La tolleranza basta?

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
AboutDave
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La tolleranza basta?

Messaggioda AboutDave » domenica 15 luglio 2018, 21:54

Ciao a tutti,
sono un nuovo iscritto e mi sono recentemente presentato nella sezione apposita.

Ho incominciato a leggere qualcosina sul forum nelle varie sezioni e alcune storie mi hanno colpito, altre mi hanno fatto riflettere. Che bello sapere che ci sono alcuni che si fanno le tue stesse identiche pippe mentali, per un certo verso è incoraggiante.

Ad ogni modo, volevo esprimere la mia opinione sul tema della tolleranza e collegarmi anche un po' alla mia fase di coming-out che è iniziata da poco.

Ho avuto un periodo non semplice al liceo in cui ho dovuto fare i conti fin da subito con la mia sessualità e la relativa confusione conseguente. Questo non è mai stato per me un grosso problema ma lo è diventato mano mano con il tempo quando altri problemi hanno incominciato ad accavallarsi. Senza entrare troppo nei particolari i problemi di cui parlo riguardano la normale vita di un adolescente che sta crescendo. Diciamocelo: solo un cretino avrebbe fatto coming-out in quel marasma. Chi mai vorrebbe rovinarsi la vita ulteriormente venendo deriso, escluso o anche picchiato perché a lui piace il cioccolato bianco piuttosto che quello fondente? Io no sicuro.
Per quanto a tutti qui può suonare assurdo per altri non è così. Purtroppo ci dobbiamo accontentare di questa triste e merdosa realtà: è tutto compreso nel pacchetto insieme alla vergogna, l'umiliazione, la discriminazione e il bullismo. Uno schifo.

Dio ancora non mi ha dato la facoltà di far sparire il male sulla Terra e quindi, mentre nei confronti di tutto ciò, sono costretto a dover tollerare, allo stesso tempo non voglio essere tollerato. Mi spiego meglio: la tolleranza di per sé ha a che fare con la sopportazione di un qualcosa che non ci aggrada, che ci dà fastidio, che non ci piace. E' normale quindi pensare di essere nel torto, di essere rotto e difettato. Perché mai l'omosessualità (così come gli altri orientamenti) dovrebbe essere una cosa da tollerare? Io non ho mai neanche pensato di tollerare un pezzo di torta, il sole o l'aria che respiro. Non mi da fastidio vedere un albero, una nuvola o un ragazzo che si bacia con un altro ragazzo.

Certo la tolleranza non è un punto morto da cui partire anzi, basti pensare che ci sono paesi in cui non esiste e si viene obbligati a tollerare l'intolleranza per sopravvivere.

Sono arrivato però a un punto in cui la tolleranza non mi basta, non CI deve bastare più. Sono stanco marcio di sentir dire "io gli omosessuali li tollero ma...". Escludendo il "ma" finale potrebbe anche suonare bene MA ancora non ci siamo. E' un po' come dire che fin quando vale la legge "io sto nel mio, tu stai nel tuo" va tutto bene; fin quando "non mi tocchi quando sto prendendo la saponetta da terra" va tutto alla grande. La tolleranza implica una forma di menefreghismo e ignoranza; come se fosse una battaglia che riguarda solo noi che ci siamo dentro, mentre dovrebbe, invece, interessare anche l'altra parte poiché un bel giorno tutti quanti potremmo trovarci di fronte un figlio, una figlia o anche un nipote che si trova in tale situazione. Lì come si reagisce? Un figlio o lo ami o lo ami, non esiste la via della tolleranza tanto meno la via dell'odio, non per chi vuole essere chiamato uomo almeno.

Non voglio fare coming-out ed essere guardato con sguardo compassionevole di chi ha un problema, perché non è il mio. Essere "accettato" ma poi sentirmi continuamente sotto processo per ogni gesto, parola o pensiero che faccio. Piuttosto voglio essere compreso, voglio che gli altri si mettano nei miei panni perché solo in questo modo si riesce a creare condivisione e emancipazione. Ma è difficile provare empatia verso qualcuno che vive in condizioni che tu non puoi comprendere. Serve tanta forza di volontà e interesse verso l'altro: sarà per questo che la gente preferisce o tollerare o molto più facilmente odiare?

