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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: ABUSI SESSUALI E SESSUALITA' GAY
MessaggioInviato: sabato 21 gennaio 2017, 19:59 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 4922
Ciao Project, ho letto il tuo manuale Essere Gay, in particolare il capitolo sulla violenza sessuale e sulle molestie sessuali. Tu insisti molto sui problemi che i ragazzi che sono stati oggetto di violenza o di molestie possono avere nel riconoscere il loro orientamento sessuale, cosa che sarà pure importantissima, non lo nego, ma non tratti per niente un altro punto e cioè gli effetti a distanza della violenza o delle molestie sulla sessualità del ragazzo che cresce e che poi diventa adulto. Ti vorrei raccontare la mia esperienza, che penso potrebbe essere utile a chi ha vissuto esperienze analoghe alle mie.
Attualmente ho 31 anni (quasi), quando ero bambino, avevo otto anni, ho subito ripetutamente molestie da parte di uno zio, un uomo sposato, con figli e anziano, morto ormai da diversi anni. Anche se ho ripensato miliardi di volte a quelle cose, non saprei nemmeno dire come la cosa sia cominciata. A quel tempo, io e la mia famiglia (solo mio padre e mia madre) andavamo in vacanza in montagna in un paesetto dell’Italia centrale dove è nata mia madre e dove vivevano ancora i miei nonni materni e mio zio, con la sua famiglia (moglie e due figli, i miei cugini, parecchio più grandi di me, allora 16 e 18 anni). Mio zio mi sembrava molto bonaccione, piuttosto grosso, mi aveva sempre trattato bene, io con lui giocavo molto, gli salivo sulle spalle a cavalluccio, lo tormentavo un po’, gli davo pizzicotti e lui rideva a lasciava fare, non mi cacciava via. Non mi ricordo in realtà come è successo, ci ho pensato tante volte e ho cercato di ricostruire la scena, diciamo che la ricostruzione, con tutti i limiti che può avere, è che ci siamo trovati soli e io l’ho toccato lì e lui ha lasciato fare come faceva sempre e allora io ho continuato e poi mi è venuta la curiosità e non mi sono più fermato e l’ho provocato, lui ha cominciato a ridere e io lo prendevo in giro, poi … non entro in dettagli, ma abbiamo fatto sesso orale, ovviamente io a lui, d’altra parte lui non era interessato a me in quell’altro senso, voleva solo che io lo facessi a lui.
Alla fine non mi ha intimidito perché io non raccontassi quello che era successo, sapeva che non lo avrei mai fatto. Il giorno appresso non si è fatto trovare e ci sono rimasto molto male, i giorni seguenti è successo di nuovo ed è successo ogni volta che ci trovavamo soli insieme. Io non ho mai detto niente a nessuno. All’epoca forse ero già malizioso o forse non avevo nemmeno capito di che cosa si trattasse. Non l’avevo presa come una cosa troppo importante, era una specie di gioco. Non ho avuto un vero trauma da questa cosa, che è durata più o meno per un mese. Ho cominciato a masturbarmi molto presto, all’inizio della prima media, e avevo fantasie nettamente gay, nelle mie fantasie c’erano anche, ma non solo, scene analoghe a quelle che avevo vissuto con mio zio, facevo fantasie su ragazzi bene in carne e sul tipo di pratiche sessuali che avevo sperimentato con lui.
Piano piano ho cominciato a rendermi conto di che cosa fosse quello che avevamo fatto, mi sono posto mille domande, per esempio se dovevo considerare mio zio un delinquente che aveva approfittato di me, o se magari io lo avevo provocato al punto da portarlo a una cosa del genere, il cervello girava spesso su questi contenuti che riaffioravano sempre nella masturbazione. Ho avuto diversi ragazzi coi quali ho avuto rapporti sessuali, sono stato anche con uomini molto più grandi di me, non so se per rivivere un po’ la situazione che c’era stata con mio zio, ma da adulto la cosa è del tutto diversa, anche se si tratta di un uomo molto più grande di me, c’è una parità sostanziale, mi piace che mi lascino libero di fare quello che voglio anche sessualmente, però parliamo pure, insomma è proprio un’altra cosa.
Ho notato che non mi innamoro di uomini molto più grandi di me, posso fare sesso con loro (un po’ ripetendo la famosa scena) ma io perdo la testa soprattutto per ragazzi più o meno della mia età e quando perdo la testa ci sto malissimo perché poi mantenere un rapporto vero è molto difficile, con gli uomini molto più grandi è molto più facile, in genere (con qualche eccezione) non sono gelosi e, contrariamente a quanto si pensa, non sono fissati col sesso, cercano soprattutto compagnia e affetto, ma queste cose purtroppo non riescono a coinvolgermi. Non ho mai perso la testa per i ragazzini, e sono arrivato a 30 anni, ho avuto paura di poter perdere la testa per qualche ragazzino, ma non è mai successo. Il ragazzo più giovane per il quale ho perso al testa aveva 18 anni e io ne avevo 19, però mi viene in mente di vedere un video che riproduca la famosa scena. Ma io non mi vedrei nella parte dell’adulto ma in quella del ragazzino.
