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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 10 maggio 2018, 19:10 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
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Gianlu ha scritto:
Dunque Niko non volermene se mi senti alquanto polemico sovra qualche cosa che avrai detto. Non sono astioso nei tuoi confronti ma nei confronti di questa fattoria degli animali che è la società odierna.

Ho letto con grande interesse la tua risposta, e non dici assolutamente nulla di male, anzi, io stesso mi rendo conto che tante cose che penso sono da rivedere seriamente, oppure rimarrò bloccato per sempre e non potrò amare davvero qualcuno come vorrei (e qua mi riferisco al piano sessuale).
Effettivamente noi non possiamo scegliere il nostro corpo, semplicemente ci "capitiamo". Possiamo certo decidere di migliorare qualcosa, però tanto alla fine la nostra natura avrà sempre l'ultima parola.
Ho visto che molte visite ha ricevuto il mio post, a prova che questo che scrivo non è qualcosa che interessa solamente me ma, forse, una buona parte di gay.
Tanto alla fine siamo fatti così e non ci si può far nulla: una società dominata dall'eccesso e dalla ridondanza, dove gli "happy few" sono coloro dotati sessualmente, con muscoli artificiali, ragazze con la quarta
/quinta di seno e il girovita magrissimo, e nella quale purtroppo alcuni ne rimangono feriti, quelli che come me desiderano qualche centimetro in più nelle mutande, chi invece desidera avere centimetri in meno di girovita, le ragazze che desiderano una o due taglie in più di reggiseno e così via.
Fondamentalmente è vero che il problema è la visione e la percezione che io ho della mia fisicità, e so che non trovo la mia sicurezza nell'altra persona ma in me stesso, così come so di amare senza la pretesa di essere amato, però almeno una piccola pretesa ce l'ho: non venire umiliato.
E' facile puntare il coltello e fare del male a qualcuno là dove ci sono delle cicatrici sul tuo corpo, mai nessuno però che sia disposto a baciarle con amore queste cicatrici o, almeno, a rispettarle.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 10 maggio 2018, 21:00 