Mi farebbe piacere sentire le vostre opinioni a riguardo.

k-01
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda k-01 » martedì 17 luglio 2018, 8:25

Chi fa coming out non è mai un cretino. Cretini sono quelli che discriminano. Coi tuoi ragionamenti, di fatto stai dando ragione ai bulli. Ti schieri dalla loro parte e colpevolizzi chi cerca semplicemente di essere se stesso nella vita di tutti i giorni.
Se qualcuno insomma prende in giro chi è gay, la colpa è sua perché l'ha detto, invece di stare zitto.

E' chiaro che si tollerano in genere i fastidi, quindi la tolleranza, è il minimo sindacale richiesto se non si vuole vivere in perenne conflitto con gli altri, ma non è certo il punto d'arrivo, che deve essere l'accettazione. Accettare l'altro significa non pretendere che l'altro sia diverso da com'è, riconoscerlo come proprio pari.

RoXasVersailles
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda RoXasVersailles » lunedì 23 luglio 2018, 12:46

Grazie per avermi definito un cretino (visto che io ho fatto coming out in una situazione scolastica che neppure ti immagini! Ma malgrado ciò n8n me ne pento nemmeno un istante)

Per il resto non ho niente da dirti, mi associo a quanto detto da k-01.
Se dai tutta questa importanza agli altri allora mi dispiace, i bulletti hanno avuto la meglio su di te.
Spero che tu possa affrontare meglio questo periodo e liberarti dalle catene che ti opprimono.
I miei migliori auguri.

EDIT: Aggiungo che sta a noi fregarcene o meno del parere degli altri. Malgrado qualche insulto, non riuscirei nemmeno un istante ad immaginare una mia vita senza il coming out. O almeno, non una vita tutto sommato decente. Se a qualcuno non va bene affari loro, ridessero di me come io rido di loro. Tanto rideranno di te comunque per qualche motivo.
"Ma anche distesa per terra, io canto ora per te le mie canzoni d'amore..."
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"Se nei tuoi occhi avessi bombe al fosforo
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bruciassi nuvole nel cuore tuo,
noi forse torneremmo a vivere.
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agis
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda agis » martedì 24 luglio 2018, 7:55

Bah, sarà che in Liguria siam tradizionalmente di poche parole ma, visto che il mio fratellino etero (che quest'anno fa il mezzo secolo anche lui) non è che vada a metter manifesti, a parlare in giro o a proclamare le sue specifiche attitudini sessuali con la prima o con il primo che passa per strada, io mi limito a fare come lui e sono out per la categoria generalissima nella quale mi riconosco solo con persone di cui ho fiducia e/o con cui ho famigliarità od in fora tematici che di questa categoria parlino esplicitamente. Non che sarei contrario a mettere cazzo e culo alla finestra con tutti figliuoli, anzi, ma, se vi garba così, la prossima volta vedete di reincarnarvi in qualche simpatico bonobo che qui, da quanto continuo a vedere aggìro da tutte le parti, mi par proprio non sia aria. Buona giornata a tutti. Belli e brutti. :O)***

k-01
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda k-01 » sabato 28 luglio 2018, 18:18

Assolutamente condivisibile quanto scrive RoXasVersailles. Molto deludente ciò che scrive Agis. Anche lui s'accoda a quelli secondo i quali il coming out, fatto anche in contesti non familiari, sarebbe una forma estrema di esibizionismo o una provocazione, e per far ciò utilizza i soliti esempi estremizzanti, di fantomatici gay che andrebbero in giro a metter manifesti o dichiararsi gay a persone prese per caso per strada.

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Gio92
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda Gio92 » domenica 29 luglio 2018, 16:31

Il Coming Out purtroppo dipende da tanti fattori, sta di fatto che se non lo dici in prima persona possono essere gli altri a ipotizzarlo e a chiedertelo sfacciatamente.

E' meglio non esporsi nemmeno in queste situazioni. Purtroppo dobbiamo abbracciarci la croce e capire che non sempre possiamo essere accettati sotto questo punto di vista, che ci piaccia o no.

E chi non ci accetta è un cretino, non tu che hai fatto coming out.

Probabilmente tra 20 anni le cose miglioreranno ulteriormente ma nel frattempo cerchiamo di goderci un po' la vita che già è parecchio complicata per un eterosessuale, figuriamoci per noi.

Una preghiera di S. Tommaso Moro diceva : "Signore, dammi la forza di poter cambiare ciò che posso cambiare, dammi la pazienza di accettare ciò che non posso cambiare e dammi soprattutto la saggezza per poter distinguere queste due condizioni".

