AMORE E DISAGIO GAY

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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progettogayforum
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AMORE E DISAGIO GAY

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 10 novembre 2010, 9:50

Ricevo e pubblico la seguente mail. Ho eliminato soltanto i riferimenti espliciti a luoghi e circostanze che metterebbero a rischio la privacy delle persone.
_____________

Carissimo Project,
Ci conosciamo da tempo ormai, abbiamo avuto le nostre liti ed i nostri momenti di serenità io e te. Durante questi ultimi mesi me ne sono capitate di tutti i colori, e questo mi ha fatto molto pensare.

Mi spiego meglio ... ti ricordi che ti avevo condannato qualche mese fa per il tuo comportamento? Sì, avevo detto che non era giusto che tu ti mettessi a dire che il tuo lavoro non serve a nulla, ed anzi è un danno. Sì, mi sono sentito tradito da queste tue affermazioni e dal fatto che ti ero stato vicino tutto quel tempo, confortandoti e cercando di fornirti mezzi per affrontare la situazione desolante nella quale eri, senza alcun risultato. Come se i miei sforzi non servissero a nulla, come se alla fine il tuo egoismo fosse più importante dell'affetto e rispetto che ci ha legato tutto questo tempo.

Bene. Mesi sono passati da quei giorni, ed ho riflettuto. Ora come ora sto vivendo una situazione per certi versi "simile" con un ragazzo. Mi ritrovo a parlare con lui via sms o msn, mai al telefono men che meno ci siamo visti. Un "rapporto" che dura da 3 mesi circa.

Questo ragazzo non vuole vedermi, perché ha paura che poi le cose sarebbero peggiori, ha paura che alla fine non serva a nulla, non ha alcuno stimolo vitale. Dice che vorrebbe morire.

Gli sono stato vicino, e lui dice di avermi aperto il suo cuore dicendomi che effettivamente mi vuole bene... Ma un affetto senza che ci si possa incontrare, che destino può mai avere?

Tra pochi mesi, in teoria se tutto va come deve andare, mi dovrò trasferire a in un’altra città, lontano dal remoto frammento toscano dove lui abita... e gli ho chiesto ancora per un'ultima volta se volesse vivere con me, anche a costo di doverlo mantenere lavorando il doppio. Cioè la mia famiglia se ne va al nord, ma io per lui sarei restato volentieri qui sebbene sia la sola ragione per la quale me ne starei quaggiù. Perché non ho altro quaggiù, non ho amici né altre forme forti di serenità.

Lui continua a dirmi che il suo proposito di autoannientamento non è stato rimosso, nonostante l'affetto che prova per me.
Ho provato, giuro che ho provato in ogni modo possibile di chiedergli il perché. Di offrirgli un'alternativa piacevole ad una lenta morte da vegetale. Niente... Insomma: io ancora lo amo!!! Ed al diavolo quello che dicono tutti che "si cerca un ragazzo per non stare soli"... Idiozie !!! Io volevo costruire un futuro insieme a lui, vivere un vero amore (magari eterno).

Ho sempre pensato che amare sia condividere, sia donarsi e ricevere dall'altro, sia costruirsi una serenità e felicità con l'altro. Cosa c'è di male a volere essere felici in due? Perché si deve pensare che voler stare insieme a qualcuno sia necessariamente sintomo di non riuscire a stare soli? [E questo lo dico per tutti quelli che credono questo] Io ci sono abituato a stare solo, è da quando ero piccolo che sono rimasto completamente solo e che non ho più affetti profondi (ora ho 22 anni). Insomma, non è una questione di solitudine, è che volevo davvero stare bene insieme ad una persona bella come questo ragazzo, facendo stare bene anche lui... Volevo che tutti e due si potesse essere felici.

Ma vabbé, giusto per dare un filo logico conduttore tra la prima parte della mail in cui ricordavo i trascorsi con te, Project, e la seconda con questo ragazzo, volevo dire a tutti quanti una cosa che penso sia molto importante (spesso forse sottovalutata, perché data per scontato):

1) Cercate di adottare forme di "pensiero deboli", cioè non granitiche, che possono rivedere facilmente le proprie convinzioni a favore di quelle degli altri, andando in contro a quelle degli altri. Nello specifico della mia situazione prendo il caso del ragazzo: "Ma cosa gli costava provare? Cercare almeno di essere felice?"... perché dopo tutte le prove che gli ho dato di amore e sincerità, lui poteva essere felice con me...

