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 Oggetto del messaggio: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiorità
MessaggioInviato: mercoledì 2 maggio 2018, 17:46 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
Messaggi: 72
Salve a tutti,
prima di entrare nel merito di questo argomento vorrei fare una premessa: ho passato un periodo buio della mia vita in cui ho sfiorato la depressione. Questo a causa della mia inesperienza a livello sessuale e soprattutto a causa di gravi complessi di inferiorità che ho maturato nel tempo a causa di traumi che ho avuto con ragazzi, a cui sono seguiti competizione maschile, senso di inadeguatezza e di inferiorità, paura di non essere abbastanza e la paura di sentirmi meno "uomo" rispetto a qualcun altro.
Detto questo, affronto questo argomento ora che sono razionale, per prevenire un'ulteriore caduta a livello psicologico, perché non voglio e non posso permettere che qualcuno mi faccia sentire di merda un'altra volta (stavolta ho intenzione di dire le cose come stanno senza mezza termini o senza effetti retorici), e perché la prossima relazione voglio viverla serenamente, affrontando i problemi di coppia com'è giusto che sia e cercando di superare i miei problemi psicologici in maniera costruttiva senza che essi diventino ostacoli alla relazione. Detto questo, ecco un breve resoconto della mia vita sessuale passata, per farvi capire dove sono cominciati i traumi:

1- La prima volta che ho fatto qualcosa a livello sessuale con un ragazzo è stato a 18 anni, io ero inesperto e ingenuo, mentre questo ragazzo che chiamerò A era un anno più giovane di me e già aveva avuto altre esperienze prima di me.
Al nostro secondo incontro già mi ha messo le mani lì. Io, ovviamente, assetato di fare esperienze ed innamorato non riuscivo a capire che era troppo presto e che non ero pronto, volevo solo sperimentare.
Questo ragazzo dopodiché fa allusioni cretine sul mio sesso e mi dice: "Certo che il tuo pene non è di 20 cm." Perciò chi di voi ha un minimo di sensibilità riesce a capire quanto questo abbia potuto buttarmi giù.
E poi nel corso della relazione non ha fatto altro che fare il narcisista e fare altri commenti sul mio corpo e farmi sentire a disagio, inferiore rispetto a lui, imperfetto...
Se potessi tornare indietro non avrei mai voluto conoscere questa persona.

2- Il secondo ragazzo che chiamerò M invece mi si è fiondato là già al primo incontro, era bisex e mi ha fatto credere di voler mettersi con me quando invece voleva solamente divertimento.
Lì per lì mi sono agitato troppo e mi si è afflosciato, facendo quindi pure una grandissima figuraccia davanti a lui.
Ora, questo ragazzo era un po' più alto di me, maschile, fa il bagnino, le ragazze gli vanno dietro. Eppure anche se dall'esterno magari lui sarebbe apparso più bello e virile rispetto a me (la metto al condizionale perché ovviamente lui non voleva farsi vedere con me in giro), io non mi sentivo inferiore rispetto a lui perché i nostri sessi erano simili, e a livello psicologico questo non mi recava disagio, cioè mi piaceva proprio questo ragazzo a livello fisico e, dovendo spezzare una lancia a mio favore, riusciva anche a mettermi abbastanza a mio agio, facendomi commenti positivi sul mio fisico.

3- Il terzo ragazzo lo chiamerò P (come peggiore) perché è stato quello che mi ha dato il colpo di grazia a livello psicologico.
Lui aveva 16 anni (io al tempo ne avevo 19) e ci siamo visti solo un paio di volte, senza fare nulla a livello sessuale, e inizialmente abbiamo avuto un primo piccolo conflitto per una cosa abbastanza banale apparentemente: chi prendeva in braccio chi.
Io non avevo farmi problemi a prendere in braccio da lui, lui invece non voleva che io lo prendessi in braccio, come se io non ne fossi capace, diceva di avere qualche chilo di troppo (posso assicurarvi che io non l'ho mai notata questa cosa), dopodiché mi sono messo comunque nei suoi panni e alla fine ho ceduto, anche in buona fede nei suoi confronti.
P era uno di quei ragazzi che pensava sempre al sesso, cioè anche nei momenti meno opportuni (esempio mentre studiavo o quando volevo essere affettuoso verso di lui), faceva allusioni spinte al sesso ecc.
La sera a volte lo assecondavo nelle sue fantasie (anche perché quel tempo eravamo fidanzati) e una sera incominciò a farmi delle allusioni strane al suo pene, si vedeva proprio che voleva vantarsene o farne motivo di vanto. Nella mente sua credeva che questo mi avrebbe fatto eccitare, cosa che invece mi ha buttato giù definitivamente: insomma, lui si vantava dei suoi 18 cm, si vantava della sua taglia L piena tendente all'XL, mentre io avrò una taglia M penso.
E da lì sono stato molto male, mi sono buttato giù, non parlavo più con nessuno un periodo perché non mi sentivo più uomo. Mi sentivo imbarazzato, umiliato da un ragazzo più piccolo di me, la mia dignità di uomo calpestata letteralmente, e mi sentivo inferiore. La mia autostima è crollata e questo mi ha costretto anche ad una seduta da una psicologa, cosa che poi ho interrotto perché non mi è stata minimamente d'aiuto.
Fare sport mi ha aiutato molto, lo facevo compulsivamente, era diventata una droga per me senza la quale sarei sceso ancora più a fondo.
Cioè io negli spogliatoi della piscina quando mi faccio la doccia non mi levo mai il costume per vergogna, mentre invidio quei ragazzi disinvolti che invece sfoggiano l'attrezzatura di cui madre natura li ha dotati.

