Il senso di abbandono

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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IsabellaCucciola
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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda IsabellaCucciola » lunedì 29 dicembre 2014, 23:13

davide ha scritto:Forse è proprio questo il problema,non mi sento di meritare il posto che occupo perchè non rispetto certi requisiti.
Non mi sono mai sentito cosi carino da poter attrarre qualcuno o da permettergli di dire: tra tanti scelgo lui,non mi sono mai sentito forte o coraggioso.Non sono in grado di portare avanti una qualsiasi tipo di attività per paura di mostrare troppo di me stesso,di mettermi troppo a nudo.

Aspetta!!!!
Tu avevi un ragazzo e degli amici quindi significa che delle persone che ti frequentavano perché si trovavano bene con te, riguardo al tuo ex, potresti farmi notare che oramai non state più insieme, ma quello c’entra fino a un certo punto, stava con te perché ti voleva bene, il fatto che vi siete lasciati dipende da mille motivi.
E qui entra in gioco il terzo mattone, tu sai dare e ricevere amore e affetto!
davide ha scritto:Sono asociale per scelta,non ho interesse a coltivare i rapporti umani perchè alla fine non trovo mai quella persona stretta anche e sopratutto amica con cui fare quelle cose stupide come ritrovarsi piu volte a bere un caffè,a parlare delle proprie vite.

Come ti fa notare Project, tu non sei asociale, anche perché se fosse così non ti saresti neanche iscritto in un Forum. Tu hai “paura” delle persone perché non riesci a stabilire un contatto con loro, e quindi “diventi asociale” perché senti come un muro fra te e le persone.
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

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davide
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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda davide » martedì 30 dicembre 2014, 13:31

Sul mio ex non posso fare affidamento purtroppo,per via di tante cose primo fra tutti il fatto che per lui è come se tutto fosse da archiviare,mantenere rapporti di amicizia che non puntino però a tirare in ballo ricordi,situazioni.
La verità è che per sentirsi davvero liberi bisogna mettere radici e al momento non ne ho alcuna.
Quella casa che devo costruire dalle fondamenta,mattone per mattone mi fa impallidire,mi getta nella totale ansia.Il mio sguardo,il mio pensiero,il mio essere in toto sono rivolti a quella in macerie che giace vicino a me.
Sono arrabbiato con la vita perchè le ho dato tanto e non mi è tornato indietro niente,m'ha illuso e mi ha fatto credere a tante cose e poi mi ha svelato una realtà totalmente diversa.
Ci sono ferite che il tempo non guarisce,al massimo ci si abitua al dolore

sono una foglia che danza portata dal vento. vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come fosse la prima volta

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda progettogayforum » martedì 30 dicembre 2014, 13:50

Davide!!! Ok, è vero che un po' di cose sono andate storte, ma non è il caso di farne una tragedia. Pensa a chi deve affrontare la lotta quotidiana con la malattia o con handicap, a chi non ha lavoro e ha una famiglia da portare avanti, a chi ha subito torti veramente gravissimi e deve sopportarne le conseguenze e a chi non ha nemmeno l'indispensabile per andare avanti. Insomma, riporta la valutazione delle situazioni in una dimensione realistica e oggettiva e le vedrai molto ridimensionate. Quindi cerca di trasformare la paura di lavorare per costruire il futuro in impegno concreto per farlo e da subito, senza rinvii! L'anno nuovo deve essere quello del decollo. So bene che i coinvolgimenti affettivi possono portare a delusioni profonde, ma queste cose fanno parte della vita ordinaria e vanno affrontare e superare. Gli ostacoli ci sono e ci saranno sempre ma vanno superati con impegno e decisione.
W Davide!! E avanti senza paura di nulla!!

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda barbara » martedì 30 dicembre 2014, 20:41

caro Davide, dai tempo al tempo. Non puoi pretendere da te stesso di essere sereno quando la tua storia è finita da poco.
Probabilmente il tuo ex reagisce diversamente da te perché è stata una scelta che andava bene per lui più che per te.
Certo vivere accanto a lui è uno stress non da poco. Questi problemi logistici non sono superabili?

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda progettogayforum » giovedì 1 gennaio 2015, 12:05

Buon Anno Davide!!!

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda davide » giovedì 1 gennaio 2015, 12:08

Buon anno a tutti nel frattempo.

I problemi logistici si sono risolvibili e li sto risolvendo velocemente perchè io cosi non ce la faccio più,non voglio farmi vedere in questo stato e non posso vivere in simbiosi con lui e con una vita che non è più mia.
Ho davvero una fottuta(si può dire?) paura del tempo,paura di attendere troppo,paura di perdermi qualcosa,paura di lasciare le ferite che guariscano e poi accorgermi che una volta risalito non c'è nulla di davvero importante ad aspettarmi.