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Guarda l'aver il pene piccolo non preclude affatto una vita sessuale e sentimentale soddisfacente. Ci sarà sicuramente qualcuno a cui non importerà affatto delle dimensioni del tuo pene. Quindi capisco poco l'invidia che provi per quelli che ce l'hanno XXL. Chi se ne vanta è semplicemente ridicolo, fermo all'adolescenza, all'età in cui si gioca a chi ce l'ha più grosso. Sono persone che meritano solo indifferenza e non certo invidia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: venerdì 11 maggio 2018, 22:18 
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k-01:
Ripeto, viviamo nella società dell'eccesso, dell'artificiosità, dell'ostentazione e così via...
Gli standard di bellezza e le convenzioni socio-culturali "in corso" non è detto che siano eterni e collettivamente accettati in tutto il mondo e in tutte le culture.
Detto ciò, anch'io trovo ridicolo chi fa del proprio pene un motivo di vanto, solo perché ce l'ha lungo o grosso, perché non è un merito o un qualcosa di conquistato, è solamente qualcosa dettato dal caso, così come lo è l'altezza, i lineamenti del volto e le curve del corpo.
D'ora in poi io intendo selezionare meglio chi ho al mio fianco, perché "a fianco" è un posto per pochi, e chi vuole rivestire questo posto deve meritarselo seriamente, attraverso dimostrazioni d'amore e di rispetto, altrimenti ciao proprio.
Sono stufo di portare avanti questo discorso poco maturo per l'età che ho (20 anni), perché non sono più un adolescente e per tanto non voglio comportarmi da tale; bensì voglio guardare le cose secondo un'ottica matura e una visione più costruttiva, perché fondamentalmente io ho tutto ciò che un ragazzo potrebbe desiderare dalla vita, e qua non parlo solo a livello fisico, ma anche caratteriale e a livello di rapporti umani.
Ho davvero tantissime fortune: ho la fortuna di avere ancora mamma e papà in vita, le sorelle che sono felici e stanno bene, ho amici che mi vogliono bene e una persona con la quale piano piano stiamo costruendo qualcosa, gli studi procedono bene. Insomma, devo solo rendermi conto di tutto ciò che di positivo ha la mia vita e la mia persona, piuttosto che di focalizzarmi su ciò che manca là sotto (a patto che davvero manchi qualcosa).
Il ragazzo che sto conoscendo è la prova che il problema non sono io né il mio fisico (e questo non lo dico perché lui l'ha visto, dato che non abbiamo fatto ancora nulla di sessuale finora), bensì sono le persone che ho incontrato finora che non sono compatibili con quello che sono io: persone narcisiste, superficiali, alla ricerca di sesso occasionale e basta.
Io non posso e non voglio più permettere che tali persone si avvicinano a me, perché non se lo meritano, e anzi, ora devo perdonare me stesso per aver compiuto tali errori in passato, che mi hanno fatto sfiorare la depressione, e sì, ora devo perdonarmi e l'unica cosa che ho da accettare è che posso sbagliare, e che dalla inesperienza ora sto costruendo forse uno dei legami più importanti della mia vita.
Aggiungo un'ultima cosa: io alla luce di queste considerazioni mi sento perfetto così come sono, e anzi, mi sento davvero grato per essere così, e non voglio più continuare con questo discorso ipocrita dell'inferiorità rispetto a qualcun altro, perché ci sono davvero tante persone che ora, proprio mentre sto scrivendo, stanno veramente combattendo contro qualcosa di serio, e non perdere tempo a farsi paranoie inutili.
Ricordo una volta quando stavo andando in facoltà, una ragazza che stava salendo per il corso verso piazza per andare a lezione probabilmente, e questa ragazza zoppicava, e nonostante tutto procedeva in avanti, con le sue difficoltà, con il suo "difetto" (bada che uso le virgolette), e indifferente agli sguardi delle persone.
Ora lei dovrebbe sentirsi "inferiore" rispetto a qualcun altro solamente per questa cosa? Assolutamente no, perché anche lei è perfetta dal momento in cui lei si percepisce come tale.
Ci sono così tante persone che nonostante tutto sono desiderose di amare e di essere amate...

Grazie ancora a tutti delle vostre risposte :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2018, 1:44 
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Bellissimo post, Niko!! :D



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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2018, 8:26 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Io penso che tutte le discussioni si possano affrontare ad un livello razionale e ad uno più profondo. Non credo che il disagio che provi sia un disagio di testa, ma di pancia ed è con quella che dovresti parlare, se non vuoi semplicemente spostare in altro il problema.
Sicuramente le persona con cui hai avuto a che fare non sono delle migliori, però resta il fatto che quelle persone te le sei scelte tu. Dirai tutta sfortuna. Sicuramente ha la sua componente, però la domanda è non perché le hai incontrate, ma perché poi ti ci sei legato. L'unica risposta possibile è che rispondono a parti di te, riflettono qualcosa di tuo, come se avessi dei ganci addosso ai quali qualcosa attacca e qualche altra no. Insomma come una sorta di chiamata alle armi cui subito si risponde, quasi un'aspettativa che si ha prima ancora che le cose si verifichino. Non so se è chiaro quello che intendo dirti.

