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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Sfogo
MessaggioInviato: giovedì 7 aprile 2016, 21:06 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Allora Geografo…
Leggendo quello che hai scritto, ho rivisto un po’ la ragazza che ero (e che forse sono ancora) alla tua età.
Chi ha detto che sei “unfriendly”, dovrebbe imparare a usare le parole, invece di usare termini “fighi”…
Sul discorso delle amicizie… qui mi è difficile consigliarti… da una parte tu hai un carattere da “solitario”, e in questo non c’è nulla di male, ma anche i solitari a volte sentono il bisogno di avere vicino qualcuno, purtroppo non sempre riusciamo a bastarci…
Geografo ha scritto:
Ma io faticavo a pensare che io potessi piacere a qualcuno sotto ogni punto di vista, come la mia freddezza.

Questa è una delle cose più sbagliate che possiamo fare per noi stessi. Non ci piacciamo così tanto, che ci sembra impossibile che qualcuno provi qualcosa per noi. E poi incominciano le pippe mentali: “Ma perché gli piaccio? Ma cosa ha trovato di così particolare in me?” forse dovremmo vivere le cose belle che ci accadono senza pensarci troppo… se una persona prova dei sentimenti per noi significa che ha visto qualcosa di speciale in noi.
Geografo ha scritto:
Lui mi faceva sempre un sacco di complimenti, soprattutto quando ci siamo conosciuti il primo giorno. A me davano fastidio, erano invadenti. Mi ricordo che mi disse su whatsapp, dopo il primo incontro: "Tu per me sei il ragazzo perfetto. Sei bello. Castano, occhi azzurri... cioè non puoi capire".
Ecco, è questo quello che a me dispiaceva. Il suo essere attaccato all'aspetto esteriore e la sua invadenza.

(Passami questa, ti prego… da roito, devo dire che se un ragazzo mi facesse i complimenti non mi dispiacerebbe).
Riguardo alla bellezza esteriore… è un po’ difficile da spiegare, ci sono delle persone che ci colpiscono particolarmente, che ci viene spontaneo fare dei complimenti sull’aspetto fisico, ma non lo fanno perché superficiali.
Geografo ha scritto:
Ecco, è questo quello che a me dispiaceva. Il suo essere attaccato all'aspetto esteriore e la sua invadenza. Ma adesso, sostanzialmente, io non so quanto lui ci tenga davvero a me. Anche perché, alla fine, ma che sa lui di me?
Non sa un cazzo della mia vita.

Qui vedo proprio esplodere la rabbia (hai usato la parola “cazzo”!).
Siete stati insieme giusto? Avrete anche parlato fra di voi no? Non penso che abbiate vissuto ogni momento solo come una relazione sessuale… (se l’avete fatto non ti giudico mica, però se non era così di solito con una persona ci si lascia andare, più o meno, a confidenze).
Geografo ha scritto:
È per questo che io non consiglierei mai a un ragazzo di mettersi con uno come me. Si farebbe solo del male e basta. Ci sono millemila ragazzi più sereni e radiosi lì fuori.

E se quel ragazzo volesse farsi “del male”? Tu sei un ragazzo che può dare tanto! Non ti serve a nulla devalorizzarti così! Ci guadagni qualcosa? Non credo! Ho capito che adesso mi dici: “Ma io non mi sopporto”, e se sapessi quanto io mi sto sul culo, neanche ne hai un’idea, ma tu sei un ragazzo come tutti gli altri, e come tutti hai pregi e difetti che possono andare bene a un’altra persona. Sei un ragazzo che ragiona, e io ti stimo per questo! Cavolo, io quando avevo la tua età vivevo nel mondo dei Mini Pony (https://www.youtube.com/watch?v=CJriYEvQs5Y)! Magari quando avevo la tua età avessi conosciuto un ragazzo come te… ai tempi neanche sapevo bene cosa fosse un ragazzo gay… figurati il fatto di frequentarne uno anche solo per amicizia…



_________________
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Sfogo
MessaggioInviato: venerdì 8 aprile 2016, 16:13 

