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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: martedì 8 agosto 2017, 21:37 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
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Buona sera a tutti, sono qui per proporvi un nuovo topic perché ho bisogno di ascoltare le vostre riflessioni, in particolare quelle di Project, riguardo ad un tema particolarmente delicato per noi omosessuali.
Spiego brevemente la mia esperienza cercando di darvi tutte le informazioni importanti e significative affinché possiate esprimere al meglio il vostro parere a riguardo.
Tempo fa scaricai nel mio cellulare una famosa app di incontri sperando di incontrare (finora invano) la mia dolce metà.
Il destino avverso ha voluto che, purtroppo, un ragazzo gay (peraltro trentenne) che vive nel mio stesso paese mi riconoscesse e subito facesse outing all'interno del suo gruppo.
Potete immaginarvi la velocità con cui le chiacchiere girano, dopo una serie di passaggi sono giunte persino all'orecchio della mia migliore amica, che ovviamente sapeva che io sono gay perché con lei avevo fatto coming out.
Subito ne ho parlato in famiglia e insieme abbiamo trovato un modo per risolvere la situazione e per arginare l'entità delle chiacchiere.
Oggi, ho il sospetto che questa situazione si sia ripresentata, temo che qualcuno abbia creato un contatto falso per incastrarmi e smascherarmi.
Più che star male questa cosa mi fa riflettere.
Sono stufo di nascondermi dietro uno schermo, di agire furtivamente nell'ombra con la paura costante che qualcuno possa scoprirmi.
Io voglio vivere.
Voglio vivere una vita normale, come tutti i miei coetanei etero, voglio amare, voglio fare esperienze, voglio sbagliare, ma soprattutto... voglio fare tutte queste cose alla luce del sole, un sole che riscalda tutti noi incondizionatamente, senza distinzioni.
Non so se sono pronto ad affrontare tutto questo, del resto, chi di noi aspira alla piena libertà va incontro al pericolo dell'outing da parte di persone cattive.
D'altra parte però, rifiutare la libertà significa rinunciare alla vita e la probabilità di rimanere soli, senza un ragazzo al proprio fianco, aumenta.
Ho tre migliori amiche che mi vogliono un bene dell'anima e che combatterebbero con ogni mezzo per difendermi.
Ho anche un amico che è gay come me: la nostra è una vera amicizia, senza doppi fini, parliamo della nostra situazione e ci sosteniamo a vicenda.
In ultimo ho una famiglia che mi ama, e anche se mio padre ancora non ha accettato appieno la mia omosessualità mi dice sempre: "ricorda che le uniche persone che non ti tradiranno mai e che ti vorranno sempre bene sono mamma e papà."
Mi è appena uscita una lacrima riflettendo su questa frase...
Ciò che mi frena a fare questo ulteriore passo è la mancanza di un ragazzo al mio fianco: io ho bisogno di fare altre esperienze, come se cercassi un'ulteriore dimostrazione del fatto che sono gay.
Non avendo mai avuto un rapporto "completo" (ovvero non ho mai fatto sesso anale), in qualche modo mi sento come se mi mancasse qualcosa rispetto agli altri ragazzi gay, come se non avessi abbastanza esperienze a testimonianza del fatto che sono gay e questo mi blocca.
Non mi dilungo ulteriormente, scusate la forma ed eventuali errori presenti nel testo ma non ho molto tempo per scrivere e sono stanco stasera.
Auguro a tutti una buona serata.
Niko