Molti utenti leggendo ti hanno dato immediatamente la misura del loro modo di ragionare. Gianlu, ma anche k-01 ti hanno fatto capire che ci avrebbero messo praticamente 2 secondi a sfanculare gente come quella che hai incontrato (e avrebbero fatto bene), ritenendola superficiale e poco interessante, se non proprio inutilmente stupida. Capisci che intendo? Non si sarebbero messi addosso un giudizio negativo, ma anzi lo avrebbero messo addosso loro agli altri.
E' chiaro che le dimensioni del pene, come l'aspetto fisico non dipendono da noi. E' chiaro che nel premiare l'estetica si premia forse l'unica cosa che non dipende da noi. E' anche chiaro però che sopratutto nella fase adolescenziale l'aspetto fisico ha la sua importanza. Crescendo molte cose vengono ridimensionate. Molti gay tuttavia, credimi, dalla fase adolescenziale non escono mai ed è questo il loro vero problema. Tu dici di avere vent'anni e perciò di aver superato da tempo la fase adolescenziale. Io ti rispondo, che questo non è necessariamente vero, soprattutto per noi gay. Arriviamo tardi e in modo piuttosto confuso a viverci la nostra sessualità, per cui tutto rischia di essere ritardato più in là, quando si ha maggiore coraggio e forse consapevolezza.

Detto ciò il problema non è il giudizio degli altri, ma il fatto che questo giudizio ce lo mettiamo addosso, ci guardiamo con quegli occhi. Nel tuo caso sono occhi svalutanti già prima di incontrarli. Ti chiedevo quanto centrasse la tua paura di viverti una sessualità in modo sereno. In tutta questa storie di misure, resta il fatto che non hai trovato modo di lasciarti andare sul serio, che sono i tuoi primi incontri anche sessuali. Il tuo desiderio procede a singhiozzi. Vieni attratto da un lato e dall'altro proprio questa attrazione ti resta strozzata in gola ecc. ecc.

Tu però con la persona con cui stai, non dovresti farci una gare di body building e neanche ci devi giocare al tiro alla fune. Voglio dire alla base non c'è un incontrarsi, un abbracciarsi, un camminare accanto. C'è nel tuo caso molto più uno scontro, un gioco di competizioni,dal quale ne esci inevitabilmente con le ossa rotte, perché di base ti senti già mancante di qualcosa, insufficiente.
Insomma dovresti incontrare un messo peggio di te per stare sereno, ma questo non ti piacerebbe, perché sei tu il primo che punta molto sul giudizio estetico e che fa di questo giudizio la nota predominante. Sopratutto comunque mutate le parti il risultato non cambierebbe.

L'estetica ha la sua importanza, però non è detto che debbano piacerci per forza le forme perfette, le misure in alta quota. Se il desiderio è reale possono piacerci anche dei tipi bruttini, ma che hanno su di noi il loro fascino. Le movenze, i modi di fare, di pensare e di ragionare.
Ricordo con esattezza come da "etero" scegliessi solo donne bellissime, se guardassi i miei primi ragazzi invece erano proprio mostruosi, però a me piacevano... Capisci che intendo? C'è una differenza tra un desiderio di carta ed uno di pancia per così dire. Tra un ascoltare le proprie reazioni e un vedere una forma esteriore. Quando il desiderio è genuino, non artefatto, non imposto dal contesto (mi riferisco ai siti di incontro) ti arriva una spinta più naturale, che come tutte le cose naturali ha le sue meravigliose imperfezioni. Le imperfezioni però sono belle e ci rendono unici.

Insistevo sul tuo approccio proprio perché penso che uno dei problemi delle chat sia proprio la loro capacità di saltare tappe, bruciare momenti che sono anche momenti di digestione.
Voglio dire, nella vita normale uno conosce una persona, perché è un proprio collega, perché lo incontra al bar ecc. ecc. insomma lo vede, lo rivede, magari all'inizio ci scambia una parola e via via. Le cose hanno più tempo per costruirsi. Non che anche in un contesto più quotidiano non ci sia modo di affrettare le conclusioni però insomma, farsi prendere dalla frenesia di trovare qualcuno... però è diverso, credo.
Nelle chat è tutto predisposto per l'incontro e il primo sforzo che uno dovrebbe fare è smontare questa precostruzione per liberare il terreno da un incorniciamento troppo rigido. Il problema è che i gay dall'altro lato arrivano famelici di relazioni, ed emozioni e questa fase al contrario affretta ancora di più. Insomma si finisce con il sentirsi innamorati dopo due incontri. E bada bene che non penso affatto si tratti di emozioni non vera, quanto piuttosto di emozioni bruciate troppo in fretta. Tutto è già stato predisposto e anche le tue ansie e preoccupazioni che avrebbero avuto il tempo di squadernarsi con calma si dispiegano con una forza impetuosa. Insomma quando uno non sa guidare una cosa è andare a 30 km/h altra a 200. Questa era un po' il senso del mio discorso. Non dico che il problema parta dalle chat, ma senza dubbio quel contesto peggiora ogni cosa.

