Il branco

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
RoXasVersailles
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Il branco

Messaggioda RoXasVersailles » lunedì 26 marzo 2018, 21:58

Scusate in anticipo per gli errori scrivo da un cellulare vecchio]

Allora, ho sempre trovato difficili gli inizi, ma riassumendo al massimo si potrebbe dire: "Cos'ho io che non va?"
Questa domanda mi sorge sempre più spontanea ogni giorno, quanto più mi confronto col mondo LGBT. Un mondo che, mi si dirà, ognuno vive a modo suo, è fatto di mille sfumature e tutto quello che si vuole... ma che, diciamocelo, esiste con determinate caratteristiche che vanno ben oltre l'interesse per gli esseri umani del proprio stesso sesso. Vedo che spesso i ragazzi gay che conosco hanno un modo di parlare, alcune espressioni, musica, libri etcetera tutti loro, oltre che una certa ossessione per il proprio aspetto fisico e per quello altrui, una sorta di codice culturale a cui sottostare per essere accettati nel branco. Perché questo è il problema, la vera differenza tra noi e gli etero: per gli eterosessuali il periodo del branco , nel quale ci si chiede "vi sottosto o no, se le mie idee non sono ad esso compatibili?" dura giusto il periodo dell'adolescenza, poi sono liberi. Noi al branco siamo condannati tutta la vita, alla scelta tra adeguarsi a un modello di omosessualità che a volte non sentiamo nostro o l'esclusione da ogni forma di rapporto sentimentale o anche solo sessuale con gli altri ragazzi.
Francamente, da questo modello culturale propostomi mi sono sempre visto molto lontano, sia per carattere che per esperienze di vita. Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia molto progressista, totalmente atea, abbastanza benestante e anche un po' snob, l'omofobia la ho vissuta solo in singoli episodi (ma nella mia vita ho ricevuto più insulti per il mio essere sovrappeso che per essere gay, quindi insomma, si tratta davvero di singoli episodi concentrari al 90% nello stesso periodo) e il problema di cosa mi piacesse non me lo ero mai posto fin quando non mi sono innamorato di un altro ragazzo.
Questo da un lato è indubbiamente positivissimo, d'altra parte noto che non aver mai ricevuto certi rifiuti non mi ha mai avvicinato ad alcuni modelli culturali (esempio: pop americano, trash, alcune serie tv gayfriendly) che probabilmente gli altri ragazzi cercavano e cercano tutt'ora come reazione magari ad una società chiusa. Per lo stesso motivo litigo con molti ragazzi sul gay pride: non ho mai avuto problemi a dichiarare pubblicamente (a volte anche imporli, se necessario, scurrilmente) i miei interessi, e per tale ragione trovo stupido sentirsi liberi un giorno all'anno: io mi ci sento sempre.

Insomma esperienze di via diverse sommate a un carattere chiuso (sono molto snob ed individualista, tendo a rifugiarmi nelle mie rêveries etcetera) hanno fatto sì che io non mi inserissi mai nel branco LGBT.
La mia vita passa tra momenti in cui prevale il bisogno di essere me stesso anche a costo di patire la solitudine e momenti in cui, per un disperato bisogno d'altri, sono pronto fin quasi a rinnegarmi, cercando di farmi piacere cose che non condivido o addirittura opposte alla mia visione del mondo solo per ricevere un minimo di affetto da altri ragazzi omosessuali.

Noto con tristezza che il mondo va sempre più verso una maggiore uniformizzazione e il branco LGBT è tra i più uniformizzati, infatti i ragazzi gay degli altri Paesi europei mi sembrano quasi del tutto identici. Tutti attratti dal "divertimento" facile (che poi anche a me piacerebbe "divertirmi" a volte, ma cosa ci sia di divertente nel ripetere azioni meccaniche con uno sconosciuto proprio non capisco), stessi gusti musicali, tutti internazionalissimi e... insomma molto diversi da me.

Non ho ancora conosciuto *un* ragazzo con i miei stessi interessi o almeno compatibili, nè dal vivo nè su internet. Forse un po' solo due, ma forse... e si tratta di due ragazzi di internet. Che abitavano entrambi molto molto lontani da me. Lo so che a sto punto il problema sono io, e vi chiedo scusa, ma purtroppo dato che è l'ennesima volta che, sentendomi solo, sto frequentando un ragazzo che non mi piace e che la pensa diametralmente in maniera opposta a me su varie cose e, provando a vedere "chi c'era in giro" ho visto solo di peggio, avevo bisogno di sfogarmi...
Lo so che non dovrei starci con questo ragazzo ma sono debole e ho bisogno di qualcuno per sentirmi vivo e il fatto di doverci vedere (ci vediamo tutti i giorni da quando ci siamo messi insieme, ovvero 2 settimane fa) mi da un motivo costante per uscire di casa e il fatto di poter dire in giro che anche io sono fidanzato, lo so che è una cosa molto infantile a 21 anni non si dovrebbe più fare, mi fa sentire meglio. Comunque ho tutto sotto controllo, avvio una volta ogni 6 mesi relazioni simili che durano massimo 1 mese giusto per placare un po' la mia solitudine. Appunto mi piego al branco.
Ma io voglio essere libero e amato
Voglio un ragazzo che mi coinvolga veramente e in maniera totale
Un ragazzo che mi faccia pensare
"Parce-que c'était moi, parce-que c'était lui..."
Ma per come sono messe le cose temo che, se arriverà, ci vorrà ancora tanto, sempre se arriverà. E fino ad allora schiaccio l'acceleratore verso una sottomissione al branco, almeno un compromesso, ma le posizioni sono davvero tanto troppo distanti e allora in questi momenti resto perplesso. Chiudo gli occhi e quando li riapro non è cambiato niente. Essere gay e deboli di carattere, oltre che avere interessi settoriali particolari (e sì, essere anche snob, lo ammetto, ma almeno mi evito cose che non condivido in maniera assoluta) sono un deterrente alla felicità.

Aiuto.