Poi l'accettazione può anche essere vista come un punto di partenza e non solo come rassegnazione , e da lì si può partire per il cambiamento. Ma non di certo tu da solo puoi andare contro migliaia di persone.

Ti abbraccio e ti auguro di risollevarti! :)
Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!

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agis
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda agis » domenica 29 luglio 2018, 18:18

k-01 ha scritto:Assolutamente condivisibile quanto scrive RoXasVersailles. Molto deludente ciò che scrive Agis. Anche lui s'accoda a quelli secondo i quali il coming out, fatto anche in contesti non familiari, sarebbe una forma estrema di esibizionismo o una provocazione, e per far ciò utilizza i soliti esempi estremizzanti, di fantomatici gay che andrebbero in giro a metter manifesti o dichiararsi gay a persone prese per caso per strada.


Prendo atto con piacere della tua delusione ma temo proprio che te la terrai k :D . Gradiresti però rileggere quello che ho scritto ed indicarmi dove avrei appunto parlato di questi fantomatici gay che andrebbero in giro a metter manifesti o dichiararsi gay a persone prese per caso per strada? Mi pareva di aver precisato chiaramente che il fratellino è etero ma, visto che repetita juvant, te lo ripeto: è etero al 100%, fidati, lo conosco da 50 anni e quindi, caso mai, prenditela con lui se non va a mettere i manifesti in piazza :lol: Ma, a proposito di coming out, ora che mi ci fai pensare, secondo te su cosa campano categorie come i terapisti di coppia, gli avvocati matrimonialisti o finanche - perché no ? - questi stessi forum che ne potrebbero quasi sembrare, alle volte, surrogati? :)

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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda k-01 » giovedì 2 agosto 2018, 18:21

Ti ho risposto così perché, in genere, chi cerca di banalizzare, sminuire o ridicolizzare il valore della visibilità immagina il coming out come un atto solenne, con il classico tipo che sbandiera ai quattro venti le proprie preferenze sessuali, proprio per dire, come l'autore della discussione, che è una cosa cretina da fare, che solo uno stupido farebbe.

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agis
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda agis » venerdì 3 agosto 2018, 13:12

k-01 ha scritto:Ti ho risposto così perché, in genere, chi cerca di banalizzare, sminuire o ridicolizzare il valore della visibilità immagina il coming out come un atto solenne, con il classico tipo che sbandiera ai quattro venti le proprie preferenze sessuali, proprio per dire, come l'autore della discussione, che è una cosa cretina da fare, che solo uno stupido farebbe.


Eccerto che è una cosa cretina da fare con persone con cui non si abbia familiarità o per le quali non si nutrano interessi preferibilmente reciproci kappino :D .
Questo sia perché mediamente ed a prescindere dai toni la gente a te estranea non è minimamente interessata ma infastidita da esternazioni sulla tua sessualità a prescindere dalle sue caratteristiche sia perché, rispondendo alla domanda che hai tralasciato, il coming out vero non lo si fa, per sessuofobia interiorizzata in un numero molto elevato di casi, neppure dopo decenni di convivenza tra partner di non importa quali preferenze od orientamenti il che giustifica in molti casi l'esistenza delle categorie professionali che t'avevo citato.
A questo proposito, quasi come il cacio sui maccheroni, mi è capitato due settimane fa di assistere ad un gustoso episodio di coming out etero tra il solenne ed il chiassoso.
Vicino al luogo dove lavoro c'è un piccolo supermarket dove vado spesso perché prolungano l'orario d'apertura fino a mezzanotte e mi torna molto comodo quando faccio tardi e tutto il resto della distribuzione ha chiuso i battenti. Quella sera eravamo molto vicini all'orario di chiusura, saremo stati un po' dopo le 23.30 e, davanti alla solita cassiera, una simpatica signora che conosco ormai da anni e con cui sono in confidenza, c'erano solo due giovani entrambi piuttosto carini che avevano preso un cartone di birra in due, poi venivo io con la mia spesa, una coppia di anziani coniugi con il carrello pieno e due ragazze, giovani anche loro, con birre ed altri beveraggi. Ad un certo punto, al momento di pagare, uno dei due ragazzi spara a voce alta e stentorea: "ed ora queste birre le andiamo ad offrire a quelle due ragazze là fuori e... staseraaa... SI TROMBAAA!"
La cassiera si blocca e rimane a bocca aperta con espressione ebete.
Dietro a me sento il ridacchiare imbarazzato del signore anziano mentre la sua consorte produce suoni non verbali di tono oltraggiato.
Le ragazze non dicono nulla ma si scambiano occhiate di compatimento e di disgusto.
Ma quello più in difficoltà di tutti è l'amico del simpatico esternatore: ammutolito, gli occhi sgranati, il viso di tutti quei colori che farebbero la felicità di un pittore espressionista, riesce alla fine ad uscirsene con un sibilo: "Che cazzo ti dici coglione? Io non ti conosco".
Tocca come al solito alla povera talpa di sbloccar la situazione.
Guardo la cassiera negli occhi e, con uno smagliante sorriso, le dico:" Eh, beata gioventù S.! Mi sa tanto che ai tempi nostri una birra non sarebbe bastata ^_^".
Risatone generale e tutti, tutti ce ne andiamo incontro ai nostri personali destini.
Belli e brutti.
Ma forse è vero e bisogna concederti kappino che, visto che il coming out gay è attualmente molto efficace nell'esternare il valore della visibilità, se, ad aspettar fuori i nostri eroi, ci fossero stati due ragazzi invece che due ragazze la cosa sarebbe stata di molto più normale. : O )***
A proposito, che si fa stasera babe? c'avrei du' birette in frigorifero che non t'acchiappano manco con l'etilometro... ^_^

