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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 19:52 
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Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 23:38
Messaggi: 465
Sono sempre stato un tipo emotivamente fragile,instabile,poco equilibrato.Sono caduto cosi tante volte che ho perso il conto e ogni volta ne sono venuto fuori appoggiandomi a qualcuno.Si può questo davvero chiamare risoluzione?No credo di no...non so rimanere solo,è una paura cosi grande da farmi venire le crisi isteriche.Un terapeuta potrebbe aiutarmi ma ho cosi perso fiducia in ciò che mi circonda che non ho proprio le energie per investirle in un percorso cosi lungo e logorante.Mi sono scavato dentro cosi tanto che non rimane nulla,neppure il sangue neppure le ferite...



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sono una foglia che danza portata dal vento. vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come fosse la prima volta
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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 20:17 
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Iscritto il: lunedì 27 febbraio 2012, 4:37
Messaggi: 383
Davide quello che ho scritto non ha un significato tragico, tranquillo!
Devi trovare forza dalle tue emozioni, non sentirti sconfitto, non sei solo ci sono altri ragazzi con cui puoi fare conoscenza.



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Cambiare è difficile

Non cambiare è impossibile

Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

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Essere come il caffè nei momenti più difficili.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 20:55 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao Davide,
Ho letto quello che hai scritto, e ti dico subito che non so se quello che ti scriverò ti potrà essere di aiuto, e sopratutto, non so se sono riuscita a “leggere” bene i tuoi sentimenti.
Ci sono dei momenti in cui anche se si tocca il fondo, si cerca di andare sempre più sotto, di scavare sempre più in profondità, non so come mai, forse per una specie di bisogno “autolesionistico”, e poi la strada per risalire non la conosciamo, e da una parte ci fa paura perché non sappiamo come iniziare a risalire. Le relazioni sociali che hai ti lasciano insoddisfatto e quindi senti sempre il bisogno di trovare qualcosa di “nuovo” da ogni relazione.
Molte volte allontaniamo le persone che ci stanno vicino perché ci sembra che non riescano a capirci completamente, noi siamo nel pantano e ci dà fastidio sia che le persone ci stiano vicino sia che siano lontane, ci sentiamo sempre insoddisfatti.
Penso che innanzitutto bisogna capire cosa ti ha portato in questa situazione, lo so che come cosa sembra scontata, però è proprio da lì che si può partire per cercare di risalire in superficie.
Purtroppo la solitudine è una gran bastarda, e anche il ripetersi che non siamo soli, il più delle volte non serve a nulla, perché ci sentiamo soli, e non riusciamo a vedere altro.
Cita:
Io lo so meglio di chiunque altro,negli ultimi tempi le litigate,i drammi,le parole che sono volate mi hanno distrutto emotivamente nonostante ci fosse sempre quella persona a fianco.Venuta a mancare non avevo neppure più con chi litigare.
Io credo che la rottura mi abbia dato il colpo di grazie e abbia aggravato il disagio che avevo...

La rottura ha influito perché hai perso un appiglio, che ti aiutava anche a far uscire la rabbia che avevi dentro.
Cita:
Sono sempre stato un tipo emotivamente fragile,instabile,poco equilibrato.Sono caduto cosi tante volte che ho perso il conto e ogni volta ne sono venuto fuori appoggiandomi a qualcuno.Si può questo davvero chiamare risoluzione?No credo di no..

C’è un po’ questo “mito” secondo il quale bisogna cercare di uscire dalle situazioni da soli, senza l’aiuto di nessuno... Ma perché? Ma che male c’è a chiedere aiuto se si ha bisogno? Ci possono essere dei problemi ai quali da soli non riusciamo a trovare il “bandolo della matassa”, e magari l’aiuto di una persona ci può aiutare a capire come trattare il problema.
Cita:
Un terapeuta potrebbe aiutarmi ma ho cosi perso fiducia in ciò che mi circonda che non ho proprio le energie per investirle in un percorso cosi lungo e logorante.

Il “problema” della terapia è il tempo, la paura che il tempo per stare meglio sia troppo lungo, perché vorremmo che le cose cambiassero da un giorno all’altro, ma purtroppo il tempo serve proprio a far rimarginare le ferite.
Cita:
non so rimanere solo,è una paura cosi grande da farmi venire le crisi isteriche.

La mancanza di qualcuno a volte ci fa l’effetto come quando ci manca il respiro, e ci sembra di non avere più la terra sotto ai piedi. Per quanto sia vero, detesto dirti che non sei solo e che hai bisogno di aiuto ci sono delle persone che ti possono stare vicino, perché in questo momento, non riesci a vederle, perché stai male. Come ti ha già consigliato Project, riallaccia i rapporti con la tua famiglia, e con gli amici che avevi.



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 22:06 
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Iscritto il: lunedì 27 febbraio 2012, 4:37
Messaggi: 383
La terapia è una soluzione temporanea, o meglio un interruttore che ti aiuta a gestire ciò che non riesci a governare, come un' auto da corsa, se sbagli qualcosa si schianta...non sei solo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 22:12 
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Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 23:38
Messaggi: 465
il tempo mi terrorizza incredibilmente,mi immagino una scala infinita fatta di salite e discese prima dell'arrivo.Farsi aiutare non è assolutamente un male e su questo non ho mai espresso una idea contraria ma dipende da come lo si fa.Appoggarsi sentimentalmente a qualcuno su cui scaricare le nostre ansie,paure è un pò come una bomba ad orologeria e quando viene meno si viene meno come un castello di carte.Si può vivere in funzione di qualcuno che ti alleggerisca la coscienza?no non è giusto eppure l'ho sempre fatto...