Ps: con le persone eterosessuali ho rapporti decisamente migliori. Ho un gruppo di amici e amiche (più amiche che amici) a cui sono abbastanza legato, di cui tranne una ragazza (che ha con le lesbiche lo stesso rapporto che io ho con i gay) sono tutti eterosessuali. Con i e le quali però parlo tranquillamente della mia omosessualità.
"Ma anche distesa per terra, io canto ora per te le mie canzoni d'amore..."
-Alda Merini

"Se nei tuoi occhi avessi bombe al fosforo
e quei miracoli di sole al Bosforo,
la lingua del serpente più velenoso,
bruciassi nuvole nel cuore tuo,
noi forse torneremmo a vivere.
Sognerò, sognerò
d'incontrarti un po' a sud
Pregherò, pregherò
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Re: Il branco

Messaggioda progettogayforum » martedì 27 marzo 2018, 14:57

Mi vorrei soffermare su due concetti ai quali hai fatto riferimento:
1) Mondo LGBT
2) Branco LGBT
Spesso gli stessi gay dimenticano una verità fondamentale che riguarda l’omosessualità: proprio perché l’omosessualità è ancora sinonimo di marginalità, il “mondo omosessuale” è assimilabile ad un iceberg: il 10% emerge ed è visibile, tutto il resto è sommerso. Si commette troppo spesso l’errore di confondere la parte visibile con i tutto e di attribuire la qualifica di “Mondo gay” a una realtà che è comunque molto parziale, che non è neppure quella dei gay pubblicamente dichiarati, ma quella dei gay omologati, che sono gli unici che trovano ampio spazio nei media perché determinano un vero e proprio ”mercato gay” in cui si vende di tutto, dalle riviste specializzate ai cosmetici, alle diete, all’abbigliamento, ecc. ecc..
Il vero problema è la non visibilità, specialmente in rete, della stragrande maggioranza dei gay. Puoi anche scrivere la Divina Commedia, ma Google non la indicizzerà se non c’è pubblicità a pagamento e se non è strettamente collegata a fatti e personaggi che colpiscono l’opinione pubblica. Si vede solo il gay che fa notizia, quello sopra le righe, perché quello fa audience, ma il gay normale è totalmente invisibile … però c’è … e i gay normali, quasi sempre non dichiarati pubblicamente, sono la stragrande maggioranza e non solo non sono omologati ma sono mille miglia lontani dai modelli che determinano l’omologazione. Conosco centinaia di gay e nessuno va in giro con il boa fuksia o prende il caffè col mignolo alzato. I divi gay, sono creati dalla pubblicità e nella grande maggioranza non interessano affatto la stragrande maggioranza dei gay. Io mi chiedo che cosa conoscono i gay giovani del vero Mondo gay? Credo che ne conoscano poco o nulla e finiscono proprio per questo per rivolgersi dove la pubblicità indirizza la loro attenzione, e da lì deriva purtroppo il concetto di “Branco gay”, perché il branco nasce proprio dalla omologazione e finisce per marginalizzare chi non è totalmente omologato. Il concetto di branco è la conseguenza dell’ignoranza, del non sapere, del non conoscere, dell’affidare il proprio bisogno di protezione e di identificazione ad agenzie che hanno finalità economiche e sostanzialmente manipolatorie del mercato e per questo speculano sui bisogni delle persone fornendo risposte molto semplicistiche che fanno apparire ovvi comportamenti che non lo sono affatto e definiscono un modello di gay del tutto falso.
Mi sono sempre chiesto se questa omologazione esisterebbe ancora se la scuola avvicinasse questi ragazzi alla letteratura omosessuale seria, tipo Thomas Mann, Julien Green, James Baldwin e Edward Morgan Foster, e se a scuola si parlasse seriamente anche o di omosessualità. Conoscere e capire è indispensabile per poter decidere liberamente. La vera schiavitù sta nel non sapere che porta ad accontentarsi di risposte del tutto prive di senso. D’altra parte, se qualcuno pensa di potersi veramente trovare un compagno tramite certe applicazioni da smart-phone, non c’è poi da stupirsi se l’omologazione finisce per essere determinante.
Però, accettare la sottomissione alla logica del brando e finire per omologarsi per vincere la solitudine e trovare un ragazzo qualunque solo perché non si sa come passare il sabato sera, equivale a portare il cervello all’ammasso. I gay non omologati ci sono eccome. Nessuno dei gay che conosco è omologato, nel “cosiddetto mondo gay” non verrebbero accettati ma nel “vero mondo gay” ci stanno benissimo, ed è un mondo che c’è eccome anche se non si vede!

Francesco1999
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Re: Il branco

Messaggioda Francesco1999 » martedì 27 marzo 2018, 16:20

Se ti dovessi omologare anche tu sarebbe per me il perdere un'altra persona, ormai troppe persone preferiscono rinunciare a loro stesse che vivere...
Non devi omologarti, rinunceresti alla tua vita per cosa in cambio?
La persona che ti vorrà bene veramente arriverà se sarai forte nel rimanere te stesso, il compromesso a cosa ti porterà?
Se adesso sei solo con te stesso, quando seguirai il branco non avrai neanche più te stesso e allora sarai davvero solo.
Rinunciare al branco non significa rinunciare ad avere amici che ti vogliano davvero bene ne al trovare un compagno, il contrario mi permetto di dirti!
L'omologazione ruba troppo tempo, e seppure hai pochi anni più di me, il tempo non va sprecato perchè noi siamo il tempo che esistiamo.
Il seguire le mode ruba troppo tempo, e se avessi seguito la moda, instagram ecc., primo non sarei qui a scriverti, poi penso che allora non avrei avuto senso io stesso senza scrivere i miei versi e leggere Heidegger e Montale.
L'essere se stessi è tutta ricchezza che ritorna, e se sei qua a scrivere queste cose significa che forse qualcosa in più hai.
Adesso devo iniziare a studiare, ti riscriverò non appena avrò un momento e le parole giuste, avrei voluto lasciarti parole più speciali ma ho preferito piuttosto risponderti subito che pensarci su.

Francesco
Invecchiare non sarà niente
se nel frattempo saremmo rimasti giovani.

Da "l'utilità della memoria" Maria Luisa Spaziani.

RoXasVersailles
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Re: Il branco

Messaggioda RoXasVersailles » mercoledì 28 marzo 2018, 13:48

Visto che sono tante cose risponderò "a pezzi"

Mi vorrei soffermare su due concetti ai quali hai fatto riferimento:
1) Mondo LGBT
2) Branco LGBT
Spesso gli stessi gay dimenticano una verità fondamentale che riguarda l’omosessualità: proprio perché l’omosessualità è ancora sinonimo di marginalità, il “mondo omosessuale” è assimilabile ad un iceberg: il 10% emerge ed è visibile, tutto il resto è sommerso. Si commette troppo spesso l’errore di confondere la parte visibile con i tutto e di attribuire la qualifica di “Mondo gay” a una realtà che è comunque molto parziale, che non è neppure quella dei gay pubblicamente dichiarati, ma quella dei gay omologati, che sono gli unici che trovano ampio spazio nei media perché determinano un vero e proprio ”mercato gay” in cui si vende di tutto, dalle riviste specializzate ai cosmetici, alle diete, all’abbigliamento, ecc. ecc..
Il vero problema è la non visibilità, specialmente in rete, della stragrande maggioranza dei gay. Puoi anche scrivere la Divina Commedia, ma Google non la indicizzerà se non c’è pubblicità a pagamento e se non è strettamente collegata a fatti e personaggi che colpiscono l’opinione pubblica. Si vede solo il gay che fa notizia, quello sopra le righe, perché quello fa audience, ma il gay normale è totalmente invisibile … però c’è … e i gay normali, quasi sempre non dichiarati pubblicamente, sono la stragrande maggioranza e non solo non sono omologati ma sono mille miglia lontani dai modelli che determinano l’omologazione. Conosco centinaia di gay e nessuno va in giro con il boa fuksia o prende il caffè col mignolo alzato. I divi gay, sono creati dalla pubblicità e nella grande maggioranza non interessano affatto la stragrande maggioranza dei gay.


