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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2011, 0:10 

Iscritto il: venerdì 26 agosto 2011, 23:03
Messaggi: 39
davide ha scritto:
Quando mi chiedono:Come va?Come stai etc etc io rispondo:Mi sento Astratto!.Si avete capito bene,ve lo ripeto di nuovo:Astratto!
Che vuol dire?Lo sapete voi?Perchè non lo so neppure io ma mi sembra il termine più adatto ora come ora.Nessuno stato depressivo(o quasi),nessun momento di sali e scendi,nessuna crisi....solo indefinito,sbiadito o sfumato se volete.Non c'è niente che vorrei veramente,qualcosa da tenermi stretto stretto e da non lasciare andare.Tutto è cosi noioso,tutto è cosi banale,tutto è cosi....cosi....ASTRATTO ESATTO!
Una funzione è definita nel suo dominio(non uccidetemi xd) io non ce l'ho quel dominio,non ho il mio campo di esistenza...tendo verso un infinito di niente....tutto scivola via senza lasciare alcun segno,tutto mi sfiora ma non è indispensabile.Il moto perpetuo esiste,è il MIO!Mi protendo verso qualcosa per tornare poi dopo ero,anche ottenendola non è mai quella giusta,una continua ricerca...sulle chiacchiere,sul tergiversare di cose che poi rimangono ammassate nella coscienza e li restano giusto giusto per essere impolverate un pò.Che gioia tutto ciò!...davvero...


Ciao Davide,
Dal mio nick forse potrai intuire che il mio stato d'animo non è poi tanto diverso dal tuo, anzi, credo coincida esattamente. Perciò posso dirti, in tutta onestà, che capisco quello che provi, perchè lo sto provando anch'io.
A volte mi capita di percepire me stesso in qualche posto lontano dal corpo fisico. Il desiderio di evadere a volte è così forte che non vorrei più avere coscienza della realtà che mi circonda. Lo so, è strano. Ma certe sensazioni sono così particolari da rendersi difficili da spiegare a parole.
Non parliamo poi dell'apatia, di quel senso di vuoto che mi relega in un limbo privo di qualsiasi stimolo, dove non so più cosa voglio perchè in realtà non desidero niente, neppure di sentirmi meglio. Però allo stesso tempo sto male.
Mi colpisce particolarmente una frase che hai scritto:
"..tutto scivola via senza lasciare alcun segno,tutto mi sfiora ma non è indispensabile" È sempre stata la metafora perfetta per definire l'intima essenza di ciò che provo e che mi fa più male.
La sensazione è quella di essere intrappolato in un circolo vizioso senza vita, dove tutto sembra essersi fossilizzato, mentre al di fuori la vita scorre normalmente e tutto ti scivola via tra le dita.
Da quando mi sono iscritto in questa comunità, va un pò meglio, anche se i momenti di solitudine e di vuoto non mancano.
Qui ho trovato persone che possono capirmi e che sanno ascoltare. Auguro anche a te di riuscire a trarre beneficio da progetto gay.
Ricorda che non sei solo, e che se hai bisogno di parlare, qui non avrai problemi a trovare qualcuno. Siamo tutti qui per darci una mano. Se questo non fosse vero, questa comunità non esisterebbe.
Anche se ti senbrerà una frase di circostanza, sappi che il dolore che senti svanirà, lasciando il posto a una rinnovata forza interiore. :)
Un abbraccio forte! E se avessi bisogno di parlare, non hai che da chiedere. Io ci sono. :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2011, 12:56 
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Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 23:38
Messaggi: 465
Cita:
Dal mio nick forse potrai intuire che il mio stato d'animo non è poi tanto diverso dal tuo, anzi, credo coincida esattamente. Perciò posso dirti, in tutta onestà, che capisco quello che provi, perchè lo sto provando anch'io.
A volte mi capita di percepire me stesso in qualche posto lontano dal corpo fisico. Il desiderio di evadere a volte è così forte che non vorrei più avere coscienza della realtà che mi circonda. Lo so, è strano. Ma certe sensazioni sono così particolari da rendersi difficili da spiegare a parole.
Non parliamo poi dell'apatia, di quel senso di vuoto che mi relega in un limbo privo di qualsiasi stimolo, dove non so più cosa voglio perchè in realtà non desidero niente, neppure di sentirmi meglio. Però allo stesso tempo sto male.
Mi colpisce particolarmente una frase che hai scritto:
"..tutto scivola via senza lasciare alcun segno,tutto mi sfiora ma non è indispensabile" È sempre stata la metafora perfetta per definire l'intima essenza di ciò che provo e che mi fa più male.
La sensazione è quella di essere intrappolato in un circolo vizioso senza vita, dove tutto sembra essersi fossilizzato, mentre al di fuori la vita scorre normalmente e tutto ti scivola via tra le dita.