Adesso, ho fatto una brevissima sintesi delle mie esperienze più significative, anche in maniera affrettata e sbrigativa perché non voglio più ripercorrere questi momenti, bensì soffermarmi sul mio presente e quello che mi proietterà il futuro.
Una settimana fa ho conosciuto in una chat un ragazzo e abbiamo scambiato il numero di cellulare.
Da lì abbiamo cominciato a scriverci, senza mai fare allusioni al sesso o cose così, e venerdì scorso ci siamo visti prima che io andassi lezioni e siamo stati un'ora insieme per fare colazione e conoscerci di persona.
Dopodiché questo ragazzo che chiamerò N mi chiede di riuscire e l'altro ieri ci siamo rivisti e abbiamo passato tutta la sera insieme, abbiamo cenato insieme e siamo stati insieme anche un po' dopocena. Abbiamo parlato un po' di tutto, della famiglia, degli amici, l'università, delle nostre vite, gli ho detto che non ho mai fatto sesso completo (avrò fatto bene?) e abbiamo parlato un po' delle nostre relazioni passate. Io ovviamente non ho fatto riferimento a quando sono stato male, perché non voglio che il mio passato si ripercuota sul mio futuro e vorrei poter cancellare tutto quello che c'è stato prima.
Dopo cena abbiamo passeggiato un po' insieme, abbiamo condiviso i nostri interessi, hobby e così via e alla fine ci siamo lasciati rimanendo di rivederci il fine settimana: vorrei portarlo al mare, magari mangiare una pizza là per cena e poi stare insieme, andare in qualche chalet, magari passeggiare sulla spiaggia ecc.
Allora nel nostro ultimo incontro non ci siamo nemmeno baciati, eppure credo di interessargli, e penso che se sabato ci vediamo e lui viene con me al mare, sicuramente sarà interessato e magari un bacio esce fuori.

Io sono innamorato di questo ragazzo. Mi piace tantissimo fisicamente e caratterialmente, credo che sia il più serio di quelli che ho incontrato finora, e mi trovo davvero bene a parlarci insieme. Inoltre non si è avventato su di me come hanno fatto tutti gli altri.
Ovviamente sabato, al nostro terzo appuntamento, è probabile che qualcosa succeda (intendo baci, abbracci, cose così, non oltre), però proprio perché vorrei vivermi appieno questa esperienza voglio liberarmi di tutta questa spazzatura mentale che ho accumulato nel corso del tempo e delle cicatrici che ancora porto e che fanno male.
Per quanto lui mi piaccia io ho paura di non essere compatibile a livello fisico con lui, ho paura di sentirmi inferiore in intimità con lui, di non essere abbastanza per lui, e sinceramente, sapere o vedere che nelle mutande ha un pene di 20 cm io non riuscirei a sopportarlo psicologicamente e lo lascerei subito.
Ok, magari state pensando che sono infantile o che non sarebbe una giusta motivazione, e io vi darei pienamente ragione, perché in fondo razionalmente so che queste cose non significano niente, che l'estetica è un qualcosa di puramente soggettivo e legato agli schemi socio-culturali di cui la nostra società è intrisa.
A chi fregherebbe del resto se il proprio ragazzo ha 39 di scarpe o 44.
Chi guarderebbe se il proprio ragazzo ha le mani più grandi delle tue, però purtroppo i paragoni tra ragazzi si fanno, anche involontariamente perché siamo intrisi di questa subdola ideologia per cui "più grande è meglio è", e a me sta cosa mi sovrasta e mi fa stare male perché mi vergogno proprio del mio pene, è l'unica cosa forse che cambierei del mio corpo.
Se lui dovesse avercelo "piccolo", io sarei la persona più felice del mondo perché almeno non verrei travolto da questo chiodo fisso che per me è diventato un vero e proprio disturbo ossessivo.
Però razionalmente mi rendo conto che non posso affrontare la sessualità o un'ipotetica relazione su questi presupposti e voglio cambiare, voglio poter liberarmi di questa ideologia che ho perché alla fine fa soffrire me e basta. Perché c'è tutta questa competizione tra ragazzi, mentre tra ragazzo e ragazza non c'è, per cui alla fine all'interno di una coppia omosessuale uno sottomette l'altro, io non riesco ad accettarla questa cosa.
Va bene, mi fermo con lo sfogo, ho scritto affrettato e male ma non ho molto tempo per ricamare il tutto, avevo bisogno di liberarmi di questo rospo che mi tormenta e di cercare di riflettere sulle vostre risposte.
Mi rendo conto di essere stato parecchio diretto e crudo in quello che ho detto ma se non avessi questo problema, non starei qui a scrivere ora.
Vi prego abbiate sensibilità.
Buona serata.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: mercoledì 2 maggio 2018, 19:58 
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Sai cosa m'è venuto in mente leggendo i tuoi post? Al periodo in cui stavo con le donne. Può sembrare strano, ma soffrivo di complessi di inferiorità rispetto al sesso maschile, molto più quando stavo con le donne che adesso che sto con gli uomini.
Mi ricordo mi ingelosivo quando vedevo un maschio, più bello di me, più prestante ecc. e soffrivo molto delle dimensioni del mio pene, normalissime per altro. Ricordo esattamente come dietro la gelosia ci fosse in realtà un profondo senso di inadeguatezza. Da quando mi sono riscoperto gay il problema è sparito. I maschi muscolosi non mi mettono in competizione tra loro, ma mi attraggono e lo stesso vale per il pene e tutto il resto. Voglio dire, la spinta sessuale è più forte del sentimento di inferiorità.

