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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 5 maggio 2018, 20:59 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Io sono innamorato di questo ragazzo. Mi piace tantissimo fisicamente e caratterialmente, credo che sia il più serio di quelli che ho incontrato finora, e mi trovo davvero bene a parlarci insieme. Inoltre non si è avventato su di me come hanno fatto tutti gli altri.

So già che quello che dirò non sarà gradito per cui ti autorizzo a sfancularmi definitivamente :lol:. Però come si fa a sostenere si essere innamorati di una persona che si conosce appena? Non è più probabile di stare proiettando su un perfetto sconosciuto delle aspettative eccessive che sono in se ansiogene? Che forma prenda poi l'ansia tutto sommato è indifferente, però credo che ridimensionare la portata di questo incontro potrebbe solo giovarti. La persona che incontri non la conosci nemmeno e senza voler negare valore ai sentimenti che provi è indispensabile capire che si tratta più di un desiderio di sentirsi innamorati di qualcuno che di amore.
Quando si parte con queste "pretese" sulle relazioni il finale diventa abbastanza scontato. Tutto si consuma in fretta con una fiammata, che come hai potuto sperimentare è capace di fare tanti danni. Poi però l'interesse passa. Il primo nota la cosa, amplia le proprie aspettative, i sentimenti di abbandono, tradimento si mischiano assieme e a quel punto l'altro scappa. Con che pretesto si allontani poi non conta molto, il punto è che s'è già concluso tutto.
Spero di sbagliarmi su tutta la linea ovviamente.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: domenica 6 maggio 2018, 11:10 
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Alyosha:
nella vita non si è sempre razionali. Dal nostro secondo incontro io ho provato qualcosa nei confronti di questo ragazzo. Chiamalo innamoramento, colpo di fulmine o semplice affetto, questo ragazzo ha messo in moto qualcosa dentro di me che fino ad ora nessun altro c'era mai riuscito, perché l'intesa caratteriale tra di noi è molto forte per ora, e incontro dopo incontro me ne convinco sempre di più.
Non credo che consumeremo tutto così velocemente come pensi, visto che io ancora devo lavorare su di me e questo ragazzo comunque mi ha detto esplicitamente che non vuole correre, e che ha bisogno di parecchio tempo prima di aprirsi con qualcuno veramente.
E dalla mia parte anch'io ho bisogno di tempo per fidarmi di qualcuno e per essere veramente me stesso a fianco di qualcuno.
Sarò stato anche male dalle esperienze negative ma intanto le ho fatte, ed ora come ora so come si instaura un rapporto sano e costruttivo, perciò arrivare a parlare di abbandono, tradimento e conclusione di un rapporto che si può dire che ancora debba cominciare penso sia un po' sbrigativo...
Questa è la mia occasione ed io voglio mettermi in gioco, perché provo molto affetto per questo ragazzo.

marmar77:
Cita:
Una cosa mi preme considerare: che sia sesso o amore, non si tratta di una gara di performace, ma di condividere corpo e anima (quest'ultima nel secondo caso) insieme a qualcuno dal quale si è attratti (fisicamente, intellettualmente, caratterialmente, ecc.) . Il fatto di non avere esperienza o di non considerarsi all'altezza, permette di creare un'ulteriore complicità col proprio partner che dà un valore aggiunto all'atto.
La differenza secondo me, non la fa la bravura "prestazionale" dei soggetti, ma il desiderio delle parti di voler iniziare a percorrere un cammino insieme, questo vale anche per l'intimità...