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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: martedì 8 agosto 2017, 23:07 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Caro Niko,
provo a dirti sinceramente quello che penso anche se so bene che molti storceranno il naso. Quando dici che vuoi essere felice alla luce del sole ecc. ecc. esprimi un desiderio ma nello stesso tempo presumi che il raggiungimento della felicità dipenda solo da te: hai provato a raggiungerla da non dichiarato e hai subito l’outing, quindi sei portato a pensare che con un coming out generale le cose cambieranno nettamente e in meglio. In realtà la felicità, in un ambiente sociale, qualsiasi esso sia, non è una questione individuale e mi spiego con un esempio. Se tu fossi in Iran e ritenessi doveroso dichiararti pubblicamente per raggiungere la tua felicità, finiresti sulla forca in poco tempo. In Italia molte cose sono diverse ma l’omofobia esiste eccome e soprattutto esiste la stupidità che può essere molto peggio della cattiveria. Credi veramente che risolverai tutti i problemi dichiarandoti in pubblico? Francamente credo solo che ti metteresti in situazioni molto difficili da gestire, perché le chiacchiere non hanno mai un autore e non potresti neppure individuare chi ti ha messo nei guai. Dico un’altra cosa che potrà sembrare sgradevole, ma usare certe applicazioni è ovviamente rischioso e fidarsi di persone incontrate con quei sistemi lo è ancora di più. Ci sono tanti ragazzi che si sono conosciuti tramite Progetto, che è comunque un filtro valido, perché le persone di Progetto si conoscono personalmente e si crea automaticamente una selezione. Ci sono anche ragazzi che hanno trovato il loro compagno tra gli amici di Progetto e non hanno avuto gli inconvenienti che hai avuto tu. Voglio dire che ti sei fatto portare dall’idea di trovare la soluzione del problema facilmente e in tempi brevissimi e hai trascurato i rischi intrinseci a questo tipo di procedure. Ricordo un ragazzo di 19 anni che conoscevo bene e che voleva fare coming out pubblico. Cercai di farlo ragionare, ma mi rispose: “Io voglio vivere alla luce del sole e tu vuoi farmi tornare nelle fogne!” Al che capii che non voleva ragionare e che pensava che avrebbe potuto sfidare la stupidità umana. A distanza di anni mi disse: “Mi sono reso conto che è stata la più grande stupidaggine che potessi fare!” Vengo ad un altro punto: i rapporti anali; ti rinvio al manuale “Essere Gay” dove l’argomento è trattato largamente http://gayproject.altervista.org/manual ... ualita.pdf pagina 453 e seguenti.
Ho l’impressione che tu conosca solo una parte molto limitata dalla realtà gay, che è quella più visibile e più legata agli stereotipi, ti manca invece una conoscenza della realtà gay che non userebbe mai certe app e che non farebbe mai coming out pubblico, e si tratta della stragrande maggioranza dei gay, che ovviamente non vedi, ma che varrebbe la pena di conoscere.



