527
No, non devi assolutamente cambiare tutto. Lungo il percorso che stai vivendo, è possibile ci siano dei momenti di crisi in cui ci si sente particolarmente smarriti e scoraggiati. Non giudicarti eccessivamente, apprezza i progressi che hai fatto e continua ad andare avanti. Quando sopraggiungono pensieri negativi non farti condizionare da essi: fai una passeggiata in mezzo alla natura e libera la mente. Se posso consigliarti non fare le autodiagnosi leggendo una lista di sintomi generici su Internet. Solo una persona esperta nel settore può dire qualcosa a riguardo.



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Ora che sono pioggia
e come il mare vado via,
che la lunga strada del tempo
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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: giovedì 19 giugno 2014, 23:41 
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Iscritto il: venerdì 20 novembre 2009, 15:21
Messaggi: 191
Mi sento male osservando che in 3 giorni, su 58 visite al tuo topic soltanto un utente si sia degnato di lasciare due righe...
Al di là di queste considerazioni vorrei soltanto ricordarti che non sei il solo. Che sia depressione o meno quello che stai vivendo, cerca di ricordarti di non essere il solo a sentirsi un derelitto.
Io sono la persona meno adatta a cercare di consolarti o a motivarti ad uscire dal periodo che stai passando: io stesso detesto che gli altri mi mentano dicendo che le cose andranno meglio.
L'unico, timido, consiglio che posso darti è quello di mantenerti occupato per non incancrenire il pensiero sui tuoi problemi e di sottrarti ai contesti che ti fanno soffrire per cercarne altri per te potenzialmente più positivi.
In conclusione voglio soltanto dirti che, per quello che può valere, spero che tu possa tornare a sentirti a tuo agio con te stesso e con gli altri, almeno tanto quanto spero che lo stesso succeda a me.



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"Warping the minds of men and shepherding the masses has always been your church's domain. You lure sheep with empty miracles and a dead god".
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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2014, 9:22 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Ciao Gio, ultimamente vengo poco sul forum, e non avevo letto il tuo post, lo leggo oggi e provo a dirti quello che penso. Un post come il tuo non fa pensare a una depressione ma a una nevrosi ansiosa. Tu cerchi un dialogo, lo hai sempre cercato, non hai la chiusura del depresso, scrivi, cerchi risposte e purtroppo non le trovi e lì scatta la reazione ansiosa che può portare eccome a stati che sembrano depressivi. La situazione oggettiva in cui ti sei trovato anni fa non era certamente facile ma ero rimasto ammirato da come ne fossi uscito, adesso vorresti più ascolto, più partecipazione e non le trovi. Il sostegno di uno psicologo capace può fare molto, però è evidente che le nevrosi reattive si risolvono veramente solo quando vengono meno le cause che le hanno prodotte, cioè in buona sostanza le forme di disadattamento che hanno generato la reazione nevrotica. Alla base c'è una situazione di stress continuo, alla quale però eri riuscito a trovare una risposta efficace proiettandoti nello studio, il che è certamente una cosa estremamente positiva. Anche il fatto che tu cerchi una forma di piacere nella masturbazione non fa pensare alla depressione, che in genere tende a spegnere la sessualità. Francamente penso che con un minimo di aiuto competente ne uscirai fuori bene anche questa volta.
Purtroppo il forum è in fase calante e non c'è più il dibattito che c'era prima e per questo l'utilità del forum, in situazioni come la tua, è parecchio diminuita, ma, per quello che posso, cercherò di seguire questa discussione.
Un abbraccio.



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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2014, 10:24 
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Iscritto il: domenica 6 maggio 2012, 8:57
Messaggi: 330
Ciao gio, concordo su tutto quello che ha detto project, tranne su questo punto:
progettogayforum ha scritto:
Alla base c'è una situazione di stress continuo, alla quale però eri riuscito a trovare una risposta efficace proiettandoti nello studio, il che è certamente una cosa estremamente positiva.

Ingenuamente crediamo che concentrandosi su un'attività, un lavoro, un interesse, riusciamo a stare meglio, ma in realtà riusciamo solo a distrarre l'attenzione, il "problema" rimane nascosto e nell'ombra cresce sempre di più e si fa più forte, in modo da tornare ancora più potente di prima per assicurarsi che la persona lo senta! Posso quindi ipotizzare, che probabilmente è questo che ti è successo. Inoltre non mi sembra una forma reattiva, ma mi sembra molto collegata al tuo orientamento sessuale, d'altronde è un po' a questo che tu riconduci il problema e nessuno ti conosce meglio di te stesso. Hai molte risorse dalla tua parte, sei intelligente, riflessivo, sai riconoscere i momenti in cui senti di aver bisogno di qualcuno ecc.. sono tutte ottime premesse per uscire da questa situazione e stare molto meglio :) Secondo me dovresti fare un serio percorso con qualcuno che sia in grado di farti elaborare tutti i tuoi vissuti "depressivi" passati e possa affiancarti nel percorso di accettazione della tua omosessualità, condivedere il peso di quello che senti, ti farà stare molto meglio :)



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Nemo.
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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: giovedì 24 luglio 2014, 20:59 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
ciao a tutti,

mi scuso con coloro che mi hanno risposto se rispondo solo ora, ma sono stato assente dal forum per motivi di studio e non solo.

