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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 21:07 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
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Buonasera,
non voglio essere molto assillante in questo topic. E' un periodo che sto attraversando in cui, nonostante alcune cose andate male, tra cui un esame a cui sono stato bocciato la settimana scorsa e che mi ha demoralizzato tantissimo, mi sono ripreso e ho ricominciato a camminare di nuovo, anche se non è stato facile.

Ma scrivo per comunicare un lato di me, che credevo di aver messo a posto per sempre: la mia omosessualità/bisessualità.
Diciamo che sto provando eccitazione anche per le donne oltre che per gli uomini, prevale l'interesse per gli uomini ma comunque ho un lato omosessuale in me. Però da un mese a questa parte, forse anche più di un mese, ho pensieri strani per la testa come in passato , quando non accettavo la mia omosessualità, pensieri tipo "odio il mio essere bisex" oppure sensi di colpa verso i miei genitori per il mio orientamento sessuale e che loro non accettano.
Penso che in fin dei conti loro non hanno tutti i torti,anche perchè, essendo l'unico maschio avrei dovuto portare avanti la razza, e purtroppo per mio padre è un duro colpo per la sua virilità (e forse anche per la mia).
Odio questo lato di me stesso perchè mi ha fatto soffrire tantissimo, vuoi per questioni personali, culturali e sociali, e in parte mi fa ancora soffrire.
Non sono effeminato, anzi , sono geloso della mia virilità, se qualcuno provasse a farmi battute su questo io mi incazzerei tantissimo.

Parliamoci chiaro, l'omosessualità fa soffrire tutti, tutti noi se avessimo l'opzione di cambiare orientamento l'avremmo fatto.
Ho sbagliato anche a dirlo ai miei genitori che hanno già i loro tantissimi problemi per la testa, poi anche questo. Penso a mio padre, che non avrà un figlio che sposerà una donna e non avrà dei bambini. Magari sposerò un uomo ma loro non accetteranno.

Molti di voi mi diranno che la famiglia d'appartenenza non è poi così importante, che alla fine il fatto che i nostri genitori non accettino a noi non dovrebbe importarcene, invece io reputo la famiglia d'appartenenza importantissima, credo che debba essere presente nella mia vita anche quando sarò indipendente economicamente, quindi quando sarò emancipato sotto tutti i punti di vista, perchè non posso chiudere le porte al mio sangue, non posso rinnegare i miei genitori, se succedesse qualcosa di terribile nella mia vita, come ad esempio , se venissi lasciato dal mio ragazzo e non avessi amici disponibili in quel momento, credo che la mia famiglia potrebbe confortarmi, solo come una madre o un padre sa fare.
Sono i miei genitori, io non voglio perderli per via del mio orientamento sessuale.

E' brutto da dire ma la mia omosessualità condiziona la mia vita, purtroppo non si può far nulla per cambiarla, non è una malattia che si cura. Avrei preferito non esserlo, di non avere quest'altro peso. Perchè è un peso, è inutile dire di no. E' un peso sociale, è un peso familiare, è un peso individuale. E' un peso.



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Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!
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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 21:40 
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Sei demoralizzato per via dell'esame. Io ieri ero di umore nero perché non mi usciva un esercizio di fisica e il prof non mi rispondeva da 3 giorni :D , pensa quanto può influenzare l'umore un esame sbagliato. Andrà bene al prossimo giro non lasciarti scoraggiare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 22:10 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
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davvero pensi che sia tutta la colpa dell'esame? E' da un bel po' di tempo che ho questi pensieri... ho pensieri svalutanti, tipo "non sono buono a nulla" etc.

Sono stato l'unico bocciato; ho provato un senso fortissimo di vergogna davanti agli altri ragazzi presenti, anche se alcuni mi hanno confortato ed erano dispiaciuti ma io ho avuto tanta vergogna.

Non so se sia stato questo l'episodio scatenante....



