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MessaggioInviato: domenica 7 giugno 2015, 3:42 

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Ultima modifica di RoXasVersailles il giovedì 18 febbraio 2016, 0:42, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: domenica 7 giugno 2015, 9:33 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
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Caro Rox, finisco di leggere le tue ultime parole in mezzo alle lacrime.
Posso solo dirti che il tuo grido mi ha raggiunto proprio qui, al centro del cuore, dove fa più male , quando ci si sente esclusi.
Non so come sia possibile vivere così, senza avere dentro una forza così grande , una umanità così grande come quella che tu sai esprimere.
Il mondo perderebbe troppo se tu sparissi. Sono le persone come te che gettano una luce di speranza in mezzo a tanto egoismo e superficialità.
Ma non è per il mondo che devi sopravviveree andare avanti. E' solo per te stesso e per colui, coloro che aspettano di incontrarti , quando te ne andrai finalmente da dove vivi.
Quel posto non ti merita. Nessuno è profeta in patria, diceva un detto. E purtroppo c'è molta verità in queste parole. Spesso è necessario andarsene per poter recuperare la forza necessaria , per poter vivere e non solo sopravvivere.
E' necessario perchè gli altri sono in tanti e non puoi mai sapere quanto ti condizionano fino a quando te ne allontani.
Quindi tieni duro, che il peggio è passato. Non avrebbe senso mollare proprio ora che ti stai avvicinando alla tua meta.
Fai il possibile per convincere i tuoi genitori che hai bisogno di fare dei viaggi lontano da lì. Prenditi del tempo per andare a trovare persone che hai conosciuto in chat , per renderti conto di persona che è possibile anche in Italia essere rispettati per quello che si è.
Quando perdiamo la speranza dobbiamo ricordarci che i nostri pensieri diventano dei fantasmi, che peggiorano le cose.
E noi siamo qui per dirti proprio questo. Non tutto è come sembra adesso .C'è sicuramente qualche persona anche intorno a te che ancora non conosci e che potrebbe esserti amica. Il bullismo ti fa vedere nemici ovunque , ma per quanto potenti possano essere quelle persone che ti hanno ferito, non possono condizionare un'intera comunità.
C'è sempre qualcuno che è più avanti, più aperto di chi per paura, per ignoranza, fa del male a ragazzi come te.
Anche il pensare che il lavoro non ti potrà dare grandi soddisfazioni perchè non sei il tipo di persona che ecc ecc, vedi anche questo pensiero è figlio del momento che stai passando.
Ci sono lavori o anche altri tipi di impegni che possono davvero darti tantissimo. Ma non puoi saperlo finchè non scopri le cose che ti appassionano veramente.
Verrà un giorno che litigherai col tuo fidanzato o con tuo marito (perchè questa legge arriverà vedrai...) per il fatto che dedichi troppo tempo a qualcosa che ti interessa , anche se ora ti sembra impossibile immaginarlo. Perchè la scoperta più grande è che la vita non smette mai di stupirti, anche quando pensi che non ci sia più niente da fare.
Continua a lottare e scrivi, perchè sai scrivere e un dono come questo non va assolutamente sprecato!
Non sai quante persone come te stai aiutando, scrivendo la tua storia. Sei molto coraggioso e hai tutta la mia stima.
Un ragazzo come te può arrivare dove vuole , se lo desidera veramente! Non dimenticartelo mai!


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: domenica 7 giugno 2015, 10:13 
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Iscritto il: sabato 3 gennaio 2015, 12:17
Messaggi: 65
Ciao Fede, ho provato a scriverti su what's app appena letto il post ma non riesco a capire il motivo per cui tu mi abbia bloccato...
Conosco già la tua situazione da tempo, mi dispiace che tu ti senta sempre così, ma purtroppo ne hai motivo, da quello che mi racconti. L'unica cosa che puoi fare è andare avanti sostenuto dalla speranza di un futuro migliore (che probabilmente arriverà). Se ora non ti trovi bene lì dove sei, il che mi sembra evidente, appena puoi inizia a fare nuove esperienze in città diverse, in paesi diversi anche tramite scambi culturali o viaggi... E poi magari dall'università trasferendoti proprio altrove. In qualche bella città dove potrai ricominciare tutto da capo.
Comunque, se sei arrabbiato con me per qualche motivo mi piacerebbe saperlo. Mi scuso con gli altri se comunico con lui tramite questo post ma è l'unico mezzo attualmente

