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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Astratto
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2011, 23:22 
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Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 23:38
Messaggi: 465
Quando mi chiedono:Come va?Come stai etc etc io rispondo:Mi sento Astratto!.Si avete capito bene,ve lo ripeto di nuovo:Astratto!
Che vuol dire?Lo sapete voi?Perchè non lo so neppure io ma mi sembra il termine più adatto ora come ora.Nessuno stato depressivo(o quasi),nessun momento di sali e scendi,nessuna crisi....solo indefinito,sbiadito o sfumato se volete.Non c'è niente che vorrei veramente,qualcosa da tenermi stretto stretto e da non lasciare andare.Tutto è cosi noioso,tutto è cosi banale,tutto è cosi....cosi....ASTRATTO ESATTO!
Una funzione è definita nel suo dominio(non uccidetemi xd) io non ce l'ho quel dominio,non ho il mio campo di esistenza...tendo verso un infinito di niente....tutto scivola via senza lasciare alcun segno,tutto mi sfiora ma non è indispensabile.Il moto perpetuo esiste,è il MIO!Mi protendo verso qualcosa per tornare poi dopo ero,anche ottenendola non è mai quella giusta,una continua ricerca...sulle chiacchiere,sul tergiversare di cose che poi rimangono ammassate nella coscienza e li restano giusto giusto per essere impolverate un pò.Che gioia tutto ciò!...davvero...



_________________

sono una foglia che danza portata dal vento. vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come fosse la prima volta
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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2011, 0:54 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
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A proposito di polvere... Il terrazzo ancora ti sta aspettando!!! :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Scusa, ma non potevo trattenermi dallo scrivere ciò! :ugeek: :roll: :ugeek: :roll: :ugeek: :roll: :twisted:

Per il resto al momento son troppo cotto per scrivere cose sensate... Ma appena posso ne riparliamo Ok?



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E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)
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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2011, 10:51 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
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Astratto, dal verbo latino ab-trahere, cioè distaccare, separare da.

Nel significato della lingua italiana indica originariamente le qualità che che si intendono separate dal soggetto. Non quindi la persona buona, ma il buono in sé per fare un esempio.
E' una parola che nasce quindi dal separare qualcuno o qualcosa da una sua caratteristica. Più avanti l'arte astratta, proprio per la sua distanza dalla realtà percepibile, è diventata simbolo di una nuova libertà di espressione, di una potente capacità di invenzione, ma allo stesso tempo rappresenta un enigma che va svelato, capito.
Chiamare "astratto" un sentimento , un vissuto , che per natura è interno a un soggetto , se provo a ragionarci, mi confonde le idee.
Forse si dovrebbe fare come davanti a una tela di Picasso. Rinunciare a usare la logica e affidarsi all'istinto. A volte uscire dalla forma abituale delle cose o di noi stessi, può essere un modo per vedere ciò che i nostri occhi normalmente non vedono, udire ciò che le nostre orecchie normalmente non odono, sentire ciò che il nostro cuore normalmente non sente. Per te hanno un senso queste parole? Chi può saperlo ? In una tela astratta si può vedere tutto e il contrario di tutto...


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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2011, 11:20 
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Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00
Messaggi: 888
davide ha scritto:
Quando mi chiedono:Come va?Come stai etc etc io rispondo:Mi sento Astratto!.Si avete capito bene,ve lo ripeto di nuovo:Astratto!
Che vuol dire?Lo sapete voi?Perchè non lo so neppure io ma mi sembra il termine più adatto ora come ora.Nessuno stato depressivo(o quasi),nessun momento di sali e scendi,nessuna crisi....solo indefinito,sbiadito o sfumato se volete.Non c'è niente che vorrei veramente,qualcosa da tenermi stretto stretto e da non lasciare andare.Tutto è cosi noioso,tutto è cosi banale,tutto è cosi....cosi....ASTRATTO ESATTO!
Una funzione è definita nel suo dominio(non uccidetemi xd) io non ce l'ho quel dominio,non ho il mio campo di esistenza...tendo verso un infinito di niente....tutto scivola via senza lasciare alcun segno,tutto mi sfiora ma non è indispensabile.Il moto perpetuo esiste,è il MIO!Mi protendo verso qualcosa per tornare poi dopo ero,anche ottenendola non è mai quella giusta,una continua ricerca...sulle chiacchiere,sul tergiversare di cose che poi rimangono ammassate nella coscienza e li restano giusto giusto per essere impolverate un pò.Che gioia tutto ciò!...davvero...