Devo quotarlo tutto quello che hai scritto perche davverò è ciò che penso,provo,sento anche se sembra una contraddizione.Oggi per disperazione ho lasciato l'uni solo dopo due ore di lezione,ero in preda al panico e le lacrime(non oso pensare che avrà pensato la gente che mi ha visto per strada).
Cita:
In realtà non desidero niente, neppure di sentirmi meglio
,esatto non voglio assolutamente niente perche anche quella minima cosa mi sarebbe indifferente,la guarderei senza provare alcunchè.Il mondo va avanti nel suo ciclo infinito ma non me ne sento parte,sono un essere a se stante in questo momento che guarda gli altri vivere perchè gli rimane da fare solo quello.Mi guardo indietro e tutto quello che ho fatto passa inosservato e viene svalorizzato,mi guardo davanti e ciò che vedo è il vuoto;il presente rimane cosi statico,cosi sottomesso ad una legge naturale da sembrare pallido e logorante.Sono stufo delle stesse situazione,delle stesse persone,di me stesso;vorrei non avere coscienza di niente e nessuno,stare seduto sul letto a fissare per tutta la vita il vuoto senza rimorsi,consapevolezza...come un gas che si espande nel vuoto perchè non ha pressioni,forze...lo fa semplicemente senza chiedersi nulla...nulla...



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sono una foglia che danza portata dal vento. vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come fosse la prima volta
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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2011, 18:41 

Iscritto il: venerdì 26 agosto 2011, 23:03
Messaggi: 39
davide ha scritto:
Devo quotarlo tutto quello che hai scritto perche davverò è ciò che penso,provo,sento anche se sembra una contraddizione.Oggi per disperazione ho lasciato l'uni solo dopo due ore di lezione,ero in preda al panico e le lacrime(non oso pensare che avrà pensato la gente che mi ha visto per strada).
Cita:
In realtà non desidero niente, neppure di sentirmi meglio
,esatto non voglio assolutamente niente perche anche quella minima cosa mi sarebbe indifferente,la guarderei senza provare alcunchè.Il mondo va avanti nel suo ciclo infinito ma non me ne sento parte,sono un essere a se stante in questo momento che guarda gli altri vivere perchè gli rimane da fare solo quello.Mi guardo indietro e tutto quello che ho fatto passa inosservato e viene svalorizzato,mi guardo davanti e ciò che vedo è il vuoto;il presente rimane cosi statico,cosi sottomesso ad una legge naturale da sembrare pallido e logorante.Sono stufo delle stesse situazione,delle stesse persone,di me stesso;vorrei non avere coscienza di niente e nessuno,stare seduto sul letto a fissare per tutta la vita il vuoto senza rimorsi,consapevolezza...come un gas che si espande nel vuoto perchè non ha pressioni,forze...lo fa semplicemente senza chiedersi nulla...nulla...