Ah, P.S.
Il video e la canzone di Make it stop sono molto profondi e toccanti, wonderful.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: domenica 7 giugno 2015, 16:21 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Ciao Rox! Ho appena finito di leggere il post; è moltissimo tempo che non leggo dei post di questa intensità, posso dire che sono davvero scosso, emotivamente coinvolto. In pratica è come se tu vivessi in esilio, eppure hai una ricchezza interiore sconvolgente. Il tuo post può fare un mondo di bene e lo farà, è una cosa seria, una cosa vera, una cosa che ha una profondità spirituale rara. In un ambiente così non è facile adattarsi ma tu sei andato avanti lo stesso, perché hai una prospettiva per il futuro, l'università fuori, ti immetterà in un mondo molto diverso e lì, dove non ci sono spauracchi sociali (ma bisognerebbe dire persecuzioni) un ragazzo come lo sogni lo troverai certamente perché hai proprio una ricchezza interiore unica. Con gli ignoranti c'è poco da fare e poi quando sono coalizzati in branco la possibilità che aprano gli occhi e comincino a ragionare è praticamente nulla, ma non dovrai restare legato al tuo paese a vita, potrai eccome avere prospettive del tutto diverse.
Vorrei chiederti una cosa e suggerirtene un'altra:
1) vorrei chiederti il permesso di inserire il tuo post nel volume "Essere Gay":
http://gayproject.altervista.org/manual ... ualita.pdf
2) vorrei chiederti di scrivere una testimonianza che possa evidenziare come un ragazzo si trova ad affrontare i problemi dell'omofobia dell'ignoranza e dell'aggressività in un ambiente chiuso e senza un sostegno esterno.
Sono convinto che la tua esperienza debba essere valorizzata perché potrebbe essere assolutamente preziosa per tantissimi altri ragazzi.
Fammi sapere che ne pensi.
Un fortissimo abbraccio.
Project



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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: domenica 7 giugno 2015, 23:38 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao RoXasVersailles,
Non so bene da dove partire, quindi cercherò di scriverti quello che sento senza dover seguire l’ordine del tuo Topic, e ti avviso che quanto scriverò non so se riuscirà a tirarti su di morale.
RoXasVersailles ha scritto:
Mi sento così diverso. Diverso da chiunque. Non importa se gay o etero. Se maschio o femmina. Mi sento diverso, su un altro pianeta quasi. E non è figa come sensazione, fa davvero cagare... scusate il francesismo.
Sentirsi così diversi... sentire di non potere mai piacere realmente a qualcuno... mi fa venire voglia di sparire...

Non so dirti se questa sensazione di sentirsi “fuori dal mondo”, sia dovuta al fatto di essere gay o meno, o sia una cosa che abbiamo proprio dentro di noi, una cosa che abbiamo “nel DNA”. Diventa non figa come sensazione quando le persone “normali” ci fanno notare che noi non siamo come gli altri.
“Non vergognarti della tua diversità, amala. Ciò che ci fa soffrire ha bisogno del nostro amore, solo così smetterà di cercarci, solo così troverà pace.”
RoXasVersailles ha scritto:
A volte ho il terrore che anche se andrò a fare l'università fuori farà tutto ugualmente schifo. Che il mondo faccia davvero tutto schifo come la Calabria (nonostante ho prove tangibili che non sia così). Ma mio padre con il suo cazzo di motto "tutto il mondo è paese" mi farebbe venire voglia di ingurgitare 50 confezioni di Valium e farla finita per sempre... non lo faccio perché io voglio e posso resistere... perché so di valere qualcosa... ma credetemi a volte, per pochi nanosecondi, il suicidio mi sembra l'unica via d'uscita.

Scusa se sono diretta ma purtroppo i coglioni esistono ovunque, pure nei paesi in cui i gay si trovano meglio, quindi dobbiamo farcene una ragione! È ovvio che quando stiamo male vediamo tutto nero, e siamo “sicuri” che ovunque troveremo solo persone che ci “remeranno contro”, ma non è così, e queste non sono parole dette a caso, ma cose che ho vissuto. Non è vero che tutto il mondo è paese, purtroppo nei paesini piccoli l’ignoranza è molta, mentre uscendo da questi posti ci si rende conto che il mondo è anche altro. Oltretutto quando avrai diciotto anni potrai prenderti la patente e girare di più (la macchina dei tuoi va benissimo!!!!), e renderti conto di come il mondo là fuori sia diverso!
RoXasVersailles ha scritto:
Io resisto. Continuo a combattere e resistere. Ma per quanto tempo ancora? Quanto devo ancora soffrire prima di trovare la felicità?
Esiste per me la felicità?
Che poi la mia felicità cos'è... mi basterebbe un messaggino di buonanotte, un "amore mio... per me sei tutto" da parte di un ragazzo e tutto questo topic non sarebbe mai stato scritto.
Mi basterebbe un "ti vorrei accanto a me adesso" se non addirittura un ragazzo ad aspettarmi nella stanza accanto pronto per ... baciarmi, abbracciarmi, dirmi che non importa quanto ho sofferto e soffrirò ma lui per me ci sarà sempre.
Perché è questa la mia massima causa di sofferenza. La paura di non trovare mai un ragazzo. Io non ho passioni particolari, sì mi piacciono il francese, l'islandese, la storia e la psicologia. Ma non riuscirei mai a fare del mio lavoro una ragione di vita, io sono piuttosto da "due cuori una capanna", finora ho avuto quasi solo esclusivamente relazioni online (dal vivo ho avuto solo relazioni stupide e senza sentimento, e pure poche) eppure in quelle relazioni online ho dato tutto me stesso, spesso mi sono annullato pur di ricevere una minima parola d'affetto, a volte è andata meglio altre volte peggio (sono sempre durate poco, comunque).