Grazie per questa riflessione, ne terrò conto e ci rifletterò su, perché difatti così dovrebbe essere.
Il fatto di non avere molta esperienza da questo punto di vista mi preoccupa un po', ma poi nemmeno eccessivamente sinceramente.
Ieri abbiamo passato una serata splendida!
Abbiamo parlato tanto insieme, c'è parecchia complicità caratteriale, e abbiamo trascorso tutta la serata a baciarci ed abbracciarti, senza sfociare in qualcosa di sessuale o nella volgarità.
E' stato affetto allo stato puro.
Questo ragazzo sembra riservato, un po' timido, ma ha solamente bisogno di tanto affetto, quell'affetto che io mi sento di dargli, e quando stavo abbracciato a lui non provavo per niente competizione, avevo voglia solamente di amarlo, di farlo sentire speciale, speciale per me.
Gli dicevo che era carino, che era un cucciolo, che ero attratto da lui e lo abbracciavo, e ho l'impressione che tremasse dall'emozione in quel momento, ed io lo abbracciavo più forte, perché è proprio l'affetto che mi spingeva a farlo (e di certo non gli facevo complimenti per riceverli indietro, non mi importa nulla sinceramente).
Io voglio costruire qualcosa con lui. Io sento che lui è il mio ragazzo. Io non lo voglio, io lo desidero. Non voglio entrare nella sua vita, voglio essere accolto nella sua vita. E voglio abbandonarmi insieme a lui all'eros, quando sarà il momento a deciderlo, e là non voglio pensare più a niente, solo ad amarlo, perché io provo già affetto verso di lui e tanto.
A sto punto purché non mi giudichi a me per il mio fisico, non mi importa quello ha tra le gambe, se ce l'ha di 13, 16, 18 cm ecc. Perché lui non è un organo sessuale o una questione di centimetri, né tanto meno un ruolo a letto, così come non lo sono io.
Voglio essere amato per quello che sono ed amare l'altro per quello che è, dandogli ciò di cui più ha bisogno: baci, coccole, emozioni forti come ieri, non centimetri...

Per ora la penso così, spero di non ricadere nelle mie paranoie :lol: anche se potrebbe essere possibile visto che non è qualcosa che si può superare da un giorno all'altro.
Però anche per questo ho pensato che a breve ricomincerò sport, che questo mi aiuta molto.
Grazie ancora per tutte le risposte!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: domenica 6 maggio 2018, 18:24 

Iscritto il: sabato 17 marzo 2018, 14:57
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Ciao Niko,
Ho letto con interesse il tuo post e mi ci sono in parte ritrovato.
Io mi ritengo un ragazzo normalissimo dal punto di vista fisico, ma purtroppo anche a me è capitato di provare lo stesso senso di imbarazzo, frustrazione e, in qualche modo, competizione con altri ragazzi.

Anzi é stato proprio un ragazzo per il quale avevo perso la testa a instillarmi queste idee subdole e autodistruttive. Mi sentivo a disagio non solo per le mia prestanza, che non era al suo livello, ma anche per non essere muscoloso, forte e virile come lui. Quindi posso immaginare cosa hai provato.

Credo però, per quanto il mio consiglio possa sembrare banale, che se ne esca solo facendo affidamento su se stessi.
I modelli di virilità, forza, potenza sessuale sono pure categorie di “marketing” , e alla lunga a starci dietro finiamo per distruggerci.

Dobbiamo essere noi a ripartire da noi stessi, a capire che abbiamo un grande valore e andiamo bene esattamente come così come siamo.
Non badiamo ai sentimenti di competizione di cui la nostra società è intrisa!

Io credo che nella vita sia fondamentale valorizzare la propria diversità e il proprio talento, perché é questo a renderci unici! In natura non esistono due fiocchi di neve uguali tra di loro, sai che palle se anche tutti noi ragazzi fossimo uguali!

Io ti consiglio di puntare sull’accettazione e l’amore per te stesso e e sul coltivare sempre di coltivare le tue passioni e tutto ciò che ti rende unico.
Quando arriverà, il ragazzo giusto noterà queste tue qualità e non dei banali canoni sociali destinati a scomparire.
Un abbraccio


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: domenica 6 maggio 2018, 21:44 
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Messaggi: 73
Paleblueyes:
Grazie anche a te per la risposta!
Cita:
Dobbiamo essere noi a ripartire da noi stessi, a capire che abbiamo un grande valore e andiamo bene esattamente come così come siamo.
Non badiamo ai sentimenti di competizione di cui la nostra società è intrisa!

