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 Oggetto del messaggio: Rapporto a distanza e debolezze (un post molto lungo)
MessaggioInviato: martedì 22 maggio 2012, 18:23 
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Iscritto il: lunedì 29 giugno 2009, 19:59
Messaggi: 189
Buona salve a tutti. E' da parecchio che non aprivo una discussione, ma è da un po' che avevo intenzione di farlo, perciò eccomi qui.

Scrivo non tanto per avere i vostri pareri, ovviamente ben accetti, quanto per sfogarmi nell'unico posto in cui posso scrivere davvero tutto lontano da sguardi indiscreti (pertanto, sappiatelo, sarà un post lunghissimo)

Nel corso degli ultimi tre anni ho intrapreso un percorso a dir poco eccezionale, in cui sono passato dall'essere un gay nascosto e represso a vivere la mia omosessualità liberamente sia con gli amici che in famiglia, facendo la conoscenza di tante nuove persone con cui ho condiviso momenti bellissimi e con cui sono cresciuto tantissimo. I primi passi li ho fatti grazie a questo forum (ed ecco perché ci sono ancora molto affezionato) ma poi ho imparato a camminare con le mie gambe, grazie ai miei amici, vecchi e nuovi.

Da settembre 2011 vivo stabilmente a Parigi per studiare, e l'obbiettivo è di rimanere qui fino alla fine degli studi (niente erasmus, ho proprio cominciato qui l'università) ma è da Natale 2010 che sto con un ragazzo meraviglioso che ora è in quarta liceo e che, ovviamente, è in Italia. E' una storia nata a distanza (quando ci siamo messi insieme io ero a Parigi a seguire un corso di francese di 4 mesi) che però si è sviluppata e si è evoluta "a vicinanza" per 7 lunghi mesi (finito il corso a febbraio tornai di corsa in Italia), e che poi è ritrnata a distanza con la mia partenza "definitiva" a settembre.

Le storie a distanza sono sempre una sfida, ma all'inizio sembrava andare se non bene, quanto meno decentemente.
Poi però la mia vita qui a Parigi non ha preso una bella piega e questo ovviamente ha influito sul deterioramento del rapporto, perché se non ci si può vedere quasi mai, almeno quando ci si sente bisognerebbe essere sereni, e io non lo sono quasi mai. La mia vita parigina è caratterizzata da brevi momenti di apparente serenità intervallati da lunghi periodi di demotivazione, depressione e un generale senso di spaesatezza riguardo al mio futuro. Voi potreste chiedermi "perché allora non torni in Italia?". E' una domanda intelligente, ma la risposta è no, non posso. No perché tornare in Italia non risolverebbe niente. Tornare per le vacanze una o due settimane ogni tanto mi è bastato per capire che io a casa non posso più starci, e non sto a dilungarmi perché non è di questo che voglio parlare.

Tornando al rapporto a distanza, praticamente da gennaio ho cominciato a tentennare, a "barcollare".
Il primo errore, che è anche il più grande, l'ho commesso Natale scorso, periodo di merda a livello scolastico, visto che stavo per sfanculare l'università. Ero a ballare in Toscana (ero in Italia per le vacanze) con degli amici, eravamo tutti ubriachissimi e praticamente finii per limonare con uno dei miei amici più cari. Questo mio amico è tra i miei amici "nuovi" ma malgrado ci conosciamo da neanche un anno, abbiamo costruito un rapporto davvero importante, che però alle volte raggiunge un'intimità che mi preoccupa, nel senso che, per esempio, è capitato fin troppo spesso che dormissimo insieme, magari abbracciati. Lui è fidanzato da tre anni con un ragazzo d'oro, e nessuno di noi due ha mai avuto "cattive" intenzioni nei confronti dell'altro (parlandone insieme siamo arrivati alla conclusione che, a parte il fattaccio da ubriachi che sicuramente è stato un errore, è un bellissimo rapporto di amicizia a cui non vogliamo rinunciare), però questo rapporto così intimo sicuramente mi ha dato molto su cui riflettere sulla mia storia col mio ragazzo, per esempio il fatto che io e lui insieme non eravamo indistruttibili ma al contrario eravamo "distruttibili" proprio come le altre coppie. E' stato un po' l'inizio dei problemi a venire insomma.