RoXasVersailles
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Re: La tolleranza basta?

Messaggioda RoXasVersailles » giovedì 23 agosto 2018, 13:18

Oh ecco, ho ritrovato questo post e, come promesso, agis, ti risponderò.

Davvero imbarazzante e a mio parere in totale mala fede il tuo commento. Mettere nello stesso "pentolone" il coming out di un ragazzino e lo "STASERA SI TROMBAAAH", così come dire che "gli etero non hanno questa necessità" sai da cosa mi sa? Vuoi davvero saperlo? Da persona repressa che non riesce nemmeno a 50 anni ad accettarsi e gode inconsciamente nel fatto che nemmeno gli altri possano farlo.

Daniele ha 50 anni, Francesco ha 52 anni (nomi a caso).
A Daniele piace la figa, a Francesco il cazzo. Entrambi sono single, e il loro amico Maurizio vuole accasarli.

Maurizio, loro amico comune, secondo te, chi presenterà a Daniele e Francesco, senza che nessuno dei due faccia coming out?
Presenterà loro Federico e Giovanni o piuttosto Federica e Giovanna?

La situazione è abbastanza irrealistica ma, per capirci.

Per la società tu sei "Normale" fino a prova contraria, e soprattutto per la tua generazione, la normalità è l'eterosessualità. Nella mia fortunatamente un po' meno, e in quella di mia cugina, alla quale sono molto legato e faccio da fratello maggiore, e che ora ha 15 anni, sembra che eterosessualità e omosessualità non siano quasi più un problema.
Tuttavia tu non hai 15 anni, tu ne hai 50 mi pare, hai scelto di vivere una vita nell'ombra e forse lo avrei fatto anche io se fossi nato negli anni '60, o forse no. Ma ora non siamo più a Santa Margherita Ligure nel 1963, siamo magari a Milano nel 2018. Ma anche già Santa Margherita Ligure nel 2018 è sicuramente un posto più aperto di allora.
Io fino a pochi anni fa mi lamentavo del mio paesino del cazzo perché non c'erano persone aperte e di come dovessi scendere in città per avere una vita sociale degna di questo nome e trovare qualche ragazzo (oltretutto la mia città stessa, qualche anno addietro, tipo negli anni '90, era estremamente omofoba, mentre adesso fanno persino il Pride!) negli ultimi 3 anni è cambiato tutto, adesso non solo in città ma persino nel mio PAESELLO NELLE MIE MONTAGNE CALABRE ho un gruppo di gente gay e lesbica dichiaratissima.

E poi, una cosa è dire "STASERA SI TROMBAAAAAH", un'altra è presentarsi alla cassiera dopo aver comprato una scatola di cioccolatini con lei che chiede "oh, ma che gesto carino! E' fortunata la sua ragazza!" e rispondere "la ringrazio, ma al massimo si può dire che è il mio ragazzo ad essere fortunato" :)

(cosa che, per inciso, ho fatto :) )

Perdonatemi tutti per le parolacce ma volevo rispondergli già prima ma non ho avuto proprio tempo questo periodo perché sono stato in vacanza e non avevo voglia di rovinarla rispondendo a certe cose.

PS: Queer people didn't die so you can call yourself "straight-acting".

Just saying.
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