Su questo project hai assolutamente ragione, ma se questi gay non sono "visibili", appunto, io come faccio a rapportarmi a loro? Non dichiararsi porta via tantissime opportunità, io personalmente non mi sento affatto sopra le righe eppure sono dichiarato, e cerco di rendere visibile il fatto che non tutti i gay siano uguali, ma se gli altri non si dichiarano allora la mia è una lotta contro i mulini a vento...





Io mi chiedo che cosa conoscono i gay giovani del vero Mondo gay? Credo che ne conoscano poco o nulla e finiscono proprio per questo per rivolgersi dove la pubblicità indirizza la loro attenzione, e da lì deriva purtroppo il concetto di “Branco gay”, perché il branco nasce proprio dalla omologazione e finisce per marginalizzare chi non è totalmente omologato. Il concetto di branco è la conseguenza dell’ignoranza, del non sapere, del non conoscere, dell’affidare il proprio bisogno di protezione e di identificazione ad agenzie che hanno finalità economiche e sostanzialmente manipolatorie del mercato e per questo speculano sui bisogni delle persone fornendo risposte molto semplicistiche che fanno apparire ovvi comportamenti che non lo sono affatto e definiscono un modello di gay del tutto falso.
Mi sono sempre chiesto se questa omologazione esisterebbe ancora se la scuola avvicinasse questi ragazzi alla letteratura omosessuale seria, tipo Thomas Mann, Julien Green, James Baldwin e Edward Morgan Foster, e se a scuola si parlasse seriamente anche o di omosessualità. Conoscere e capire è indispensabile per poter decidere liberamente. La vera schiavitù sta nel non sapere che porta ad accontentarsi di risposte del tutto prive di senso


Su questo non ho nulla da dire, concordo in maniera assoluta, e io alcuni degli autori che hai citato li conosco e li ho letti. Ma come già detto precedentemente, se sono solo io a farlo e gli altri non lo fanno, se sono io solo a fare certe cose nel mio ambiente, o se chi lo fa non si dichiara e si tiene le cose per sè sperando che il principe azzurro caschi dall'albero senza cercarlo attivamente, io che posso farci? :(

D’altra parte, se qualcuno pensa di potersi veramente trovare un compagno tramite certe applicazioni da smart-phone, non c’è poi da stupirsi se l’omologazione finisce per essere determinante.


Qua, perdonami ma ci colgo una frecciatina. Esattamente dove dovrei cercare ragazzi gay? Nel caso non ti ricordi bene i miei dati te li ripeto brevemente, vivo nella Sila calabra e frequento l'università nella città vicina, città molto provinciale e dove posso già reputarmi molto fortunato ad aver trovato qualche amico vero e sincero, l'ambiente universitario è anche un po' più chiuso perché la maggior parte della gente viene dai paesini in provincia di Reggio o Vibo e sono ancora più chiusi della mia zona. Quindi esattamente dove dovrei aspettare di conoscere un ragazzo gay? A mensa, in biblioteca, a lezione?
Il tuo discorso potrebbe andar bene casomai vivessi in una grande città. Qua, malgrado io frequenti anche dal vivo ambienti molto "open minded" ne ho conosciuti pochissimi di ragazzi gay per caso dal vivo, e tutti "livello grindr".


Però, accettare la sottomissione alla logica del brando e finire per omologarsi per vincere la solitudine e trovare un ragazzo qualunque solo perché non si sa come passare il sabato sera, equivale a portare il cervello all’ammasso. I gay non omologati ci sono eccome. Nessuno dei gay che conosco è omologato, nel “cosiddetto mondo gay” non verrebbero accettati ma nel “vero mondo gay” ci stanno benissimo, ed è un mondo che c’è eccome anche se non si vede!

Per me non è questione di sabato sera, io di solito il sabato sera dormo hahaha. Si tratta semmai di passare qualche bel pomeriggio, chessò, prendere un caffè il giovedì alle 17.30 in un bar mentre fuori piove e dirsi cose dolci, baciarsi poco dopo... quando dico "trovarmi un ragazzo in maniera non troppo seria" intendo proprio cercare di costruire una pseudo-relazione con la speranza che io mi adegui un po' a lui e lui a me e farmela andare bene (ma non ci riesco mai), non andare in una discoteca il sabato sera col primo che passa (anche perché 1 odio le discoteche, 2 non ho la macchina e alle 9 ho l'ultimo pullman per il mio paesello arroccato sulle montagne XD)
Poi, se il mondo gay vero è sommerso, allora mi spiace ma io non condivido nemmeno questo. Io la mia sessualità la ho sempre espressa, tante persone lo fanno, che senso ha chiudersi e non farlo sapere a nessuno? Come già detto si perdono tante opportunità, io questo "vero mondo gay" non lo vedo, deve essere sommerso davvero tanto. Magari potrebbe fare uno sforzo ad aprirsi, questo mondo, e rendersi visibile, e gridare "ehy, ci sono anche io" così magari i ragazzi gay giovani che si riconoscono più in questo che in quello avranno un modello a cui rapportarsi non solo su internet.


Se ti dovessi omologare anche tu sarebbe per me il perdere un'altra persona, ormai troppe persone preferiscono rinunciare a loro stesse che vivere...
Non devi omologarti, rinunceresti alla tua vita per cosa in cambio?
La persona che ti vorrà bene veramente arriverà se sarai forte nel rimanere te stesso, il compromesso a cosa ti porterà?

La tua ultima frase è verissima, ma sono ormai 21 anni che ricerco il principe azzurro ed il massimo che ho trovato così facendo erano ragazzi vagamente per bene ma con interessi diversi dai miei. Ed era già un ottimo risultato.
Penso che a nessuno piaccia rinunciare a sè, ma in fondo è proprio Hobbes con il suo contratto sociale a dirci che per vivere in società dobbiamo sottostare a delle norme, io attualmente non sono affatto omologato ma che cosa ne ho guadagnato? Poter sventolare la bandiera della libertà? Si ok ma poi...? I miei ricordi più belli con i ragazzi sono stati quando questa bandiera l'ho ammainata e ho potuto toccare corpi, amarli, abbracciarli, cercare anche nella loro mente qualcosa che mi piacesse perché alla fine se li conosci nel profondo (quasi) tutti hanno una storia da raccontare che può essere interessante.
Rinuncerei (in maniera parziale) ai miei interessi per questo.

Se adesso sei solo con te stesso, quando seguirai il branco non avrai neanche più te stesso e allora sarai davvero solo.

Questo è vero, ma io cercherei non tanto a seguire il branco, quanto smussare degli aspetti molto critici di me e venire incontro, cioè mantenendo un mio nucleo indipendente in ogni caso.

