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 Oggetto del messaggio: GAY: AFFETTIVITÀ E TRASGRESSIONE
MessaggioInviato: venerdì 13 febbraio 2015, 20:20 
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Questo post è dedicato al concetto di trasgressione e ai suoi rapporti con l’omosessualità.

La parola trasgressione indica l’atto del trasgredire, dal Latino transgredior, che significa letteralmente andare al di là, procedere oltre, attraversare, varcare, ma anche passare oltre nel senso di tralasciare o trattare succintamente. Nel latino classico il verbo transgredior non ha l’accezione moderna di violare una regola di comportamento. Questo significato del verbo è diventato comune solo nel Latino ecclesiastico e dal Latino ecclesiastico è passato in tutte le lingue europee dove l’associazione di trasgressione e disobbedienza o di trasgressione e peccato e diventata in pratica così usuale da restringere il significato di trasgressione a sinonimo di violazione di una regola o di un precetto.

La stessa derivazione ecclesiastica dell’accezione oggi data al termine trasgressione indica che l’idea di trasgressione (e quindi l’uso di questo termine) è indissolubilmente legato al senso di colpa.

La parola trasgressione è semanticamente collegata alla parola “eccesso”, dal Latino excēdo che significa allontanarsi, anche nel senso di allontanarsi dal tema del discorso, ritirarsi, uscire, ma anche superare, oltrepassare. Nell’uso comune si parla di “eccesso” come di cosa senza misura, fuori dai limiti, al di là della norma.

La trasgressione è o qualitativa, quando consiste nel mettere in pratica comportamenti assolutamente vietati dalla legge o dalla morale, o quantitativa, quando consiste nel mettere in pratica in modo “eccessivo”, cioè fuori dai limiti o dalla misura accettata, comportamenti, che “entro certi limiti o per determinate finalità” sarebbero ammessi.

La trasgressione “sessuale” non può essere ridotta in ogni caso alla sola dimensione morale o religiosa, perché ancora oggi ci sono molti stati in cui la trasgressione sessuale è punita dalla legge. La sovrapposizione di norme legali e di norme di carattere religioso manifesta come ancora oggi la laicità, cioè la distinzione tra il principio di moralità e il principio di legalità, sia di fatto poco più che un’utopia in molte zone del mondo.

L’idea stessa di trasgressione come violazione di un limite legale o sacro comporta una valutazione negativa del comportamento trasgressivo. Ma va tenuto presente che la trasgressione è uno dei motori fondamentali del progresso umano perché affranca le persone da limitazioni imposte, prive si qualsiasi motivazione oggettiva e di qualsiasi utilità sociale. La lotta contro la schiavitù e quella per i diritti umani, ove questi non sono rispettati, sono trasgressive rispetto ad un sistema di divieti legali che tende a frenare ogni forma di sviluppo sociale, ma proprio per questo sono un motore fondamentale del progresso civile.

La trasgressione ha poi il significato di una emancipazione anche quando è messa in atto da un adolescente che supera i divieti imposti dai genitori che tentano di mantenerlo in stato di minorità e di obbedienza al di là del necessario. In questo caso la trasgressione è soprattutto legata allo sviluppo della sessualità. Le forme di trasgressione viste come emancipazione o liberazione da vincoli sono vissute con molta partecipazione e come un’affermazione della propria identità individuale. Si tratta quindi di comportamenti che accrescono l’autostima e che non sono in nessun modo ansiogeni o depressivi.

Ma veniamo in particolare all’ambito della omosessualità. L’omosessualità è stata per secoli, e in molti luoghi è ancora, una forma di trasgressione di norme legali (talvolta punibile addirittura con la morte). Non è più così, e da poche decine di anni, nei paesi occidentali, dove la legge ha depenalizzato i comportamenti omosessuali, ma anche nei paesi occidentali permane un diffuso atteggiamento omofobico frutto della ignoranza sessuale, cioè della mancanza di una sana e “laica” educazione sessuale, alla quale le religioni si oppongono in modo strenuo, perché una educazione sessuale laica è la base della emancipazione culturale delle persone.

I sistemi che si reggono sui tabù e sui divieti sessuali impongono delle violente restrizioni alla libertà degli individui e tendono a controllarne la coscienza tramite i sensi di colpa e la conseguente ricerca di un perdono. È un dato di fatto che una delle più affidabili misure della civiltà di un pese è la libertà riconosciuta al singolo in ambito sessuale.

Un gay cresce, anche nell’Europa occidentale o negli Stati Uniti, in una dimensione sociale in cui la norma è l’eterosessualità e l’omosessualità è comunque di per sé connotata da una qualche dimensione trasgressiva, sebbene si tratti di forme di trasgressione ampiamente tollerate e qualche volta anche rispettate.

