Il senso di abbandono

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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davide
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Il senso di abbandono

Messaggio da davide » domenica 28 dicembre 2014, 12:07

Molte volte si arrivano a certe consapevolezze nei momenti piu critici,piu buii e ahimè piu dolorosi.Può essere la perdita di qualcuno o qualcosa,un cambiamento nel proprio stile di vita radicale e incisivo,quella svolta completamente inaspettata.
L'ultimo anno è stato un vero parto,ho stravolto cosi tanto la mia vita che ad un certo punto mi sono allontanato dalla mia strada maestra,mi sono totalmente perso.
Ho lasciato l'università perchè mi ero cosi depresso da passare le giornate a dormire,ho perso dieci chili,ho smesso di uscire e l'unica gioia che avevo era il mio ragazzo.Beh ho perso anche quello.Quando si dice una volta che sei arrivato al fondo devi decidere se risalirlo o raschiarlo.Ovviamente ho iniziato a raschiarlo sempre di piu,sempre più a fondo e piu lo facevo e piu perdevo contatto con la realtà;ho allontanato quei pochi amici che avevo,ho chiuso fuori dalla mia vita la famiglia.Alla fine sono arrivato al punto in cui ero devastato nella mente e nel fisico.Mi sono ammalato e ancora oggi non trovo la strada di uscirne perchè non c'è voglia d riscatto,provo solo questo senso di abbandono che piu di ogni altra cosa questa volta mi consuma.Ho allontanato io chi mi voleva sostenere eppure soffro di solitudine,quello poche relazioni sociali che stringo per caso diventano quasi un nutrimento,le consumo fino all'osso e fintantochè mi danno energia.Poi le getto via e ricomincio.Questo non è vivere,questo non si può chiamare neppure esistenza...

sono una foglia che danza portata dal vento. vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come fosse la prima volta

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progettogayforum
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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da progettogayforum » domenica 28 dicembre 2014, 14:45

Davide, adesso sei qui e non sei solo. Il senso di abbandono, sì può essere profondissimo, ma hai avuto la forza di scrivere questo post e noi ci siamo, non siamo virtuali, siamo persone vere che possono capire quello che stai passando e che hanno passato i loro brutti momenti. Sono piccole sicurezze, ma ci sono. Ti dico quello che penso: innanzitutto bisogna guardare avanti e non indietro, bisogna cominciare a ricostruire, ed è possibile. Prima di tutto reagire pensando a costruire.
Io penso che sia importantissimo non chiudere la propria famiglia fuori dalla porta, perché si tratta di persone che comunque hanno un rapporto importante con te. I contatti con la famiglia vanno ristabiliti e la compagnia può essere il sistema migliore per allontanare la depressione, che al momento si fa sentire eccome, e poi piano piano bisogna riconquistare la vita ordinaria: rispettare degli orari di veglia e di sonno, mangiare regolarmente, rimettere a posto casa, in modo che sia ordinata, e, cosa fondamentale, cominciare a pensare molto concretamente di riprendere gli studi, cosa certamente possibile, se la guardi senza le lenti offuscate dalla depressione. Gli amici li hai allontanati ma possono avvicinarsi di nuovo. Noi di PG ci siamo, anche se siamo geograficamente lontani ci siamo lo stesso, c'è la chat per parlare un po', ci possiamo scambiare i contatti su skype, ma è essenziale non andare alla deriva e riprendere il controllo del timore.
Anno nuovo, vita nuova e deve essere l'anno della risalita! Se tu fossi veramente abbandonato alla depressione non avresti scritto questo post.
Aspetto una tua risposta a breve e, se ti va, mi piacerebbe fare due chiacchiere su skype. Hai un mondo da costruire e non devi mai dimenticarti che non sei solo!!
Un forte abbraccio!!

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da davide » domenica 28 dicembre 2014, 15:12

Quando provi un senso di abbandono come il mio,sai cosa si fa?O meglio sai cosa faccio?Inizio a vagare disperato in cerca di calore umano,di fiore in fiore e non ti basta mai,non ti basterà mai perchè in fondo sai che non è cio di cui hai bisogno.L'ultimo anno mi ha svuotato del tutto,mi ha annullato.L'università l'ho lasciata del tutto e mi sono buttato in una cosa che mi piaceva ma non la sto minimamente portando avanti,la salute non mi aiuta e mi scavo sempre di più la fossa.

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da progettogayforum » domenica 28 dicembre 2014, 15:32

Davide, io sono nella chat di PG, ci si arriva dalla Home del forum.
Intanto grazie per aver risposto subito!! :D

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da 875 » domenica 28 dicembre 2014, 16:08

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Ultima modifica di 875 il sabato 10 novembre 2018, 18:45, modificato 1 volta in totale.
:?:

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da davide » domenica 28 dicembre 2014, 16:35

il senso di abbandono è fasullo secondo me perché si è soli anche in compagnia (vissuto) e si è in compagnia anche stando soli (vissuto anche questo).


Io lo so meglio di chiunque altro,negli ultimi tempi le litigate,i drammi,le parole che sono volate mi hanno distrutto emotivamente nonostante ci fosse sempre quella persona a fianco.Venuta a mancare non avevo neppure più con chi litigare.
Io credo che la rottura mi abbia dato il colpo di grazie e abbia aggravato il disagio che avevo...

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da progettogayforum » domenica 28 dicembre 2014, 16:41

Davide, vedo che ci sei... entra in chat
http://progettogay.altervista.org/site/chat.html

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da 875 » domenica 28 dicembre 2014, 18:47

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Ultima modifica di 875 il sabato 10 novembre 2018, 18:45, modificato 1 volta in totale.
:?:

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da davide » domenica 28 dicembre 2014, 19:25

mi colpisce particolarmente la tua firma:

Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

non posso fare a meno di versare qualche lacrima leggendola e non so neppure io il perchè.Si può arrivare ad un punto in cui è totalmente devastati da consumarsi da soli?

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Re: Il senso di abbandono

Messaggio da giacmar » domenica 28 dicembre 2014, 19:41

Caro Davide,
Mi spiace che tu stia vivendo una fase così drammatica, ma sono contento che tu abbia deciso di frequentare questo forum. Spero che si riveli un'esperienza molto positiva, così come lo è per me. Detto questo, se non l'hai già fatto, l'unico consiglio che mi sento di darti è quello di chiedere aiuto a persone competenti. Credo che in casi come questo il fai da te sia davvero rischioso. Sicuramente anche quando ci si affida a qualcuno ritengo che sia fondamentale sentire il bisogno di stare bene e di volercela fare a tutti i costi. Non esitare a scrivere se hai bisogno di noi.
In bocca al lupo,
Marco

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