Questi sono i temi che personalmente vedo in gioco. Voglio dire è semplice capire il problema razionalmente. Gente che cammina con il righello in mano per misurare le persone non è certo gente da raccomandare, il problema però è che quel righello nelle mani è il tuo e sei tu che dovresti gettarlo via o almeno non misurarti con quello.


Ultima modifica di Alyosha il sabato 12 maggio 2018, 19:34, modificato 3 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2018, 14:07 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
Messaggi: 72
Alyosha:
è impressionante come le tue risposte piuttosto che essere "consolatorie" hanno sempre la risonanza di messe in stato d'accusa...
La discussione che sto affrontando è sia a livello razionale che profondo, almeno io la vedo così.
Riguardo al discorso che fai con le persone: tu quando ti relazioni con qualcuno hai la certezza al 100% delle buone intenzioni della persona che hai davanti? Riesci ad inquadrare chi hai davanti già dai primi incontri? No, perché se così fosse ti ascolterei davvero volentieri così magari la prossima volta non corro il rischio di farmi male.
Il discorso è che quando incominci a frequentarti con qualcuno non puoi prevedere come si svilupperà la conoscenza, le persone non si scoprono caratterialmente velocemente, c'è sempre un rischio implicito, un pericolo di cui non si è al corrente.
E comunque, sta di fatto che questa bella gente che ho scelto l'ho anche sfanculata non appena mi hanno fatto stare male perché qua non si parla di relazioni di anni, la più lunga che ho avuto non è durata più di due mesi...
Alyosha ha scritto:
Tu dici di avere vent'anni e perciò di aver superato da tempo la fase adolescenziale. Io ti rispondo, che questo non è necessariamente vero, soprattutto per noi gay. Arriviamo tardi e in modo piuttosto confuso a viverci la nostra sessualità, per cui tutto rischia di essere ritardato più in là, quando si ha maggiore coraggio e forse consapevolezza.

Fino a prova contraria è sempre sbagliato generalizzare. Lo dimostra il fatto che non tutti questi gay stanno su progetto mentre io sì, e lo dimostra il fatto che questo è il mio post e non quello di 1000 altri gay, e non perché io sia da meno o più debole, anzi, perché io sento la necessità di mettermi in discussione come persona e crescere. E sono orgoglioso di questo percorso che sto facendo perché mi sta facendo davvero bene, e sto avendo dei riscontri positivi anche a livello inconscio (due sogni a distanza ravvicinata che ho fatto relativi a questo tema con esiti sostanzialmente diversi).
Mi dispiace per chi vive in modo confuso la sessualità a questo punto, io piano piano cerco di trovare la mia strada e posso assicurarti che sono a buon punto, e che chi veramente deve preoccuparsi sono coloro che cercano sesso occasionale e che non si mettono in discussione come persone, perché la prima vera forma di sessualità è quella affettiva, ed è questo che sto scoprendo.
Alyosha ha scritto:
Tu però con la persona con cui dovresti farci una gare di body bilding e neganche ci devi giocare al tiro alla fune. Voglio dire alla base non c'è un incontrarsi, un abbracciarsi, un camminare accanto. C'è uno scontro, un gioco di competizioni,dal quale ne esci inevitabilmente con le ossa rotte, perché di base ti senti già mancante di qualcosa, insufficiente.