È purtroppo vero che l’accettazione della propria omosessualità, anche nel XXI secolo, costituisce un grosso problema per molti ragazzi, tanto più quando l’ambiente sociale che li circonda è sostanzialmente omofobo. Nelle scuole, almeno in Italia, l’omosessualità è vista ancora quasi dappertutto come trasgressiva, gli insegnanti non ne parlano, i ragazzi gay si nascondono e spesso i genitori vedono nella presenza di un presunto omosessuale nella classe del figlio quasi un rischio di contagio, come se si trattasse di una vera e propria malattia. Tra gli insegnanti, come tra gli studenti i gay dichiarati sono rarissimi, tuttavia l’omofobia sociale o quella familiare, in un mondo in cui domina internet, non bastano a reprimere l’omosessualità dei ragazzi gay che riescono, tutto sommato abbastanza presto, a passare oltre il tabù della omosessualità, che di fatto, oggi, costituisce un condizionamento pesante solo in una percentuale di casi abbastanza ridotta rispetto ai decenni precedenti.

L’idea di trasgressione ormai ha spostato il suo campo di azione dall’essere gay al modo di vivere la propria sessualità e si è andata via via confondendo con categorie di tipo patologico che in realtà hanno ben poco a che vedere con la trasgressione. Oggi l’idea di trasgressione in ambito sessuale, tra i gay, tende ad affrancarsi dalla conformità o meno a particolari pratiche sessuali, che ormai hanno perso il loro carattere trasgressivo perché se ne parla facilmente e senza complessi. L’idea di trasgredire è invece ben presente nella mente di ragazzi che sono dediti a pratiche sessuali delle quali non parla nemmeno la pornografia o che hanno, anche nell’ambito gay, uno stigma sociale persistente, queste pratiche sono ritenute al limite del patologico e classificate spesso come parafilie, se non sono considerate addirittura chiaramente patologiche. Il discorso andrebbe approfondito al fine di restringere l’ambito delle parafilie, che spesso è allargato a dismisura e del tutto immotivatamente.

La presenza dell’idea di trasgressione si ritrova anche in quei ragazzi che sono convinti di “eccedere” non nel che cosa ma nel quanto e nel perché, nel senso che pensano di essere troppo legati alle necessità sessuali, al limite della dipendenza, o pensano di cercare sesso senza amore, da chiunque, o da persone che cercano da loro un rapporto d’amore che loro si sentono incapaci di offrire.

Queste forme di trasgressione sono individuali, cioè sono viste come una incapacità individuale di gestire la propria sessualità tenendola in limiti accettabili, ma in queste forme di trasgressione non si individua nessuno che sia oggettivamente offeso dalla trasgressione, cioè la trasgressione non si riversa a danno di nessuno, qui, quindi il disagio è tutto individuale. Ci sono però altre forme di trasgressione, che coinvolgono altre persone, tipiche sono le trasgressioni delle fedeltà di coppia, che sono avvertire non solo come una incapacità di autocontrollo da parte di chi le mette in pratica ma come una vera e propria lesione della dignità del proprio compagno, individuato come vittima da chi si sente trasgressore. Queste forme di trasgressione sono in genere vissute con profondi sensi di colpa che comunque non sono sufficienti ad evitare la ripetizione della trasgressione.

L’idea di identificare il sesso con la trasgressione e non con la manifestazione della propria affettività suscita spesso sensi di colpa e frasi come queste ne sono il classico segnale:

1) “Io non ho bisogno d’amore, ho bisogno solo di sesso, per me è una necessità.”
2) “Potevo dirgli che non ero innamorato di lui, ma ho tenuto un piede in due scarpe.”
3) “Io penso al sesso come ad un porno, per me è così, è una fissa.”
4) “Ma tu non mi immagini mai mentre io faccio sesso con un altro? Non ti eccita l’idea?”
5) “Ma quando tu stavi con gli altri che facevi?”

Dietro richieste di sesso che sembrano eccessive, chi le fa vede la propria debolezza, la propria incapacità di controllarsi e una sostanziale aridità affettiva, ma il sesso è di per sé una manifestazione di affettività. I ragazzi che vivono sensi di colpa legati a un’idea trasgressiva della sessualità, pur dichiarando di non avere interessi affettivi, rivolgono il loro interesse sessuale soprattutto, se non esclusivamente, verso persone che conoscono e delle quali si fidano, segno questo, che non vanno cercando il sesso per il sesso ma un calore che sia insieme affettivo e sessuale. Queste richieste di affetto restano spesso inascoltate proprio perché nascoste dietro lo schermo di una apparente sessualità fine a se stessa.

Spesso i partner di questi ragazzi, pur volendo loro bene, ne hanno quasi paura, proprio perché le loro richieste non sono standardizzabili e prevedibili e possono creare problemi di tipo sociale, come rischi di outing più o meno involontario.

Accade purtroppo abbastanza spesso che un ragazzo che si presenta come trasgressivo a livello sessuale venga marginalizzato anche in ambiente gay. Anche i gay hanno i loro condizionamenti sociali interni al gruppo, le loro norme non scritte, le loro tradizioni più o meno standardizzate. I ragazzi trasgressivi in genere non si lasciano richiudere nell’ambito di nessuna categoria e proprio per questo sono tenuti a distanza, cosa che aumenta il loro senso di solitudine. Si tratta spesso di ragazzi di grande intelligenza, poco propensi a soggiacere a regole che non condividono e desiderosi, al di là di quello che essi stessi dicono, di risposte affettive vere, che essi apparentemente non apprezzano, per orgoglio o semplicemente per timidezza, ma che lavorano nel profondo e alla lunga possono portare risultati importanti.



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