Rinunciare al branco non significa rinunciare ad avere amici che ti vogliano davvero bene ne al trovare un compagno, il contrario mi permetto di dirti!

Amici veri per quello che sono ne ho per fortuna, ma sono tutte donne o uomini etero, questo è il punto.

Il seguire le mode ruba troppo tempo, e se avessi seguito la moda, instagram ecc., primo non sarei qui a scriverti, poi penso che allora non avrei avuto senso io stesso senza scrivere i miei versi e leggere Heidegger e Montale

Hahaha vedessi come mi vesto, non ho il minimo concetto di moda, non ho nessun social network all'infuori di whatsapp sotto costrizione dei miei amici e un facebook fake che uso solo per controllare gli avvisi dell'università visto che i prof li scrivono là (e comunque, li uso pochissimo). Anche io scrivo poesie e leggo molti libri, solo che mi chiedo a cosa mi abbia portato finora... francamente, niente, se non molta tristezza :) Vorrei essere più simile agli altri per vivere meglio, il tempo a nostra disposizione è appunto poco, e leggere libri non placa in nessun modo il vuoto che sento dentro di me. Studio letteratura straniera all'università oltretutto, figurati nei libri io ci vivo immerso fino al collo... ma come vorrei non viverci ed avere una persona vera da leggere, e non un libro.

Grazie per i vostri interventi, spero possiate rispondere alle mie risposte XD
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"Se nei tuoi occhi avessi bombe al fosforo
e quei miracoli di sole al Bosforo,
la lingua del serpente più velenoso,
bruciassi nuvole nel cuore tuo,
noi forse torneremmo a vivere.
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Re: Il branco

Messaggioda progettogayforum » mercoledì 28 marzo 2018, 14:50

In questi giorni mi è capitato più volte e in diverse situazioni di sentirmi totalmente inadeguato, è la sensazione che provo anche leggendo le tue risposte. Il mondo è cambiato e non me ne sono nemmeno accorto. Ho continuato a recitare mantra che forse potevano andare bene 40 anni fa. Mi rendo conto di vivere in un mondo a parte e per di più in un mondo solo mentale. Leggendo quello che scrivi mi si apre il cervello su un mondo che conosco pochissimo se non per niente. Mi consola l’idea che il problema di adeguarsi o meno non mi tocca più perché ormai sono un cibo oltre la data di scadenza. Penso anche che molte delle cose che dico e scrivo potrebbero addirittura essere controproducenti e questo mi dispiacerebbe proprio. Alla fine l’unica cosa intelligente da fare è stare zitti per non fare danni. È un discorso molto generale che non deriva solo da questa discussione sul forum, lo avverto ormai come un’esigenza personale globale: mettersi da parte … Ma mi accorgo che sto deviando dal tema della discussione, il che non è corretto. Cercherò di limitarmi a leggere per cercare di capire un mondo che è cambiato così profondamente. Per fortuna si vive una volta sola e, bene o male, la mia parte l’ho fatta. Vorrei sottolineare che non sono né contrariato né deluso dall’andamento della discussione che è serissimo, anche se mi conferma nell’idea di essere un bel po’ fuori dal mondo. Un abbraccio.
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Re: Il branco

Messaggioda Francesco1999 » mercoledì 28 marzo 2018, 17:07

Sei un ragazzo molto aperto al compromesso a quanto scrivi, io in questo senso ti sono opposto forse perchè non ho avuto il tempo di veder fallire anche in me i miei ideali.
Tuttavia non citarmi Hobbes, non penso sia di grande aiuto, piuttosto cerca di portare avanti idee tue, è impossibile adeguarsi nel quotidiano, la nostra essenza non si può occultare ogni giorno per il semplice fatto che quello che vogliamo nascondere lo siamo in tutta la sua fenomenologia.
Si è di fronte ad un Aut Aut, o vivi come te stesso o rinunci a te stesso in maniera assoluta, se rinuncerai a qualcosa di te dissimulerai te stesso nella tua unità, ti sentirai sempre estraneo con te stesso; io ad esempio quando voglio apparire mi vesto seguendo la moda, e in quei momenti mi sento malissimo e mi sento di aver perso il contatto con me stesso, questo è il motivo perchè vesto solo camicie, sono gli unici abiti con i quali mi sento di esprimere me stesso.
Tuttavia come afferma Heidegger "l'umanità vive per lo piú un'esistenza inautentica", e questa è una cosa purtroppo vera, di persone autentiche ne incontrerai pochissime... anzi! In questo forum ce ne sono non poche!
Una persona autentica la si riconosce, ha sempre quello sguardo che vaga cercando di trovare sempre uno sguardo amico tra la folla, e qualcuna la si trova fidati.
Ad esempio io ho trovato un ragazzo che ha 3 anni meno di me, è etero premetto, ma ha verso di me un profondo affetto che mi realizza.
Poi trovare il principe azzurro... lo desidero molto, ma alla fine non sono la persona che fa elenchi di come deve essere il ragazzo ideale, mi piacerebbe un ragazzo senza pretesa se non quella che mi passi le mani tra i capelli, o che magari si ricorda di me se mi addormentassi sulla scrivania.
Il mio motto è "straordinaria ordinarietà", il semplice volersi bene per quello che si è sempre e comunque, per me la giornata sarebbe un semplice insieme di gesti simbolici.
Questi gesti derivano comunque da una profonda ricerca, e se leggo Heidegger, Montale e (la) Spaziani e tanti altri non è per uno studio fine a se stesso, se scrivo non è per un esercitazione intellettuale, piuttosto sono volti ad uno studio del linguaggio per renderlo sincero e potente.
Un esempio di linguaggio poetico ed autentico è che magari alla sera vai letto tardissimo per studiare, non ci capisci piú nulla per la stanchezza e ti corichi, poi ad un certo punto senti la mano del tuo compagno che si posa lievemente sul tuo grembo, l'essere aspettati ed accarezzati è il paradiso dell'esistenza.
Poi il toccare la pancia ha i suoi motivi simbolici in quanto è una zona intima ed indifesa, non è una mano per dirti che puó rispondere allo stimolo.

Oltre a quelle non-persone esistono persone disposte a volerti bene, se non le vedi abbi pazienza, queste non sono impegnate ad apparire e a gestire quelle false vetrine delle loro inautentiche vite, ma si trovano nella quotidianità e non nell'occasione.
Se non le trovi prova a prendere diverse abitudini che ti portano in luoghi diversi.