Sono pienamente d'accordo in ciò che scrivi!
Alla fine sai cosa? Dovremmo essere grati ogni giorno anche per il solo fatto di poterci alzare dal letto, perché purtroppo molte persone non possono nemmeno camminare con le proprie gambe, e molte persone magari non possono nemmeno sfogarsi e lamentarsi come sto facendo io in questo momento.
Alla fine ringrazio il cielo di essere così come sono, e come tale intendo dare e ricevere amore, io ho un valore, se voglio posso far battere il cuore a qualcuno, e non con muscoli o con centimetri, bensì col mio affetto, la mia semplicità e molto spesso anche con l'umiltà.
Mi dispiace ma le persone che ci giudicano per i nostri attributi o difetti fisici sono solo dei grandissimi superficiali, e io non voglio essere come loro.
Più siamo naturali e più siamo belli, così come madre natura ci ha creati.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 9:02 
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Mi scuso per non aver ancora risposto, lo farò nel pomeriggio, ma ho bisogno di rileggere prima tutta la discussione per focalizzare bene il problema. A dopo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 18:47 
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Messaggi: 5256
Caro Niko,
permettimi di raccontarti un fatto vero. Oggi ho pubblicato un post sulla depressione e sulla bassa autostima, ma non mi riferivo assolutamente alle delusioni e disillusioni che vengono da esperienze come quelle di cui parli tu, che, tutto sommato, non sono problemi veramente grossi e come dimostra tutto quello che hai scritto, tu non esci distrutto da queste esperienze, intendevo invece riferirmi a situazioni molto più complesse e in grado di provocare sofferenza profonda. Qualche volta mi capita, parlando coi ragazzi, di sentirmi completamente ridimensionato e di dover modificare del tutto i miei criteri di ragionamento, perché mi accorgo che ci sono persone che stanno veramente male, e non certo per colpa loro, e io a quelle persone so fare solo discorsi stupidi, senza neppure cercare di immedesimarmi nelle situazioni di chi mi sta di fronte. Non la faccio troppo lunga, inizialmente ho cominciato a dire a questo ragazzo (un ragazzo grande) un po’ di cose stupidamente positive e lui ha proprio perso la pazienza di brutto, e aveva ragione, perché io non solo non ero in grado di capirlo ma più o meno inconsciamente mi permettevo di giudicare. Quella conversazione mi toglieva la tranquillità e mi metteva in uno stato di agitazione e di disagio quasi fisico. Quel ragazzo si svaluta, dice che lui strumentalizza gli altri e che è incapace di costruire rapporti umani duraturi. Abbiamo parlato in modo molto serio, poi ha perso la pazienza e ha chiuso il telefono e aveva ragione, perché io non mi sentivo minimamente all’altezza di un discorso serio di quel livello. Dopo la fine della telefonata ero proprio stravolto, non sapevo se richiamarlo o meno. Dopo circa mezz’ora mi è arrivato un sms: “Adesso va un po’ meglio.” Ecco, un sms del genere è un gesto di una finezza spirituale notevolissima, significa che c’è un attenzione all’altra persona, a non metterla troppo a disagio. Un ragazzo così merita un rispetto totale perché è il primo che rispetta il suo prossimo. I rapporti affettivi sono fatti spesso di cose che appaiono minime ma non sono minime perché sono proprio quelle cose che manifestano le qualità più profonde di una persona.
Quello che dici del ragazzo che ti interessa non è banale, è un ragazzo che probabilmente sta costruendo con te un rapporto vero, per capirlo ci vorrà un po’ di tempo ma le prime sensazioni sono positive e questo è molto. Costruire un rapporto serio e destinato a durare non è facile per nessuno, nemmeno quando ce ne sono tute le condizioni perché per fare coppia nel vero senso del termine bisogna cominciare ad uscir entrambi dalla propria dimensione egoistica per guardare più lontano in due. Dirti di tenere i piedi sempre ben saldi per terra non ha molto senso, perché sarebbe come privarti di entusiasmi fondamentali della tua giovinezza, mi limito a dirti di prendere le cose con leggerezza (che non vuol dire alla leggera) , a dare valore alle piccole cose, che sono piccole ma sono significative. Già è difficile rispettare completamente un ragazzo quando ha posizioni diverse dalle tue, ma amarlo per quello che è è molto più difficile perché bisogna dimenticarsi di se stessi, anche se può essere bellissimo, quando ci si riesce.



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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 22:14 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
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progettogayforum ha scritto:
Già è difficile rispettare completamente un ragazzo quando ha posizioni diverse dalle tue, ma amarlo per quello che è è molto più difficile perché bisogna dimenticarsi di se stessi, anche se può essere bellissimo, quando ci si riesce.