Adesso al di là del fatto che il tuo problema è senz'altro condizionato dai partner che sino ad adesso ti sei scelto. Ti ho raccontato questa cosa, per arrivare a quello che a me pare il problema di queste relazioni. Parli di innamoramento e di rapporti sessuali, ma non si percepisce alcuna empatia o attrazione o emotività. Sono relazioni fredde, sterili oserei dire, dove l'unica cosa che può emergere è il tuo disagio rispetto ad esse.

Io per questa ragione sorvolerei molto sul fatto in sé e guarderei più a questo aspetto. Quanto c'è di autentico in queste relazioni? E guarda che non intendo affatto sottolineare il lato emotivo, ma intendo proprio la spinta sessuale, erotica, desiderativa. Quanto riesce a farla emergere? Insomma sembri un pezzo di legno e moh... che si 12, 15 o 20 cm, sempre pezzo di legno è. Sai desiderare un uomo, senza provare vergogna, imbarazzo e disagio? Perché secondo me sono questi i sentimenti di cui ti devi liberare, qualunque sia la forma concreta che queste sensazioni pigliano.

Detto ciò è sicuro che relazioni più autentiche, dove c'è tutto il tempo di prendere le cose con calma, dove per primo tu anziché guardare all'involucro esterno, guardi alla persona nella sua interezza possono aiutarti. Il paradosso è che ti scegli persone più belle di te, ma questa bellezza poi ti fa soffrire. La domanda banale è, quanto questa bellezza che è oggettiva in sé, poi ti attrae sul serio? Insomma anche io quando stavo con le ragazze me le sceglievo belle, ma quella bellezza era vuota, fredda e li non c'erano peni da confrontare...


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: mercoledì 2 maggio 2018, 21:12 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
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Buona sera Alyosha, posso immaginarmi il senso di inadeguatezza che hai provato stando con una ragazza, ma ciò che mi chiedo è come tu abbia fatto a superare questa competizione che provavi nei confronti degli altri ragazzi stando, paradossalmente, proprio con uno di loro.
Dalla risposta sembra che giri tutto attorno agli impulsi sessuali che vanno oltre questo "senso di inferiorità" a patto che così possa chiamarsi nel tuo caso verso ragazzi magari più muscolosi di te.
Cita:
non si percepisce alcuna empatia o attrazione o emotività. Sono relazioni fredde, sterili oserei dire, dove l'unica cosa che può emergere è il tuo disagio rispetto ad esse.

C'è poco da dire, se fossero andate diversamente a quest'ora non starei qui a sfogarmi cercando uno spunto di riflessione.
Cita:
Insomma sembri un pezzo di legno e moh... che si 12, 15 o 20 cm, sempre pezzo di legno è.

Ti ringrazio per il tempo che hai speso a rispondermi, però adesso arrivare a dire che sono un "pezzo di legno" senza che tu nemmeno mi conosca penso che sia esagerato e offensivo. Allora se io ho sputato fuori tutte queste cose è perché voglio liberarmi di esse definitivamente, e il solo poterne parlare più o meno apertamente è la valvola che mi tiene lucido e l'ancora che non mi fa sprofondare nella depressione, perciò tieni a mente anche quello che ho passato, per favore.
Visto che finora ho incontrato queste bellissime persone per non dire altro, ho dato un freno agli impulsi sessuali e intendo piuttosto intraprendere la strada del sentimento, perché è il sentimento che sta alla base di tutto, senza il quale non si costruirebbe una relazione sana ma solo un rapporto tossico basato sul semplice sesso e l'attrazione fisica.
Perché se io davvero puntassi tutto sull'erotismo allora dovrei chiedermi: "Quanto posso attrarre io, attraverso il mio corpo?"
E siccome nella vita non faccio il porno star, non è giusto nei miei confronti ridurmi ad una questioni di numeri e di centimetri.
Io voglio essere amato, sì, piano piano sto cercando il modo di amarmi e pretendo di essere amato dal mio ragazzo, altrimenti lo allontano perché non avrebbe più senso il nostro rapporto se alla base manca l'affetto e la complicità reciproca.
Cita:
Sai desiderare un uomo, senza provare vergogna, imbarazzo e disagio?

