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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Diario semiserio di un ragazzo speciale qualunque
MessaggioInviato: lunedì 21 marzo 2016, 1:41 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
Messaggi: 218
Azaelh ha scritto:
la maggiorparte delle persone ha un certo numero di esperienze entro una certa età, cosa che invece per me è sempre andata un po' al rallentatore.

In realtà è così per tutti i ragazzi omosessuali, se così vogliamo vederla...
Azaelh ha scritto:
Non so se si può parlare di confusione qui, posso anche capire ed essere d'accordo con te se parliamo di quelli che vanno in cerca di sesso fine a sé stesso in siti appositi con perfetti estranei, ma qui parliamo di un ragazzo che (dal suo punto di vista XD) da un'amicizia ha voluto passare a una storia approfondendo a livello sessuale. Questo secondo me rientra già in una forma di espressione della sessualità un po' più "sana", no ?

Io non parlavo del fatto che fosse sana o meno, lungi da me giudicare la vita sessuale e le esperienze sessuali degli altri (anche perché pure io mi sono fatto le mie esperienze, e pure io non mi negherei del divertimento con un ragazzo che mi piace, anzi!), e soprattutto non consideravo quest'esperienza "non sana". Semplicemente, per come la vedo io, eri talmente esasperato dalla ricerca di sessualità che hai avuto un'esperienza con un ragazzo che non ti piaceva molto. Insomma, da come ho letto è stato una mezza specie di incontro con un ragazzo che non ti piaceva, conclusosi poi con un rapporto sessuale e una pseudo-relazione di appena un mese, intendevo "confusione" in questo senso.
Azaelh ha scritto:
Ahah, ottima capacità di sintesi ...
A parte quello comunque la California obiettivamente è molto meglio, comunque la si guardi ...

Ahaha quello sì, diciamo che è lo stato più bello... anche se fondamentalmente solo la parte sud è bella, ovvero tutta l'area intorno a Los Angeles. Al nord c'è solo San Francisco in pratica che è bella, ma non è che ci sia molto altro...


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario semiserio di un ragazzo speciale qualunque
MessaggioInviato: mercoledì 27 aprile 2016, 17:13 

Iscritto il: mercoledì 27 aprile 2016, 11:31
Messaggi: 4
(Premetto che non ho idea di come i forum funzionino, non so se questo è il tasto giusto per rispondere alla conversazione)

Detto ciò, faccio un'altra premessa. Ho letto fino a, come la chiami tu (Spero di porterle/poterti dare del tu!), seconda diaspora, per un semplice motivo: io sono più piccolo di te e mi sembrava quasi... Di spogliarti troppo, perché fino a dove potevo capire la situazione ho letto, quando, dove mi sono accorto che un mio possibile intervento non avrebbe potuto concepire la situazione, ho smesso di spulciare.

Sappi che io ho vissuto un approccio all'infanzia e adolescenza (ci sono ancora in quest'ultima, avendo diciotto anni) analogo al tuo. Anche io, come te, sono sempre stato vittima di bullismo. Anche io, come te, mi chiudevo in uno stanzino di casa a perdere diotrie davanti al pc. Anche io, come te, sono introverso.
Le nostre due storie, però, hanno delle differenze, a mio parere non da poco, poiché sono piuttosto incisive nella vita di un ragazzo: la personalità e la risposta ai miei al mio coming out.
Partiamo dalla prima.
Nonostante io sia tutt'altra persona, col tempo ho dovuto costruirmi una maschera da indossare nei rapporti sociali, secondo le persone io sono molto estroverso e narcisista (quando dentro di me covo una grande insicurezza costante con relativa introversione). Mi è servita, non è stato uno sbaglio costruire questa maschera, perché senza di essa non conoscerei il mio miglior amico, che per me è il mio punto di riferimento, la luce nel tunnel.