Vi ringrazio per le risposte, ho notato anche io che l'affluenza di utenti nel forum è calata tantissimo, così come anche nella chat, il che mi dispiace moltissimo, se penso a com'era il forum fino a qualche anno fa e com'è ora mi viene una tristezza infinita, perchè sono cresciuto in questo forum e ci tengo molto.

Tornando a me, oggi 24 Luglio ho dato l'ultimo esame di quest'anno, che purtroppo non ho superato perchè ero poco preparato e quindi lo ritenterò a settembre. Ho fatto due esami questo mese e li ho superati prendendo voti abbastanza alti, invece questo quì mi è risultato più difficile di quanto sembrava. Ma comunque non fa niente, perchè credo che tutti gli universitari nella loro carriera sono stati bocciati a uno o più esami, quindi non ci resto male più di tanto.

Dal 16 maggio (giorno in cui ho scritto il post di apertura) ad oggi ho avuto una ripresa riguardo alla salute psicologica, che mi ha permesso di prepararmi ai due esami che ho fatto qualche settimana fa, superandoli egregiamente. Ma negli ultimi giorni sono stato un pò male per alcuni problemi familiari, in più tutto lo stress che si è accumulato dentro di me, perchè quest'anno ho trottato tantissimo.

Però ci sono state anche tante consapevolezze che ho acquisito ultimamente, sto capendo ancora di più me stesso, gli altri, e sto capendo come affrontare alcuni problemi anche senza l'aiuto della psicoterapia. In questi mesi il mio psicologo è stato molto impegnato, e quindi ci siamo visti una volta ogni 15 giorni, raramente una volta a settimana come accadeva solitamente.
Quindi, staccandomi un pò dalla psicoterapia, ho capito che ormai so affrontare i problemi anche da solo, anche se non ci riesco ancora benissimo, ma ci sto provando. La settimana scorsa ho fatto l'ultima seduta, e poi andrò di nuovo a settembre.

Diciamo che è un periodo di alti e bassi ma i bassi sto imparando a gestirli nel migliore dei modi, cerco anche di accettare una giornata "no", anche perchè accettare un problema, riconoscerlo e risolverlo è il modo migliore per superarlo.

Mi interrogo di continuo, cercando di trovare soluzioni ad eventuali problemi. Ogni volta che si presenta un problema, un "ostacolo", non rimugino dicendo a me stesso che faccio schifo, come facevo in passato, ma cerco di rimboccarmi le maniche e elaboro una soluzione. E' ovvio che rimboccarsi le maniche e superare un ostacolo è molto più difficile che accettare passivamente senza reagire. Ma la soddisfazione finale, dopo aver superato un ostacolo, è una sensazione bellissima rispetto all'accettazione passiva, quindi preferisco dominare gli eventi ed essere padrone, invece di farmi dominare senza reagire.

Cerco, per quanto posso, di socializzare nell'ambito di studi, parlo con molte persone, sono diventato più sciolto nella conversazione, anche se ultimamente resto spesso deluso dal fatto che non riesco a stringere un'amicizia più intensa con loro, per esempio stamattina mi sentivo un pò isolato da un gruppo di ragazzi che, tra loro, si conoscono da tempo, e io ero quello "nuovo" del gruppo, e in quel momento mi sentivo molto malinconico, anche perchè in quel gruppo c'è un ragazzo molto carino, che mi piace molto fisicamente e mi piace molto anche il suo modo di parlare.

Questi eventi mi fanno stare molto male, mi fanno sentire un pò "fuori dal mondo", come se fossi un pesce fuor d'acqua, e infatti sono tornato a casa, non solo deluso dall'esame, ma anche pieno di rabbia perchè non riesco, da anni, ad entrare in contatto al 100% con le persone che mi circondano.
Mi veniva quasi da piangere, mentre tornavo a casa, ma poi durante il viaggio mi sono detto "dai tempo al tempo, ci stai mettendo tutto l'impegno e una volta seminato potrai raccogliere i frutti, anche se per questo ci vuole tempo".
Mi ripeto spesso questa frase, e dopo mi sento meglio.

