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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: lunedì 15 novembre 2010, 16:49 
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Iscritto il: martedì 24 agosto 2010, 19:37
Messaggi: 430
Ma davvero finisce così barby?
Cioè ho aspettato quasi due settimane per restare a bocca asciutta?come quando vedi nella vetrina della pasticceria una torta con quintali di panna e frutti di bosco ma ti rendi conto che hai dimenticato il portafogli a casa,e quando ritorni con i soldi che vuoi comperarla è già stata venduta e la pasticceria starà chiusa per 15giorni di ferie :lol: :lol:
Naturalmente scherzo,barbaruccia...erano 10 i giorni di ferie!! :lol:
Ti abbraccio forte forte!!!! ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: giovedì 18 novembre 2010, 19:04 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Vabbè... sto pensando se continuarlo... però mi servirebbe il vostro consulto.
ma NON sul forum , altrimenti si rovina la suspence.
Se qualcuno vuole mandarmi qualche mp per suggerirmi come andare avanti... magari mi viene l'ispirazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: giovedì 18 novembre 2010, 19:28 
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Iscritto il: lunedì 17 agosto 2009, 8:09
Messaggi: 139
barbara ha scritto:
Vabbè... sto pensando se continuarlo... però mi servirebbe il vostro consulto.
ma NON sul forum , altrimenti si rovina la suspence.
Se qualcuno vuole mandarmi qualche mp per suggerirmi come andare avanti... magari mi viene l'ispirazione.


direi che potresti fare un esperimento alla "sliding doors" e provare due finali diversi tipo "happy end" oppure nulla di fatto,x una sgamata come te nello scrivere dovrebbe essere uno scherzo :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: giovedì 18 novembre 2010, 20:54 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
seeeeeeeeeeeeeee!!! adesso DUE finali, pure. Mi vuoi morta?
possiamo fare che io ne scrivo uno e qualcun'altro scrive il secondo. :mrgreen: ;)
Se qualcuno si candidasse , non sarebbe male.


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: martedì 14 dicembre 2010, 22:53 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Vado avanti con la storia , grazie al valido aiuto di due consulenti , l'ottimo Green e l'ottimo Solitudo. Approfitto per ringraziare entrambi . GRAZIEEEEE!!!!!! :D

Riassunto delle puntate precedenti:
Diego, 18 anni , studente, subisce continue vessazioni dai compagni, in particolare da Alessio.
Marco, un altro compagno di classe, si sente a disagio, poichè pure essendo anche lui omosessuale, non l'ha mai difeso. Diego vive con sua madre, che non sa nulla di tutto ciò. Reagisce alla solitudine buttandosi nello studio . Durante una gita scolastica si ritrova a fare da "balia" ad Alessio, a letto con l'influenza, il quale inaspettatamente si mostra pentito del proprio comportamento.

(però se leggete le puntate è meglio.... :mrgreen: )




-Uno due tre...- Con la faccia contro il muro, Diego teneva gli occhi premuti sul braccio. Non voleva imbrogliare. Qualcuno lo faceva, ma lui rispettava sempre le regole. Che senso avrebbe avuto vincere dopo aver sbirciato?
-quindici, sedici, diciassette...- gli altri erano sempre più lontani, sentiva a malapena le loro scarpe battere sul cemento. E intanto setacciava il buio, frugando con la mente gli angoli del cortile.
Avrebbe dovuto puntare verso la siepe che correva parallela al cancello. Ma, così facendo, avrebbe lasciato scoperta la toppa. Meglio andare verso l'entrata del palazzo, che era più vicina.
-trenta trentuno trentadue...- doveva guardarsi da Stefano, il più grande di tutti . Aveva dieci anni ed era il più veloce. Anna poteva anche lasciarla perdere. Si faceva sempre beccare, specie quando era sotto lui. Invece di arrabbiarsi, rideva e gli andava vicino.
-Sessanta! Chi è fuori è fuori, chi è dentro è dentro. Arrivo!- la luce del sole sembrava ancora più bianca. Il cortile era deserto, il silenzio innaturale. Eppure gli altri erano lì, da qualche parte, ad aspettarlo.