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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 22:16 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5064
Ciao Gio, ci conosciamo da parecchi anni e sai come la penso. Hai scritto alcune cose che non sono vere:
Hai scritto: “Parliamoci chiaro, l'omosessualità fa soffrire tutti, tutti noi se avessimo l'opzione di cambiare orientamento l'avremmo fatto.”
Ti posso assicurare che non ho mai pensato, neppure lontanamente che avrei preferito essere etero. L’omosessualità è la mia sessualità e ha caratterizzato “IN POSITIVO” tutta la mia vita, non ci rinuncerei per nulla al mondo! È un valore che per me è stato fondamentale!
E adesso vengo al secondo punto, che si ricollega a quanto appena detto: la famiglia! La famiglia è per tutti una realtà fondamentale. La famiglia è la base della maturazione affettiva e della crescita umana dei figli. Trovarsi in una famiglia che ha delle sue attese e che si aspetta che siano puntualmente realizzate significa essere caricati di pesi, spesso opprimenti. Vedo direttamente in diverse situazioni concrete gli effetti altamente positivi di famiglie molto dialoganti e coinvolgenti e gli affetti deleteri di famiglie che tendono a nevrotizzare i figli sulla base delle loro aspettative.
Ti senti in colpa perché sei gay (o bisex) … ma di che? Ti senti in colpa perché non corrispondi alle attese dei tuoi genitori? Ma se i miei si fossero aspettati da me la medaglia d’oro olimpica dei 100 metri piani, io mi dovrei sentire in colpa perché non sono un atleta? … Eh no! A un genitore non compete avanzare pretese e aspettative ma favorire la crescita dei figli, senza nevrotizzarli e rispettando le loro scelte, i loro tempi e soprattutto la loro identità, senza giudicarla.
Ma perché i condizionamenti familiari devono essere interiorizzati al punto di sentirsi in colpa per il fatto di essere gay? Sei quello che sei… e non hai bisogno dell’approvazione di nessuno! Avere un figlio gay vuol dire diminuire la virilità del genitore? Ma ti rendi conto dell’assurdità della cosa? La virilità è la capacità di comportarsi da uomo, cioè di assumersi le proprie responsabilità e nel caso specifico di essere padre, che è una cosa seria e difficile e non consiste certo nell’avanzare pretese, ma nell’essere una presenza di appoggio, un punto di riferimento, un esempio, una presenza che tranquillizza e trasmette serenità e stabilità, è questa la virilità! Il problema non è mettere figli al mondo ma essere capaci di far crescere in loro una sicurezza interiore profonda.
Gio! Un esame è andato male, ok, ma i problemi grossi della vita non sono questi. Su di corda a guarda avanti perché la tua strada deve essere quella che TU vuoi veramente e non quella che qualcuno si aspetta che tu possa seguire.
Un abbraccio!



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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: lunedì 13 marzo 2017, 22:30 
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Iscritto il: venerdì 19 giugno 2015, 13:55
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Nel primo esame che ho sostenuto, subito dopo aver consegnato, ho iniziato a rimuginare su tutti gli errori fatti etc. etc. Mi sono demoralizzato a tal punto che dissi a mia madre che molto probabilmente se dopo aver studiato molto ero riuscito ad andare male forse la facoltà che stavo facendo non era per me. Lo dissi finché non vidi il voto(qualche giorno dopo) che era praticamente il massimo, e l'autostima risalì.
Non credevo le persone si potessero davvero deprimere per un esame, l'ho dovuto sperimentare in prima persona.


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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2017, 0:08 
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Eh no! A un genitore non compete avanzare pretese e aspettative ma favorire la crescita dei figli, senza nevrotizzarli e rispettando le loro scelte, i loro tempi e soprattutto la loro identità, senza giudicarla.


ecco...... io questa cosa l'ho sempre sognata da quando ero adolescente... aspettare i miei tempi all'università ad esempio, puntualmente non lo fanno e io gli devo ricordare che sono un ragazzo responsabile etc. etc.

progettogayforum ha scritto:
Ma perché i condizionamenti familiari devono essere interiorizzati al punto di sentirsi in colpa per il fatto di essere gay? Sei quello che sei… e non hai bisogno dell’approvazione di nessuno! Avere un figlio gay vuol dire diminuire la virilità del genitore? Ma ti rendi conto dell’assurdità della cosa? La virilità è la capacità di comportarsi da uomo, cioè di assumersi le proprie responsabilità e nel caso specifico di essere padre, che è una cosa seria e difficile e non consiste certo nell’avanzare pretese, ma nell’essere una presenza di appoggio, un punto di riferimento, un esempio, una presenza che tranquillizza e trasmette serenità e stabilità, è questa la virilità! Il problema non è mettere figli al mondo ma essere capaci di far crescere in loro una sicurezza interiore profonda.


Devo ammettere che per un po' di tempo non avevo più dato retta ai condizionamenti familiari ma da un po' di tempo sono preoccupato e ho questi pensieri.
La virilità che intendo io è quella sessuale, cioè quella di maschio, che c'è negli omosessuali come negli eterosessuali ma mio padre essendo vecchio stampo, non vede l'uguaglianza e quindi probabilmente mi vede come poco virile perchè non procreerò etc.



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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: martedì 14 marzo 2017, 0:10 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
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Help ha scritto:
Nel primo esame che ho sostenuto, subito dopo aver consegnato, ho iniziato a rimuginare su tutti gli errori fatti etc. etc. Mi sono demoralizzato a tal punto che dissi a mia madre che molto probabilmente se dopo aver studiato molto ero riuscito ad andare male forse la facoltà che stavo facendo non era per me. Lo dissi finché non vidi il voto(qualche giorno dopo) che era praticamente il massimo, e l'autostima risalì.
Non credevo le persone si potessero davvero deprimere per un esame, l'ho dovuto sperimentare in prima persona.