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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: mercoledì 9 agosto 2017, 0:06 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
Messaggi: 46
E' senz'altro una risposta ricca di spunti di riflessione...
Io ho solamente cercato di condurre una vita normale, di fare ciò che fanno i miei coetanei etero, ovvero conoscere gente, uscire, fare esperienze.
Mi piacerebbe addirittura innamorarmi una volta, ma alla fine è sempre la testa che tiene le redini del gioco.
Dalla tua risposta project sembra proprio che a noi non è concessa la libertà a causa dell'ambiente sociale, o forse la libertà di cui godiamo noi è viziata dalla maschera che siamo costretti a indossare giorno dopo giorno a scuola, all'università, con gli amici, talvolta persino con la famiglia.
Può davvero chiamarsi libertà questa?
Il problema di camminare nel buio sta nel fatto che non vedi niente e prima o poi inciampi.
Forse è quello che è successo a me.
Riguardo all'ultimo punto, non sono sicuro che quella realtà legata agli stereotipi rappresenti la minoranza. La stragrande maggioranza delle persone con cui ho chattato o parlato aveva il chiodo fisso del sesso anale, come se fossero i "ruoli" di una persona a stabilire la compatibilità tra due persone, attivo - passivo.
Io mi sento doppiamente ghettizzato: dagli etero, perché so che se andrò allo scoperto subirò atteggiamenti di omofobia (già mi è capitato di venir chiamato recchione comunque), e dai gay perché non rientro in questo schema di ruoli di attivo e passivo a imitazione del coito eterosessuale, anzi, sono stato persino deriso per questo.
Forse sono io quello che fa parte della minoranza della minoranza.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: mercoledì 9 agosto 2017, 0:39 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5084
La libertà di cui godiamo, che è grande, perché in certi paesi i gay li impiccano in piazza, non è condizionata dalla maschera che noi portiamo, quello è solo uno strumento di difesa, ma dall’ignoranza e dall’arroganza non degli etero (perché ci sono etero di intelligenza e di onestà veramente superiore) ma di gente immatura che pensa ancora di essere l’incarnazione dell’unica realtà possibile. L’omofobia è una realtà antichissima che purtroppo è dura a morire, ma ormai, quantomeno a livello scientifico (Organizzazione Mondiale della Sanità)i pregiudizi sono caduti e stanno lentamente cadendo anche a livello legale. Purtroppo a livello sociale l’inerzia al cambiamento di mentalità (che un sintomo di ignoranza) è molto maggiore.
Quanto al sesso anale, dopo che avrai letto la parte del manuale Essere Gay che ti ho indicato (pagg. 453-461), ti renderai conto che non sei affatto una mosca bianca e che la maggioranza dei gay ragiona esattamente come te. Quelli che poi sono cresciuti sulla pornografia e si adattano ad una sessualità esclusivamente imitativa, li vedi facilmente, e proprio per questo pensi che la realtà gay sia quella, ma sono solo la punta dell’iceberg, tutto il resto non si vede ma c’è.



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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: mercoledì 9 agosto 2017, 2:54 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
progettogayforum ha scritto:
Quanto al sesso anale, dopo che avrai letto la parte del manuale Essere Gay che ti ho indicato (pagg. 453-461), ti renderai conto che non sei affatto una mosca bianca e che la maggioranza dei gay ragiona esattamente come te. Quelli che poi sono cresciuti sulla pornografia e si adattano ad una sessualità esclusivamente imitativa, li vedi facilmente, e proprio per questo pensi che la realtà gay sia quella, ma sono solo la punta dell’iceberg, tutto il resto non si vede ma c’è.


E già perché il sesso anale "omosessuale" (etero no?) non è mica rappresentato in una tomba etrusca, in numerosi iconismi del materiale fittile greco per non parlar dell' "Azteco" di Jennings vero?
Ma però, evidentemente, è soltanto un'invenzione recente dei nostri tempi depravati, uno scimmiottamento del "sesso etero" a tuo avviso. Una cosa come il cazzo grosso che è un'invenzione post 1970 ma non stava affatto nell'iconismo priapico dell'epoca classica. Sbaglio? Se sbaglio vedi/vedete di correggermi ché io starò felicemente corretto.

A tua discolpa mi sento di dire che non è che l'estremismo opposto al tuo, quello dei cosiddetti "attivisti" pervenga a risultati migliori. L'errore, a mio modesto avviso, è metodologico ma io non sono più interessato a parlarne né qui né altrove. Mi avete purtroppo definitivamente deluso. Me ne dispiace ma solo fino ad un certo punto ché, insomma, una volta anch'io fui preso dal puerile timore che un certo tipo di atteggiamento potesse morire con me. Ma oggi sono di molto più tranquillo. Ci sono fior di pensatori che portano avanti le mie istanze molto meglio di quanto potrei modestamente far io. E tanto mi basta.

Per quel che vi riguarda, invece,

quaerendo invenietis

se interessati :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: mercoledì 9 agosto 2017, 10:21 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Lungi da me l'idea di fare polemica, ma le fonti citate su Essere Gay vanno da studi serissimi di fine '800 a indagini sociologiche molto recenti sia italiane che americane di istituzioni scientifiche e accademiche che non hanno niente a che vedere con Progetto Gay. Poi ciascuno può pensare quello che vuole e, francamente, non ho alcuna intenzione di fare crociate contro il sesso anale, questione che comunque condiziona ancora molto tante persone e del tutto immotivatamente.