2) Gli ho persino chiesto perché si "ostinava a mettere davanti al suo affetto per me le sue paure"... Insomma! Un vero amore dovrebbe essere più forte di queste debolezze, come pure degli egoismi più stupidi (come non voler mutare almeno di un po’ il proprio modo di vedere le cose). Io sono sempre stato dell'idea che "l'Amore sia più forte pure della morte, in quanto gli sopravvive ad essa". E se non altro, "l'Amore dovrebbe essere più forte dell'orgoglio".

Sempre per ritornare al ragazzo, visto che ci sono, gli ho anche detto che per me un qualsiasi rapporto con lui sarebbe andato bene. E' affetto, o amore nel suo stato più puro, quello che mi lega a lui. Gli ho detto questo perché essenzialmente lui continuava a dirmi che per lui "l'amore è una debolezza" e "non credo che se stessimo insieme le cose andrebbero meglio, né che durerebbero"... Insomma, l'ho fatto perché gli voglio bene, lo voglio vicino a me, ma anche per lui! Per farlo stare più a suo agio, visto che rifugge l'amore. E non c'è stato nulla da fare nemmeno qui.

Mi sono impuntato sul vederlo almeno una volta nella mia vita prima di andarmene per sempre. Non ho intenzione di chiudere una faccenda così umana in un modo così freddo come l'sms.

Insomma... quello che dovevo dire a tutti l'ho detto, e credo di non aver sbagliato nel mio pensiero né con lui o altre persone ancora. Se volete dirmi qualche cosa fate pure, sia critiche che consigli che riflessioni. Qualsiasi cosa.
Tutto è ben accetto, e vi ringrazio già ora per il supporto morale. Perché giuro che sono distrutto dal fare tutti questi sforzi e poi non vederli mai nemmeno accolti e non riuscire mai a raggiungere un briciolo di serenità.

Per favore Project, pubblicala (taglia quello che non ti piace, ma lascia inalterato almeno il succo del discorso)...
Ciao.

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progettogayforum
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Re: AMORE E DISAGIO GAY