Caro Project, grazie per le tue risposte.
Sicuramente le premesse sono buone, il rapporto che stiamo costruendo ora è innanzitutto basato sul rispetto degli spazi di ognuno di noi: ad esempio non stiamo ad assillarci continuamente sul cellulare a chiedere che fai? Dove sei? Con chi vai? ecc.
Ammetto che sento il bisogno di sentirlo qualche volta, però cerco di regolarmi e di capire che lui, come me, ha una vita e non voglio risultare morboso o ossessivo ai suoi occhi, perciò preferisco parlarne più spesso con i miei amici di lui piuttosto che risultare invadente nella sua vita.
Il che non significa però che non ci sentiamo affatto, ci cerchiamo entrambi e comunque dopo la bella serata che abbiamo trascorso l'interesse non può calare così. Anzi, magari il sentirsi in questo modo può solamente far crescere la voglia di vedersi e di stare bene insieme.
Questa mattina quando mi sono svegliato ed ero ancora in dormiveglia ho provato un forte desiderio (anche sessuale) di averlo al mio fianco, di coccolarlo e soprattutto di sentirmi accolto da lui, nella sua vita.
Nel nostro ultimo incontro lui mi ha detto che con il ragazzo con cui si sentiva prima non si erano baciati per un mese intero perché non se la sentiva, e questa cosa a me eccita parecchio perché lui è serio, non vuole prevaricarmi fisicamente, e perché si fa desiderare; e il pensiero di essere accolto da lui e di permettermi il contatto con il suo corpo mi fa impazzire perché io non lo voglio tutto per me, ma lo desidero, e sento che anche se ci mettessimo insieme io continuerei a desiderarlo come se dovessi conquistarlo ancora.
Questo è l'affetto che provo per ora e le sensazioni positive che ho provato questa mattina, del tutto nuove direi anche! Difatti io non ho mai avuto stimoli sessuali in questo verso, ma giuro che erano fortissimi stamattina, e allora penso: magari è l'inconscio mio che mi ha voluto dire qualcosa e mi ha fatto capire che gli impulsi sessuali che in passato ho represso ce li ho tutt'ora.
Però purtroppo questo pomeriggio mentre mi masturbavo ho avuto un po' di difficoltà a venire, perché in qualche modo il mio pensiero non era del tutto rivolto a questo ragazzo ma al fatto di voler misurare ancora una volta il mio membro, vedere dove arriva, guardarmi allo specchio per capire se posso essere all'altezza di questo ragazzo o se farei solamente una grandissima figuraccia a mostrarlo così, in erezione.
Sta di fatto che non sono nemmeno riuscito a raggiungere l'erezione massima perché in qualche modo era entrato in moto lo stress e quindi ha inibito il tutto.
E' molto difficile liberarsi di certi complessi mentali... ci sto lavorando comunque sopra e sicuramente ho iniziato a provare emozioni positive, però ogni tanto sono contraddittorio con me stesso e le paure riaffiorano ed è difficile mandarle via.
Sicuramente avere a fianco un ragazzo che non ti giudica per quello che sei ma che ti accetta (e ti ama!) così come sei è importantissimo, e dovrei metterlo via una volta per tutte il righello e cercare di non pensarci più, perché mi crea solo frustrazione misurarmi e desiderare sempre quel paio di centimetri mancanti che tanto non arriveranno mai.
Scusa ancora per lo sfogo, project, ma ho bisogno di essere il più chiaro possibile sulle mie sensazioni se voglio superare questa cosa e vivere bene questa relazione, e l'ultima frase che hai scritto mi ha fatto riflettere: questo è un mio limite purtroppo e io ancora non ce la faccio a dimenticare me stesso, questo è il mio problema, perché se durante il rapporto sessuale esistesse solo l'altro tutto sarebbe molto più semplice perché io penserei a farlo godere e dargli affetto e basta, ma non ce la faccio se penso a me e al mio pene.
