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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Torrismondo si analizza...
MessaggioInviato: sabato 11 giugno 2011, 21:22 

Iscritto il: sabato 12 febbraio 2011, 15:52
Messaggi: 317
:D
Dyrian caro, non comprendo come io possa essere una roccaforte se non capisco nemmeno me stesso....
Ma ti ringrazio comunque :roll:



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 Oggetto del messaggio: Re: Torrismondo si analizza...
MessaggioInviato: martedì 4 settembre 2012, 13:24 

Iscritto il: giovedì 2 giugno 2011, 16:40
Messaggi: 423
Mi rendo conto che questo topic di auto-analisi è stato aperto più di un anno fa e che nel frattempo alcune cose potrebbero essere cambiate.
Tuttavia desidero lasciare alcuni pensieri, visto che anch’io amo, ogni tanto, fare bilanci della mia vita e visto che ormai ci conosciamo un po’ meglio.
Ho un’età anagrafica molto diversa dalla tua, un carattere mi pare diverso dal tuo, ma interessi e un’esperienza giovanile in parte simili ai tuoi (certe conversazioni avute con i tuoi compaesani mi sono suonate estremamente familiari … come pure certe cameratesche battute tra amici circa le relazioni con le ragazze …).
Personalmente non vedo nulla di “strano” nel tuo modo di vivere e relazionarti con gli altri.
Non vorrei sembrare captatorio, è invece un complimento sincero: dimostri una maturità e un’educazione non comune per l’età che hai, non solo per il modo con cui scrivi, ma anche per il modo con cui conversi.
Hai avuto la fortuna di appassionarti allo studio della letteratura, della poesia e di uno strumento come l’organo.
Sono passioni grandi e molto belle.
Non sono facili da condividere con gli altri (come sai anche a me piace molto la musica classica …).
Del resto, da quel che mi risulta il nostro è un Paese che nella stesura dei programmi dei licei classici ha sempre considerato indispensabile includere lo studio della storia dell’arte figurativa, ma non quello della storia della musica … relegata nei conservatori e nei licei musicali (chissà perché classico e musicale sono considerati aggettivi alternativi).
Non parliamo poi delle medie ... ai miei tempi si insegnava a suonare il piffero (che tristezza ...) ... non so adesso ...
Il nostro non è mai stato un grande Paese … sotto vari aspetti …. ma su questo si potrebbe aprire una polemica infinita, estranea al topic ….
Per tornare a te, capisco quindi un certo senso di solitudine e di “emarginazione” che potrebbe sorgere.
Credo però che ciò possa essere legato anche al momento particolare che stai vivendo e cioè a quello di uno studio appassionato che è diventato ormai una parte inseparabile di te stesso, alla quale non rinunceresti mai.
E fai bene.
Anch’io ho vissuto la solitudine legata agli interessi che coltivavo.
Hai comunque dei doni che ti aiutano molto.
Innanzitutto dici, ma dimostri anche, di essere molto autonomo nei giudizi e abituato a fare da te e a ragionare con la tua testa.
E’ una cosa molto importante.
In fondo è segno di orgoglio e di autostima che vanno conservati anche per progettarsi il futuro lavorativo.
Poi alcuni comportamenti un “po’ drastici” verso l’ambiente nel quale vivi (mi riferisco alla parrocchia ad esempio …) sono abbastanza comuni rispetto all’età … perché si è più “idealisti” e più “puri” … con il tempo si capisce (a me è capitato più volte …) che bisogna lasciar correre qualche volta … ma diamo tempo al tempo … ;-)
Inoltre è vero che quando si è in gruppi di amici è facile che si tenda a perdere un po’ della propria individualità per “seguire” il gruppo (parlo ovviamente di gruppo in senso positivo e non di “branco”).
Forse è un po’ questo che può frenare oltre alla timidezza.
Io personalmente sono sempre stato piuttosto estroverso ed ho avuto tra i 19 e i 35 anni un gruppo di amici che via via si è andato assottigliando (è difficilissimo pensare di conservare lo stesso gruppo nel tempo per mille intuibili ragioni …).
Avevo interessi molto vari e alcuni decisamente non comuni, però avevo capito che nei momenti passati insieme agli altri si poteva anche lasciare in disparte l’entusiasmo per questi interessi per concentrarsi di più sull’elemento per così dire “ricreativo” o ludico.
Ho avuto anch’io la fortuna di avere qualche amico più stretto con il quale sono riuscito a costruire bei momenti di confronto e di confidenza, anche se non al punto da rendere visibile la mia omosessualità.
Le ragioni le ho spiegate tante volte e qui non ci ritorno.
Certo.
Avrei desiderato anch’io poter condividere liberamente i miei pensieri e le mie emozioni con altri.
Tuttavia mi sono reso conto che la cosa non era così semplice da concretizzare e infatti non l’ho concretizzata (ad esempio fantasticavo pensando che un giorno avrei incontrato chissacome un ragazzo gay con i miei stessi interessi e passioni, che avremmo costruito chissachecosa … erano ingenuità ovviamente …).
Tu hai sicuramente la fortuna di aver trovato un terreno più fertile sotto un certo profilo, essendoti già confidato con qualcuno in casa e con un amico se non erro …
Hai trovato questo Progetto a 20 anni o poco più.
E anche questa è una fortuna non da poco … soprattutto se le occasioni di confronto sulla propria affettività e la propria sessualità nella vita reale non sono così frequenti, tenuto conto della realtà “paesana” in cui vivi e che è comune all’80% delle persone gay.
Insomma. Direi che la tua situazione è più semplice di quel che potrebbe sembrare.
Sono convinto che il futuro, se non sarà tutto rose e fiori (non lo è per nessuno …), sarà comunque molto più sereno e gratificante di quel che si può immaginare adesso.
E forse sta già accadendo …
Ciao!