Il post è abbastanza chiaro, l'unica speranza che ancora ho è che magari un futuro ragazzo, che in primo luogo è per me un Amico con la A maiuscola, possa farmi sentire amato e perfetto ai suoi occhi, così come lui lo è ai miei.
Cita:
Il paradosso è che ti scegli persone più belle di te, ma questa bellezza poi ti fa soffrire. La domanda banale è, quanto questa bellezza che è oggettiva in sé, poi ti attrae sul serio?

No, io non scelgo persone più belle di me. Io vengo colpito dal ragazzo che vedo bene al mio fianco, perché con tutto il rispetto, io dei muscoli di altri ragazzi non ci faccio proprio nulla.
Questo ragazzo di cui ho parlato alla fine è serio, è carino (e con questo non più carino di me, ma non si tratta di bellezza esteriore che alla fine è puramente soggettiva come cosa), e se ora io sono qui a mettermi in discussione come persona è perché lui ha smosso qualcosa dentro di me a livello di sentimento, perché la sua presenza mi fa star bene e perché io provo un desiderio fortissimo di baciarlo e stare con lui, e non vorrei che i pensieri del passato tornino a rovinarmi la vita un'altra volta. No, non lo posso permettere.
Quindi non sono proprio di legno, un cuore ce l'ho pure io...


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: mercoledì 2 maggio 2018, 21:57 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Purtroppo il rischio di scrivere è essere fraintesi, per cui innanzitutto mi spiace te la sia presa per quel "pezzo di legno". Era solo un modo per rappresentare visivamente un'immagine che comunichi molto quando parli delle tue relazioni. Almeno quello che arriva a me è l'idea di una persona molto "incravattata", rigida, da cui la metafora pezzo di legno. Che hai dei sentimenti, delle aspettative, dei desideri è evidente, la questione è quanto tu ti conceda di lasciarli emergere e quanto invece tutti questi ragionamenti abbiano il sopravvento.
Vedi, magari è solo un ipotesi, ma il senso di profondo disagio che provi potrebbe avere a che fare con un tuo disagio mal celato verso l'omosessualità e l'emotività che innesca inevitabilmente una relazione, specie quando è molto caricata di aspettative e quindi anticipata nelle conseguenze.
Di certo il contesto degli incontri non ti aiuta a smaltire la quota d'ansia legata alla sessualità. Certi complessi si superano un po' col tempo, l'altro po' concedendo al desiderio lo spazio che merita. Leggo molta paura di lasciarsi andare, il che, tengo a sottolinearlo, non è necessariamente un male. Voglio dire di fondo le persone che hai incontrato erano sufficientemente superficiali. Sono persone con le quali a prescindere dai tuoi "complessi" non avresti potuto costruire nulla di che. Insomma non è detto per forza che i propri lati deboli, non stiano li a difenderci in realtà. Probabilmente concedersi più tempo nella relazione, provare a sdrammatizzare, parlarne con il partner concedere alla relazione di evolvere e percorrere le strade che vuole ti potrebbe essere di aiuto.
Lasciare il proprio desiderio parlare comporta innanzitutto che l'altro stia ad ascoltare e purtroppo e per fortuna non tutto nelle relazioni dipende da noi.