Per quanto riguarda la risposta dei miei all'outing, ho bisogno di fare una premessa: io vivo solo con mia madre. Non rendo conto né frequento l'altro genitore per motivi x che non spiego perché mi dilungherei più di quanto non abbia già fatto. Lei è ed è sempre stata la mia miglior amica, e ovviamente ha da subito saputo della mia omosessualità. Fin da subito la prese bene, solo si preoccupava di come l'avessi presa io, quindi continuava imperterrita a chiedermi se stessi bene su questo frangente, con mia risposta seccata annessa, poi ha iniziato a scherzarci insieme a me, visto che l'autoironia è la mia spada e il mio scudo, fino a fare shopping insieme e darle consigli su come vestirsi (quella donna non sa davvero come ci si vesta, pff).

Detto questo, volevo dirti che capisco come tu ti sia sentito in passato e so per certo che tu capisci come io mi senta ora, nient'altro.


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario semiserio di un ragazzo speciale qualunque
MessaggioInviato: lunedì 20 giugno 2016, 10:16 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 325
Azaelh, non ho letto completamente il tuo messaggio perché ora il tempo mi manca, ma soprattutto perché, per chi ha un carattere estremamente portato all'introspezione, leggere simili papiri è ancora più angosciante (senza offesa eh) che per un estroverso.

Ho però voglia di ritornarci quando potrò analizzare meglio la situazione che, per più di un aspetto, è simile alla mia, e mi preme dirti che hai parzialmente torto quando scrivi che dopo tutto questo ambaradam ti risulterà difficile trovare interesse da parte di altri utenti, perché se per una tipologia caratteriale questo può essere vero, per un'altra ciò costituisce invece un vero punto di incastro, di aggancio.

Tanto per cominciare (e non te lo dico con tono pateticamente consolatorio) non sei solo: io non ho avuto un'infanzia ed adolescenza bellissime, direi che si sono sempre basate sulla prospettiva di un miglioramento futuro, poi ai 18 anni sono caduto e mi sono "risvegliato" trovandomi 25nne. 7 anni buttati nel c..so, ma ormai il danno è fatto, ed è stata anche colpa mia che non ho gestito bene le cose, anche se non so quanti avrebbero saputo districarsi meglio.

Il lato positivo è che ti sei laureato e lavori, il lavoro ti dà già una dimensione di dignità che è tra le più importanti della vita, e spero che il tuo lavoro ti piaccia perché, come quando piace lo studio che si è scelto di intraprendere, ti stimola ad andare avanti e fare di meglio(desiderio che poi si ripercuote su ogni settore della vita).

Ultimo (per ora) appunto: noi ragazzi omo siamo ancora fortemente penalizzati rispetto agli etero per avere delle "prime volte" belle e tranquille, perché nella stragrande maggioranza dei casi viviamo l'adolescenza (lunga) abbinandola alla segretezza ed al dover rimandare. Gli etero grosso modo si fidanzano tutti a scuola, con tutto ciò che ne consegue emotivamente, sessualmente e socialmente. Noi no: siamo appena il 10 % (va be' ci sono anche i bisessuali, ma si reprimono pure loro), individuarsi e conoscersi è quasi impossibile in barba a chat e applicazioni varie (che spesso servono solo ad una cosa), è normale che quando qualcuno viene fuori (miracolo) si tenda a fare con lui il passo più lungo della gamba e poi pentirsene. Ad ogni modo mi fa piacere leggere che non lo ricordi come un errore, e questo è senz'altro positivo perché è un elemento problematico in meno. Del resto neanche tutti-tutti gli etero hanno chissà che piacevoli e formative esperienze...

Ora mi metto a studiare che sono sotto esami per un mese, ogni tanto tornerò qui e su altri messaggi di altri utenti per ricaricarmi (questo forum è troppo interessante).
A presto ed in bocca al lupo!


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario semiserio di un ragazzo speciale qualunque
MessaggioInviato: lunedì 20 giugno 2016, 15:31 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
Caro Azaelh,
ho letto tutto il tuo post.

Nonostante tutte le esperienze negative che hai vissuto mi viene da chiederti oggi cosa ti fa felice, se la tua vita ha finalmente un senso oppure va ancora tutto come al solito come prima, se non l'hai già scritto (non ho letto tutto con attenzione perchè il post è molto lungo).