Sicuramente non mi do per vinto e continuo a fare un lavoro su me stesso e rifletto sulle cose che mi hai scritto in precedenza e sui valori nei quali voglio cominciare a credere io, con la speranza che con il tempo tutto possa sistemarsi e che io impari seriamente ad amare qualcuno, piuttosto che farmi questi complessi.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: martedì 8 maggio 2018, 8:34 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Caro Niko,
i tuoi post hanno un pregio fondamentale: non contengono ipocrisia. Tu parli di sesso in modo molto diretto e questo anche al giorno d’oggi è una cosa piuttosto rara, ma tu non immagini che cosa fosse il mondo della sessualità quando dovevo affrontarlo io, ormai 50 anni fa. Era un mondo di cui non si parlava, era il monopolio dei preti e di quella pochissima pornografia a stampa che bisognava andare di persona a chiedere al giornalaio e che quindi nessuno poteva procurarsi se non i ragazzi più sfacciati. Il senso del peccato era talmente forte da condizionare profondamente la vita dei ragazzi. Tutto quello che riguardava il sesso era trasgressione, il sesso gay, poi, era solo oggetto di battute sconce ed era impossibile avere qualsiasi tipo di informazione seria in proposito. Eppure la sessualità esisteva anche allora, ma allora c’era l’ipocrisia che copriva la realtà e nessuno si sognava di infrangere le regole del detto e del non detto. Parlare di sessualità in modo esplicito e allo stesso tempo serio contribuisce a diffondere l’idea che il sesso è una componente normale della vita di tutti e che è una cosa fondamentale per mantenere l’equilibrio complessivo di una persona. L’interesse per il sesso e l’esercizio della sessualità, masturbazione e sesso di coppia quando possibile, sono segni di salute fisica e mentale. Certo ci sono anche le patologie sessuali, c’è la dipendenza dal sesso, la sessualità ossessiva, ci sono le parafilie ecc. ecc. ma in un mondo con un maggiore livello di consapevolezza della sessualità i problemi sarebbero certamente di meno, ma vorrei fermarmi su un punto: tra amore affettivo, e interesse sessuale, anche quello più fisico per le dimensioni e per le performance sessuali non c’è in realtà nessuna contrapposizione di principio, l’amore più sublimato, per essere amore non può non essere supportato dalla sessualità e chi ti dice: “Io guardo solo l’anima delle persone, il fisico non mi dice nulla!” pecca di ipocrisia, ma la gradevolezza fisica di una ragazzo non si misura certo in centimetri, il fondamentale non è quello che si fa ma con che spirito lo si fa. Se il sesso, e il sesso gay in particolare, è una condivisione della propria intimità con un’altra persona, in condizioni di reciprocità, e quella persona è la persona che amiamo, che stimiamo, che desideriamo, e aggiungo anche sulla quale abbiamo fatto le nostre fantasie sessuali e ci siamo masturbati, è evidente che la sessualità diventa una cosa gratificante perché permette a due persone di conoscersi intimamente anche sotto il profilo sessuale, supera i timori e le ritrosie e crea un affidamento reciproco anche sul piano fisico. Niko, tu non hai la fissa del sesso, le cose che ti passano per la mente passano per la mente di moltissime persone. Il ragazzo che ti interessa sembra piuttosto serio e si vede che la storia che stai avviando ti fa stare bene, il che è fondamentale, va sempre tenuto in mente però che le persone si conoscono veramente solo sul lungo periodo, all’inizio si procede per sensazioni e intuizioni, col tempo si avrà anche la possibilità di verificarle.