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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 22:28 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Davide!! Non sei solo e mi sa che te ne sei accorto!! E poi qui di ragazzi che hanno passato brutti momenti ce ne sono e quello che stai passando tu lo possono capire benissimo. Grinta!! e guardare avanti. Nessuna paura, non sei in caduta libera.



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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 22:53 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Davide!! Hai sempre cercato qualcuno per appoggiarti e per alleggerire la coscienza, ok, è umano, l'ho fatto anche io, le mazzate si prendono, anche questo è umano, e allora bisogna diventare più forti e si può, sì ok, bisogna imparare a contare di più su se stessi ma bisogna pure capire che quelli che abbiamo intorno non sono indifferenti a quello che ci accade. Sei giù di corda... certo ma si risale eccome, ma lo vedi come si si è rianimato il forum per quello che hai scritto!! Eravamo un po' addormentati poi tu ci hai dato una bella sveglia e ci hai ricordato che si può stare male e che non bisogna sentirsi soli e siamo qui, mica per qualcosa di teorico, ci siamo perché tu hai scritto quel post che non ci lascia affatto indifferenti, anzi devo dire che mi colpisce molto ... Su di corda Davide!! Qua ci vorrebbe un bel sorriso!! Che dici, si può fare? Sììììì!!!



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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2014, 23:52 

Iscritto il: sabato 2 giugno 2012, 18:00
Messaggi: 42
Ciao Davide!
Sei in un momento giù e questo può capitare a tutti. Anche se tutto sembra grigio la vita è incredibile perché basta davvero poco per cambiare completamente il nostro umore. Anche se ti è già stato detto te lo ripeto: formare una rete di amici è FONDAMENTALE. E' importante perché ti aiuta a stabilizzare l'umore, ti protegge dalle cadute (perdere chi ami è una delle cadute più rovinose). Qualche settimana fà non ero particolarmente di buon umore, ma sapevo che presto avrei rivisto i miei amici di Progetto e questo mi faceva ben sperare. Devo dirti che l'incontro è stato molto meglio di quanto mi aspettassi! In particolare alla sera ho visto un amico che non doveva venire ma che all'ultimo è riuscito a partecipare: non ti dico la mia contentezza. L'atmosfera era davvero bella, mi sono sentito parte di una grande famiglia composta da bravissimi ragazzi e babbo Project. Sì perché per me Project è come un padre, quando ho bisogno lui c'è sempre. Non riuscirò mai a ringraziarlo abbastanza per quello che ha creato: un luogo sicuro che ti migliora la vita e ti aiuta a vivere meglio. Quella sera, a Roma, in piazza san Pietro ho visto dopo tanto tempo il volto della felicità: era impressa negli occhi dei miei amici!
Su con la vita!
Ps. se ti va di parlare chiedi pure a project il mio contatto


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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: lunedì 29 dicembre 2014, 0:17 

Iscritto il: domenica 6 aprile 2014, 15:17
Messaggi: 32
Ciao Davide, io credo non ci sia niente di male appoggiarsi emotivamente a una persona che la si ami o no, ma bisogna imparare prima di tutto a coltivare le qualità personali e lavorare su se stessi, perché nella vita non si può mai sapere cosa si nasconde dietro l'angolo....
Alcune persone hanno bisogno degli altri, per andare avanti, altre più toste ce la fanno quasi sempre da sole.
Io non conosco la tua situazione con i genitori, spero che era buona.... ad ogni modo se lo era penso che la cosa migliore per te adesso sia riscoprire il calore della famiglia, perché i genitori se amano un figlio non lo abbandonano mai, anche se hanno sofferto molto a causa sua.
Ritorna al al dialogo con i tuoi, e se per adesso non ce la fai non dimenticare che ci sono persone che sicuramente ti vogliono bene e ti stanno aspettando.
La vita è un dono e la dobbiamo vivere per quanto a volte sembra crudele, si trova sempre una soluzione se si vuole, basta decidersi per vivere anche quando sembra non avere più senso vivere.
TI auguro davvero di trovare qui in chat persone autentiche, e buone che possano aiutarti a risorgere, e naturalmente cerca la Forza dentro te stesso, intanto ti auguro un nuovo anno tutto da vivere con rinnovato vigore!


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 Oggetto del messaggio: Re: Il senso di abbandono
MessaggioInviato: lunedì 29 dicembre 2014, 0:43 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
Ciao Davide, avevo preparato un bel post lungo, ma ho perso tutto per errore :(

Comunque, mi dispiace molto per come ti senti, ma ricorda che non può piovere per sempre..

Se puoi, comincia un percorso terapeutico con qualche specialista (competente) che possa aiutarti pian piano a superare questo stato e comincia dalle piccole cose, come ad esempio scrivere un diario dove dai sfogo alle tue emozioni o semplicemente guardare il sole o la pioggia attraverso i vetri della finestra.
Prenditi i tuoi tempi :)

Concludo con un mio pensiero: "spesso non superiamo le nostre difficoltà, non perchè non ne abbiamo le capacità o perchè non vogliamo, ma perchè siamo convinti di non farcela"

Ecco, credo che forse tu in questo momento ti senti proprio così, ovvero paralizzato e spaventato, ma credimi, ne uscirai fuori, anche perchè non credo che la tua situazione attuale sia piacevole per te... e ti capisco benissimo perchè ci sono passato anche io 4 anni fa... :(

Ti mando un forte abbraccio, anche se virtuale.

Gio92



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Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!
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