La felicità è fare ciò che ti fa stare bene, che sia leggere un libro, o farti una passeggiata, la felicità è un qualcosa che ci infonde del benessere.
Il punto focale di questa parte è la classica paura di rimanere soli, di non trovare nessuno. Hai scritto di essere minorenne, e purtroppo è difficile trovare altri ragazzi gay che si sono accettati per riuscire a mettersi con qualcuno, di solito ci sono le classiche cotte per l’amico etero (cotte che fanno più male che bene). La paura è giustificata perché si vedono le classiche coppiette etero e dentro di noi c’è una vocina che ci dice: “Perché non posso avere anche io qualcuno che a me ci tenga?”.
RoXasVersailles ha scritto:
Io non ce la faccio più. La vita passa avanti e io la guardo dietro al vetro della mia finestra. Il tempo scorre e io passo il tempo ad aspettare che continui a passare il più velocemente possibile.

L’unico vero consiglio che posso darti è quello di non lasciare scorrere la vita davanti, perché purtroppo ne abbiamo una sola. Lo so che se si è gay è più difficile poter vivere serenamente, ma non farti sfuggire il tempo fra le dita, perché una volta che il tempo se ne andato non ritorna più.
RoXasVersailles ha scritto:
Tutto Passa, è vero, ma quand'é che anche per me passerà tutto questo? Leggere di ragazzini di 13, 14 anni che hanno già un fidanzatino... mi fa così rabbia e tristezza, anche perché sono tutti di Torino, Milano, Bologna, al massimo Roma... io qui... boh.... non so proprio cosa scrivere. Ho vinto concorsi di poesia, di filosofia, penso di essere un ragazzo dolce timido e sensibile... ma forse questo non basta oggi per piacere, ma non ho intenzione di cambiare per gli altri... perché io mi piaccio così e questa è la cosa più importante. Ho dei bei occhi (a detta altrui... altrimenti non mi permetterei di dirlo) e comunque il resto del mio viso e del mio corpo benché non sia proprio da modello non fa nemmeno ribrezzo, eppure questo è quello che provoco in molte persone, RIBREZZO. Gli faccio schifo. E sebbene io tenti di non fregarmene, ed in effetti la cosa sta scemando rispetto a qualche anno fa dove non ragionavo in base a ME ma in base agli ALTRI, ancora ora tutto questo mi fa male. Mi sento solo. Fottutamente, dannatamente solo. E vorrei solo qualcuno che adesso, proprio ora mentre scrivo, mi bloccasse le mani e me le portasse attorno a sé e alla mia minima protesta mi dia un bacio così lungo da annullare tutto quanto quello che è intorno a me, a lui, a noi.

C’è un po’ il mito di pensare che nella vita bisogna essere super fighi (e possibilmente idioti). È vero che ci sono persone che oltre all’aspetto fisico non guardano, però non sono tutti così. L’innamorarsi, il piacersi, non sono cose così semplici, sono il frutto di una alchimia piuttosto complessa, però questo non significa che si rimarrà soli per sempre, bisogna solo avere pazienza.
La parola pazienza è una parola “brutta”, angosciante, ci fa venire in mente qualcosa che si perde all’infinito, mentre noi abbiamo bisogno delle cose ora. Il fatto di essere gay ci fa sentire talmente soli che la solitudine sembra stringerci il petto, e farci mancare il fiato. Abbiamo il bisogno di conoscere e frequentare altri come noi, ne abbiamo un bisogno fisico, perché ci sentiamo soli. Abbiamo bisogno di sapere che non siamo gli unici al mondo, ma ci sono anche altre persone che provano quello che proviamo noi.
Mi verrebbe voglia di scriverti che non sei solo, perché ci sono delle persone che ti scrivono e ti leggono, e che si rispecchiano in quello che hai scritto, ma questa cosa ha un senso fino a un certo punto, e tu hai bisogno di rapporti con le persone in carne e ossa e non ti basta il solo rapporto virtuale. Non sei propriamente solo, hai le tue amiche. Lo so che preferiresti avere rapporti di amicizia anche con i ragazzi, però hai qualcuno con cui poter parlare e uscire.