Esistono dappertutto persone diverse, e sbagli a non rivolgerti a possibili persone perchè non dichiarate, io non sono dichiarato e non me ne curo, di me sanno le persone piú importanti, ma se dovesse parlarmi un ragazzo gay penso che abbia buone probabilità di nutrire speranze non perchè sia dichiarato, ma perchè anche con una persona conosciuta da 1 minuto cerco subito di sorridergli e creare un dialogo profondo.
Poi esteriormente è difficile che sembri propriamente gay, non per il fatto che non voglia sembrarlo, ma piuttosto perchè vedo il seguire il branco gay come un alienazione che rigetto, poi seguo i miei gusti personali, vestire rosa o andare ai gay pride non sarà mai mio costume.
Anzi, con l'esistenzialismo in genere si va oltre gay o etero.
Project lo sa bene questa cosa e condivido il suo punto di vista, come rigetto i social media rigetto piú i social media gay, ho solo Whattsapp ed un account facebook che da quanto tempo non vi accedo la mia foto avrà le ragnatele.
Odio i social perchè la persona odierei sceglierla razionalmente, ma devo guardarla negli occhi e vedere se il suo volto si imprime nella mia memoria.

Quello che ti scrivo è limitato, sarebbe molto meglio una corrispondenza privata per email o messaggi, però sono aperto ad un confronto (dovrei prima vedere come inviare i dati privatamente ma si potrebbe fare, adesso sono iniziate le vacanze ed ho un pó di libertà)

Francesco
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Re: Il branco

Messaggioda RoXasVersailles » mercoledì 28 marzo 2018, 20:53

progettogayforum ha scritto:In questi giorni mi è capitato più volte e in diverse situazioni di sentirmi totalmente inadeguato, è la sensazione che provo anche leggendo le tue risposte. Il mondo è cambiato e non me ne sono nemmeno accorto. Ho continuato a recitare mantra che forse potevano andare bene 40 anni fa. Mi rendo conto di vivere in un mondo a parte e per di più in un mondo solo mentale. Leggendo quello che scrivi mi si apre il cervello su un mondo che conosco pochissimo se non per niente. Mi consola l’idea che il problema di adeguarsi o meno non mi tocca più perché ormai sono un cibo oltre la data di scadenza. Penso anche che molte delle cose che dico e scrivo potrebbero addirittura essere controproducenti e questo mi dispiacerebbe proprio. Alla fine l’unica cosa intelligente da fare è stare zitti per non fare danni. È un discorso molto generale che non deriva solo da questa discussione sul forum, lo avverto ormai come un’esigenza personale globale: mettersi da parte … Ma mi accorgo che sto deviando dal tema della discussione, il che non è corretto. Cercherò di limitarmi a leggere per cercare di capire un mondo che è cambiato così profondamente. Per fortuna si vive una volta sola e, bene o male, la mia parte l’ho fatta. Vorrei sottolineare che non sono né contrariato né deluso dall’andamento della discussione che è serissimo, anche se mi conferma nell’idea di essere un bel po’ fuori dal mondo. Un abbraccio.
Project

Project, ho letto la tua risposta appena la hai pubblicata ma non avevo modo di rispondere perché ero a lezione. Ma mi ha molto turbato e mi è dispiaciuto molto. "Sono un cibo oltre la data di scadenza" questa frase non devi assolutamente permetterti di pensarla! Ti parlo da amico anche se ci sono tanti anni di differenza, qua ci vorrebbe uno schiaffo! Sei una persona che ha fatto tanto, davvero tanto, ha creato un forum che è un vero unicum su internet (io conosco molto bene la realtà gay francofona oltre che quella italiana e lì non esiste niente di paragonabile a questo forum) e ancora oggi ti impegni continuamente dicendo tante cose giuste e sempre attuali. Il fatto che su questo post non ci siamo capiti può succedere, ma non è una questione di età. E' vero che l'età non è solo un numero come alcuni vogliono far passare, ma non è neanche vero che l'età sia tutto. Sei una persona così intelligente, acuta e sensibile, come ca**o fai a definirti "Un cibo oltre la data di scadenza"? Ti prego, non pensarlo più, mi si spezza il cuore.
Poi che il mondo sia cambiato è un conto, ma soprattutto io e te veniamo, ancor più che da anni, da zone geografiche diverse. La Calabria (e molte zone del Sud) ha le sue ragioni che la ragione non conosce, sia nelle cose "di tutti i giorni" che ovviamente nel mondo gay. Il tuo discorso come già detto potrebbe essere validissimo a Roma o Milano, ma non in Sila, perché qua le unioni civili, ma il mondo esterno in generale, giunge solo come un'eco lontana. Ultimamente ho visto qualche giovanissimo/a dichiararsi timidamente bisessuale, ma già i miei coetanei in paese sono TUTTI omofobi, in città chiaramente va molto meglio ma neanche più di tanto. Conoscere qualcuno per caso a Bologna è assolutamente possibile, da me no... ma è una questione di geografia, molto più che d'età. Installare grindr a Bologna è uno sfizio, qua è una necessità a mio parere. (E spesso, per farti capire in che luogo io viva, non trovo proprio profili vicino a me, solo mettendo i requisiti "sotto i 30 anni e che cerca amicizia o relazione" mentre con lo stesso criterio a Milano trovi forse 700 profili, ma poi manco servono, perché lì davvero puoi conoscere qualcuno per caso). Tutta questa tiritera per dirti che non devi assolutamente sentirti inadeguato, hai espresso un tuo concetto giustissimo e che se non vale per me è per una questione geografica, non di età. Non dirle più certe cose perché mi spezzi davvero il cuore...
Un abbraccio forte,
Rox
Francesco1999 ha scritto:Sei un ragazzo molto aperto al compromesso a quanto scrivi, io in questo senso ti sono opposto forse perchè non ho avuto il tempo di veder fallire anche in me i miei ideali.
Tuttavia non citarmi Hobbes, non penso sia di grande aiuto, piuttosto cerca di portare avanti idee tue, è impossibile adeguarsi nel quotidiano, la nostra essenza non si può occultare ogni giorno per il semplice fatto che quello che vogliamo nascondere lo siamo in tutta la sua fenomenologia.
Si è di fronte ad un Aut Aut, o vivi come te stesso o rinunci a te stesso in maniera assoluta, se rinuncerai a qualcosa di te dissimulerai te stesso nella tua unità, ti sentirai sempre estraneo con te stesso; io ad esempio quando voglio apparire mi vesto seguendo la moda, e in quei momenti mi sento malissimo e mi sento di aver perso il contatto con me stesso, questo è il motivo perchè vesto solo camicie, sono gli unici abiti con i quali mi sento di esprimere me stesso.
Tuttavia come afferma Heidegger "l'umanità vive per lo piú un'esistenza inautentica", e questa è una cosa purtroppo vera, di persone autentiche ne incontrerai pochissime... anzi! In questo forum ce ne sono non poche!
Una persona autentica la si riconosce, ha sempre quello sguardo che vaga cercando di trovare sempre uno sguardo amico tra la folla, e qualcuna la si trova fidati.
Ad esempio io ho trovato un ragazzo che ha 3 anni meno di me, è etero premetto, ma ha verso di me un profondo affetto che mi realizza.
Poi trovare il principe azzurro... lo desidero molto, ma alla fine non sono la persona che fa elenchi di come deve essere il ragazzo ideale, mi piacerebbe un ragazzo senza pretesa se non quella che mi passi le mani tra i capelli, o che magari si ricorda di me se mi addormentassi sulla scrivania.
Il mio motto è "straordinaria ordinarietà", il semplice volersi bene per quello che si è sempre e comunque, per me la giornata sarebbe un semplice insieme di gesti simbolici.
Questi gesti derivano comunque da una profonda ricerca, e se leggo Heidegger, Montale e (la) Spaziani e tanti altri non è per uno studio fine a se stesso, se scrivo non è per un esercitazione intellettuale, piuttosto sono volti ad uno studio del linguaggio per renderlo sincero e potente.
Un esempio di linguaggio poetico ed autentico è che magari alla sera vai letto tardissimo per studiare, non ci capisci piú nulla per la stanchezza e ti corichi, poi ad un certo punto senti la mano del tuo compagno che si posa lievemente sul tuo grembo, l'essere aspettati ed accarezzati è il paradiso dell'esistenza.
Poi il toccare la pancia ha i suoi motivi simbolici in quanto è una zona intima ed indifesa, non è una mano per dirti che puó rispondere allo stimolo.