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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: mercoledì 9 agosto 2017, 13:21 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
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A mio parere, depravato non è il sesso anale in sé, bensì l'importanza che esso ha assunto nella mentalità di molti ragazzi gay che credono che l'unico modo di scopare sia metterlo o riceverlo.
E non dico così perché io non ho mai avuto esperienze a riguardo o perché ho pregiudizi verso il coito anale, però trovo distorta la maniera di pensare di coloro che guardano prima di tutto il ruolo dell'altra persona e, in base a quello, decidono se cominciare a relazionarsi con lei o se evitare direttamente sin dall'inizio per mancanza di "compatibilità sessuale".
Non accetto opinioni del tipo: "tra due passivi o attivi l'unico sentimento che può instaurarsi è amicizia."
Ma l'amore è davvero un gioco ad incastri oppure c'è qualcosa in più dietro?
Il discorso dei sentimenti dove l'abbiamo lasciato?
Perché secondo questo ragionamento due ragazzi non potrebbero proprio stare insieme poiché manca la parte femminile a completare l'incastro.
Smettiamola di dare tutte queste etichette: etero, gay, bisex, attivo, passivo, versatile ecc. ecc.
Sono etichette di comodo, certo, ma non solo ce ne serviamo, siamo diventati totalmente succubi di esse e di un'immagine distorta dell'amore, non fanno altro che eliminare le sfumature delle persone, perché al giorno d'oggi e nella realtà delle chat, siamo noi che dobbiamo attenerci ad esse, non loro che rispecchiano noi.
L'intesa a livello sessuale, così come quella mentale/sentimentale, va costruita IN DUE, rispettando le fantasie dell'altra persona, è insieme che si scopre ciò che piace ad entrambi e ciò che non piace, e se poi magari col mio futuro ragazzo dovessi scoprire che mi piace anche il sesso anale, ben venga, ma NON dev'essere un must.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: giovedì 10 agosto 2017, 2:49 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
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Niko ha scritto:
A mio parere, depravato non è il sesso anale in sé, bensì l'importanza che esso ha assunto nella mentalità di molti ragazzi gay che credono che l'unico modo di scopare sia metterlo o riceverlo.
E non dico così perché io non ho mai avuto esperienze a riguardo o perché ho pregiudizi verso il coito anale, però trovo distorta la maniera di pensare di coloro che guardano prima di tutto il ruolo dell'altra persona e, in base a quello, decidono se cominciare a relazionarsi con lei o se evitare direttamente sin dall'inizio per mancanza di "compatibilità sessuale".
Non accetto opinioni del tipo: "tra due passivi o attivi l'unico sentimento che può instaurarsi è amicizia."
Ma l'amore è davvero un gioco ad incastri oppure c'è qualcosa in più dietro?
Il discorso dei sentimenti dove l'abbiamo lasciato?
Perché secondo questo ragionamento due ragazzi non potrebbero proprio stare insieme poiché manca la parte femminile a completare l'incastro.
Smettiamola di dare tutte queste etichette: etero, gay, bisex, attivo, passivo, versatile ecc. ecc.
Sono etichette di comodo, certo, ma non solo ce ne serviamo, siamo diventati totalmente succubi di esse e di un'immagine distorta dell'amore, non fanno altro che eliminare le sfumature delle persone, perché al giorno d'oggi e nella realtà delle chat, siamo noi che dobbiamo attenerci ad esse, non loro che rispecchiano noi.
L'intesa a livello sessuale, così come quella mentale/sentimentale, va costruita IN DUE, rispettando le fantasie dell'altra persona, è insieme che si scopre ciò che piace ad entrambi e ciò che non piace, e se poi magari col mio futuro ragazzo dovessi scoprire che mi piace anche il sesso anale, ben venga, ma NON dev'essere un must.