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: mercoledì 10 giugno 2015, 22:07 

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Ultima modifica di RoXasVersailles il giovedì 18 febbraio 2016, 0:55, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: mercoledì 10 giugno 2015, 22:33 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Intanto grazie per le autorizzazioni, Rox, domattina provvedo.

Questo tuo ultimo post è bellissimo e permette di capire tante cose dal di dentro. Penso che quello che hai scritto possa essere utilissimo a tanti ragazzi.

Sono veramente bellissime le cose che hai scritto sull'amore, sul bisogno d'amore, sui sogni d'amore. Le esperienze traumatiche che hai fatto ti hanno dato anche una capacità molto rara di capire le sofferenze altrui. Hai finito per trasformare il negativo in una potenzialità di comprensione e di comunicazione veramente singolare.

Per quello che potrai scrivere, da inserire nel manuale di PG, ti farò sapere domattina. Penso tu abbia parecchio da dire! Sono veramente contento che tu sia in questo forum!! :D



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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: giovedì 11 giugno 2015, 1:05 

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Ciao rox, fai bene a scrivere quando sei giù di morale. Anch'io durante l'adolescenza sfogavo l'ansia attraverso la scrittura; a volte anche nel disegno e nel canto. A differenza tua, però, non avevo le idee molto chiare in fatto di amore e sessualità. Ho capito di essere omosessuale solo dopo i vent'anni. Quando andavo al liceo mi sforzavo di non pensare all'amore e ai miei primi impulsi omosessuali, perché non accettavo l'idea di essere diverso dai miei amici.
Tu, invece, sei stato molto precoce sia nella scoperta dei tuoi bisogni più intimi, sia nello sperimentare la frustrazione che la ricerca di un compagno, specie tra omosessuali, può generare. Il mio consiglio è di considerare anzitutto la strada che hai percorso fino ad oggi, verso l'acquisizione di una consapevolezza che molte altre persone, me compreso, hanno raggiunto con più difficoltà. In secondo luogo, potresti migliorare il dialogo con i tuoi genitori in modo da conoscervi meglio e aumentare la fiducia e la stima reciproche. La mia serenità di oggi dipende in gran parte dall'affetto che i miei vecchi hanno saputo infondermi nei momenti di maggiore difficoltà.
In bocca al lupo e un abbraccio!


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: giovedì 11 giugno 2015, 17:45 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Sono contenta che le nostre risposte ti abbiano dato un po' di conforto. Sai alcune cose che racconti mi ricordano la mia adolescenza . Ad esempio il fatto di pensare di essere molto più brutta di come in effetti ero e pure l'ossessione per le storie d'amore. Passavo un sacco di tempo a immaginare personaggi di varie epoche storiche e varie situazioni . Una volta non c'erano le telenovelas , ma io le avevo già inventate! :mrgreen: Erano storie a volte a puntate che potevano anche durare delle settimane . Non penso fosse solo una questione di solitudine. Più che altro volevo provare certe emozioni , come quelle che esistono nei film. Non solo le emozioni di gioia, ma anche il dolore di un abbandono. I miei personaggi soffrivano un sacco prima del lieto fine :roll: E quando si mettevano insieme definitivamente , inventavo un'altra storia.
Allora non c'era internet nè sky e nemmeno c'erano i videoregistratori (oddio sembra che son nata duecento anni fa! :mrgreen: ) . Quindi non potevi scegliere quando vedere un film o rivederlo. Più avanti ho anche capito che mi interessano le storie delle persone , sia scriverle che ascoltarle. Infatti poi ho scelto un lavoro che ha molto a che fare con la psicologia.
Penso che l'adolescenza sia un periodo particolare in cui accadono anche cose particolari di quell'età, che poi finiscono. Almeno a me è successo così.
E' possibile che alcune delle cose che ti accadono siano proprie dell'età. Ma lo potrai sapere solo col tempo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mio grido di dolore.
MessaggioInviato: venerdì 12 giugno 2015, 1:01 

Iscritto il: domenica 8 giugno 2014, 0:34
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Ultima modifica di RoXasVersailles il giovedì 18 febbraio 2016, 0:55, modificato 1 volta in totale.

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