Ecco, forse è un atteggiamento un po' troppo pratico di andare in contro a queste sensazioni (quello che ti propongo)... eppure... è anche da ragionare bene, se questa idea, questo modo di essere attuale è realmente ciò che desideri... Se così fosse, vorrebbe dire solamente un po' di pazienza, un momento di transizione verso un nuovo modo di porti rispetto al mondo, che magari ti aiuti a capirlo e a governarlo più secondo le tue esigenze..
In caso contrario... è su quello che devi ragionare, sul sentirti così lontano, distaccato e poco coinvolto, e se magari non sia causato da qualcosa che continui a coinvolgerti pienamente...(che sia un antico dolore o una situazione che stai vivendo).

Io in genere mi pongo così di fronte a questi problemi... cerco di dargli concretezza e smettere di farli rimanere solo una vaga sensazione... Spero ti possa essere d'aiuto comunque :)



_________________
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2011, 21:43 
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Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 23:38
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Cita:

A proposito di polvere... Il terrazzo ancora ti sta aspettando!!!

Scusa, ma non potevo trattenermi dallo scrivere ciò!

Per il resto al momento son troppo cotto per scrivere cose sensate... Ma appena posso ne riparliamo Ok?


Ma non ci penso proprio a spazzare il tuo terrazzo,ho gia fin troppe cose da fare XD

Cita:

Astratto, dal verbo latino ab-trahere, cioè distaccare, separare da.

Nel significato della lingua italiana indica originariamente le qualità che che si intendono separate dal soggetto. Non quindi la persona buona, ma il buono in sé per fare un esempio.
E' una parola che nasce quindi dal separare qualcuno o qualcosa da una sua caratteristica. Più avanti l'arte astratta, proprio per la sua distanza dalla realtà percepibile, è diventata simbolo di una nuova libertà di espressione, di una potente capacità di invenzione, ma allo stesso tempo rappresenta un enigma che va svelato, capito.
Chiamare "astratto" un sentimento , un vissuto , che per natura è interno a un soggetto , se provo a ragionarci, mi confonde le idee.
Forse si dovrebbe fare come davanti a una tela di Picasso. Rinunciare a usare la logica e affidarsi all'istinto. A volte uscire dalla forma abituale delle cose o di noi stessi, può essere un modo per vedere ciò che i nostri occhi normalmente non vedono, udire ciò che le nostre orecchie normalmente non odono, sentire ciò che il nostro cuore normalmente non sente. Per te hanno un senso queste parole? Chi può saperlo ? In una tela astratta si può vedere tutto e il contrario di tutto..


Hai ragione:ognuno prova delle sensazioni che riescono difficile non tanto da esprimere agli altri quanto da far capire.Ecco potrei paragonarmi ad un quadro di picasso: ognuno di vuoi vede qualcosa in me,guardando me stesso ad uno specchio ad esempio vedo solo una immagine riflessa e basta,nulla di più nulla di meno.Non ci sono emozioni di alcun tipo,nessuna vibrazione,nessun sensazione in quel riflesso vitreo,c'è solo il vuoto più assoluto.Mi sento privato di me stesso,della mia persona,sono solo un volto e un corpo come tutti gli altri,un involucro vuoto che tende a riempirsi di aria e basta
Cita:
Ecco, forse è un atteggiamento un po' troppo pratico di andare in contro a queste sensazioni (quello che ti propongo)... eppure... è anche da ragionare bene, se questa idea, questo modo di essere attuale è realmente ciò che desideri... Se così fosse, vorrebbe dire solamente un po' di pazienza, un momento di transizione verso un nuovo modo di porti rispetto al mondo, che magari ti aiuti a capirlo e a governarlo più secondo le tue esigenze..
In caso contrario... è su quello che devi ragionare, sul sentirti così lontano, distaccato e poco coinvolto, e se magari non sia causato da qualcosa che continui a coinvolgerti pienamente...(che sia un antico dolore o una situazione che stai vivendo).

Io in genere mi pongo così di fronte a questi problemi... cerco di dargli concretezza e smettere di farli rimanere solo una vaga sensazione... Spero ti possa essere d'aiuto comunque


Il fatto è che non mi sento transitare verso niente,non c'è niente verso cui tendo veramente.Girovago senza meta in me stesso,come una bandieruola impazzita assumendo vari aspetti,forme,caratteri,personalità non sapendo quale sia quella giusta,quella naturale.Piu rifletto e ragiono e piu la soluzione sembra inestitente,un'equazione impossibile senza alcun risultato.Forse il mio destino è quello di rimanere indeterminato,privato di qualsiasi forma e aspetto....
Mi guardo vivere,senza essere partecipe di quello che faccio perchè non mi interessa alla fine dei conti;vago nell'aria aspettando che il solito vento mi trascini lasciando a casa ogni resistenza.SE QUESTO è UN UOMO......