P.S.: Mi sono in realtà reso conto di non aver risposto alla tua domanda. Certe paranoie mi sono passate un po' crescendo. Via via che si cominciano ad apprezzare altre qualità di sé, si apprezzano anche altre qualità nell'altra persona. Il cambiamento netto è stato però quando sono uscito da quella sorta di vita di carta che mi ero costruito e ho cominciato a sentire il mio corpo.
Ricordo però, per quel poco che stetti nelle chat prima di incontrare il mio attuale ragazzo quanto il sentimento di inadeguatezza fosse forte. Ricordo tutte quelle "vetrine", muscoli in vista, gente narcisista ansiosa di essere corteggiata. Ricordo che era davvero complicato sviluppare una discussione che non finisse subito in un ipotetico appuntamento. I però ai tempi bannavo chiunque mi chiedesse foto, incontri o altro al primo appuntamento. il che riduceva di molto i contendenti. Ricordo inoltre che facevo lunghe chiacchierate e che erano davvero pochi quelli che continuavano la conversazione il giorno dopo. Se in quei mesi sono uscito solo due volte con dei ragazzi un motivo ci sarà. Certi luoghi amplificano molto certe insicurezze e il mondo gay è pieno di prime donne.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 3 maggio 2018, 15:45 
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Caro Niko,
parto da un dato di fatto. Nei colloqui coi ragazzi e anche con persone di 40 anni e oltre, i problemi di cui parli emergono con difficoltà perché si è talmente convinti che gli altri non abbiano problemi simili o che questi siano i classici problemi da ragazzini, che si finisce per fare finta che non esistano e invece esistono eccome. Se la pornografia, in un certo senso, non fa male a nessuno, in un altro senso diffonde modelli decisamente poco realistici di rapporto omosessuale. In altri tempi, quando non esisteva la pornografia online, si leggevano libri che raccontavano storie omosessuali, libri in cui c’era anche sesso, più accennato che descritto, ma c’era soprattutto una storia, cioè il lettore si immedesimava in atmosfere particolari cariche di sentimenti e di valori affettivi. È chiaro che vedere un film come “Maurice” di James Ivory, sul romanzo di Forster (un capolavoro della letteratura gay e non solo), e vedere un porno online c’è un abisso. Il Film di Ivory è profondamente educativo parla di omosessualità intesa coma valore fondante di una morale seria, racconta una storia d’Amore con la A maiuscola, coinvolge l’anima del lettore e alla fine lo lascia entusiasta e pieno di sentimenti positivi e con l’idea che essere gay può essere una cosa veramente meravigliosa. Anche un porno propone modelli di comportamento, ma la dimensione affettiva è del tutto assente e se, in qualche raro caso sembra per qualche istante pallidamente trasparire, è comunque presto sommersa dall’idea della performance. È chiaro che se un ragazzo medio, o anche un bel ragazzo, vuole mettersi a confronto con i modelli della pornografia si sentirà comunque inferiore, ma, bisogna sottolinearlo, quei modelli costituiscono un’eccezione e in qualche caso un’eccezione rara, anche se sono spacciati come la regola. Perché tanta gente vive la sessualità di coppia come un esame, come un banco di prova? Perché ha assimilato quei modelli e fatica a liberarsene. Hai accennato a una situazione che è oggettivamente odiosa: quando due ragazzi si mettono a nudo uno davanti all’altro e uno dei due si permette di fare commenti non lusinghieri sul pene dell’altro, è evidente che chi si permette di fare commenti è profondamente immaturo e sta cercando solo un modo di vantarsi della propria dotazione. Queste cose a 14-15 anni sono comprensibili, ma purtroppo si trovano anche a 20, 30 e anche ben oltre. Gli spogliatoi delle palestre e delle piscine, che per i ragazzi gay possono essere luoghi sessualmente stimolanti, finiscono per essere spesso, sia per i ragazzi gay che per i ragazzi etero, luoghi di frustrazione, ma questo accade solo perché oggi si ritiene che il rapporto tra due persone sia essenzialmente un rapporto sessuale, privato tra l’altro delle sue valenze affettive e comunicative e ridotto a sola prestazione. Questa è la ragione dell’ansia da prestazione che è molto comune anche in ambito etero. Se questi problemi non esistessero sarebbe meglio ma saremmo nel mondo di Utopia. Nel nostro mondo reale, in cui domina la pornografia per scopi commerciali, cui è affidata di fatto l’educazione sessuale dei ragazzi e in cui si allevano i bambini al senso della gara e all’idea che bisogna prevalere e vincere, in realtà si può solo cercare di trovare persone meno dipendenti da questi concetti. Si parla spesso di educazione sessuale, che in pratica è delegata alla pornografia ma non si parla mai di educazione affettiva, ed è un peccato, perché è proprio nella dimensione affettiva che si avverte il vuoto più enorme. Manca l’idea di innamorarsi, l’idea di dare tempo ai sentimenti di approfondirsi, manca il tempo necessario perché due ragazzi possano conoscersi bene e possano imparare a volersi bene. La generazione di internet è anche la generazione delle mode, del conformismo e delle semplificazioni estreme. Il sesso vero, quello animato da un senso di tenerezza profonda, dalla profonda unità spirituale e affettiva con l’altro, diventa sempre più raro, perché è una pianta che deve essere coltivata con amore, costanza e impegno. È per questo che l’educazione sessuale è una cosa difficile, perché non è una questione tecnica ma affettiva, umana nel senso più alto del termine. Circa il valore della bellezza, ricordo che una volta in metropolitana c’era un ragazzino che chiedeva l’elemosina, si giravano tutti dall’altra parte, ma lì c’era una ragazza grassa grassa che ha visto il ragazzino, ha aperto il borsellino e gli ha dato cinque euro. Il moto di simpatia che ho sentito per quella ragazza è stato fortissimo e spontaneo, mi potresti dire che queste cose col sesso non centrano affatto, e invece c’entrano eccome perché ti fanno capire che con quella persona c’è una sintonia molto profonda e molto particolare. Quanti bellissimi ho visto! Ma non ho mai perso al testa per nessuno di loro!



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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 3 maggio 2018, 21:04 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 144
Ciao Niko,
il tuo post ci ha dato l'occasione di per poter leggere due risposte (Alyosha e ProgettoGay) molto acute: questo è il bello di "Progetto Gay", potersi confrontare apertamente da diversi punti di vista, senza pregiudizi e nel pieno rispetto altrui.