Ciao Davide, scusa il ritardo.
Ascoltami: tutto quello che stai provando ora è lo sfogo di un malessere viscerale molto acuto, alla pari di un'influenza febbrile e debilitante. Solo che a differenza dell'influenza, un malessere interiore di questa portata è insopportabile. Io lo so. Ho tentato perfino il suicidio anni fa' a causa di questa sofferenza insopportabile. Ma farsi del male non è mai la strada giusta, anche se dentro di me il conflitto tra ciò che è giusto e sbagliato esiste ancora, e ogni giorno lotto per cercare un equilibrio tra il desiderio di lasciarmi andare e la volontà di resistere al dolore.
Quando ho letto che hai lasciato l'università dopo due ore perchè non ce la facevi più, mi si è spezzato il cuore. Non è giusto che tu soffra; non è giusto che la tua vita venga così malamente compromessa.
Per quanto sia difficile devi stringere i denti, Davide. Non premettere che la sofferenza abbia il sopravvento sulla tua vita. So che è facile a parole, ma difficile a farsi. Lo so perchè proprio io che ti sto dicendo questo ancora non ce la faccio a metterlo in pratica.
Se volessi parlare stasera, io sarò nella chat di progetto. Quando ne hai bisogno, non tenerti tutto dentro, sfogati! Ci sarà sempre qualcuno che può capirti e ascoltarti.
Ricordati sempre che non sei solo.
Un abbraccio forte! :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2011, 20:26 
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Ricordati in ogni caso che sei tu che puoi cambiare tutto questo... aldilà di come io possa vedere il mondo o di come possa sembrarti la situazione... la nostra vita, è nostra in quanto siamo a noi a vivere quelle situazioni, in quel modo e in quei termini... e fino a prova contraria... noi possiamo porvi rimedio.


p.s non sapevo come risponderti all'inizio... a dire il vero anche io ho vissuto scene decisamente molto simili e quello che ti dico è la fine di un ragionamento di un sacco di tempo... se posso però darti un consiglio... è quello semplicemente di capire fino in fondo, cosa ti fa star male (come, perchè, in che modo), ben prima di doverti sforzare ad elaborare eventuali soluzioni o conseguenze...



_________________
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2011, 20:44 
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Tutto sta nel partire,nell'avere quella spinta che ti porti a fare ciò che va fatto.Ora come ora non ho alcuna voglia in particolare,come dice astrazione non ho voglia neppure di stare bene alla fin fine perchè di fatto non esiste uno stare bene.La felicità è un momento di passaggio tra un dolore e l'altro sono convinto di questo ma se al suo posto ci fosse semplicemente lo stallo,un non sviluppo momentaneo?E' come essere delimatati da una parte e dall'altra senza via di fuga,senza scelta.La vita sarà anche nostra,ognuna la vive a suo modo e piacere ma se le cose dovessero andare in un certo modo nonostante noi ci impegniamo a deviarlo a nostro piacimento che senso ha allora il tutto?Meglio starsene seduti e aspettare quello che viene ma non tutti lo sanno fare(io in primis).La frenesia del mondo ti assorbe cosi tanto che nel momento in cui decidi di dissociartene stai male ma sai bene che essa stessa ti toglie molti punti di riferimento e fa passare in secondo luogo alcune cose...è un essere privati di qualcosa che si ha ma non è utile alla fine ma che tolto fa crollare il tutto..



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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2011, 21:30 
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davide ha scritto:
Tutto sta nel partire,nell'avere quella spinta che ti porti a fare ciò che va fatto.Ora come ora non ho alcuna voglia in particolare,come dice astrazione non ho voglia neppure di stare bene alla fin fine perchè di fatto non esiste uno stare bene.La felicità è un momento di passaggio tra un dolore e l'altro sono convinto di questo ma se al suo posto ci fosse semplicemente lo stallo,un non sviluppo momentaneo?E' come essere delimatati da una parte e dall'altra senza via di fuga,senza scelta.La vita sarà anche nostra,ognuna la vive a suo modo e piacere ma se le cose dovessero andare in un certo modo nonostante noi ci impegniamo a deviarlo a nostro piacimento che senso ha allora il tutto?Meglio starsene seduti e aspettare quello che viene ma non tutti lo sanno fare(io in primis).La frenesia del mondo ti assorbe cosi tanto che nel momento in cui decidi di dissociartene stai male ma sai bene che essa stessa ti toglie molti punti di riferimento e fa passare in secondo luogo alcune cose...è un essere privati di qualcosa che si ha ma non è utile alla fine ma che tolto fa crollare il tutto..


Si è esattamente quello che voglio dire... Non importa cosa, basta erano consapevoli delle proprire scelte... il resto si svilupperà non troppo diversamente da quello che abbiamo pensato perchè noi l'abbiamo scelto :) Che poi... scegliere non è un obbligo... è anche ascoltare le proprie esigenze...