Cerco di non arrendermi, e vado avanti comunque, nonostante i mille ostacoli che incontro, ma che vuoi fà, questa è la vita, e per sopravvivere dobbiamo metterci il nostro impegno.



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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: giovedì 24 luglio 2014, 22:08 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
caro Gio, non posso fare a meno di mettere in relazione questa tristezza che provi al fatto che la tua psicoterapia è al termine. Potrei anche sbagliarmi, ma non sottovaluterei il peso che ha il vissuto di separazione che prelude al termine di un percorso psicologico. Questo potrebbe spiegare il perché tu avverta la sensazione di tornare indietro a una dimensione del passato.
L'idea di dover camminare con le proprie gambe, staccandosi del tutto da una persona così importante può provocare anche sentimenti di paura .
Ma tutto ciò in realtà è spesso qualcosa che si supera proprio vivendo la separazione. Quando ci si rende conto che si può davvero affrontare la vita da soli perché ci si è rafforzati, allora si prende coraggio e si può apprezzare anche il senso di libertà che proviene dal sapere che tutto ciò che si conquista dipende da noi e che i momenti di difficoltà non hanno la meglio sulla nostra determinazione.
Non so se questa lettura delle cose ti convince , ma è quello che mi è venuto in mente leggendoti.


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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: giovedì 24 luglio 2014, 23:04 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
ciao barbara,
il mio psicologo ha molta fiducia in me, e quindi quando avviene la nostra separazione, lui non è preoccupato più di tanto. Anzi, ho il suo numero di telefono e mi dice sempre che posso chiamarlo per qualsiasi problema.
Devo pur dire che quest'anno ho lavorato molto nelle sedute di psicoterapia, forse più degli anni scorsi, e quindi credo che una pausa dalla psicoterapia mi farebbe bene, anzi, quest'anno è durata più del solito, di solito staccavo i primi di Luglio.

Però, proprio mentre scrivevo la frase di sopra mi è venuto in mente questo: ultimamente il mio psicologo è sempre stanco, non me lo dice direttamente, ma lo noto dal suo sguardo e dal suo modo di parlare. E quando gli parlo dei miei problemi, noto che a tratti è come se si annoiasse (forse è una mia impressione e spero di sbagliarmi). Quindi ultimamente ho cercato di non dirgli tutto, magari di dirgli poche cose e bene.
Dal 2010 ho cominciato il mio percorso psicoterapeutico e ricordo che fino all'anno scorso era molto più attivo in terapia, molto più partecipante, le nostre sedute erano molto brillanti. Da qualche anno a questa parte sto notando che ogni volta che vado, ha una faccia stanca, e quando parlo lui mi risponde con poca voce, come se non ce la facesse più. Mi sono anche preoccupato un pò, mi sono messo in discussione domandandomi "non è che forse gli dico sempre le stesse cose e lui si annoia ad ascoltarmi?" poi mi sono risposto "beh, gli dico un mare di cose, ma non sono mai le stesse della seduta precedente, simili, ma non uguali". Sta di fatto che quest'anno di studi è stato molto difficile e quindi anche lui forse, elaborando soluzioni ai miei problemi, si è stancato molto.

Quindi sono arrivato alla conclusione che staccarci un pò l'uno dall'altro ci fa bene. E' brutto da dire e da pensare, ma è così, e non nascondo che mi mancano i tempi in cui le nostre sedute erano più vive, e tornavo a casa con il sorriso sulle labbra, cosciente che qualcuno finalmente mi aveva ascoltato e capito... :cry:



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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: giovedì 24 luglio 2014, 23:09 

Iscritto il: venerdì 28 marzo 2014, 15:31
Messaggi: 31
Entrare in contatto con le persone non è facile come sembra, specialmente in gruppi già formati, per questo insisti sul tuo percorso come stai facendo e pian piano riuscirai. Hai fatto molta strada quindi complimenti Gio!


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 Oggetto del messaggio: Re: un'altra crisi
MessaggioInviato: venerdì 25 luglio 2014, 1:44 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Ciao Gio!! Adesso ti riconosco!! Ha ritrovato la forza di resistere e di andare avanti autonomamente, anche senza la psicoterapia. La sensazione di stare fuori dal gruppo quando nel gruppo c'è un ragazzo che ti interessa e che per mille ragioni non ti corrisponde è praticamente inevitabile... però ti vedo reattivo e per niente arreso e questo mi fa immensamente piacere, come mi fanno piacere le cose che dici di PG, anche se adesso è molto meno frequentato di prima. Hai fatto tanta strada Gio e si vede e nulla potrà più metterti in crisi, perché adesso affronti le cose nel modo giusto. Un fortissimo abbraccio e in bocca al lupo!!



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