Un colpo di tosse accanto a lui , e Diego si ritrova con la faccia contro il vetro in una buia notte invernale. Mi ero assentato un attimo, direbbe a sua madre, se lei fosse qui. Hai sempre la testa da un'altra parte, gli risponderebbe.
Ma in questa stanza c'è solo Alessio e il suo respiro pesante e regolare.
Si è addormentato all'improvviso, con gli occhi ancora umidi di pianto.
Meglio così : non avrebbe molto da dirgli. O forse sì, e sarebbe questo il problema.
Cosa pretende adesso? che lo perdoni? Che gli dica: non importa , quel che è stato è stato? Se anche fosse, se mi fidassi di lui, una volta a casa, lui resterebbe la stessa persona di questa notte? oppure tornerebbe ad essere quello di prima?
Questo nuovo Alessio gli fa paura, lo deve ammettere. L'altro era prevedibile, lontano. Già da tempo non era più un compagno di classe, ma piuttosto una caricatura.
Questo invece non sa dove collocarlo; le parole che gli ha detto gli ronzano ancora intorno.come vespe ansiose di colpire...."Quanto sono stato stronzo in questi quattro anni.... Nessuna giustificazione.....Niente"
E poi quel tono di voce. Così sommesso. Anche triste. ... Triste? Uno come lui? Ti sei bevuto il cervello, caro mio.
E' quasi mezzanotte, lo dice il cellulare e il suo corpo conferma. All'improvviso si sente stanchissimo, come se avesse finito di giocare a nascondino proprio ora, e non dieci anni fa.
Era il loro gioco preferito. Tutta quella fatica per ritrovarli ogni volta, uno a uno. Che senso aveva? Li avrebbe persi comunque tutti quanti, uno dopo l'altro.

Qualcuno sta bussando alla porta. Diego si gira dall'altra parte e infila la testa sotto il cuscino. -Ragazzi! Sono già le nove. Diego, Apri per favore-
Le nove. Non è possibile. Gli sembra di aver dormito si e no un'ora.
-Arrivo, prof-
-E Alessio come sta?- chiede sottovoce l'insegnante, sbirciando in direzione del letto.
Il piumino, che avvolge Alessio, non si è mosso. -Bene, credo. Dormire ha dormito.-
-Allora, quando sei pronto, scendi pure. Salirò io a controllare.
-Va bene, prof.- e inizia a rovistare fra i vestiti .
-Ah! Comunque grazie per ieri sera. Mi spiace che tu abbia dovuto rinunciare a uscire-
-Non c'è problema, veramente. Non sarei uscito comunque.-
-Davvero? Allora ... non sapevo come dirtelo. I ragazzi hanno insistito per uscire ancora e perciò... ti scoccerebbe restare qui anche stasera?-
Diego raccoglie da terra il contenuto della trousse che gli è sfuggita dalle mani,
- Stasera? ok, prof..non c'è problema-
-Benissimo!- le sente dire tutta contenta . Non imparerò mai, pensa lui , trascinandosi in bagno.

Fuori oggi c'è un gelo che taglia la faccia. In coda allo skilift si rabbrividisce sotto le giacche a vento in attesa del proprio turno. Fa troppo freddo perfino per chiacchierare.
Sarà per questo oppure no, ma, dopo qualche "ciao", nessuno gli ha chiesto di Alessio.
Arrivati in cima alla pista, li accoglie un nevischio ghiacciato che si infila ovunque. Sara sta dicendo alle altre: -Io qua non resisto. Quando arrivo giù me ne vado.-
Non è passata un'ora e la maggior parte dei compagni si è dileguata.
L'unico bar che c'è sarà già pieno. Probabile che tornino in albergo. E una volta là, si piazzeranno in camera con Alessio. Dunque perché tornare?
Scende e risale, lungo la pista quasi deserta , fra i vortici di neve creati dal vento. Questo freddo gli fa ricordare le storie di suo nonno, sui contrabbandieri che si avventuravano di notte oltre il confine in pieno inverno, oppure quelle sui soldati dispersi in Russia.
Il suo corpo non è diverso dal loro corpo. La sua età anche. A diciotto anni ti mandavano a combattere. Cos'è in fondo qualche ora di gelo?
Se fosse stato là, in mezzo a loro, quasi assiderato, in marcia per giorni e giorni , con gli scarponi fradici , che avrebbe fatto?
Dicono che quando tutto è perduto, perfino la speranza di sopravvivere, solo allora viene fuori chi sei veramente. Diego si chiede se vorrebbe saperlo.
La gamba destra ha preso a fargli male. Forse dovrebbe fermarsi. Sono più di tre ore che scia senza sosta e allo skilift sente i muscoli caldi irrigidirsi sotto il gelo.
Invece va avanti. Sono le cinque quando il maestro di sci lo raggiunge in cima: - Cosa ci fai qua? Non vedi che sono rientrati tutti? Guarda che faccia ! Stai bene?-
Si. Sta bene. Mentre lo dice pensa che è la verità: è da anni che non si sentiva così bene.