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Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2011, 21:41 
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Davide, sì, astratto, ok, è capitato anche a me, ma poi alla fine se solo ti guardi intorno e impari a staccarti un po’ da te stesso, ti rendi conto di tutto quello che puoi fare ed è tantisismo. Ma lo sai come si fa ad essere felici? La strada è una sola: pensare meno a se stessi e ai propri problemi, piccoli o grossi che siano, e cominciare a pensare anche alle persone che abbiano intorno. Le malinconie, tutte, anche quelle più brutte, si alleviano dandosi da fare per fare qualcosa di buono in concreto e da fare ce n’è tantissimo! L’introspezione ok, ma fino a un certo punto, devi imparare ad essere concreto e a fare tutto quello che è in tuo potere, che è tantisismo, a guardare avanti, a costruire in vista di un futuro migliore per te e non solo per te. Non sono chiacchiere, se guardi meno a te stesso, il senso delle cose e le motivazioni di fondo le ritrovi eccome.
Un forte abbraccio!



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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: venerdì 11 novembre 2011, 14:30 
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lo so project,ma questa non è un pò la storia di quello che non potendo risolvere i suoi problemi si occupa dei problemi degli altri?Magari sono io che ho compreso male quello che volevi non so.Da fare c'è tantissimo ma in questo stato il risultato non potrebbe essere un granchè,una cosa se va fatta va fatta bene e non cosi tanto per dire.Sono un perfezionista esagerato e se ciò che faccio non mi va a genio mi irrito e mi rimetto a lavoro di solito ma ora mi mancala forza di agire.Quando dai tanto e ricevi pochi la frustazione cresce e ti inizi a chiedere il perchè tu lo faccia,è una vita che mi preoccupo più degli altri che di me stesso(lungi da me essere superbo) e alla fine dei conti solo pochi hanno saputo apprezzare ciò che ho fatto e neanche sempre.Tenere la mente occupata e prodgarsi è vero aiuta ma poi quando ti fermi tutto si sovrasta di nuovo



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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: sabato 12 novembre 2011, 0:18 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
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progettogayforum ha scritto:
Davide, sì, astratto, ok, è capitato anche a me, ma poi alla fine se solo ti guardi intorno e impari a staccarti un po’ da te stesso, ti rendi conto di tutto quello che puoi fare ed è tantisismo. Ma lo sai come si fa ad essere felici? La strada è una sola: pensare meno a se stessi e ai propri problemi, piccoli o grossi che siano, e cominciare a pensare anche alle persone che abbiano intorno. Le malinconie, tutte, anche quelle più brutte, si alleviano dandosi da fare per fare qualcosa di buono in concreto e da fare ce n’è tantissimo! L’introspezione ok, ma fino a un certo punto, devi imparare ad essere concreto e a fare tutto quello che è in tuo potere, che è tantisismo, a guardare avanti, a costruire in vista di un futuro migliore per te e non solo per te. Non sono chiacchiere, se guardi meno a te stesso, il senso delle cose e le motivazioni di fondo le ritrovi eccome.
Un forte abbraccio!