Iscritto il: mercoledì 29 luglio 2015, 21:15
Messaggi: 29
Ciao Geografo,

Mi rivedo in tutta una serie di riflessioni che porti avanti. Prendi le mie parole per quello che sono: riflessioni di una persona che non ti conosce, né che ha la pretesa di avere qualsivoglia risposta.
Parli di una sostanziale non accettazione della tua personalità, e credo che questo sia il male che sta alla base di tutti gli altri e che li alimenta: della tua presunta voglia di solitudine (“se non piaccio a me stesso, a chi potrò mai piacere?”), della tua difficoltà ad accettare i complimenti (“che diritto ha l'altro di esprimere giudizi diversi dal mio?”), forse, ma solo in parte, della tua depressione, anche se mi sembra dipendere dalla situazione difficile che stai passando attualmente, lontano da casa. Non è un male aver bisogno degli altri; la verità è che noi non bastiamo mai a noi stessi. Dal tuo post si legge chiaramente un grido di solitudine, e non certo di quella positiva e che si va ricercando consapevolmente.
Caratterialmente dici di essere un ragazzo schivo, magari introverso e tendenzialmente solitario; questo però non vuol dire che tu stia bene da solo, ma semplicemente che hai maggiore difficoltà a legare con l'altro o che non hai bisogno, piuttosto, di relazioni “soffocanti”... il carattere di tuo padre e le scelte che, consapevolmente o meno, ha compiuto, non sono il tuo carattere né le tue scelte, perché non siete la stessa persona.
Non ti lasciare condizionare, per quanto puoi, dal giudizio che la famiglia che avresti voluto ti ospitasse ha espresso su di te, perché può finire per alimentare la convinzione (perché poi diventa tale) che nessuno ti voglia, che sia una persona che non piace caratterialmente agli altri e via dicendo. Penso che il mix di introversione e la cerchia, magari, di persone non adatte che hai frequentato (in Italia come in America), abbia prodotto di fatto la tua mancanza attuale di amici. Ma hai tutto il tempo per fartene, e a maggior ragione adesso che hai consapevolezza che un supporto emotivo è indispensabile.
Quanto al tuo ex, in che rapporti siete rimasti? Il fatto che l'abbia sognato con tanta frequenza, può certo dirti una cosa: che non l'hai dimenticato e che è ancora un capitolo aperto della tua vita.
Fossi in te non starei a riflettere troppo (anche se capisco bene che è la tua natura, e la comprendo appieno) sul perché lui ti manchi. Probabilmente ti manca per il semplice motivo che è stata una persona importante per te e con la quale hai condiviso dei momenti belli che ti porterai dietro.
Concludo dicendoti che non spetta a noi decidere perché piacciamo agli altri; possiamo certo, dal nostro punto di vista, sforzarci di capire il perché, ma fin tanto che non diventa una forma di “aggressione” psicologica contro noi stessi. Portati sempre dietro questa grande capacità d'ascolto verso te stesso e di riflessione, perché è un pregio, ma cerca di stemperarla con un po' di leggerezza. Te lo dicono in molti, ed è vero, ma hai una lucidità che è un dono. Cerca solo di non ritorcertela contro.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sfogo
MessaggioInviato: domenica 17 aprile 2016, 20:48 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
Dovresti essere più indulgente verso te stesso. Ti colpevolizzi di cose di cui non puoi essere responsabile. Se non ti senti apprezzato da chi ha pure il cattivo gusto di venirtelo a dire, è un problema suo, non tuo. Ognuno ha diritto d'essere quello che è, pregi e difetti inclusi: prendere o lasciare.
Non idealizzare le situazioni altrui, che solo apparentemente sembrano migliori, ma spesso nascondono miseria e infelicità. Crearsi sane e solide amicizie, America o no, è difficile per chiunque. La solitudine è la condizione più frequente che puoi trovare tra gli individui.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sfogo
MessaggioInviato: martedì 28 giugno 2016, 21:00 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 325
Allora, non sai se ti manca perché lo ami o perché lui, facendoti tutti quei complimenti, riusciva a farti sentire finalmente apprezzato e desiderato. Concentrati solo sulle due frasi causali: non potrebbe essere che lo AMI proprio perché a lui PIACI PARECCHIO, ed a prescindere che ti conosca davvero bene o no?
Anche perché tu stesso dici che non guardi troppo l'aspetto fisico, quindi...
Poi sai, non è detto che per invaghirti (che non significa amare, ok, ma è il primo passo) una persona tu debba per forza sapere come sia basandoti su ciò che ti racconta o su quello che vieni a sapere di lei. Intendo dire che spesso le apparenze ingannano, ma a volte, quando si crea una strana alchimia che può scaturire anche solo dall'aspetto fisico e poche chiacchiere, certe cose uno le sa da solo e basta: ci si indovina, le si sente! E pare proprio che questo ragazzo l'avessi steso.

Decisamente maturo ed infantile il suo reagire in quel modo alla notizia della tua partenza, ma ti dà un'idea di quanto si fosse attaccato a te. Se ben gestito, poteva essere un ottimo carburante per potenziare il legame. Io francamente non sopporto quelle persone che non credono all' amore a distanza. Ok, è più a rischio, ma per altri versi è anche molto più bello, più romantico, più teso, e poi dai, con tutti i mezzi di comunicazione che si hanno oggi! Un anno scolastico è tanto, e skype non è come aversi in carne ed ossa, ma neanche come scriversi delle lettere cartacee! Se poi per Natale saresti tornato in italia (perché penso che saresti tornato, no?) ti avrebbe rivisto almeno in quel periodo...

Mi è piaciuta molto questa tua storia, ed al di là di come sia finita è stato giusto viverla.
Divertentissima anche la filippina spaventata e suo padre, quando ha alzato i fari e quando ha appreso dalla discreta figlioletta le prodezze amorose del figlio! :D
Sono sicuramente bei ricordi che ti rimarranno.

Per cambiare argomento, non permettere al giudizio di quella donna americana di incunearsi nel tuo animo, torna quanto ho già detto a Gio92: farsi scivolare le cose addosso quando ci accorgiamo che siamo troppo permeabili, se no ci paralizzano.
Il che non significa non riflettere: sei un ragazzo molto intelligente (non lo dico per ricambiare il complimento che mi hai fatto ieri), usa l'intelligenza che hai per domandarti se effettivamente potresti migliorare qualche lato del tuo modo di essere a seconda del giudizio altrui, ma oh, fino ad un certo punto, dopodiché gli altri se ne vadano a quel paese!

Tu probabilmente sei il tipo di persona con cui l'amicizia vuole nascere strada facendo, dopo esserti confrontato anche per molto tempo su argomenti che possono essere pure banalissimi (scuola, lavoro, modo di gestire la vita etc), ma così c'è il vantaggio di costruire fondamenta belle solide. è chiaro, ci devi mettere anche del tuo ad essere un po' più aperto, se no la gente può pensare che tu non sia interessato a lei, che la snobbi, e dunque farsi da parte. Ecco forse perché temi di non piacere, probabilmente sono gli altri a credere di non poter suscitare interesse in te, forse ti vedono come uno che se la tira e non li considererebbe mai troppo, ma basta sciogliersi di poco, lasciar intravedere uno spiraglio sufficientemente luminoso e vedrai che non se ne andranno.


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