La stanza é come l'ha lasciata. Alessio é ancora a letto; solo che è sveglio.
-Ciao. Stai meglio?-
-Rispetto a prima sì. Si é abbassata la febbre.-
E' ancora pallido in viso. I capelli arruffati gli danno un'aria infantile.
-Ah! Bene.-
-L'unico problema è la noia. Quando stai male, il tempo non passa mai. Gli altri? Sono ancora sulla pista?-
-Non sono passati di qua?-
-No. Non ho visto nessuno-
-Beh! Non lo so. Li ho persi di vista. Magari si saranno fermati al bar. Oppure saranno a prepararsi. Ho sentito dire che escono, stasera-
Gli ha indorato la pillola, ma, anche così, dalla faccia che fa non sembra averla presa bene. Se questa è l'amicizia, meglio perderla che trovarla.
-La prof ha un pc portatile. Magari posso andare giù a prenderlo e ci vediamo un film, sentiamo un pò di musica, che so...Ti va?-
-Ma tu non esci nemmeno stasera?-
-No. Sono troppo stanco.-
A Diego sembra di sentire tutto in una volta il caldo che c'è nella stanza. Ma quanti gradi ci saranno? E inizia a togliersi la parte superiore della tuta. Non vede l'ora di farsi una doccia.
-Se è per me, guarda che non sei obbligato.-
Certo che questo comincia a scocciare. -Non è per te. E' per me. Se ti dico che sono stanco- Che sollievo togliersi i doposci, i piedi già iniziavano a sudare.
-Dai veramente, non posso credere che preferisci restare qua.-
Devo stare, non devo stare, mi stanno tirando scemo questi.- Cos'è? Non vuoi che resto? Hai paura che ci provo? -
-No ... Non ho paura ...-
-Ah! Non hai paura? Vuoi dire che ci potrei provare?- gli dice rabbioso.
-No! Che provare? ....intendevo dire ...Ma che stai facendo?!-
Diego si guarda: nella foga di spogliarsi è rimasto in mutande e maglietta . Alessio lo fissa perplesso.
Veramente ha pensato che ...- Vorrei cercare di farmi una doccia, se permetti-