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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 10 maggio 2018, 1:02 
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Iscritto il: martedì 23 ottobre 2012, 14:51
Messaggi: 85
Mi perdonerete se mi aggiungo adesso, ma ho ritenuto la questione troppo viva nella realtà di chiunque per starmene in disparte.

Capisco che quello di Niko sia stato uno sfogo con quelle che sono le sbavature e le incertezze tipiche di un momento nel quale spesso non si dice ciò che realmente si pensa, ma ho trovato la questione interessante per discutere anche di argomenti più importanti. Dunque Niko non volermene se mi senti alquanto polemico sovra qualche cosa che avrai detto. Non sono astioso nei tuoi confronti ma nei confronti di questa fattoria degli animali che è la società odierna.
Non ho voluto leggere i restanti interventi della seconda pagina perché volevo che ciò che stessi scrivendo fosse il più possibile sciolto da notizie aggiunte posteriormente.

Riguardo alle tue esperienze sarei proprio curioso di conoscere le persone che hai incontrario e capire chi sono, e perché hanno avuto questi tipi di atteggiamento nei tuoi confronti, così come nei loro. Il ragazzetto di sedici anni si sarà comportato come una ragione in balìa degli ormoni. Il bagnino come una figura, sì, pure maschile, virile, ma che di umano non ha avuto niente: già il fatto che qualcuno si debba nascondere della presenza di qualcun altro la dice assai lunga su di sé. In questi casi mi è difficile - e pure inutile - trovare un colpevole, anche perché è raro trovare chi sia puramente colpevole senza essere stato prima vittima, e il contrario è la medesima cosa. Non so, ma sforzati di capire anche perché c'è stato chi ti ha trattato in questo modo; ti renderai conto, poi, che soffrono in una maniera non tanto lontana dalla tua.
Come vedi non ti devi proprio dolere di questi che ti offendono. A me pare che ci pensino già loro stessi ad offendersi con dei comportamenti che non giovano a nessuno.
La tua dignità di uomo non richiede certo un petto irsuto, o una barba folta, o un membro di una richiesta - chi è poi a richiedertelo? - grandezza! Essere uomini è un valore che trascende tutto questo. Vorrei cercare di parlarti di una virilità morale che è più degna d'una virilità fisica, cosa che nessuno può scegliere, così come viene arduo accusare qualcuno di qualcosa che non ha scelto. Chi può accusarti di qualcosa che tu non hai scelto?

Non puoi farti del male se il tuo essere si definisce in certi termini. Non saranno mai un par di misure a definire l'uomo! Questa è una definizione tribale, d'una società traviata da un vuoto abissale, che di razionale rifiuta ogni cosa. Ritengo che la virilità sia ben altro a questo, e qualcosa di molto più importante ed universale: chiunque può scegliere di essere virile. Dovremmo semplicemente ritrovarne l'ètimo (e pertanto il giusto significato) che deriva dalla vis, o vero, forza. E uomini, viri, erano coloro che erano forti, audaci.
Inoltre non è importante solo ciò che siamo ma anche ciò che non siamo. Importante è anche la mancanza, non solo la pienezza.

Fa piacere che tu ti renda conto, anche superficialmente, delle catene che ti attanagliano e che cercano di attanargliarci tutti quanti. Ma non serve a niente vedere qualcosa di sbagliato se non si cerca di cambiarlo. Sì, l'estetica è qualcosa di puramente soggettivo legato agli schemi socio-culturali di cui la nostra società è intrisa, ma quanto veramente credi a queste parole nella vita di tutti i giorni? Quanto riesci in fondo a metterle in pratica?
Qualora esistano subdole ideologie sociali come vengono fatte si sfanno. Sei tu a decidere questo. La società può importi ogni cosa, ma la capacità di saper rinnegare od accettare questo ristagno resta a te comunque. Il nostro problema è che accettiamo. Ed è impensabile come sistema.
Hai scritto bene infatti che questa cosa ti sovrasta: non è affatto vero che tutti ritengono che più grande è meglio è, o pure, mirino a fare paragoni d'ogni sorta.
Grazie ad Iddio esistono individui che del sesso non si importano minimamente e non posso che augurarti di incontrare anche loro, giusto per intendere che c'è chi queste ideologie le vince in potenza di una libertà ben più grande. E non è affatto un'utopia.
E riferendoti ad una coppia omosessuale parli di un incondizionabile ruolo di sottomesso e sottomissione. In verità puoi provare a vederla anche in un altro modo, non solo un attivo ed un passivo, ma semplicemente, due persone che si amano. E in un rapporto di coppia chi è amante è amato e chi è amato è amante. Non gettare tutto solamente su una questione fisica... le questioni fisiche sfumano in molte parti, e non sono perlopiù attendibili in ogni luogo.
Mi ha fatto piacere leggere quello che ha avuto da dire project sulla rapidità dei rapporti odierni. Costruire un rapporto con un individuo qualsiasi che si ama è anche imparare a costruire di giorno in giorno se stessi. Una decisione non semplice certo, nessuno può dire d'altronde che amare sia una cosa semplice. Quanto poi le persone confondano l'amore col sesso chi può dirlo? E credono di ricevere amore, o di darlo, quando in vece non è così?
Il rapporto occasionale non può essere una soluzione. Dovremmo imparare a riscoprire la bellezza dell'amore povero ed innocente. Sopratutto in tempi come questi.