Ho parlato di queste cose con uno degli uomini adulti coi quali sono stato ma mi ha detto che un pedofilo che cerca uomini molto più grandi è una cosa impensabile e che tutti i discorsi che gli avevo fatto su questo punto non erano che la ricerca di rassicurazioni, cioè la ricerca di una riqualificazione morale e mi ha detto che le fantasie sono una cosa e i comportamenti sono un’altra e che secondo lui, dopo quello che avevo passato da bambino, il fatto che io potessi fare quelle fantasie era una cosa quasi scontata. Sembra assurdo che io a 30 anni vada ancora cercando rassicurazioni, ma penso che sia proprio così. Ho parlato di queste cose anche con amici giovani, diciamo della mia età, ma la reazione è stata molto più ottusa, hanno storto il naso, perché la cosa non rientrava nei loro principi, uno mi ha detto che averi dovuto denunciare mio zio, un altro, dopo questo discorso, non si è fatto più sentire. Noto che tendo a mettere alla prova gli uomini che conosco chiedendo loro che cosa farebbero se si trovassero in una situazione come quella della famosa scena, dalla parte dell’uomo adulto, a che punto si fermerebbero, come giudicano tutta la cosa. Trovo sempre molto imbarazzo in queste cose da parte delle persone che provo a interrogare, ma ho bisogno di capire come le giudicano, come mi giudicano.
Quando mio zio è morto io avevo appena compiuto i 17 anni, ho provato un senso di disagio terribile, non di liberazione o cose simili, proprio di disagio e per un motivo molto particolare, quando la mia fantasia tornava a quello che avevamo fatto mi sentivo sporco, non per la cosa in sé ma per averla fatta con uno che era morto, un po’ come mettere insieme il sesso e la morte. Nei confronti di mio zio ho provato sempre sentimenti molto ambigui, per un verso, non lo posso negare, ha abusato di me, ed è stata comunque una cosa imperdonabile che a avuto molte conseguenze, ma per l’altro, a distanza di anni, mi ha fatto anche pena, perché penso che questa cosa se la sia portata appresso come senso di colpa fino alla fine. Mi sento anche io un po’ in colpa perché, senza dare spiegazioni e nessuno, ho evitato di vederlo anche quando stava male e penso che se lo avessi rivisto e gli avessi detto che non lo odiavo per quello che aveva fatto, sarebbe morto più sereno.
C’è anche un altro fatto che mi dà da pensare, il sesso per me è troppo importante, almeno penso che lo sia e mi dà fastidio quando magari chiamo uno dei ragazzi o degli uomini grandi che conosco per un po’ di sesso e loro la prendono alla larga e lasciano sempre che sia io a far la prima mossa, un po’ come se per loro il sesso fosse meno importante. Certe volte con gli uomini molto più grandi noto una riluttanza rispetto agli approcci immediatamente sessuali, in genere non mi dicono di no ma non trovo un entusiasmo vero e poi hanno alcuni atteggiamenti da maestro, da padre, che mi danno un po’ fastidio, non parlo di prediche o cose simili, queste cose non le fanno, ma di tentativi di darmi sempre ragione pure quando ho torto marcio, tentativi di trovare in me tanto di buono che non ci sta proprio, come se mi volessero incoraggiare, consolare. Non so se tutta questa tirata ha un filo logico, ti mando questa mail anche perché ho letto quello che hai scritto sui rapporti intergenerazionali. Sono cose sensate certamente, ma la realtà spesso è molto più contorta della teoria e trovarci una logica non è proprio possibile. Della mia vita, tutto sommato, mi sento abbastanza contento, non ho un ragazzo e mi manca molto, l’ho avuto solo per un paio d’anni, poi è diventato insopportabile (geloso) e non ce l’ho fatta più, ma ho un po’ di amici veri (tre) e con loro di tanto in tanto si fa anche un po’ di sesso (uno alla volta), adesso penso che questa cosa la sappiano tutti e tre e sembra che non crei problemi, almeno con due di loro non ne crea, col terzo non lo so, peccato che è quello al quale tengo più. Ho smesso da molto tempo di credere alla famiglia gay tipo mulino bianco, c’è un solo valore che credo che conti nei rapporti tra gay ed è il parlare chiaro, l’onestà, il non fingere. Fino adesso mi sono trovato abbastanza bene. Tornando al punto, beh la famosa scena le conseguenze le ha avute eccome ma penso che a me sia andata molto meglio di come è andata a tanti altri.
Fammi sapere.



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