Sono le dieci e mezza. Sono seduti fianco a fianco sul letto, col pc appoggiato sulla gamba destra dell'uno e sulla sinistra dell'altro.
Hanno passato due ore a dire : Guarda questo video . Questa canzone l'hai sentita? E questa?
Alessio non ama la musica classica, ma gli fa un sacco di domande. Cos'è 'sta curiosità tutta in una volta? pensa Diego, sbadigliando. La stanchezza si fa sentire, ma risponde comunque.
-Ascoltare la musica classica non ti deprime?-.
-No. Affatto.-
-Io mi deprimo molto facilmente; penso che non potrei mai ascoltarla più di...cinque minuti.-
-Tu ti deprimi?-
-Perchè? pensi che uno come me sia troppo superficiale per deprimersi?-
-No. Frena! Non ti stavo giudicando. Dico solo che sembri sempre così allegro, che non è facile immaginarti depresso.-
-Niente è ciò che sembra.-
-Vuoi dire che quando sei su di giri è proprio in quei momenti che sei depresso?-
-Più o meno é così-
-Capisco.- dice Diego, anche se non è del tutto vero. Non capisce per esempio perché gli stia dicendo queste cose, perché non ne parli coi suoi amici, invece di fare sempre lo sbruffone con loro.E poi pensa: quali amici? quelli che oggi non sono venuti a trovarlo ?
-Non so perché ti sto dicendo queste cose-
-Appunto smettila, che sembri quasi umano-
-Anch'io mi detesto quando sono così. Poi faccio lo stronzo, col risultato che mi detesto ancora di più.-
-Mai quanto ti detesto io, però-
Silenzio. Ha una faccia così mortificata , che Diego riesce a malapena a guardarlo.
-Se ti impegni , potrei anche perdonarti-
-Davvero? mi perdoneresti? -
Lo sta fissando ansioso. No. gli occhi lucidi non li sopporto, pensa Diego.
-Ho detto : Se ... -
-Cosa dovrei fare? Dimmelo!-
-Lo sai cosa devi fare, tesoro...-
-No. Quello no ...-
-E invece dovrai .- gli sussurra Diego . Alessio ora ha la faccia più assurda che abbia mai visto . Diego non si tiene più e scoppia a ridere, senza riuscire a fermarsi, e riesce solo a dire:-Ma se non sei nemmeno il mio tipo!-






(continua)....


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: martedì 28 dicembre 2010, 22:34 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
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Ultima puntata. Con l'aiuto di Solitudo credo di aver terminato. Green è partito ( Greeeennn, dove sei? :shock: )
Il riassunto delle puntate è nel post precedente.



Quando sono stanco dovrei tener la bocca chiusa, pensa Diego. Ma non ne è capace.
Il sonno, invece di zittirlo, gli toglie i freni inibitori. Tanto che da piccolo, se c'erano ospiti a cena, al primo sbadiglio veniva spedito a letto. Per precauzione, prima che fosse troppo tardi.
Mi sono già esibito abbastanza, conclude, alzandosi dal letto di Alessio.
-Non vorrai andare a dormire, spero! E' solo mezzanotte!-
-Sarà anche mezzanotte, ma ho sciato tutto il giorno e sono stanco morto-
-Dai! Un'altra oretta. Anzi, visto che sei in piedi, apri un po' la mia valigia e prendi quel sacchetto bianco di lato. Occhio! Attento a non farlo cadere!-
-Ma cos'è? Vodka? Non vorrai berla? guarda che l'alcol interagisce coi farmaci-
-Interagisce coi farmaci...Portala qua e ti faccio vedere come interagisce. Non fare quella faccia da suora, dai. Ne beviamo solo un goccio, promesso.-
-Puoi scolartela anche tutta per quanto mi riguarda. Io sono astemio.-
-Te pareva- prende la bottiglia e la alza verso l'alto -La vedi questa? Io ho un debito con la signora qui presente-
-Sarebbe?-
-Il mio primo bacio, il mio primo tutto...-
-Nel senso che lei ti ha baciato e tutto il resto..., solo perché l'hai fatta ubriacare?-
-Noooo. Che hai capito? Lei era sobria. Era a me che serviva-
-Si vede che non ti piaceva abbastanza allora-
Alessio dà un sorso e poi schiocca la lingua-Ah! Buona è proprio buona questa marca! Pure la sbornia non è troppo devastante. Dai, rimettiti qua. Braaavo! Però ...chi l'avrebbe detto eh? Io e te ...vicini vicini-
-Un effetto rapido questa vodka. Non ha ancora raggiunto il cervello che sei già fuori-
-Sei acuto, signor Astemio! Infatti è l'idea stessa della vodka che mi fa diventare brillo. Vedrai fra un po'!- Avvicina il viso al suo e fa gli occhi da pesce -Certo che bere da soli è proprio deprimente. Dai! una goccia... una molecola...un atomo. dai! Braaaavo! Vedi che non è successo niente? Ma davvero non hai mai bevuto?-
-Solo una volta: birra. Sono stato malissimo e ho ritenuto di non ripetere l'esperienza.-
-Ma la birra per forza! Quella ti devasta. Questa no, vai tranquillo. Il sapore almeno ti piace?-
-Non l'ho sentito bene. Dai qua un attimo-
-Ah! Non l'hai sentito bene? Fratello adesso si che ragioni- si avvicina e gli annusa il collo.
-Che c'è?-
-E' da prima che te lo volevo chiedere. Che profumo è questo?-
-Nessun profumo. Sarà il docciaschiuma-
-Naaaa. Ti sei messo il profumo. Dì la verità-
-Ti dico di no! Vai a controllare di là, se vuoi-
-Non importa. Tanto so che l'hai messo. L'hai messo per me, vero?-
-Basta! Sei già a metà bottiglia! Dammela!-
-Lasciala, che la spaventi! Non sai proprio trattare con le signore!-
-Guarda che se vomiti nel letto, è peggio per te.-
-C'è sempre il tuo di letto, no? Saresti capace di lasciarmi dormire nel vomito?-
-Se te la sei cercata, ovvio che sì-
-Stai mentendo. Guardami negli occhi e dimmi la verità.-
Troppo vicino dannazione, pensa Diego . Adesso può notare fin troppo bene il taglio degli occhi, che gli dà sempre quell'aria implorante, come di un cucciolo che cerchi una carezza. Ma che sto pensando? -La verità ... La verità è che ....-
Ma perché mi guarda in quel modo? Adesso i suoi occhi si sono fatti tanto vicini da non poterli più vedere.
Che sta facendo? Sta baciando me o crede di baciare una ragazza?
-Alessio ...-
-Stai zitto. Tranquillo.- gli prende il viso fra le mani e ricomincia.