Un tempo avrei pagato per conoscere almeno un ragazzo gay, ora che sto con lui, ho parecchie difficoltà a incontrarne di etero, è assurdo. Semplicemente arrivano, soprattutto in una città come Parigi.
Così capita per esempio che, tornato dalle vacanze di Natale, conosca due ragazzi italiani che vivono qui Parigi e che uno di loro, che pure è fidanzato, mi dice senza scherzare troppo che "se non fossi fidanzato..". Io faccio quello lusingato, faccio finta di niente e il discorso si chiude lì.
Poi arriva uno sconosciuto bellissimo che mi aggiunge su facebook e vuole incontrarmi. Metto le cose in chiaro, dico che sono fidanzato, ma nonostante questo mi piaceva il fatto che mi scrivesse, e ci ho messo 3 giorni (in cui sono andato in palla totale) per convincermi a sfancularlo, soprattutto perché era bello quanto "diretto" (nel senso che gli interessava solo una cosa, e io certi incontri non li farei mai nemmeno da single probabilmente).

Ultimamente invece ho conosciuto un altro ragazzo, un venezuelano che studia qui a Parigi. Lo conosco da poco ma si è subito rivelato molto gentile e tendenzialmente innoquo, se non fosse che una sera sono rimasto da lui a dormire per evitare di tornare a casa nel pieno della notte. Non abbiamo fatto niente, per carità, però abbiamo dormito insieme, e al mattino ci siamo ritrovati fin troppo vicini, e quando ha iniziato ad accarezzarmi gli ho preso la mano e gli ho detto "non posso, lo sai". Mi ha risposto "lo so" e lì ha smesso e tutto è ritornato normale, ma questo fatto ha dato ulteriormente da pensare. Continuiamo a sentirci e francamente non voglio gettare via una nascente amicizia, però anche lui mi ha mandato abbastanza in crisi.

E infatti eccomi qui a scrivere.

Io amo il mio ragazzo, non ho mai amato così tanto una persona. E' il ragazzo che ognuno di noi sogna, bello, dolce, gentile, molto più maturo di tanti suoi coetanei ma anche di tanti miei coetanei. Eppure ci stiamo allontanando sempre di più, ed in particolare io mi sto allontanando.
Sono da solo in una città così grande, e le difficoltà che ho qui, ne sono sicuro, dipendono anche dal fatto che ho delle difficoltà a vivere completamente qui. Mi spiego: è difficile mantenere il cervello in Francia e il cuore in Italia, e forse se non fossi partito lasciando una parte di me a casa, ora qui starei meglio, sarei più integrato, avrei meno paura di buttarmi nelle situazioni nuove e di conoscere gente nuova. Lui questo lo sa, lo ha capito proprio perché è un ragazzo intelligente, e mi ha pure detto che se la nostra storia sta diventando un fattore che mi impedisce di vivere bene la mia vita altrove, è anche disposto a lasciarmi andare. Mi ama così tanto che è pure disposto a farsi da parte. Ed io, da parte mia, cosa sto facendo per lui? Niente. Lo sto facendo stare male, perché se sto male io sta male pure lui.

La mia paura più grande è che se dovesse finire la nostra storia, potrei perderlo non solo come compagno, ma perderlo del tutto. Forse è solo paura di restare da solo, e forse inizialmente accettai il compromesso della storia a distanza proprio perché avevo troppa paura della solitudine. E' sempre bello sapere che c'è qualcuno che ti aspetta a casa.

Ci siamo promessi tanto, ci siamo promessi tutto. Le aspettative che avevamo erano enormi, e insieme abbiamo passato l'estate più bella della nostra vita. Cosa rimane ora? Il nostro amore, ma in una situazione dove tutte le cose che succedono sembrano spingerci sempre più lontano malgrado gli sforzi. Lo sentiamo entrambi: siamo sempre più stanchi. Non dell'altro, ma di questa situazione opprimente e apparentemente non risolvibile. Anche io gli sto precludendo una vita serena a casa, lo so. Da quando sono ripartito non gli ho fatto passare bei momenti, proprio a causa del fatto che io qui stavo e in un certo senso sto ancora di merda.