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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2011, 22:05 

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Ciao davide...voglio risponderti di istinto. Il titolo che hai dato l'hai scelto bene: è astratto così come astratto e neanche lontanamente concreto è ciò con cui ha a che fare il tuo essere in questo momento. Ecco, credo che l'astrazione sia come un comodo dondolo dove potersi accomodare e sostare un per un po' di tempo; forse quando si è stanchi di qualcosa che ci è successo vogliamo allontanarci un po' da fatti ed eventi e ci accomodiamo sul comodo dondolo soli con noi stessi. Ci può aiutare e ci può servire tutto ciò, però credo sia solo un transito, presto ti rialzerai e ti rimetterai in gioco, ti accadranno cose e che tu lo voglia o no le cose ti faranno abbandonare il comodo dondolo. Non vorrei avere frainteso quello che volevi dire però mi sentivo di risponderti con questa metafora in cui mi rispecchio molto :)



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La farfalla che volteggia intorno alla lampada finché non muore è più ammirevole della talpa che vive in un buio cunicolo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2011, 23:22 
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Non lo so lallo se sto fuggendo da tutto quello che mi circonda perche stufo o segnato da qualche esperienza.Ti direi che dentro di me regna il caos,la confusione e invece no!Esatto,mi trovo su un dondolo che va su e giu,su e giu in continuazione ripetendo continuamente la sua oscillazione verso qualcosa per poi tornare indietro sperando che ci sia quello che cerca e resosi conto che non è cosi vive nell'illusione che guardare avanti sia allora il suo vero obiettivo.Passato,presente,futuro sono un tutt'uno ora come ora,sempre un qualcosa di insignificante a cui non mi interessa dare collocazione.E' coem continuare ad osservare un ciclo che si ripete con la piena consapevolezza che qualunque cosa accada tale rimarrà,perchè sforzarsi di cambiarlo?perche stare male per non poterlo fare?Questo è il mio limbo,il mio stallo



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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2011, 1:55 
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E' che... porsi il problema gli da una dimensione effettiva in cui questa sensazione diventa un problema... Se non stai tendendo verso niente, se questa è una sensazione, allora è giusto semplicemente viverla, "assoporarla" fino in fondo per capirla completamente, lasciarsi andare... Un altro modo insomma... per capire se stessi... E male andando, ritorni al punto di partenza..



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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
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cogito ergo sum ecco come ti rispondo.Non posso fare a meno di rendere questa situazione un problema per quanto voglia ignorarla.Non posso mettere in stand by il mio pensiero e impedirgli di trattare,sentire,gestire e manipolare tale sensazione astratta come un problema da risolvere.Qualcuno mi ha detto che mi fisso su certe cose anche quando non ce ne sarebbe è il motivo,forse è colpa anche di questo ma ora come ora non riesco a starmene con le mani in mano aspettando chissa cosa,chissa CHI!E' un continuo riazzerare la mia vita e ricominciare da capo sulla terra bruciata,un reset continuo che non porta miglioramenti.Il limbo,ecco cosa mi aspetta..



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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2011, 23:58 
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Ti ho risposto così perchè una concezione del mondo che ho è che tutti siamo completamente partecipi delle nostre scelte... certo, spesse volte non vogliamo non possiamo farci condizionare da questo concetto, gestire tutta la nostra vita in continuazione è semplicemente qualcosa di assurdo, ma se non altro le accettiamo certe scelte... le condividiamo... a seconda di come le subiamo si.

Per cui, quello che dico io, è che un problema ha due modi di presentarsi o è di fronte a noi in quanto tale e quindi ci crea disagio e di conseguenza vogliamo risolverlo... oppure è un qualcosa che ci serve, che serve per dare significato a qualcosa, per capirci... e quindi va condiviso... capito, esplorato quantomeno.

E' tutto detto molto per sommi capi, ben lontano, insomma, dalla sua applicazione nelle cose di ogni giorno, però secondo me, rimane valido, un pochetino, il concetto di base... abbiamo semplicemente da scegliere se affrontare la cosa in quanto problema e quindi affrontarla, o riconoscere perchè non vogliamo affrontarla o più semplicemente perchè la stiamo mettendo in atto..



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