Fuori dai finestrini la campagna è sgombra di neve. Si sono lasciati la montagna alle spalle. Fra poco più di un'ora saranno a casa. Due sedili più avanti Alessio sta dicendo: -Fammi passare un attimo- Si alza e infila il corridoio del pullman. Strategicamente Diego chiude gli occhi..
-No che non dorme. Oh! Dico a te! Marti, Vai al mio posto , che rivoglio il mio Ipod--E' inutile che lo cerchi qua. tanto non c'è- gli risponde Diego
-Hai visto che non dormiva? -
Nel buttarsi sul sedile gli è quasi finito addosso.
-Visto che mi hai perso il mio, facciamo almeno a metà del tuo.-
L'ha detto ad alta voce, apposta per farsi sentire. Diego ha chiuso di nuovo gli occhi. Finge di non far caso alle dita di Alessio che indugiano sul suo collo nel prendergli la cuffietta dall'orecchio. Scosta la gamba destra e la accavalla sulla sinistra, per allontanarsi il più possibile da lui .
Dovrebbe sentirsi sollevato: niente più angherie , niente più attrazione. Nulla di nulla. Strano a dirsi, quel bacio lo ha lasciato indifferente.
Ora vorrebbe solo un po' di pace. Una cosa che Alessio non sembra disposto a concedergli.
-Ragazzi, ci fermiamo all'autogrill. Solo un quarto d'ora, mi raccomando.-
Diego scruta fuori dal finestrino: è mezzogiorno e una coda di persone è già in fila davanti alla porta del bar, ancora prima che arrivino i suoi compagni.
-E voi due? Non scendete?- insiste l'insegnante.
-No prof. Stiamo qua al calduccio- risponde Alessio .
Qui, solo con lui, proprio adesso: non esiste, pensa Diego e poi grida :–Scendo anch’io Prof!-
Alessio per una volta non dice niente e resta lì, nel silenzio del pullman deserto. Resiste alla tentazione di prendere l’ipod. Dentro c’è la musica di Diego, quella che ha sentito per la prima volta quella sera. Ascoltarla gli farebbe ricordare quel momento e ciò che aveva provato: un senso di calore e uno struggimento, proprio al centro del petto.
Ora invece sente freddo. Freddo e nausea, all'idea di tornare in quel posto che dovrebbe chiamare casa. Fino ad ora era riuscito a non pensarci . Per tutto il viaggio nella sua testa non c'era stato che lui, o meglio quel bacio.
Diego invece aveva iniziato a fare il difficile, per farsi pregare, indubbiamente Nessun problema . Sarebbe bastato insistere e avrebbe ceduto anche lui, come gli altri.
Qualche goccia cade sul finestrino. Una pioggia mista a neve ha iniziato a cadere proprio mentre gli studenti attraversano il parcheggio.
Diego viene verso di lui , passandosi una mano sui capelli umidi. Quanto vorrebbe vederlo ridere come l'altra sera!
-Ma come? Non me l'hai preso un panino? Grazie per il pensiero, eh!