Il mio problema è che non riesco mai a fermarmi prima del limite. Uno più saggio di me non si ficcherebbe sempre nelle situazioni "a limite".
"Vuoi incontrarmi?" "No, sono fidanzato, CIAO".
"Vuoi dormire qui? non è un problema" "No, torno a casa col notturno-in bici-a piedi-in taxi-in Nimbus 2000".
Sarebbe semplice, ma non lo faccio, perché probabilmente una parte di me vorrebbe cedere, anche se poi difficilmente cedo veramente. E quindi finisco per barcollare sul limite più estremo, rischiando ogni volta di cadere.

E' bello sentirsi corteggiati, ricevere attenzioni, soprattutto quando in vita tua non hai mai ricevuto nè attenzioni nè corteggiamenti, perché sei sempre stato "quello simpatico", e di conseguenza hai sempre avuto un'autostima sotto i piedi, nascosta sotto l'arma dell'autoironia che serviva come difesa.
Non ero preparato a tutto questo. Ero preoccupato per il mio ragazzo, ma non mi ero preoccupato per me, perché non consideravo nemmeno l'ipotesi di poter finire in certe situazioni.

Non è una giustificazione. Non scrivo per giustificarmi, al contrario. Scrivo per mettere nero su bianco i miei pensieri, e so che facendolo mi espongo probabilmente a molte critiche, ma non mi importa. Giudicatemi, non giudicatemi, è uguale: quello che avevo da dire l'ho detto. Non c'è una conclusione a tutto questo, non ancora per lo meno.

Buona salve a tutti.



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Now show me the way to the next whiskey bar.
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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto a distanza e debolezze (un post molto lungo)
MessaggioInviato: martedì 22 maggio 2012, 20:23 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Ciao Diversodachi, un anno e mezzo di lontananza non è mica poco. Ora , lasciando perdere i particolari , credo che il senso di solitudine, la mancanza di colui che ami, l'astinenza siano un cocktail micidiale perfino per chi , diversamente da te, non ha dovuto reprimere per anni i propri desideri a causa dell'omofobia.
La fedeltà è un proposito, una promessa, come giustamente l'hai definita, ma più che altro è una sfida continua con noi stessi. E' qualcosa che ha delle radici culturali , non tanto biologiche . E dunque ci costa una gran fatica.
Quello che ho percepito , al di là di tutto, è che questo ragazzo lo ami profondamente. Se così non fosse , non ti sentiresti in colpa per tutte le volte che ti sei sentito attratto da qualcun altro. Essere corteggiati , hai ragione, è un'iniezione di autostima. Vivere repressi e all'improvviso trovarsi in un mondo dove tutto è naturale, normale, un mondo di possibilità a cui devi rinunciare questa volta per scelta e non per paura, credo che sia una prova molto difficile, specie per un ragazzo della tua età.
Dopo di che sul tradimento ognuno ha le sue idee. Secondo me quando si cade , c'è modo e modo di farlo. Non c'è solo un bianco o un nero. In mezzo ci sono tanti grigi. Un conto è un singolo episodio, un conto è una tendenza . Un conto è un bacio un conto un rapporto sessuale. Come per ogni esperienza umana, secondo me è il significato che essa assume a fare la differenza.
Tra le cose importanti c'è anche la scelta di usare certi accorgimenti per evitare danni ulteriori alle persone che amiamo.Sto parlando in generale , ovviamente.