Oltre a quelle non-persone esistono persone disposte a volerti bene, se non le vedi abbi pazienza, queste non sono impegnate ad apparire e a gestire quelle false vetrine delle loro inautentiche vite, ma si trovano nella quotidianità e non nell'occasione.
Se non le trovi prova a prendere diverse abitudini che ti portano in luoghi diversi.

Esistono dappertutto persone diverse, e sbagli a non rivolgerti a possibili persone perchè non dichiarate, io non sono dichiarato e non me ne curo, di me sanno le persone piú importanti, ma se dovesse parlarmi un ragazzo gay penso che abbia buone probabilità di nutrire speranze non perchè sia dichiarato, ma perchè anche con una persona conosciuta da 1 minuto cerco subito di sorridergli e creare un dialogo profondo.
Poi esteriormente è difficile che sembri propriamente gay, non per il fatto che non voglia sembrarlo, ma piuttosto perchè vedo il seguire il branco gay come un alienazione che rigetto, poi seguo i miei gusti personali, vestire rosa o andare ai gay pride non sarà mai mio costume.
Anzi, con l'esistenzialismo in genere si va oltre gay o etero.
Project lo sa bene questa cosa e condivido il suo punto di vista, come rigetto i social media rigetto piú i social media gay, ho solo Whattsapp ed un account facebook che da quanto tempo non vi accedo la mia foto avrà le ragnatele.
Odio i social perchè la persona odierei sceglierla razionalmente, ma devo guardarla negli occhi e vedere se il suo volto si imprime nella mia memoria.

Quello che ti scrivo è limitato, sarebbe molto meglio una corrispondenza privata per email o messaggi, però sono aperto ad un confronto (dovrei prima vedere come inviare i dati privatamente ma si potrebbe fare, adesso sono iniziate le vacanze ed ho un pó di libertà)

Francesco

Più che aperto al compromesso, direi che "disperato" mi descrive meglio. Anche se io ideali non ne ho, mi basterebbe riuscire ad essere sereno e sentirmi presente a me stesso.
Come io non devo citarti Hobbes tu non citarmi Kierkegaard, il mondo è una perla in cui vedi riflessi infinite sfumature di colori, non esiste l'Aut Aut, se non forse per questioni morali di altissima rilevanza di cui sinceramente non mi preoccupo visto che già non so come arrivare a fine giornata sano e salvo ahha. Penso che in qualsiasi rapporto con gli altri ci sia un rinunciare a sè, anche se con le persone che più amiamo è un qualcosa di minimo, ma c'è. Non ti è mai capitato, anche con le persone a cui vuoi davvero bene, sentire ogni tanto di fare qualcosa che non ti va per compiacerli (così come loro fanno con te)? Anche questo è rinunciare a sè stessi ma serve per un vivere lietamente con gli altri.
Vedi, tu dici che ogni tanto vuoi apparire vestendoti alla moda, io invece non me ne sono mai preoccupato, di me dicono cose molto peggiori di "non ti vesti alla moda" ma quando le sento mi viene solo da ridere, non ho nessuna voglia o intenzione di apparire positivamente agli occhi del mondo -io sono un anti esteta, la bellezza è una forza distruttrice per cui gli stolti si struggono, altro che salvare il mondo!-, mi basterebbe un ragazzo che mi ami, ma dato che almeno finché sto in questo buco di regione sembra sia impossibile, almeno un ragazzo con cui io possa trovarmi bene.
Già, nel corso della vita incontriamo pochi volti e molte maschere. Ma credimi, malgrado il discorso fatto finora, io sono molto, troppo "volto", cerco disperatamente volti affini a me e non vedo, tranne poche eccezioni, che maschere. Dato che sono stato per un anno davvero totalmente solo per vari motivi (intendo veramente che durante la giornata ero capace di dire solo "Buongiorno, buon pranzo, arrivederci") e non sono così idealista da dire che è meglio fare una vita di me*da pur di rimanere sè stessi a tutti i costi, allora cerco di conoscere gli altri, di farmeli piacere un po', anche se intendiamoci, col 95% continuerò a non farcela mai perché hanno interessi davvero troppo diversi da me, per dirti, io il pop americano non so neppure da chi sia composto, come potrei uscire con una persona che parla solo di Madonna o come si chiamano? Ma già se uno è appassionato, chessò, di musica col sirtaki, lo frequento, anche se non mi interessa, si può sempre imparare qualcosa (riferimenti al mio ultimo ragazzo totalmente incasuali XD)
La descrizione del tuo ragazzo che ti accarezza la pancia è qualcosa di forte, me la sono sentita su di me quella mano. Chiudo gli occhi e ci penso. Però capì, non c'è, non c'è, l'immaginazione funziona fino a un certo punto...
Non ho mai pensato scrivessi per puro esercizio intellettuale, ma nemmeno per studiare il linguaggio. Io voglio solo fissare su carta morta le mie emozioni che un tempo furono vive così che rileggendole io possa tornare a sentire quello che ho provato. Ma sono poesie per me, è a me che devono essere chiare, infatti faccio un code-switching continuo tra francese e italiano (sono bilingue) e qualche volta qualcosa mi esce pure in tedesco, calabrese o inglese haha.

E' facile dire, "se non le trovi pazienza", "prova in altri luoghi" ... sei molto idealista ma non si mangiano gli ideali. A meno di non avere un carattere di ferro, ma non è assolutamente il mio caso. Ripeto, sono stato veramente solo per un anno per seguire alla lettera dei miei ideali, adesso li ho bruciati e sto molto meno peggio, pur continuando a stare male, anche perché i miei ideali andavano bene solo a Berlino nel primo novecento. (A parte che "altri luoghi" per me attualmente non esistono, non posso trasferirmi finché non mi laureo e vivendo in una realtà molto piccola posso assicurarti che ho già frequentato tutti gli ambienti di questa piccola realtà, infatti ogni volta che conosco una persona nuova è un evento!)