Mi sento in dovere di dirti (viste le mie esperienze negative che ho vissuto e dalle quali ne sono uscito e che comunque in qualche modo mi hanno segnato, purtroppo) che forse dovresti farlo anche tu. Devi uscire dalla corazza che ti sei costruito, che per quanto possa continuare a "proteggerti" ma ti fa del male, perchè ti impedisce di vedere i tuoi reali problemi e di fare pace con te stesso.

Non so tu quanti anni hai ora, suppongo sia un adulto sui 30, e non mi va di dirti frasi scontate, ovviamente so cosa significa essere vittima di bullismo per 3 anni (è successo anche a me) e inutile dirti che quelle esperienze portano una serie di ferite che per risanare bisogna lavorare molto su se stessi, cosa che tu non hai fatto e che avresti dovuto/potuto fare.

I nodi irrisolti vanno sciolti.

Ti lamenti del fatto che quando parli la gente non ti ascolta, succedeva anche a me. Ti senti emarginato e io adesso mi sento ancora un po' così. Forse perchè le persone percepiscono un'energia negativa che tu emani perchè hai un carattere scontroso, come dici tu. Non è colpa tua purtroppo, sei diventato così perchè hai avuto brutte esperienze in passato, e la tua iper intelligenza e iper sensibilità ti hanno portato a considerarti come una persona che non merita la felicità, non merita nulla dalla vita. Sai benissimo che non è così, è inutile che te lo dica io.

E ho citato la tua iper intelligenza e la tua iper sensibilità perchè in genere, le persone come te sono quelle che assorbono più stimoli esterni, li rielaborano e tendono a sottovalutare gli stimoli interni percependosi come dei buoni a nulla.

Ma con la tua stessa iper intelligenza e la tua stessa iper sensibilità potresti rivalutare la tua vita, mettere ordine come dici che hanno fatto le persone intorno a te. Usala a tuo scopo, comincia da capo, lo so che non è facile dopo molti anni.

Questo è quello che ho da dirti, spero io ti sia stato d'aiuto.



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Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!
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 Oggetto del messaggio: Re: Diario semiserio di un ragazzo speciale qualunque
MessaggioInviato: lunedì 20 giugno 2016, 20:28 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 325
Tutto il tuo megamessaggio è interessante, ma mi vorrei concentrare su quello che ritengo essere lo zoccolo duro della tua personalità.
Intanto non pensare affatto di essere il solo: molti altri introversi (hai ragione, non è necessariamente un male) ed introspettivi fingono di sentirsi bene per non affrontare davvero le cose, tu invece le hai scritte (ed è una faticaccia) e ti sei reso disponibile a provare nuove strade anche se avevi il sentore che non ti confacessero, ed hai fatto benissimo perché vuol dire che provi a reagire e non poni dei paletti. Il problema è che poi i paletti li metti in altri ambiti: sbagli (scusa la franchezza) a continuare a sopportare dei coinquilini così bassi! Se anche la città è così esisteranno sempre persone meno peggiori di altre, il che è già qualcosa considerando l'insieme globale di provenienza...Inutile poi lamentarsi delle fortune altrui se non ci si mette in gioco: secondo me faresti benissimo a pensare di sloggiare verso località (italiane o estere) che ti meritino, è vero che si sa ciò che si lascia ma non ciò che si trova, tuttavia una cosa è partire allo sbaraglio, un'altra è procedere con ponderatezza, direi che i rischi si riducano sensibilmente. Errato pensare che la soluzione siano luoghi diversi, la medicina si può trovare solo dentro di noi, certo però che un contesto più stimolante sicuramente aiuta. Ti consiglio dunque di organizzarti e di appassionarti nella scelta di un nuovo ambiente, da non fare per forza tutto e subito, se no ti crei solo altre ansie (e direi che non ne hai bisogno) e carichi il tutto di eccessive aspettative senza avere il tempo di creare le basi per le soddisfazioni, per poi ovviamente deluderti e ripiombare nel pessimismo esistenziale.