Mi auguro ti aiutino a riflettere su quanti problemi che ci facciamo, a cui diamo un peso eccessivo.

Ti consiglio vivamente di imparare dapprima te, ad amare te stesso per quello che sei, accettando anche ciò che non ti piace, se auspichi di trovare qualcuno che lo faccia nei tuoi confronti.

Fai esperienza dal passato, ma non lasciare che infanga il tuo presente se non addirittura il tuo futuro...

Il tuo scritto denota una forte sensabilità accompagnata ad uno spirito brillante: devi capire che ti hanno scalfito parole dette con leggerezza e percò inutili.
Cerca di non assumere gi stessi atteggiamenti di chi ti fa star male: dare importanza ad un tuo papabile ragazzo in base alle dimensioni del suo pene ti rende migliore di loro?

Ognuno ha i suoi gusti, ma se cerchiamo qualcosa di serio e profondo dobbiamo essere noi i primi dare un valore a noi stessi e ai nostri comportamenti.

Personalmente, anche io tendo a credere e a fare affidamento sugli altri, ma si deve trattare di gente che stimo dal punto di vista umano ed intelletivo, altrimenti preferisco ragionare con la mia testa.

Tu hai incontrato le persone sbagliate, cosa che capita a molti: fai bene a frequentare ragazzi, ma la tua intimità se la devono guadagnare non solo con l'attrazione fisica ma anche con l'intesa, l'educazione e tutto ciò che ti fa star bene!

Sono fiducioso che quando percepirai queste vibrazioni le misure non conteranno più nulla e sarai libero di amare ;)

Aggiornci sull'incontro di sabato...in bocca al lupo!


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: giovedì 3 maggio 2018, 22:28 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
Messaggi: 72
Ringrazio a tutti di cuore per le risposte, veramente!
Ringrazio Progetto per avermi dato l'occasione di sputar fuori questa cosa e di liberarmi di questa spazzatura mentale che mi/ci port(iamo) dentro, parlo anche al plurale perché sicuramente la mia esperienza è vissuta da molti altri ragazzi che hanno letto il mio post, perciò parlarne apertamente e senza tabù è il modo migliore per liberarsi di questa ideologia sbagliata e di questi schemi errati su modelli di virilità e sulla sessualità gay ed etero.
Detto questo, rispondo prima a marmar77:
Cita:
Ti consiglio vivamente di imparare dapprima te, ad amare te stesso per quello che sei, accettando anche ciò che non ti piace, se auspichi di trovare qualcuno che lo faccia nei tuoi confronti.

Assolutamente sì, e il modo migliore per farlo è liberarmi da questi schemi in cui mi sono incagliato e levarmi dalla testa il giudizio altrui e, soprattutto, questo modello che la pornografia propone. Perché di fatto è di questo che stiamo parlando, perché una volta che io avrò una forma mentis differente, il giudizio che le persone hanno su di me e sul mio corpo non è altro che la dimostrazione della loro superficialità e attaccamento a questi modelli pornografici del tutto opinabili e fondamentalmente errati, perché è da lì che deriva la frustrazione di molti ragazzi (gay e non) tra cui me.
Sicuramente avrò bisogno di tempo per elaborare questa cosa, ma grazie alle vostre risposte ora ho stimoli su cui riflettere seriamente con la mia mente e farli miei, perciò non rimarrò passivo o sulle mie idee d'ora in poi.
Cita:
Cerca di non assumere gi stessi atteggiamenti di chi ti fa star male: dare importanza ad un tuo papabile ragazzo in base alle dimensioni del suo pene ti rende migliore di loro?

Hai ragione su questo e devo lavorarci su, però è un lavoro che posso fare solamente una volta che le ferite si saranno rimarginate per bene, perché altrimenti se ancora fanno male purtroppo risulta difficile.
Però sicuramente questa cosa mi metterebbe sul loro stesso piano, perciò devo cambiare modo di pensare e concepire la mia fisicità.
Cita:
Tu hai incontrato le persone sbagliate, cosa che capita a molti: fai bene a frequentare ragazzi, ma la tua intimità se la devono guadagnare non solo con l'attrazione fisica ma anche con l'intesa, l'educazione e tutto ciò che ti fa star bene!

Esatto! E in quel caso non mi sentirò più "nudo" e a disagio, ma compreso, amato, desiderato e a mio agio col mio e con l'altrui corpo.