Non ho detto di non rivolgermi a ragazzi non dichiarati (anche se non approvo chi non si dichiara perché se io ho avuto le pal*e di dirlo a 13 anni degli uomini grandi e vaccinati dovrebbero trovare il coraggio e dirlo) dico solo che... come lo conosci un ragazzo non dichiarato? Come capisci che è interessato a te? Dallo sguardo? E dai... e io sono una persona che è stata capace di dire DUE VOLTE a due ragazzi conosciuti per caso che mi avevano molto colpito a primo sguardo, non ho provato tanta vergogna perché volevo davvero che lo sapessero. Ma non si può vivere così (a parte che mi hanno rifiutato pur essendo entrambi palesemente gay e lo hanno pure negato ma si vedeva). Non dichiararsi per me è un po' un rinunciare in anticipo a delle opportunità, a che pro poi? Tu parli che un ragazzo gay potrebbe parlarti dal nulla, bene, restiamo nel rango delle possibilità. Ma è realistico che un ragazzo gay dal nulla ti si metta a parlare? Io nella mia vita lo ho fatto solo 2 volte e sono abbastanza svergognato di carattere (sono uscito con le pantofole un giorno perché mi andava di stare comodo, per farti capire).

Sul fatto del "vestire di rosa" mi sa che hai un concetto un po' "televisivo" dei gay effeminati, io non ho mai visto gay (e parlo delle "checche") particolarmente fissati col rosa, tranne forse Enzo Miccio. Idem il fatto che credi che non si noti che sei gay, fidati che io sono molto maschile sia di aspetto (rientro abbastanza nel genere "bear" per intenderci, mi vesto con maglie di gruppi metal e felpe) sia di comportamento e carattere, eppure tranne qualche caso isolato che sono gay lo hanno capito tutti dopo un po'. Giustissimo seguire i propri gusti, e personalmente anche io sono contro il gay pride e lo trovo sciocco, ma non perché sia sciocco in sè, ma per come è organizzato (il senso di andare mezzi nudi, ehm!). Ma una manifestazione vestiti come ci si veste tutti i giorni, ci parteciperei volentieri.

Anche io preferirei vedere qualcuno in faccia e vedere se mi rimane impresso in memoria o no, in alcuni casi è successo, ma non è stato reciproco, dovrei stare la vita a sperare in incontri casuali e in cui questa attrazione sia reciproca? Sì, sarebbe meraviglioso, ma... romanzesco. Non reale. Una meravigliosa storia da romanzo, che se fosse viva... tanto di cappello. Ma piuttosto irrealistica.

Per me va bene la corrispondenza privata, se per te va bene posso lasciarti la mia mail qui. Grazie per il confronto in ogni caso
"Ma anche distesa per terra, io canto ora per te le mie canzoni d'amore..."
-Alda Merini

"Se nei tuoi occhi avessi bombe al fosforo
e quei miracoli di sole al Bosforo,
la lingua del serpente più velenoso,
bruciassi nuvole nel cuore tuo,
noi forse torneremmo a vivere.
Sognerò, sognerò
d'incontrarti un po' a sud
Pregherò, pregherò
oggi fiamme inventerò."

Il canto di un'Eneide diversa, Milva

Francesco1999
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Re: Il branco

Messaggioda Francesco1999 » mercoledì 28 marzo 2018, 22:41

Mi dispiace che ti abbia passato un'idea sbagliata di me...
Le tue parole mi spaventano e non so cosa dirti, sei troppo realista tanto che dimentichi che oltre la realtà esiste qualcos'altro...
Tuttavia qualcosa devo scrivere ed inizierò con il fraintendimento maggiore, penso che tu abbia frainteso (come era infatti prevedibile farlo) che scrivo per studiare il linguaggio, io scrivo poesie liriche che esprimono le mie emozioni per tentare di parlare, come alla mia, come alla profondità di un altra persona, e parlo alla profondità cercando di trovare qualche risposta al perchè della sofferenza, della solitudine e sopratutto a quella voglia di vivere che sopravvive nonostante tutto.
In genere esprimo tanta disperazione perchè a parlare di esistenza non si trova mai una soluzione felice se non un tempo che ci cancella.
Lo studio del linguaggio poi mi rende consapevole di come potermi approcciare ad una persona, dovrei infatti in qualche modo farti passare il tono con il quale scrivo queste parole, che non sono un gettato impulsivo, ma un turbato riflettere ad una luce soffusa con occhi che desiderano solo un pó di pace.

E con lo sguardo ti dirò che mi è andata bene, chi avevo infatti trovato era una persona davvero speciale che purtroppo ho perso per ragioni estranee a me e a lui, non ho mai avuto un rapporto sessuale ne un ragazzo, la possibiltà di averne uno come ti dicevo è stata stroncata...

Io a differenza tua non mi posso dichiarare, non lo avrei potuto fare a 13 anni perche la sessualità vera l'ho scoperta a 15, essendo stato lontano dai porno e stando con gli amici a giocare insieme tutto il giorno non mi sono posto il problema, quando avevo qualche erezione a dirtela tutta pensavo di avere qualche malattia... per dirtela breve non sapevo che potesse avere funzioni diverse da quello urinario.
Poi non mi posso dichiarare perchè mi gioco delle possibilita che non posso perdere, i miei non mi permetterebbero di andare fuori sede, ma questo è il punto minore, tuttavia dichiararmi non credo che serva, al momento ho attirato un paio di ragazze, e nell'altro caso penso attirerei qualche ragazzo, ma a che scopo?
Io non cerco il ragazzo che semplicemente si dedica a me a livello fisico, ma vorrei un ragazzo che mi comprenda per quello che sono, e che mi ascolti parlare delle mie sofferenze, o che in caso non riesca a raccontarle mi abbracci.
E un abbraccio, l'unica cosa fisica che ho provato, di una persona cara ti salva, mi fa superare la mia sofferenza accettandola scoprendo che c'è chi mi comprende.

Non dovresti prendere tutto quello che ti dico per verità, ma per lo meno sono sincero, e cosa dirti?
Un ragazzo lo cerco, ma solo per un abbraccio profondo, il sesso lo passo in secondo piano nonostante lo desideri eccome.

Mi dispiace che tu sia stato solo, la solitudine mi fa troppa paura, o su di me anche il fatto di non avere una persona in casa mi distrugge, tuttavia spero di averlo un carattere di ferro, non rinuncio ai miei ideali e accetto tutta la sofferenza che implica, ed è stata davvero tanta.
Alla fine tutto questo soffrire però apre l'anima, tutti siamo uguali nella sofferenza e vorrei accudire ed essere accudito da un mio simile, e parlare e parlare...
Di offese per il mio orientamento non ne ho avute, però di discussioni tante e alla fine.