Anche io spesso sono convinto ci sia qualcosa di superiore a noi che ci manda batoste per insegnarci qualcosa o anche solo per divertimento bastardo, tanto appare incomprensibile. Un credente potrebbe in certi casi pensare ad un disegno divino, provare ad affrontare le difficoltà con l'aiuto della fede; chi non la fede non ce l'ha purtroppo non ha neppure questa consolazione, ma deve (pena l'impazzire) sforzarsi di lottare secondo il detto "non c'è male che non possa diventare bene". In fin dei conti la vita è una sfida, anche se per alcuni purtroppo estremamente più complessa che per altri, ma visto che c'è questa forza che si diverte a metterci i bastoni fra le ruote io direi che almeno per quanto in nostro potere abbiamo il dovere morale di aggiustarci le cose, se no è inutile.

Chi nasce tondo non può morire quadrato? Forse, ma di certo può diventare almeno esagono, per come la vedo io; però più tempo passa e peggio è, perché ci si cristallizza.
Ora, francamente mi sembri depresso e ti consiglierei un percorso psicologico perché solo un esperto del settore potrai veramente aiutarti a scioglierti e trovare la chiave in te (che dovrai usare tu e solo tu, ovviamente),persone come te sono in genere le più ricche (la tua analiticità ne è una prova) e la sofferenza maggiore secondo me è che questa ricchezza si sta ribellando da anni perché si è ritrovata in catene, quasi totalmente impossibilitata ad emergere, ecco perché stai male! Io personalmente sono stato in terapia per quasi 5 anni e...l'avessi fatto prima!

Secondo me tu per cominciare a stare bene devi sentirti utile all'interno di un contesto ampio, arricchire il tuo io in una dimensione diversa da quella prettamente lavorativa, penso magari al volontariato, che fa bene soprattutto a chi lo fa secondo me, ancora di più che a chi lo riceve. Una volta una professoressa che passava (spesso a ragione) per str...a tra studenti e colleghi, capendo che io non ero più io, mi prese in disparte e mi disse (stupendomi!) :" Se vuoi stare bene fai qualcosa per gli altri!", parole che non dimenticherò mai, anche tenendo conto della fonte. Che poi il volontariato può essere sia organizzato (e qui conosceresti altre persone sicuramente di valore) che su base autonoma. Quando lo si fa si sta così bene che sembra di avere,se non tutto, "molto". E poi è stato dimostrto che fare del bene agli altri fa bene anche e forse soprsttutto a noi stessi, siamo fatti per aiutarci l'un l'altro. :) ;)

Poi, gli altri. hai ragione: a nessuno piace la solitudine vera, però io ho sempre preferito (talvolta pentendomene negli anni della vera adolescenza) stare solo piuttosto che male accompagnato, ed oggi sono felicissimo di aver un po' sofferto durante le superiori ma di ritrovarmi forte, senza mai essere sceso ai livelli di chi, ancora oggi, continua a far di tutto (schiavetto psicologico) per farsi accettare da finti amici ritenuti altolocati per i vantaggi in termine di immagine che ritengono di ricavarne. Io sono libero, loro in catene e neanche se ne rendono conto! :) Anche io ci rimanevo male quando non venivo considerato per nulla o a sufficienza, mi sono fatto forza ripagandoli con la stessa moneta e concentrandomi sui pochissimi degni della mia considerazione, mi spiace ma certe situazioni vanno vinte montandosi la testa, che poi per una persona umile equivale semplicemente a rendersi conto dei propri meriti.

La mia filosofia è stata: io non posso, specie superata l'adolescenza, ritenermi ancora dipendente dagli altri, neanche se gli altri mi servono perché siamo animali sociali, dunque coltivo la mia dimensione facendo ciò che mi fa stare bene e mi arricchisce, se gli altri (nuovi) arrivano bene, se no chi se ne frega! Il risultato è che spesso gli altri arrivano eccome quando non li si cerca, è un po' come l'amore, certo però non si può aspettare che piovano dal cielo, l'importante è vivere. Poi da cosa nasce cosa (nuove difficoltà comprese, ma è la vita).

Ti auguro davvero di rinascere, sforzati ora perché più tempo passa e più scocciante è cambiare le cose.


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