Caro Project,
che dire della tua risposta... illuminante come sempre.
Ti giuro che mi sono commosso leggendo il tuo post per intero, hai colto nel segno.
Penso che farò una foto a queste parole e le leggerò ogni volta che i fantasmi del passato ritorneranno ad offuscarmi la mente e a buttarmi giù, perché ora mi hai dato gli strumenti e le armi necessari per combatterli (se non sconfiggerli!)
L'idea di un'educazione affettiva è la chiave di tutto, ed è purtroppo la dimensione che viene a mancare più spesso nelle relazioni gay ed etero.
Mentre l'educazione sessuale è proprio distorta a mio avviso, perché un'immagine o un certo comportamento che crea frustrazione nei ragazzi e che trasmette un'idea distorta del sesso gay necessariamente è sbagliata e non è moralmente giusta.
Perché qua non si tratta fondamentalmente del giudizio delle persone, perché quello ci fa male solamente dal momento in cui ha un peso nella nostra testa.
Cambiare ideologia, decostruire quegli schemi che ci sono stati inculcati dalla pornografia per crearne di nuovi, di positivi e costruttivi è la chiave di tutto e la spinta propulsiva che mi farebbe risalire definitivamente in superficie e che mi farebbe gioire della presenza di un ragazzo che mi vuole bene per davvero così come sono, perché fondamentalmente sotto quest'ottica non avrei nessun problema, sarei me stesso, sarei perfetto, sarei felice col mio corpo, sarei una persona che ama con tutta se stessa e non un corpo da usare o che fa una prestazione.
Su questa cosa ragionerò anche per quanto riguarda l'ansia da prestazione. I prossimi giorni mi rileggerò per bene le tue parole e le farò mie.
Ho compreso appieno l'esempio che citi alla fine. Perché alla fine non vince chi ce l'ha più grosso, chi è più muscoloso o più dotato. Vince chi è umile, chi sa amare, chi sa rispettare, chi sa aiutare il prossimo, chi, nonostante le proprie difficoltà e paure, riesce a sorridere alla vita ed andare avanti più forte di quello che era prima.
Chi si vanta, chi è narcisista, chi vuole prevalere e sopraffare alla fine è destinato a perdere la partita più importante, quella con se stesso.

Concludo condividendo una piccola riflessione derivante dai miei studi.
Heinrich von Kleist pubblicò nei Berliner Abendblätter una riflessione sul Teatro delle Marionette (Über das Marionettentheater), nella quale esalta i movimenti, la graziosità delle marionette come forma d'arte e di spettacolo, la naturale disposizione dei centri di gravità, e la leggerezza con la quale si muovono, non conoscendo la forza di gravità della terra. Infine cita l'esempio di un ragazzo bello che si asciuga il piede dopo un bagno sopra un treppiede: nel farlo ripensa alla statua greca del ragazzo sedicenne visto poco prima a Parigi che si toglie una spina dal piede, si accorge della somiglianza, diventa conscio della sua grazie e bellezza e perde l'innocenza e la naturalezza e diventa artificiale.
Ecco, mano a mano che la riflessione diminuisce e si presenta un atteggiamento istintivo, noi ci avviciniamo a quell'innocenza e naturalezza tipiche delle marionette, e la nostra grazia aumenta.
E tutti noi dovremmo ritrovare quella grazia tipica di quella ragazzina di cui parlavi tu, Project, alla fine del tuo post!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: venerdì 4 maggio 2018, 11:15 
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Caro Niko,
nel campo della sessualità i modelli e i tabù sono così diffusi e consolidati (anche se non hanno alcun fondamento al di fuori del fatto che sono appunto diffusi e consolidati) che causano una serie infinita di problemi. Mi capita spesso di parlare con ragazzi preoccupati di cose che non hanno nulla di preoccupante e concentrati in modo stressante sulla risoluzione di problemi che problemi non sono. Quegli stessi ragazzi non sono invece minimamente preoccupati dei rischi per la salute connessi al sesso, perché di prevenzione ormai non si parla più, come se il problema fosse risolto, ma non è affatto risolto. La sessualità non è una forma di trasgressione, ma rappresenta un elemento fondamentale della vita di tutti e i comportamenti adottati dai singoli in fatto di sessualità sono di fatto molto simili, questo significa che salvo rarissime eccezioni, nelle quali si sconfina nel patologico, l’idea di considerarsi portatori di un problema o di un disagio particolare deriva solo dal fatto che non ci si rende conto che quel problema o quel disagio è comune ad una massa enorme di persone. Oggi i problemi legati alla sessualità non si affrontano quasi mai in modo serio, o si scivola nella pornografia, che ha veramente un peso enorme nell’educazione sessuale dei ragazzi e in particolare di quelle più giovani, oppure ci si orienta verso la medicalizzazione della sessualità o verso il sostegno psicologico Bot spam, cose, queste, che possono avere una motivazione solo in casi molto particolari. Vorrei fermarmi sul peso della pornografia online nella preadolescenza-adolescenza. In questi periodi della vita, la sessualità, cresciuta sulla pornografia, è per ciò stesso vista come un tabù e a questa idea contribuiscono anche i genitori che non si rendono conto, o fingono di non rendersi conto che il figlio ha ormai una sessualità, cosa che si manifesta proprio con la ritrosia a parlare di sessualità con gli adulti e con la tendenza a parlarne solo come argomento di battute e di barzellette con i coetanei. La sessualità dovrebbe diventare una cosa “normale” ma ancora oggi siamo ben lontani da questo obiettivo e l’idea che la sessualità (il desiderio sessuale) sia qualcosa di proibito e di trasgressivo crea quasi la mistica del sesso, per cui il sesso o è divinizzato e diventa il centro della vita, o è demonizzato e viene considerato come un problema. Progetto Gay è un ambiente molto di nicchia, è vero, ma è uno dei pochi ambienti in rete in cui si può parlare in modo serio di sessualità e si possono esorcizzare paure senza fondamento aprendo così la strada ad una sessualità meno complessata e più spontanea e soprattutto ad una sessualità “affettiva” cioè all’idea del sesso non fatto per sport, ma vissuto come manifestazione di affetto e di tenerezza. Esistono ancora mille preconcetti sull’idea di virilità, sull’assoluta priorità del sesso nella vita affettiva e quindi esistono mille aspettative legate al sesso che restano molto spesso deluse quando il sesso non è affettivo. Purtroppo la reazione a queste delusioni non consiste nel cominciare a costruire un mondo affettivo vero, ma nel ripetere l’esperienza del sesso al primo incontro (o quasi) con un nuovo partner. In questo modo la ricerca del partner adatto diventa compulsiva e inconcludente, subentrano sensi di frustrazione e di depressione e tutto si fa, meno che capire che bisognerebbe proprio cambiare punto di vista, cosa peraltro difficilissima. È anche per questo che Progetto può avere un senso, anche se le logiche del mercato renderanno sempre più difficile la sopravvivenza di Progetto, perché i motori di ricerca non premiano certo i siti in cui non c’è pubblicità, non ci sono foto, ecc. ecc.. Oggi anche facebook pensa di aprire un sito di incontri a livello globale, cosa che rappresenta scelte che hanno una motivazione economica importante perché su un sito di incontri a livello globale la pubblicità permette incassi stratosferici, ma queste logiche sono l’opposto rispetto a quelle di Progetto che è totalmente “no-profit”. Ma finché ne avremo la forza andremo avanti!