Pur troppo nella nostra società ci sono così tante voci sovra la nostra che non si riesce ad ascoltare ciò che noi stessi abbiamo da dirci. E si finisce in questo modo a non pensare di se stessi proprio un bel niente ed a costruire poco sulla propria identità, ma a lasciare che siano gli altri a dirci cosa noi dobbiamo essere. Tutto questo è alquanto triviale.
Abbiamo bisogno di individualismo. Spesso chi cerca di essere se stesso, e in questo senso proprio ogniuno, viene emarginato e allontanato da quella che è la realtà vigente.
Ma non si può lasciare che siano gli altri a darci stabilità. Dobbiamo essere noi stessi i primi a darci sicurezza. La fiducia è una conquista che possiamo solamente ottenere da soli. E non possiamo riporla in qualcun altro. Gli altri possono darci una mano ma dobbiamo essere capaci comunque di rifugiarci internamente. Se la fiducia è dipesa sempre da qualcosa di esterno sarà sempre vacillante. No certo, la fiducia è qualcosa di chiaramente interno a noi stessi. Allora nessuno potrà farti del male finché tu non lo vorrai. Che poi, giusto per contraddirmi, il coraggio presuppone anche una controllata fragilità. Esser forti non vuol dire non tremare mai.

Riguardo a ciò che ti ha scritto Alyosha, io t'aggiungerei che se questi ragazzi ti hanno indubbiamente condizionato la persona che però si è lasciata condizionare sei stata te. Il vero problema sono le opinioni che tu hai delle cose, e son proprio quelle a farti stare male. Questi ragazzi avranno avuto un loro indiscusso ruolo ma sei stato tu a ritrovarti - e a perderti - sempre in questa situazione medesima. Devi trovare, ancora prima di una relazione, la stabilità in te stesso. La sicurezza in una relazione non nasce della terra, è portata da entrambi gli amanti. Non credere che sarà questo rapporto a portati la fiducia che ti necessita. In una maniera che non mi gradirai ti dirò anche che questi ragazzi che ti hanno fatto stare male ti hanno dato una mano a tirare fuori un problema che avevi serrato entro te stesso. Adesso che lo conosci non puoi che tentare a concluderlo. E in questo modo potrai un futuro non tanto remoto goderti una relazione sincera.
Tuttavia non iniziare una relazione richiedendo d'essere amato. Devi iniziare un rapporto con qualcuno perché tu lo ami, non perché vuoi che esso ami te. L'amore non esiste per colmare una solitudine. E non è un rapporto quello che si fonda sul membro dell'amato. Qui poi c'è da fare una bella distinzione tra innamoramento ed amore, per quanto non ne possegga le capacità. Tu sei innamorato di questo ragazzo. Se il tuo ragazzo è sessualmente prestante, e tu lo ami disinteressantamente e intensamente, questo come potrà mai danneggiare ciò che esiste tra di voi?

Che cos'è infine l'uomo? Chi può dirlo con certezza? Il consiglio più spassionato che posso dare a Niko è quello di mettersi in dubbio, sopra a tutto quando si sta parlando di questioni di cuore. È chiaro che le cose non sono come ci si prospettano, e lo stesso ragionamento può essere ampliato alle nostre sensazioni. Solo perché tu senti che ci possa essere certezza con questo o quel ragazzo non significa che la certezza ci sia da vero. Le certezze non si sentono, si vedono.



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"La durata della vita umana non è che un punto e la sostanza è un flusso, e nebulose ne sono le percezioni, e la composizione del corpo è corruttibile, e l'anima è un turbine, e la fortuna imperscrutabile, e la fama cosa insensata ... E dunque, cosa c'è che possa guidare un uomo? Una cosa e solo una, la Filosofia".
(Marco Aurelio, Meditazioni)
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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 10 maggio 2018, 19:03 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 147
Ciao Gianlu,
complimenti per le osservazioni: il tuo punto di vista è molto interessante!

Spero di leggere altre tue considerazioni nei vari topic del forum.


Grazie


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