Io non avrei mai scritto una cosa del genere ad una persona che si sta sfogando su un blog per cercare una soluzione a questo genere di problema...
Sono considerazioni impliciti che uno può fare, e che io stesso faccio, per poi però trarne delle conseguenze:
Alyosha ha scritto:
Insomma dovresti incontrare un messo peggio di te per stare sereno, ma questo non ti piacerebbe, perché sei tu il primo che punta molto sul giudizio estetico e che fa di questo giudizio la nota predominante. Sopratutto comunque mutate le parti il risultato non cambierebbe.

"Dovresti incontrare uno messo peggio di te"... il rispetto viene prima di tutto, io non mi sono mai permesso di risponderti così, e questa è la seconda volta invee che tu mi manchi di rispetto. Detto questo, se devi continuare con questi toni ti invito vivamente a non rispondere più perché sono davvero offensivi.
Sono io il primo che punta molto sul giudizio estetico? Cioè ti permetti pure di insinuare che io sia come le persone che ho incontrato in precedenza...
Chiariamo innanzitutto una cosa: le persone di cui parlo non sono certo dei David di Michelangelo, ok? Anche loro avevano dei difetti o delle qualità fisiche opinabili dal punto di vista estetico, non per questo io mi sono mai permesso di esprimere giudizi estetici e mai mi permetterò in seguito, perché innanzitutto sono una persona corretta, e seconda cosa so quanto possa far male, e so che magari ad un'altra persona potrebbe ferire ancor di più un certo giudizio di quanto possa ferire me.
Sicuramente l'estetica ha la sua parte, ovviamente le persone che io seleziono e con le quali mi frequento devono piacermi fisicamente e mi ci devo vedere bene insieme, ma questa non è una mia colpa: abbiamo tutti dei gusti personali e non ci leghiamo al primo che capita.
Alyosha ha scritto:
Ricordo con esattezza come da "etero" scegliessi solo donne bellissime, se guardassi i miei primi ragazzi invece erano proprio mostruosi, però a me piacevano...

Mi auguro che i ragazzi con cui sei stato fossero all'oscuro del fatto che li definisci "mostruosi", io personalmente non mi permetterei mai di esprimere un giudizio del genere... una persona che a me piace e con cui sto io la definisco carina, e non sono influenzato dai giudizi dell'estetica dei giorni nostri.
Alyosha ha scritto:
Gente che cammina con il righello in mano per misurare le persone non è certo gente da raccomandare, il problema però è che quel righello nelle mani è il tuo e sei tu che dovresti gettarlo via o almeno non misurarti con quello.

Ecco, da questa ultima frase hai dimostrato di non aver seguito affatto gli sviluppi della discussione e la mia ultima presa di posizione, e nonostante ciò in tutto quello che hai scritto non hai fatto altro che puntare il dito sulle mie debolezze piuttosto che cercare di trasformarle in forze, come farebbe una qualsiasi persona volenterosa di voler aiutare qualcuno seriamente...


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2018, 14:54 
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Iscritto il: martedì 23 ottobre 2012, 14:51
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E quale sarebbe la nostra natura? L'ultima parola vada alla ragione che ci governa, non agli impulsi sfrenati. La nostra è una natura razionale.
Si può fare qualcosa ed eccome. Cambia qualche abitudine, di fare o pensiero, nella tua vita; pensa in maniera differente, e le cose già parranno diverse da se.
Non sono felici questi pochi dotati d'una mera bellezza fisica. Mi ci viene anche da ridere sinceramente. Il problema della bellezza gira intorno ad un tema che sarà intrascendibile nelle nostre vite: la solitudine.
Qualora esista in qualcheduno il timore lancinante dello star soli vedrai che seguiranno ben altri dubbi. Perché non si vuol essere belli per essere belli ma per non essere soli.
Risolvi questo problema e avrai risolto già moltissimo. Ma più che risolverlo - se si può risolvere da vero - rendite conto. Non vado troppo a fondo comunque. Non posso, e non voglio darti certezze. E temo che scadrei senza rendermene conto nell'accademismo.
Bisogna imparare a desiderare il bene giusto, che non ci viene imposto dall'altro, ma quello che ci impone il nostro spirito, la nostra ragione.
Con ''e che dalla inesperienza ora sto costruendo forse uno dei legami più importanti della mia vita'' mi piace pensare che tu ti stia riferendo a te stesso.
L'amare non vuole nessuna pretesa.
E ho dovuto necessariamente aggiungere quelle premesse perché spesso nello scrivere sono alquanto acceso e c'è sempre il rischio che non si intenda il tono con cui l'altro scrive - come temo tu abbia fatto con Alyosha.
Ringrazio anche marmar77 per ciò che m'ha scritto. Sarà altrettanto interessante poter confrontarsi in futuro su altri argomenti.
Buona giornata!