Sono d'accordo Niko. L'amore non è certamente un gioco ad incastri ma è semplicemente una parola che esprime il nostro massimo reciproco piacere relazionale. Il sesso può invece essere visto, molto comodamente, come un gioco ad incastri e, da un punto di vista filogenetico, viene senz'altro prima dell'amore. Lombrichi, lumache, ragni, mantidi religiose ecc. ecc. fanno certamente sesso ma non fanno all'amore. Questo far sesso, come negli ultimi due casi, comporta in varie occasioni, finanche la morte del partner maschile. Sono atteggiamenti che riemergono di tanto in tanto anche tra noi umani come nei vari casi di killers seriali a sfondo sessuale. Quello che per noi è aberrazione per loro è normalità.
(Manco nei primi due casi son tutte rose e fiori. Gli amplessi di lombrichi e lumache ho avuto modo di osservarli personalmente e si tratta di cosa che può suggerire l'idea di un istinto primordiale e finanche agonistico più che amoroso. I dardi delle lumache possono tuttavia richiamare qualche analogia con quelli di Cupido ^_^).

https://www.youtube.com/watch?v=vT1VijM99aw

http://www.nationalgeographic.it/natura ... e-2524840/


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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: giovedì 10 agosto 2017, 10:38 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 230
Essere se stessi può significare anche dover affrontare il pregiudizio altrui e le difficoltà legate alla proprie scelte. Nascondersi porta solo a vivere male, come hai già ben capito anche tu, senza portare alcun vantaggio.
Poi è certamente vero che la felicità dipende dal contesto sociale e non solo dalle scelte individuali, come dice Progetto, ma dimentica di aggiungere che il contesto sociale si può cambiare, e lo si cambia, solo con la lotta e la visibilità, non certo con l'invisibilità.


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 Oggetto del messaggio: Re: Quant'è alto il prezzo da pagare per la nostra libertà?
MessaggioInviato: giovedì 10 agosto 2017, 11:44 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Niko si sempre fiero di ciò che sei e proteggi sempre la tua intimità. Questo è credo l'equilibrio più sano. Le chiacchiere falle correre, fanno il loro corso e fanno quel che devono. Non capisco cosa ci sia da arginare, non farlo. Infondo se farlo sapere a tutti e quel che vuoi, adesso sta certo che lo sanno tutti. Sapessi quanta fatica mi ha risparmiato il chiacchiericcio. Dovessi ogni volta dire che sono gay sarebbe una gran bella fatica. Ho imparato a stare nell'ambiguità a comportarmi come mi viene più naturale. Ai colleghi ho presentato il mio ragazzo senza dire nulla. Hanno capito, hanno capito tutti e se lo son detti tra loro. Lo so che tutti sanno.
Nessuno con me prende certi argomenti. Alcuni sono più benevoli, altri più aggressivi, qualcosa senz'altro dipenderà dal fatto che sanno. A me però sta bene così. E' importante che tu riesca a fare tutto ciò che è ragionevole poter fare nella situazione in cui vivi. Non sono ancora i tempi in cui si può camminare mano nella mano come se nulla fosse e non sono neanche più i tempi in cui era impossibile vivere normalmente da gay. Fa tutto quello che pensi di dover fare e non nascondere nulla, non confermare nulla, semplicemente non preoccuparti del problema.
Dirlo ai tuoi probabilmente è stato un errore, da quelle due parole che scrivi è chiaro che non so o pronti a gestire la cosa, ma non è importante neanche quello. Fatti la tua vita. vivi nel modo più sano che conosci. Quello che conta non è quello che riesci a dire di te, ma come stai nelle cose. Devi poterci stare comodo. Perciò te lo ripeto si fiero di ciò che sei, ma proteggi sempre la tua intimità.


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