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 10 novembre 2010, 11:18

Ciao,
innanzitutto sono contento di risentirti e di vedere che non hai perso la volontà di metterti in gioco, quell’oggetto della mail “scendo in campo” mi è piaciuto veramente moltissimo. È vero che quando ho passato momenti grigi ha cercato di fare di tutto per farmi andare oltre ma poi sei rimesto deluso dal fatto che io fossi portato a vedere le cose soprattutto in negativo. In certi momenti ho sentito anche te su toni molto negativi che mi hanno preoccupato, ma questa mail la vedo di un altro genere, si capisce che dietro ci sono sentimenti veri che ti hanno dato delle motivazioni serissime, si vede che ti sei lasciato coinvolgere dai sentimenti, che è poi l’unica cosa che può dare serenità. Non pensare solo a se stessi e ai propri problemi ma potersi dedicare ad un’altra persona migliora la qualità della vita, il fatto è che poi scattano dei meccanismo incontrollabili e ci si aspetta una risposta, ci si aspetta dall’altra parte un coinvolgimento simmetrico che purtroppo è molto raro, quando poi dall’altra parte trovi toni realmente depressi sei portato a intensificare gli sforzi perché quella depressione sia superata ma spesso vedi che tutti i tuoi sforzi sono inutili, lo dico perché è capitato anche a me parecchie volte, proprio quando tu hai cercato di farmi vedere le cose in una luce più positiva, ma ti devo dire una cosa, che sembra paradossale ma qualche volta è vera, la felicità di un’altra persona alla quale noi possiamo tenere moltissimo può benissimo non dipendere da noi ma altre persone e da altre situazioni che possono realmente cambiare le cose. È molto difficile accettare una cosa del genere perché il bene dell’altro non corrisponde col nostro, in questi casi le risposte più frequenti sono quelle nette: o stai con me o non ci sentiamo più, ma è proprio qui che ha senso quella scelta di atteggiamento debole alla quale facevi riferimento, certe volte accettare ruoli di basso profilo serve realmente al bene dell’altro che deve sentire una presenza vicino se e quando ne sente la necessità ma non deve sentirsi messo alla strette. Certo, se tu potessi pensare alla felicità di quel ragazzo magari lontano da te ma alla sua felicità fuori dalla depressione, allora ti sarebbe più facile accettare anche un ruolo di basso profilo, al momento questo non è lo scenario che ti si presenta e quindi tendi ad essere comunque presente e credo sia inevitabile, ma il basso profilo spesso ha un valore inestimabile, msn, gli sms, non sono banalità e quando trovi una persona che non si lascerebbe coinvolgere ad altri livelli, questi mezzi di comunicazione hanno un’importanza enorme. La serenità di fondo di una persona dipende in gran parte dalla consapevolezza di essere importante per qualcuno. Si può essere importanti in tanti modi, si può addirittura vivere insieme, ma si può essere importanti, e dico importanti nel senso serio del termine, anche solo come punto di riferimento quando se ne sente la necessità. Anche a me è capitato di parlare spesso con ragazzi tendenzialmente depressi e che non sembravano schiodarsi di un millimetro da posizioni di totale negatività e questo fatto mi ha creato ansia e preoccupazioni notevoli, ma poi per un verso i contatti si sono diluiti e per l’altro sono cominciati ad emergere anche elementi positivi. Il mio livello di ansia e di preoccupazione nei confronti di questi ragazzi è diminuito e il dialogo vero non si affatto perso. Capisco che per te il discorso è diverso ed accettare un ruolo di basso profilo verso un ragazzo di cui sei innamorato è difficilissimo, ma anche questo è un modo di amare.
Un abbraccio forte.

barbara
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Re: AMORE E DISAGIO GAY

Messaggio da barbara » mercoledì 10 novembre 2010, 15:12

Ciao, chiunque tu sia. Non sai come ti capisco quando parli di aiutare qualcuno che non vuol essere aiutato (quantomeno nel modo in cui tuvuoi aiutarlo).
E' stata la mia fatica più grande per molti anni del mio lavoro e ciò a cui dovevo assistere sentendomi impotente era qualcosa di molto grave.
Farmene una ragione del fatto che "non si possono cambiare gli altri" è stato l'unico modo per potere restare accanto a queste persone.
Così come non siamo responsabili degli altri quando si fanno del male, non lo siamo quando si prendono cura di se stessi.
Possiamo stargli accanto per farli sentire meno soli , dire loro quello che non riescono più a comprendere con le loro forze , possiamo fare del nostro meglio, ma poi c'è una scelta che riguarda loro e nessun altro.
Una scelta che devono a se stessi e a nessun altro.
Questo capita anche a noi del resto. Quante volte non permettiamo agli altri di metterci in discussione su certe cose? dentro di noi sappiamo che hanno ragione, ma per noi non è arrivato ancora il momento di prenderne atto, o forse lo faremo, ma in un altro modo da come loro vorrebbero, semplicemente perchè la vita è nostra e almeno della nostra vita avremo pure il diritto di scegliere cosa fare.
In amore il discorso vale uguale. ora tu chiedi a questo ragazzo perchè per lui il tuo amore non è abbastanza importante da fargli fare certi passi.
Ma lui ti potrebbe chiedere dal suo punto di vista: perchè il tuo amore non è abbastanza grande da accettare che le cose restino così, come io le desidero?
Anche tu non accetti di cambiare , adeguandoti al tipo di amore che lui ti prospetta. Ed è giusto che sia così, ognuno deve fare le proprie scelte e sperare che la propria libertà , incontrandosi con la libertà di qualcun altro, dia vita a una storia d'amore.
Certo ognuno di noi ha il proprio concetto di libertà. Tu non chiameresti libertà la scelta di vita di questo ragazzo. Ma libertà vuol dire anche questo: accettare che per LUI questa è libertà , l'unica libertà che al momento può concedersi di vivere.
Dico questo, ma dico anche che siamo umani e in quanto tali facciamo molta fatica (io per prima ) a mettere in pratica tutto ciò (ammesso che tu sia d'accordo con me anche solo teoricamente) . Io ci credo alla libertà degli altri, ma devo riconoscere che rispettarla davvero giorno dopo giorno nel modo giusto è una lotta con me stessa che non finisce mai e a vincere è molte volte il mio senso di onnipotenza e conseguente delusione.
Chiunque tu sia, hai aperto un argomento importantissimo , che mi sta molto a cuore. E' un terreno difficile e scivoloso , dove le verità sono tante e provvisorie . Ho provato a dirne una possibile .
Spero che avremo modo di confrontarci ancora su questo tema affascinante.
Un abbraccio
barbara