P.S. Ah, volevo chiedere cortesemente allo staff di progetto se poteva attivarmi il sistema della messaggistica. Dovrei contattarli un attimo in privato.



_________________
"La durata della vita umana non è che un punto e la sostanza è un flusso, e nebulose ne sono le percezioni, e la composizione del corpo è corruttibile, e l'anima è un turbine, e la fortuna imperscrutabile, e la fama cosa insensata ... E dunque, cosa c'è che possa guidare un uomo? Una cosa e solo una, la Filosofia".
(Marco Aurelio, Meditazioni)
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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2018, 15:17 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Ho dovuto rileggere quello che ho scritto per capire se potevo aver dato adito a fraintendimenti. Sinceramente non trovo offese nei tuoi confronti. Ho fatto un discorso molto articolato e complesso, magari poco gradito per carità. Cercavo però di andare un po' oltre un primo livello di considerazioni (che comunque condivido in toto). Voglio dire, è chiaro che hai incontrato gente inadeguata, molto superficiale, su questo non ho alcun dubbio. Questo però non ci esime dal tentare di capire qual'è il nostro ruolo nelle relazioni e in che modo le nutriamo e le assecondiamo. Non voglio ripetere le argomentazioni, perché sento che le riscriverei esattamente allo stesso modo. Infondo le nostre reazioni sono le uniche su cui abbiamo realmente accesso e che possiamo pretendere di modificare. I comportamenti degli altri purtroppo e per fortuna non sono in nostro potere,

Io poi non penso che uno debba scrivere per "consolare". Non sono io che deve trasformare le tue debolezze in forze e del resto non vedo nemmeno come potrei farlo. Posso al più offrirti una chiave di lettura alternativa, diversa da quella che tutti gli altri ti hanno già dato. Non perché quello che ti hanno detto non sia condivisibile, ma solo perché te lo hanno già detto loro per l'appunto. Poi fa di quello che ti scrivo ciò che credi più opportuno, ci mancherebbe altro. Il bello delle discussioni pubbliche è che chiunque può arrivare e correggere il tiro.

Mi spiace soltanto averti dato la sensazione di voler maltrattare le tue cose quello si. Ci sono molti aspetti intimi nei tuoi post, argomenti delicati e c'è voluto un gran coraggio per parlarne e parlarne in modo così franco. Credo anche il tuo post possa essere d'aiuto a tanti altri ragazzi, perché non sei di certo il solo ad avere questo tipo di problemi.

In conclusione se ritieni ti abbia offeso, dimmi esattamente in che punto. Sono disposto a modificare i post e togliere gli elementi non di tuo gradimento. L'impianto generale del ragionamento però credo abbia un suo senso e mi sento di continuare a difenderlo, nonostante possa risultare poco gradito.