Mi sei sembrato un pó duro, ed io non penso di essere stato da meno, ma la tua risposta é uno spunto di riflessione importante, sulla bellezza non so se darti ragione o meno, in teoria dico che non conta, ed infatti confermo che non conta, infatti il voler bene dovrebbe essere un accettazione dell'essere, e l'avere una persona che mi sfiori accanto sarebbe tanto.
Le offese che hai ricevuto le posso immaginare, ed hai avuto coraggio a dire di essere stato offeso, io di offese personali non ne ho ricevute per fortuna, ne per l'orientamento ne per il fisico ,infatti potrei magiare una cucina intera senza prendere un grammo, tuttavia la bilancia sopporta anche troppo bene il mio peso (avrai capito che sono nella condizione inversa alla tua).
Ti riscriveró qualcosa domani, la tua risposta mi ha fatto piacere, parlare con un ragazzo gay (magari con piú esperienza) é una cosa preziosa.
Buonanotte!
Invecchiare non sarà niente
se nel frattempo saremmo rimasti giovani.

Da "l'utilità della memoria" Maria Luisa Spaziani.

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Re: Il branco

Messaggioda Help » mercoledì 28 marzo 2018, 23:40

progettogayforum ha scritto:In questi giorni mi è capitato più volte e in diverse situazioni di sentirmi totalmente inadeguato, è la sensazione che provo anche leggendo le tue risposte. Il mondo è cambiato e non me ne sono nemmeno accorto. Ho continuato a recitare mantra che forse potevano andare bene 40 anni fa. Mi rendo conto di vivere in un mondo a parte e per di più in un mondo solo mentale. Leggendo quello che scrivi mi si apre il cervello su un mondo che conosco pochissimo se non per niente. Mi consola l’idea che il problema di adeguarsi o meno non mi tocca più perché ormai sono un cibo oltre la data di scadenza. Penso anche che molte delle cose che dico e scrivo potrebbero addirittura essere controproducenti e questo mi dispiacerebbe proprio. Alla fine l’unica cosa intelligente da fare è stare zitti per non fare danni. È un discorso molto generale che non deriva solo da questa discussione sul forum, lo avverto ormai come un’esigenza personale globale: mettersi da parte … Ma mi accorgo che sto deviando dal tema della discussione, il che non è corretto. Cercherò di limitarmi a leggere per cercare di capire un mondo che è cambiato così profondamente. Per fortuna si vive una volta sola e, bene o male, la mia parte l’ho fatta. Vorrei sottolineare che non sono né contrariato né deluso dall’andamento della discussione che è serissimo, anche se mi conferma nell’idea di essere un bel po’ fuori dal mondo. Un abbraccio.
Project


Non credo tu sia poi così indietro. Il disagio che provi tu lo provo anche io e ho 50 anni di meno, così come la voglia di stare zitto e mettermi da parte.

Il discorso sulla possibilità di dire cose controproducenti parte da un assunto inverificabile, ovvero che ci sia una verità assoluta. Se fai del tuo meglio per dire la tua verità, non puoi andare contro gli interessi di nessuno.

Per Roxas: Se condividi il tuo tempo con persone che non reputi all'altezza, non credo tu faccia meglio rispetto allo stare solo.
Capisco il discorso "Piuttosto che niente meglio piuttosto", ma se quando hai fame bevi l'acqua, la fame sparisce solo per mezz'ora (da esperienze di vita vera :lol:) . Non credo di avere molti consigli utili a riguardo e quindi non mi resta che augurarti buona fortuna

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Re: Il branco

Messaggioda progettogayforum » giovedì 29 marzo 2018, 11:27

Ringrazio sentitamente RoXasVersailles per la sua risposta, che è graditissima proprio perché non alza barriere. Per un vecchio come me, mantenere un rapporto di simpatia e di comprensione con persone che appartengono ad un’altra generazione è molto importante, perché crea un qualche contatto affettivo, che, alla fine, è l’unica cosa che conta. Le cose che dici sono tutte vere e mi rendo conto di avere una visione molto semplificata (per non dire semplicistica) di cose che sono in realtà molto complesse e difficilmente riducibili a un denominatore comune. La storia del cibo scaduto la metterò certamente da parte, nel senso che non ne parlerò più, ma il cibo non scade perché qualcuno lo fa scadere, scade semplicemente perché passa il tempo e c’è un tempo per tutte le cose e anche per ciascuna persona. Quello che dico o quello che scrivo nei momenti grigi (e ce ne sono) alla fine può essere utile a capire in anticipo a che cosa si va incontro col passare del tempo. La sensazione non è quella dello splendido isolamento ma quella dell’inadeguatezza, cioè il difetto viene da dentro e non è colpa di nessuno. La vecchiaia, con tutto quello che porta con sé, è semplicemente un dato di fatto e con la vecchiaia cambiano anche gli atteggiamenti affettivi e i livelli di partecipazione. Nei vecchi che hanno famiglia (nipotini ecc. ecc.) la sensazione di inadeguatezza è attutita dall’ambiente circostante, nei vecchi gay che non hanno un compagno, la sensazione di scivolare fuori dai ritmi della vita degli altri è molto più comune. Il futuro fa paura, perché di fatto sarà un futuro di marginalità, tollerabile finché dura l’autonomia fisica e poi si finirà da qualche parte in totale abbandono. Mi viene in mente molte volte l’idea che per un gay che ha un compagno la vecchiaia può essere meno grigia. Ormai il mio tempo è passato, ma chi è ancora a tempo e ha la possibilità concreta di creare un rapporto di coppia serio, in teoria, dovrebbe pensarci per tempo. Ma devo dire che anche di questo non sono assolutamente convinto. Io ho fatto l’esperienza del single e, specialmente col passare del tempo, non l’ho trovata entusiasmante, e mi chiedo se avrei trovato entusiasmanti quelle esperienze di coppia, sostanzialmente impossibili, che ho rimpianto quando si sono concluse in nulla. Penso che la vita di coppia non sia per tutti, e comunque non era per me, e infatti non si è realizzata. Ovviamente mi trovo ad affrontare la vecchiaia da solo. Affrontarla in due sarebbe stato meglio? Questo in realtà non lo sa nessuno e a me manca qualunque metro di paragone. Non mi chiedo se la vita di coppia possa essere migliore in generale, ma solo se sarebbe stata migliore per me, e il dubbio resta, inutile, come tutti i dubbi.
RoXasVersailles, io partecipo alla discussione a modo mio, da vecchio, ma sono contento che ci siano persone come te.

A Help vorrei dire che la sensazione di poter fare danni l’ho avuta molte volte. Mi arrivano spesso gli echi di cose relative ai ragazzi di Progetto che sono andate bene e questo mi fa ovviamente piacere, ma penso che possano essercene state tante anche che sono andate male e delle quali non ho avuto nessuna notizia. Credimi, la paura di fare danni c’è e non è minima, perché tra le intenzioni e i risultati purtroppo la differenza c’è eccome.


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