L'esame è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Ho seguito il corso con tanta passione. Sono andato anche con l'influenza addosso, mi ha appassionato tantissimo. Ho anche fatto delle osservazioni durante le lezioni. E non mi aspettavo la bocciatura, anche perchè alcune cose gliele ho esposte. L'ho implorato di mettermi un voto anche bassissimo. Niente, non ne ha voluto sapere quel bastardo.
Inoltre in questo periodo ho dovuto studiare anche altre materie, inoltre sto lavorando molto sull'autocontrollo psicofisico e questa cosa mi ha impegnato molto mentalmente.



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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: mercoledì 15 marzo 2017, 3:11 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
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Ciao, quello di cui parli si chiama vita: susseguirsi di momenti belli e brutti, spesso fortunatamente inaspettati.
Per carità: essere coinvolti in una situazione ti porta a vedere tutto sotto un altro aspetto, ma fortunatamente un esame lo puoi rifare. Al momento rosicherai, ma in passato ti sarà pure capitato di prendere un voto migliore di quanto ti fossi aspettato..non arrenderti!!

Sinceramente non vedo connessione tra omosessualtià e negatività. Anche perchè la sessualità è solo una parte di ciò che siamo e anche se la tua non l'accetti ancora, comunque non può cancellare tutte le altre tue qualità.

Se i tuoi genitori non ti accettano purtroppo è un problema loro. La tua sincerità è la massima espressione di rispetto che hai dimostrato di avere nei loro confronti. Mi auguro che un giorno lo capiranno e ti accetteranno, ma tu non puoi sentirtene in colpa. Ci sono genitori che lavorano una vita per lasciare qualcosa ai propri figli ed altri che si bruciano tutto ciò che guadagnano...indipendentemente dall'avere figli gay o no alcuni di loro riescono ad essere presenti ed ad supportarli, ma altri no.

Probabilmente anche io se potessi scegliere di essere etero o gay sceglierei etero. Ma sarebbe una scelta di convenienza, non perchè l'omosessulaità fa soffrire. A far soffrire sono la menzogna, la cattiveria, l'ignoranza che si scagliano ogni giorno contro le minoranze. Potresti essere etero e di altra razza, oppure etero e con qualche malattia, etero e senza casa....comunque soffriresti perchè trattato da emarginato.

Guarda tutto ciò di bello che ti è attorno, tutte le cose belle che hai fatto e pensa a ciò che ti fa stare bene...fatti forza e dopo ogni caduta alzati sempre più determinato!


Ultima modifica di marmar77 il mercoledì 15 marzo 2017, 22:52, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: mercoledì 15 marzo 2017, 22:31 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
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Il problema è che non mi vedo proiettato in un futuro, se non fisicamente , ovvero come sono, perchè lo sviluppo sessuale è terminato e grossomodo resto così , magari i capelli comincieranno a farsi brizzolati e qualche ruga sul viso, ma professionalmente e sentimentalmente faccio fatica a vedermi tra 10 anni.

Ho 24 anni e sono giovane, e fin quì ci siamo, ma non so cosa sia la vera felicità. Dovrò crearmi la mia, vorrei puntare molto in alto professionalmente ma allo stesso tempo ho paura che poi troppo successo potrebbe farmi male, e una parte di me vorrebbe restare umile e fare una vita non troppo movimentata, magari più adatta a me. Non so.
Penso che con un ragazzo non posso vivere quì e ho una casa molto grande che sarebbe l'ideale ma l'omosessualità mi nega tutto ciò, devo sperare di innamorarmi di una donna visto che sono bisessuale ma l'innamoramento e l'attrazione sessuale non vanno a comando. Non è poco tutto ciò.



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 Oggetto del messaggio: Re: Credevo di essermi accettato completamente
MessaggioInviato: mercoledì 15 marzo 2017, 23:40 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 93
Gio92 da quello che leggo il tuo "problema" non mi sembra affatto accettare la propria omo/bi sessualità, ma quello di accettare te stesso come individuo.

Sembri frenato: a 24 anni perchè devi vederti proiettato in un futuro? E soprattutto come puoi vederti proiettato nel tuo futuro se non vivi il tuo presente?
A 24 anni ci si può permettere di sbagliare e anche farsi male e questo è un passaggio che abbiamo fatto e che continuiamo a fare tutti, si chiama crescita..Se ti freni (non parlo sessualmente..) e prima di agire crei da solo il problema che ti smonta tutto, rimani fermo, non vai da nessuna parte!
Da ciò che scrivi sembri un ragazzo in gamba: segui i tuoi sogni, lavora su ciò che ti piace perchè così ti sentirai realizzato.
Con lo stato d'animo giusto sarai in grado di affronatare e superare tutto ;)
Non pensare se devi stare con un uomo od una donna, se devi cambiare città o vivere una vita mediocre... vivi il presente facendo scelte man mano che ti si presentano e vedrai che il tuo futuro sarà migliore e probabilmente diverso da quello che ti immagini...

In bocca al lupo e facci sapere come va !


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