P.S.: A me i miei ex piacevano ed anche fisicamente mi attraevano per quanto "mostruosi". Era solo per dirti che quando c'è un desiderio autentico, l'aspetto fisico conta per carità. Ci deve essere certamente anche attrazione fisica. Solo non per forza devono piacerci le forme squadrate e geometriche che si da per scontato debbano piacere a tutti. Anche i manichini delle vetrine li trovo molto ben fatti, ma che devo dirti li trovo un po' inespressivi :D.
Una persona può piacerti per come gesticola, per come ragiona, persino per l'espressioni che il suo viso riesce a fare. Ci si innamora di un sorriso, di un gesto e di tante altre piccole cose che hanno una valore solo per te e per nessun'altro. Un persona è bella perché rimane e rimane accanto a te nonostante tutto e non perché si sente obbligato, ma solo perché è la cosa più naturale da fare per lui. La bellezza è sopratutto uno stato interiore e questo dovresti capirlo per prima tu. Nell'ottica di capire qual'è la tua bellezza, perché ne hai una. Solo che se tu per primo non riesci a vederla, non possono vederla neanche gli altri.
La precisazione era dovuta, onde difendere miei ex :lol: :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2018, 19:14 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 254
Penso anche io che tu abbia frainteso il senso di quello che ti ha scritto Alyosha. Il problema sembra nascere dal fatto (ma non è detto) che sembri condividere l'idea che si è interessanti solo se si è in grado di garantire prestazioni super o se si è esteticamente fatti nel modo in cui vorresti essere, ma non sei. Da qui il senso d'inferiorità e inadeguatezza.

Tuttavia dato che l'identità si costruisce attraverso la relazione, e non certo da soli, se uno nella vita incontra sempre e solo persone a cui fa schifo il pene piccolo, sarà ben difficile che possa stimare le proprie misure. La società c'entra, ma non nel senso che lo intendi tu (non è vero che esistono standard di bellezza validi per tutti), ma nel senso che solo attraverso esperienze e relazioni positive possiamo costruire la nostra identità/autostima.

Comunque, ricollegandomi a quanto scrive Alyosha, la chat (se questo è il mezzo che hai utilizzato per conoscere) può facilmente far nascere un senso di inadeguatezza se si pensa di avere poco o nulla da mostrare per catturare l'attenzione degli altri. App come grindr sono delle vetrine e funzionano come la pubblicità. Ognuno cerca (e deve) rendersi il più accattivante possibile altrimenti rischia di passare inosservato. Nella realtà le cose vanno diversamente (per fortuna).


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 17 maggio 2018, 22:56 

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Messaggi: 147
Concordo pienamente coi precedenti messaggi, nei quali si apprezza il coraggio di Niko nell'affrontare un argomento tabù per tutto il genere maschile e soprattutto il suo modo di esporlo molto puro.

Credo comunque, che ognuno sia libero di manifestare ciò che lo attrae (pene grosso/piccolo, uomo alto/basso, ragazzo serio/allegro, solo sesso/relazione stabile,..) e che sia ingiusto giudicare superficiale qualcuno solo a seconda dei propri gusti.

Ciò che conta è essere rispettosi del prossimo ed avere tatto quando si esprimono le proprie idee.

K-01 e Alyosha scrivono delle considerazioni validissime, sulle quali tutti noi dovremmo riflettere. Spesso siamo portati a lamentarci degli altri, di come si comportano e di quanto ci facciano soffrire...ma in realtà, quanto è colpa nostra nell'esserci legati a persone che in realtà non si collimano con noi? Questo vale nell'amore, nelle amicizie, sul lavoro...

Nel tuo caso particolare Niko, i tuoi incontri ti hanno portato ad avere insicurezze, ma probabilmente queste persone non avrebbero dovuto assolutamente entrare in intimità con te, perchè si sono dimostrate tutt'altro che in sintonia col tuo essere sensibile . Il fatto che con questo nuovo ragazzo stai affrontando la frequentazione in modo più ponderata è un'ottima mossa.

Quando si è giovani si fantastica con la mente, cosa positiva :) ... ma come dice k-01 la realtà è altra e col tempo si capisce che ciò che conta è ben altro!


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