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Sciamano
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Re: AMORE E DISAGIO GAY

Messaggio da Sciamano » giovedì 11 novembre 2010, 21:21

E' davvero logorante amare o anche solo cercare di far qualcosa di buono per chi tende a chiudersi e non riesce a vedere oltre la negatività delle cose, perché in certe persone suscita un tale profondo fastidio quanto c'è di negativo che poi non se ne vuole sapere del resto... è un atteggiamento estremista questo, che comporta il problema di rigettare ogni situazione che presenta problemi. Se poi i problemi ci sono e pure pesanti, allora queste persone vanno proprio in depressione e non accettano aiuti, anche se sanno che qualcosa di meglio potrebbe esserci. Non è facile per niente fare qualcosa, e smettere di cercare di far qualcosa a tutti i costi talvolta è l'unica possibilità.

Dalla profondità delle tue considerazioni non pensavo che avevi solo 22 anni (mi capita di conoscere coetanei più superficiali di norma...). Sono emotivamente sensibile a quanto hai detto sull'essere abituato alla solitudine... perché son sempre stato parecchio solo, e finisco per dedicarmi a progetti individuali di vario genere. Di recente ho fatto ordine in me stesso, e cerco di avere una vita sociale più dignitosa, però di rado mi capita di uscire e la solitudine - per quanto l'ho vissuta per anni - mi mette un po' di tristezza. Io ho 23 anni e mi rendo conto che non è facile fare amicizie, dico amicizie vere, sarei contento di incontrare alle lezioni un ragazzo come te per esempio, eppure è difficile trovare intersezione di interessi, momenti per conoscersi e frequentarsi, più le complicazioni dovute al non conoscere l'orientamento sessuale di un altro, per quanto non sia l'aspetto principale di una persona, però ha la sua importanza, e non poterlo dire, non poterlo sapere sono cose che stressano.

Sinceramente è un periodo anche per me, in cui dopo aver fatto un passo avanti riguardo certe ansie, lo studio mi tiene occupato e sento troppa solitudine... (di amicizie proprio) Ti sono vicino, mi sento di suggerirti di non vincolarti emotivamente troppo alle scelte di altre persone, perché non dipendono da te come dice Barbara, e rischi di rimanere in una situazione di attesa e sofferenza di cui non conosci il termine e l'esito... resta presente per lui, disponibile e contattabile, però se questa è la situazione, considera di pensare alla tua vita cercando qualcun altro. Non credo di aver aggiunto qualcosa di molto diverso rispetto ai consigli del Progettista e di Barbara, però è quanto mi sentivo di dire.

In bocca al lupo.
Cercare la felicità rispettando gli altri, sarebbe una grande conquista per l'umanità!

guy21
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Re: AMORE E DISAGIO GAY