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 Oggetto del messaggio: Re: Torrismondo si analizza...
MessaggioInviato: martedì 4 settembre 2012, 18:28 

Iscritto il: sabato 12 febbraio 2011, 15:52
Messaggi: 317
Caro Nicomaco, l'intervento è sicuramente bene accetto: non ho notato molti cambiamenti da quando ho scritto il topic, ma negli ultimi tempi sto capendo più cose su me stesso, ed è molto positivo.
Nicomaco ha scritto:
Personalmente non vedo nulla di “strano” nel tuo modo di vivere e relazionarti con gli altri.

Evidentemente non c'è nulla di strano, solo di poco comune forse e questo potrebbe spaesare chi ho di fronte. Mi è stato più volte detto che la gente è in soggezione quando parla con me, ma io non ho alcuna voglia di metterla in questa situazione quindi ovviamente in me sorge
Nicomaco ha scritto:
un certo senso di solitudine e di “emarginazione”

che probabilmente lo studio «matto e disperatissimo» crea, ma non solo. Io ritengo - dopo aver parlato con altri musicisti - che la condizione di artista (con la quale mi piace qualificarmi) faccia la sua parte; forse una sensibilità diversa da chi mi circonda, un modo di vivere e sentire quello che mi accade ha plasmato e plasma il mio carattere rendendolo quello che ora è. Ma so che non abbandonerei mai lo studio e l'arte che (paiono) causare questa mia "inquietudine" (chiamiamola così) per avere una tranquillità in un certo senso "ignota".
Nicomaco ha scritto:
Poi alcuni comportamenti un “po’ drastici” [...] sono abbastanza comuni rispetto all’età … perché si è più “idealisti” e più “puri” … con il tempo si capisce (a me è capitato più volte …) che bisogna lasciar correre qualche volta […]

Questo non lo so. Riguardandomi indietro direi che ero molto più drastico nel periodo delle medie/liceo, piuttosto che ora. Adesso sono pieno di "mah, forse, chissà", però tronco i rapporti (questo spirito battagliero ancora permane :D ) quando mi stanco e vedo che sono deleteri per me.
Nicomaco ha scritto:

Inoltre è vero che quando si è in gruppi di amici è facile che si tenda a perdere un po’ della propria individualità per “seguire” il gruppo (parlo ovviamente di gruppo in senso positivo e non di “branco”).
Forse è un po’ questo che può frenare oltre alla timidezza.

Appunto. Ultimamente sto giungendo alla conclusione di non essere fatto per stare in gruppo. Come già ti ho accennato sono molto individualista (che non significa "egoista") ed autonomo, mi è difficile interagire con gruppi molto ampi. Questo non significa che rifugga il gruppo sistematicamente, solo che preferisco di gran lunga un rapporto a due, tre piuttosto che dieci persone. Poi, ma forse è logico, mi trovo molto meglio con musicisti, con loro sono molto meno "ingessato"...
Nicomaco ha scritto:

Tu hai sicuramente la fortuna di aver trovato un terreno più fertile sotto un certo profilo, essendoti già confidato con qualcuno in casa e con un amico se non erro …

Sicuramente Nicomaco. Certamente l'inquietudine e la perpetua ricerca fanno parte di me e devo usarle come qualità. La timidezza dovrebbe essere diminuita, perché in certi casi mi crea autentici blocchi (nel senso proprio) e mi fa stare male... ma forse risolverò solo "provando e riprovando" [non alla Galileo :P ]



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