Li avevi letti questi topic?
viewtopic.php?f=22&t=865

viewtopic.php?f=22&t=861


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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto a distanza e debolezze (un post molto lungo)
MessaggioInviato: mercoledì 23 maggio 2012, 10:46 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Diversoda chi quello che hai scritto mi ha commosso parecchio. Le tue parole sprigionano un'emotività pazzesca, un senso di maliconia e una tristezza agghiacciante. Devo premetterti che la storia con il tuo ragazzo la stai gestendo benissimo. E' ovvio che stando fuori dalla tua città in un contesto come Parigi tu possa cadere in tentazione, fai però bene a caderci. Ssono convinto che il "vietarsi" di fare le cose avrebbe effetti devastanti, lo stare lì a vedere che succede e capire tutte le volte che nonostsante tutto la storia d'amore che vivi è meglio delle possibilità che si aprono è molto meglio.
Vorrei spostarmi un'attimo dalla tua relazione, che non mi pare affatto il tuo problema e ritornare un pò a questa cosa qui:
Cita:
Voi potreste chiedermi "perché allora non torni in Italia?". E' una domanda intelligente, ma la risposta è no, non posso. No perché tornare in Italia non risolverebbe niente. Tornare per le vacanze una o due settimane ogni tanto mi è bastato per capire che io a casa non posso più starci, e non sto a dilungarmi perché non è di questo che voglio parlare.

La reticenza con cui ne parli è prova sufficiente che la nota dolente sta tutta qui. Capisco bene a cosa alludi, tante volte anche gente di questo posto mi dice "perché non vaia vivere fuori?". Il punto però è uno e vorrei ci ragionassi con calma: le distanze non sono fisische, ma mentali e affettive. E' fondamentale allontanarsi dalla propria famiglia e da un contesto omofobo quale quello italiano, ma allontanarsi e fuggire sono due cose completamente diverse. Nel primo caso hai guadagnato un indipendenza reale, nel secondo caso per paradosso continui a dipendere dalle cose da cui fuggi, proprio perché le fuggi e sempre per paradosso "non puoi rimettere piede in Italia", che detto in altro modo significa comunque vietarsi di fare delle cose e sempre detto in altro modo non essere realmente liberi. Ho molto scarnato la cosa, ma per paradosso andare a vivere fuori, ovvero tagliare di netto le relazioni che ci "costringono", può non voler dire essere liberi. Se le cose che ci legano ce le continuiamo a portare con noi, puoi andare dove vuoi, non ti sposterai mai più lontano del giardino di casa tua.
Personalmente vorrei poter decidere se andare a vivere fuori sulla base di quanto convenga o meno a me, non perché mi ci veda costretto. Vorrei in altre parole che il rapporto con la mia famiglia e la mi omosessualità non pesasse così tanto sulle mie scelte. In ultimo vorrei riuscire a separarmi sul serio da alcuni modelli e relazioni. Probabilmente tutte le cosse che ti sto dicendo per te non avranno senso, ma ci tenevo lo stesso a dirtelo.
L'ultimo però, giusto per fare la parte del diavoletto devo dirtelo... E' chiaro che questa situazione ti "protegge". Avere un fidanzato protegge più che parecchio. Le relazioni palesemente stabilizzano e tu sei in una fase e in un contesto in cui senza saresti scardinato dai quattro venti. Perché ti dico questo?
Perché insomma i rapporti a distanza hanno senso se c'è una progettualità comunque che leghi, un'idea di cosa fare insieme e insomma se si concepisce la distanza come un momento di una vita da passare insieme molto più lunga. In altri termini dovreste avere in mente un modo per riavvicinarvi, che sia lui a salire a tu a riscendere, ma se ognuno sta in cuor suo pensando di proseguire per la sua strada, tu restando a studiare in Francia.... e lui continuando l'Unviersità in Italia (se ho capito bene deve ancora fare l'università giusto?). Insomma non è che in realtà avete già deciso come continuerà il film e ancora non ve lo siete detto?
Cita:
E' una storia nata a distanza (quando ci siamo messi insieme io ero a Parigi a seguire un corso di francese di 4 mesi) che però si è sviluppata e si è evoluta "a vicinanza" per 7 lunghi mesi (finito il corso a febbraio tornai di corsa in Italia), e che poi è ritrnata a distanza con la mia partenza "definitiva" a settembre.
Infine questi movimenti che fai, per come li poni tu paiono molto rapsodici e mi confermano il sospetto che questa andare in Francia sia piuttosto una fuga e non è neanche detto che sia solo dalla famiglia.
Lo scrivo in postilla: posso aver detto un mucchio di scemenze assolutamente non pertinenti alla tua situazione :mrgreen:, così ci portiamo avanti con il lavoro per la successiva risposta.