http://www.youtube.com/watch?v=C2ODfuMM ... re=related

Diego gli rivolge uno sguardo obliquo prima di rimettersi l'Ipod. Sceglie un brano del Flauto magico, il più famoso e chiude gli occhi . La Regina della Notte lo cattura con la sua voce ammaliante. "Morte e disperazione ardono in me" dice la regina alla figlia e le porge il coltello della vendetta . "Se non ucciderai sarai abbandonata per sempre".
La musica è avvolgente, appassionata. Resisterle sembra impossibile.
Eppure le note si spegneranno e Pamina disubbidirà.


Ultima modifica di barbara il martedì 4 gennaio 2011, 23:46, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: martedì 4 gennaio 2011, 20:37 
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*ç* stupendoooo! come scrivi bene barbara... sei capace di trasmettere emozioni e sensazioni in un modo unico.


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: mercoledì 5 gennaio 2011, 20:25 
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Grazzzzzie Kikko :D Esagera pure coi complimenti . Mi piacciono tanto. :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 12:13 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Alessio mi ricorda tanto il bullo dei Simpson (Nelson mi pare si chiami)... Tenero e biscottoso dentro, ruvido e cartavetroso fuori :). La storia mi piace molto, tagli un bel tema. Io in quanto a suspance, sarei molto più bastardo. Toglierei ogni riferimento esplicito sia all'omosessualità di Marco (così ci puoi giocare molto di più col personaggio, nello sviluppo della storia secondo me), e il riferimento alla cotta di Diego per Alessio. Lascerei che il racconto scopra le carte piano piano. E' più complicato lasciare intuire dalle frasi o dai gesti stati d'animo e situazioni, ma questo ti aiuterebbe a "sciogliere" un pò i personaggi (mi ricordo che mi parlavi di questo tuo "problema" se non sbaglio). Diego secondo me ha un odio troppo dichiarato per essere un timido preso in giro dai compagni ed essere stato innamorato (e forse ancora preso) da Alessio. Considera che comunque stiano le cose è la prima volta che qualcuno (e che qualcuno), comunque rivolge a lui le sue attenzioni. Lo immagino molto più emozionato ed impacciato nei movimenti (almeno all'inizio). Invece è troppo sicuro dei suoi gesti (quando per esempio sente la temperatura della fronte, io qualcosuccia di più piccante ai pensieri di Marco la farei dire:):)).
Non vorrei sembrarti il criticone di turno. Segnalo solo quello che potresti secondo me migliorare, il resto mi piace proprio coem funziona.
Un abbraccio aspetto il seguito :)


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 Oggetto del messaggio: Re: SOLO UN RAGAZZO
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:38 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
brava barbara sai davvero scrivere! :D
mi è piaciuta la storia, mi son ritrovato un pò anch'io!
però l'unica cosa che non ho capito bene e spero di sbagliarmi per sennò rimarei un pò non saprei dire così. ma tu hai scritto delle parti di questo tuo libro che stai scrivendo ma queste parti sono davvero le ultime pagine del libro?
cioè è proprio il finale?
perchè così mi rovini la sorpresa e la voglia di leggere il libro! :evil:
dovresti sapere visto che sei scrittrice che nessuno dovrebbe svelare il finale nè tantomeno farlo leggere prima, sennò che senso ha leggere il libro dall'inizio perde un pò il senso no? almeno per me è così poi per gli altri non saprei.
spero di sbagliarmi sennò dovrai rimediare all'errore, ci sono molti fan sparsi per il globo che tifano per te e vogliono dei best seller al botteghino, farai concorrenza a dan brown! :D :D ciao!


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