Messaggio da guy21 » domenica 21 novembre 2010, 16:11

è da un pò di giorni che ho letto questo post e avevo tanta voglia di scrivere qualcosa perchè mi sento troppo preso in causa.
quel ragazzo di cui parli sembra essere uguale a me a come pensa intendo!
davvero son rimasto estrefatto!
ti posso dire che anche io sto vivendo una situazione proprio di merda.
ho passato molti anni da solo, e so cosa si provaal restare da soli , a non avere amici in cui tutte le certezze e i castelli crollano!
ancora adesso è un pò così!
non ho ancora capito se son io che son troppo pessimista, o se il mondo è proprio così o se ho una gran sfiga!
fatto stà che penso come quel ragazzo di cui parli.
assumerei degli atteggiamenti simili perchè anche io son fatto così.
sto provando una repulsione all'amore e all'affetto degli altri mai come prima!
le sento come una debolezze come qualcosa che può intaccarmi e farmi perdere il controllo delle situazioni e non farmi concetrare sulle cose importanti!
perchè in fondo ho capito che non tutto dura, bisogna saper accettare che al mondo prima o poi si ritorna soli.
e prima si convive con se stessi meglio è.
tutti noi siamo fragili, deboli, per questo dipendiamo molto dalle altre persone!
ma se prima non ci conosciamo fino in fondo allora non comprenderemo mai anche gli altri e i loro comportamenti!
ti posso dire che cercherò di aiutarti perchè forse posso darti dei consigli, uno posso dirtelo!
non mollare non desistere, se lui fa così è perchè secondo me si sente solo e non abbastanza forte!
tu devi farli capire che sei più testardo di lui, che il tuo amore supera ogni cosa.
so che è difficile specialmente con delle teste dure come la mia!
ma credimi se riuscirai a convincerlo di questa tua forza allora vedrai che piano piano si lascerà andare!
se ti voleva bene prima te ne vorrà bene anche adesso!
davvero penso di capirlo. se ha detto quelle cose che tu hai scritto.
poi se mi sto sbagliando completamente cosa che può essere vera, allora niente ma se vuoi fatti sentire racconta tienici aggiornati forse posso esserti di grande aiuto e anche tu a me.
anche le teste calde prima o poi si raffreddano se trovano la giusta temperatura compatibile con loro! :lol:
ciao a presto! fatti sentire!

SenzaPeso
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Re: AMORE E DISAGIO GAY

Messaggio da SenzaPeso » lunedì 21 febbraio 2011, 1:31

Eppure chi ha scritto questo è riuscito proprio grazie all'ostinazione e al poco rispetto che ha avuto per la depressione a "liberarmi" ed ora mi ha.

E non posso che ringraziarti anche qui, per sempre, e sempre, sperando che non ti offenderai se scrivo qui. Perché avevi ragione su tutto.

Star male non è una libera scelta di vita, nel mio caso almeno, era dettata da un profondo e radicato odio nei miei riguardi, la condizione che vivevo, ed ingigantivo da solo.

Nulla, pare, per ora, che si sia risolta bene. E sei importante per me, la cosa più importante della mia vita e non mi vergogno ad ammetterlo. Non mi vergogno ad ammettere che ho sbagliato, ti ho fatto male, mi sono fatto male, che hai sradicato ogni mia convinzione: è passato, lo so. E so che mi hai perdonato. Il resto lo sappiamo noi.

Ma ora e per sempre, GRAZIE.

Nemesis

Re: AMORE E DISAGIO GAY

Messaggio da Nemesis » lunedì 21 febbraio 2011, 9:34

Ciao,
ho letto la tua lettera con attenzione e mi è sembrato di essere tornata indietro nel tempo, quando anch'io ho vissuto una storia simile alla tua, dove mi sono trovata nella tua stessa situazione.
Ti capisco quando scrivi che soffri, che ci hai provato in tutti i modi, che hai tentato l'impossibile e che l'ami: ma se appunto lo ami devi lasciarlo andare.
La strada che ha deciso di intraprendere non è la tua, lascia che ora cammini da solo e prenda le sue decisioni.
Non si dimenticherà mai di te, del bene che gli hai voluto ma continuando così finiresti col farti ancora più male e credo che questo lui non lo voglia, come non lo vuoi tu.
E' dura ammetterlo ma se una persona non trova da sola la forza per reagire, per quanti sforzi facciamo ogni tentativo di aiutarla è vano e alla fine sprofondiamo insieme a lei.
Adesso comincia questo nuovo capitolo della tua vita e non rammaricarti, se è vero che ti ha amato troverà la spinta per uscire dal tunnel in cui si trova.

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