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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto a distanza e debolezze (un post molto lungo)
MessaggioInviato: domenica 27 maggio 2012, 12:12 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
ciao diversodachi da quanto tempo, ti "conosco" dagli albori del progetto per cui mi ricordo com'era prima e la tua esperienza a parigi che ti ha cambiato la vita sia in bene che in meglio. trovo sinceramente alquanto assurdo e strano che abbiamo storie alquanto simili io e te, te lo dico perchè anche io vivo una storia come la tua cioè a distanza e quindi so perfettamente cosa senti o i tuoi disagi diciamo.
che dire io sono molto più acerbo se si può dire così!XD
per cui di consigli praticamente eviterei di darteli però posso dirti che mi rispecchio molto in quello che dici e che non sei l'unico ecco.
una cosa che mi fa molto piacere e che vedo nei come dire "vecchi progettiani" è che a distanza di anni ritornano su progetto al di là di tutte le cose che succedono qua e fuori. e la cosa mi rende felice perchè progetto è davvero una seconda casa!^^
mi fa ridere scusa se lo dico il titolo con post molto lungo come per dire se lo leggete non lo finirete mai!XD
vabbè un pò di allegria incontrollata!XD
che posso dirti se non c'è sofferenza non si capisce mai abbastanza l'importanza delle cose e quanto ci teniamo ad esse. è vero siamo umani imperfetti, con moltissime debolezze, forse alcuni meno alcuni più ma le nostre debolezze ci saranno sempre possono essere migliorate ma in una percentuale minima ci saranno sempre!
soffrire troppo fa molto male e causa meccanismi di difesa molto terrificanti che ti bloccano fino a un punto morto. soffrire fa bene ma fino ad un certo punto. comunque quello che voglio dire è che se soffri vuol dire che ci tieni e se ci tieni puoi benissmo evitare situazioni spiacevoli, lo so tu dici sono facile alle tentazioni bè ma chi non lo è mai stato??
le tentazioni sono quelle che mettono alla prova noi ma mettono anche in luce quello che vorremmo o che cerchiamo che non troviamo intorno a noi anche se c'è già, è questo il dilemma esistenziale!XD
bisogna capire poco per volta quello che si vuole e se si vuole realizzarlo con il proprio partner, e come ben sai nei rapporti a distanza bisogna progettare e organizzare le cose un pò prima proprio perchè si è distanti. quindi in definitiva devi metterti un pò alla prova, devi essere sincero con te stesso e con il tuo ragazzo il più possibile, a me la cosa del tanto ti amo tanto e ti lascerei andare lo stesso non mi va giù e la ripugno come frase ma anche come idea o concetto ma vabbè pensiero mio. il fatto è che amare qualcuno è un continuo cambiare se stessi e il mondo circostante, credo il migliore passo per migliorare se stessi ma anche per capirsi a fondo e misurare le proprie forze. come si dice sempre in coppia si soffre in 2 ma si vive insieme!
capisco le tue debolezze ma credo che se c'è l'hai fatto fino adesso riuscirai a proseguire, si fanno piccoli e grandi errori nella vita, e molte volte se ne paga il prezzo e si cerca di andare avanti, l'oblio ritorna distante e la vita ricontinua a scorrere. devi farti forza e parlare comunicare con il tuo boy apertamente senza paure o menzogne. apriti con lui, manifestali le tue debolezze e i tuoi dubbi.
la sincerità è un'arma potente fidati, ed è molto importante nella coppia.
non so che altro dirti per metterti il fuoco dentro!XD
no scherzo lo so è difficile ma noi siamo forti, pensa il fatto di avere una storia a distanza che dura da 7 mesi è segno che sei forte dentro!^^
direi che è tutto credo di aver scritto un pò molto lungo anche io che coincidenza!XD
eh per la cronaca hai ragione chissà perchè pure io vedo pochi etero uff in giro cioè ogni giorno c'è sempre qualcuno dei "nostri", prima manco ne vedevo uno ora sempre!XD
è una maledizione questa del non più single! :lol: :lol: :lol:
mah spero che non sia vera! :D
ti auguro altri 7 anni stupendi!^^
stammi bene diverso che poi tanto diverso non sei!XD
ciao!^^


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