Non ho seguito la conversazione, quindi il mio intervento rischia di essere un po' fuori luogo. Leggendo Project avrei voluto fargli un applauso. Penso che sia questa la strada giusta da percorrere, non solo per te ma anche per chiunque altro. Parlo così perché nelle parole di Project ci vedo la mia esperienza a partire da poco più di due anni a questa parte. Nel forum, qui e là ho parlato spesso di questo aspetto, però visto il caso mi ripeto brevemente, nella speranza di rispondere anche a quello che poi hai scritto tu subito dopo, caro il mio Dadonzolo.
Esattamente nel 2007, a novembre iniziai finalmente un cammino di psicoterapia. Ero già in una situazione critica molto ma molto seria, e bastarono poche settimane per far esplodere la più violenta crisi interiore che abbia mai sperimentato e che è durata per tutti i due anni che ho seguito la terapia. L'omosessualità sembrava essere il problema più grosso, seguito dalla presa di consapevolezza della rabbia, odio e dolore verso un insieme di situazioni ed esperienze che mi avevano segnato negativamente. Fu una bolla che esplose e sparse in tutto il mio essere la poltiglia putrida di dolore che mi aveva provocato e che mi portavo dentro. La mia autostima già molto bassa di per sè crollò a profondità abissali e, sebben nessuno a parte i più intimi si accorgesse di quanto stessi male, io mi sentivo meno di niente e più nulla riusciva a provocare un piccolo moto di gioia in me. Ero alienato e l'unico sentimento che riuscivo a sentire era la rabbia e l'odio... Inutile la terapia, inutile l'aiuto di pochi che continuavano a credere in me cercando di scuotermi. Finché arrivò il momento di mandare a quel paese la terapista, di cambiare aria (costretto da decisioni che io non seppi prendere da solo) e di pensare ad una vita nuova. Trovai lavoro e lì scoprii che è tutto vero ciò che Project a ha detto. Ero a contatto con la gente e molti di loro avevano bisogno di attenzione e ascolto. Il dovermi preoccupare per cause di forza maggiore di loro, mi costrinse a mettere da parte i miei "insormontabili" problemi, a pensarci sempre meno, finchè scoprii che in realtà essi continuavano ad esserci, ma erano stati ridimensionati abbondantemente, perché oltre ai problemi e alle ferite c'era molto, ma veramente tanto, di buono in me che fino ad allora era stato troppo nascosto perché io potessi vederlo.
E non vale il discorso impostato secondo le tue parole:
davide ha scritto:
questa non è un pò la storia di quello che non potendo risolvere i suoi problemi si occupa dei problemi degli altri?
perché non si tratta di far finta che i propri problemi non ci siano (i miei continuano ad esserci ancora per certi versi. Le ferite di sicuro ci sono ancora tutte e a volte fanno molto male), ma solo quello di non dare loro troppa attenzione con una costante razionalizzazione perché poi succede che fanno come i bambini che piangono quando cadono e si sbucciano il ginocchio: urlano e strepitano in maniera direttamente proporzionale alla preoccupazione e spavento che vedono negli adulti che gli stanno intorno. Un bravo educatore in quel caso sa che non deve sottovalutare la sbucciatura e l'escoriazione, prendendo i provvedimenti del caso. Ma sa anche bene che proprio in quei momenti deve sdrammatizzare la situazione distraendo il bambino con altro, anche per non fargli sentire il bruciore del disinfettante che è pure necessario... Avendo avuto a che fare con nipoti e bambini in genere queste situazioni le ho sperimentate e da esse ho molto imparato.

Coraggio Dadonzolo! Per quel poco che ti conosco, credo di poter dire con tranquillità che dietro quegli occhi vispi e brillanti che ti ritrovi ci sia un cuore grande capace di grandi cose nella semplice quotidianità della vita di ogni giorno. Fosse solo far ridere un amico con un semplice sms! :lol: :lol: :lol: ;) ;) ;)


Ultima modifica di Felix il domenica 13 novembre 2011, 15:22, modificato 1 volta in totale.


_________________
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)
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 Oggetto del messaggio: Re: Astratto
MessaggioInviato: sabato 12 novembre 2011, 15:38 
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Iscritto il: domenica 2 gennaio 2011, 23:38
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cosa dovrei fare quindi?da dove dovrei partire?
Ogni volta è un tornare indietro,sedersi,riorganizzare le idee,decidersi di fare qualcosa e poi prendere una nuova strada con la frustrazione continua del:E se dovesse andare male anche stavolta?E' un camminare su una corda che collega due burroni e sapendo di essere poco atletici e prestanti si immagina gia la caduta.Avete ragione,tendo ad ingigantire i problemi e a farne un ostacolo insormontabile ma ogni volta che lascio entrare un minimo di speranza e abbasso le difese tutto finisce nel vuoto prima o poi.Dedicarsi agli altri,ad altre cose è vero fa bene tanto a noi quanto a chi ci sta intorno,ci rende soddisfatti perche effettivamente utilizzando le nostre sole forze produciamo qualcosa di nostro e che da benessere ma i problemi rimangono sempre li,piu piccoli ma al minimo vacillare ti sovrastano uno dopo l'altro,a catena.Dietro quegli occhi vispi e brillanti c'è un bambino che rimane da solo a giocare con la sua palla,che ha paura del buio e la notte si copre con le coperte,che ha paura della sua ombra e degli altri.



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