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda progettogayforum » giovedì 1 gennaio 2015, 12:09

Sembra una cosa banale, ma non è una formalità!! Ti auguro veramente di tutto cuore di poter avere un 2015 sereno, ma nel senso profondo del termine!!! Non sei solo, e lo sai!! Adesso è ora di rimettersi al lavoro e di progettare il futuro. Niente paure di nessun genere e guarda avanti con serenità!! Le sconfitte e le delusioni fanno parte della vita ordinaria e ce ne possono essere di pesantissime ma ci si risolleva e va avanti!! Un fortissimo abbraccio!! E ricordati che non sei solo!!

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda progettogayforum » giovedì 1 gennaio 2015, 12:14

Davide!! Devi fare conto su te stesso prima di tutto!! Anche la vita di coppia non è una soluzione, può anche funzionare ma non è affatto detto, è una eventualità, se si realizza e finché si realizza ok, bene, ma se non si realizza si vive bene lo stesso. Quanto alla logistica... beh, una simbiosi col tuo ex mi sembra quanto meno inopportuna, quindi risolvere il problema della casa ti aiuterà certamente a trovare una tranquillità di fondo, però, te lo ripeto, è su te stesso che devi contare e senza ansia, senza paure, le cose si affronteranno una per una. Piedi per terra e sguardo in avanti!!! W Davide!!

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda Ken » martedì 10 marzo 2015, 22:09

Ciao davide, dalle tue paure, che scrivi, nel tuo ultimo post, emerge che magari, non ti senti di meritare una nuova opportunità, e credo sia importante ragionare sul perchè...Magari non ti stimi abbastanza, ti senti in colpa per qualcosa che devi capire...C'è sempre un'opportunità che ci aspetta fuori, lì da qualche parte, e credo valga la pena combattere per la nostra serenità: Di persone che sanno amare ce ne sono, e siamo noi che ci allontaniamo da esse, per paura di non meritarle...Lascia andare il passato, e permettiti di ritrovare emozioni, sensazioni vitali.
Il passato se lo tieni a lungo stretto, ti logora, e ti fa ammalare.
E alla fine il senso di abbandono serve alle persone, per rigenerarsi, per riformare delle opportunità valide: Se non avessimo i momenti di sconforto, come difese del nostro cuore, avremmo sempre della batoste, perchè essere di cattivo umore, allontana le persone giuste, e attira le persone sbagliate.
Chiediti cosa vuoi veramente, in una persona, nella vita...Ristruttura per bene, la tua vita, in modo da renderla un posto, degno di essere vissuto...Sono progetti che stimolano, e fanno bene, alimentano delle speranze, dei desideri, che sono il motore dell'essere umano.
I rimpianti servono a poco...E se non ne hai meglio così. Pensa piuttosto a cosa ti renderebbe felice, e alimenta questo fuoco, vedrai, poco alla volta crescerà, e chissà se un giorno, non sarai veramente felice. Al momento da quanto mi pare di capire, non hai nulla da perdere, quindi...
Ti auguro in bocca al lupo!!

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Re: Il senso di abbandono

Messaggioda davide » sabato 18 aprile 2015, 10:16

Torno a scrivere dopo una certa assenza.E' stato un periodo molto "vissuto" direi fatto di progetti,litigate,discussioni,ansie,preoccupazioni.In effetti in meno di tre mesi ho provato una vasta gamma di emozioni ed è stato a tratti esaltante e a tratti sconfortante.
Qualcosa nelle acque si è mossa ma forse non nella direzione giusta.Mi sono trasferito in una piccola isola per riprendermi,rigenerarmi nonostante tutti pensino che ci sia andato per cercare lavoro.Avevo bisogno di staccare dal mondo,dai suoi affanni continui e in verità l'ho fatto in parte per un certo periodo ma si sa i problemi ti seguiranno sempre e comunque finchè non li risolvi.Un amico mi disse una volta che nelle nostre problematicità risiede anche la soluzione e inizio a comprendere cosa volesse dire.
Penso che tornerò a casa a breve,a malincuore di mia madre che sperava trovassi lavoro qui per non dover più fronteggiare le recriminazioni di mio padre nei miei confronti.
Sento di aver lasciato in sospeso un capitolo,lo stesso che credevo di aver chiuso per sempre e vorrei finirlo per una mia soddisfazione personale.Ma sarà troppo tardi adesso? me lo potrò permettere?come farò?
Pensieri affollano la mia mente e nelle notte caldi il sonno fa fatica a destarsi.
Il mio ex alla fine si è fidanzato due mesi dopo che ci siamo lasciati,prova un tremendo piacere a sbattermi in faccia la sua felicità tessendo le lodi di colui che gli dà ciò di cui l'ho privato.C'è giustizia nel mondo?Non saprei a conti fatti,mi dicono di sedermi sulla riva del fiume e aspettare il cadavere ma di certe cose sono stanco ormai.Ho bisogno di una strada da seguire fino in fondo senza interruzioni questa volta..

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