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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 5 maggio 2018, 15:51 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
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Cita:
l’idea che la sessualità (il desiderio sessuale) sia qualcosa di proibito e di trasgressivo crea quasi la mistica del sesso, per cui il sesso o è divinizzato e diventa il centro della vita, o è demonizzato e viene considerato come un problema.

Esatto, infatti proprio questo è il mio problema, ovvero che ho sempre visto il sesso come fosse l'anticamera dell'inferno, qualcosa di sporco, trasgressivo, un'attività da "stalloni", e la grande dimostrazione di essere davvero adulti, uomini e donne.
Ovviamente so che è una visione essenzialmente errata, però purtroppo questi preconcetti sono difficili da rimuovere dalla mente quando si sono consolidati sin dall'infanzia e sono stati sempre spacciati per tabù.
Al solo sentire la parola "preservativo" vado in ansia e penso: o mio dio io non sono capace, non sono ancora maturo o pronto per questo passo.
Credo che se da piccolo avessi sentito le tue parole Project, ora avrei molti meno problemi.
Però non è mai troppo tardi per cambiare punto di vista, e sto facendo un profondo lavoro di riflessione su tutto quello che hai scritto, e questa è una visione di "sessualità" che mi fa star bene, l'idea che l'incontro tra corpi sia innanzitutto un incontro tra anime, e non un semplice gioco ad incastro in cui si è più o meno bravi.
Anche perché se così fosse dovremmo essere tutti porno star, quando invece non è così, e di certo non dobbiamo essere valutati per la nostra "prestazione", ma piuttosto apprezzati ed amati, lasciarsi amare dal proprio ragazzo, lasciarsi toccare e stimolare da lui... che non c'è cosa più bella di questa dal momento in cui la persona che ti dà piacere è quella a cui tu vuoi bene.
Sono emozionatissimo per stasera e un po' agitato, eppure voglio godermi la serata e vedere come andrà.
Questa è la mia occasione e voglio coglierla, io mi sento legato a questo ragazzo e se dovesse andar male lo lascerò volar via, sarebbe l'unica cosa da fare se davvero volessi amarlo.
Vi aggiornerò su come sarà andata :P


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 Oggetto del messaggio: Re: Dismorfofobia, competizione maschile e senso d'inferiori
MessaggioInviato: sabato 5 maggio 2018, 18:47 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
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Ciao Niko,
il fatto che riesci a essere obiettivo nell'affrontare questo tuo "blocco" e che ci stai lavorando sopra, ti colloca già a buon punto!

Una cosa mi preme considerare: che sia sesso o amore, non si tratta di una gara di performace, ma di condividere corpo e anima (quest'ultima nel secondo caso) insieme a qualcuno dal quale si è attratti (fisicamente, intellettualmente, caratterialmente, ecc.) . Il fatto di non avere esperienza o di non considerarsi all'altezza, permette di creare un'ulteriore complicità col proprio partner che dà un valore aggiunto all'atto.
La differenza secondo me, non la fa la bravura "prestazionale" dei soggetti, ma il desiderio delle parti di voler iniziare a percorrere un cammino insieme, questo vale anche per l'intimità...
Ti faccio un grosso in bocca al lupo!


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