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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 1:58 
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Iscritto il: domenica 1 luglio 2012, 0:16
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Ciao a tutti, ero indeciso su dove inserire il post: disagio o ragazzi gay? Poi mi sono detto che forse il mio non è vero disagio, cioè lo è ma è forse dosato, concentrato di più nel periodo estivo come per tutti i gay soli e quindi capace di offuscarsi durante il periodo scolastico, cosa che succederà sicuramente visto che ho intenzione di partire subito col piede giusto a scuola come l'anno scorso e fare forse, anche meglio.
Per molti gay tornare a scuola è una sciagura, anche per me un pò lo è, il clima è pieno di pregiudizi ma è anche pieno di impegni, compiti, insomma cose che possono scacciare i pensieri, poi ho anche ricominciato danza hip hop che veramente scarica tutti i miei stress quindi posto non solo per aggiornarvi - caso mai vi interessasse - sulla mia situazione ma anche per creare un promemoria personale in modo da rileggerlo l'anno prossimo magari d'estate e leggere come la pensavo un anno prima, se ero più felice, come era la mia situazione...
Sentimentalmente mi sento ancora come mi sentivo due mesi fa, quando mi iscrissi ma il fatto che l'estate è finita sta portando i miei pensieri ad andarsene come già detto, anche se vorrei qualcuno al mio fianco, riconosco che sono giovane e che c'è chi davvero è messo peggio, ha il doppio della mia età ed è magari molto più forte di me nell'affrontare la sua solitudine, il fatto è che mi trovo in una costante situazione di stallo, di NI, nè si nè no; non è si perchè mi sento solo, circondato da amicizie al 90% false, in una comunità che odio e in una famiglia che regge grazie alla pazienza di mia madre (che si trova a gestire due caratteri come quelli di mio padre e di me, io che continuo a controbatterlo e lui che urla, accusa e critica sparando sentenze, esce di casa, rientra come se non fosse mai successo nulla sorridendo, nei suoi cambi d'umore di me*da che davvero funzionano, perchè non riesco a tenere il broncio, l'ho fatto per una settimana senza rivolgergli parola ma ho ceduto, perchè non mi va neanche di peggiorare il clima quando è già teso...). Anche se volessi un fidanzato tra l'altro, non credo sarei in grado di restarci, non so neanche cosa ci troverebbe qualcuno in me, nevrotico, logorroico, con la testa tra le nuvole, magro che non riesco a mettere su qualche chilo ma ne ho pure persi 7 in tre settimane e neanche ho voglia di non perderli, e mi rendo conto di non avere assolutamente il fisico che molti vorrebbero e che mi faciliterebbe pure il lavoraccio, ok il fisico non è tutto ma è qualcosa, il gradino in meno da salire...
Non è no invece perchè ho comunque passato l'anno scolastico scorso con voti alti e farò lo stesso quest'anno, impegno volendo, perchè scuola = preparazione = università = lavoro = possibilità di vivere lontano dalla mia patria che mai mi ha saputo accogliere in modo chiaro...
Non capisco neanche se valga la pena lamentarmi tra me e me, la voglia viene... ma mi blocco perchè non soffro quanto soffrono altri, che ho da lamentarmi, mi devo tenere questo e devo negare a me stesso di stare male perchè leggendo qui, mi sento inopportuno nel soffrire, la mia non è nemmeno una situazione tragica, però mi fa schifo comunque, ma vado avanti per abitudine, inerzia e speranza nel futuro, anche se volo troppo con la testa, la vita non si vive sognando ad occhi aperti e penso di doverci fare i conti, e poggiare i piedi per terra rassegnato che forse passerà davvero molto tempo prima che qualcuno possa eventualmente cagarmi e io nel mentre starò solo e imparare ad apprezzare al 200% tutto ciò che ho...
Scusate, era uno sfogo, ho buttato giù tutto quello che mi veniva in mente, ne avevo bisogno, anche solo scriverlo è stato un pesetto in meno...

"E ti fa forse venir voglia di piangere?
Quando sei là fuori a fare quello che fai,
Stai solo cercando di tirare avanti?"

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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 9:58 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Ciao FreedomTower! Beh, il tuo stato d'animo si capisce, non è un dramma oggettivamente, ma l'insofferenza si sente eccome. Posso dirti che leggendo le cose che scrivi sul forum sono rimasto molto colpito, ci trovo molta maturità e una capacità vera di guardare le cose tenendo i piedi per terra senza cedere né ai facili entusiasmi né ai toni depressivi. La scuola e poi l'università, fatte come si deve, non sono solo un mezzo per arrivare al lavoro all'indipendenza economica ma anche un mezzo di arricchimento personale e di crescita, e poi in quegli ambienti si socializza, non è il massimo, me ne rendo conto, e le chiusure sono molto forti, ma un rapporto con gli altri si crea comunque e anche quello serve a crescere e a capire tante cose. Ormai la scuola riprende e la grinta non ti manca di certo! In bocca al lupo!! Sono proprio contento che tu sia in questo forum!



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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 11:01 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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anche se vorrei qualcuno al mio fianco, riconosco che sono giovane e che c'è chi davvero è messo peggio, ha il doppio della mia età
Si si c'è chi è più sfigato di te :mrgreen:. Anche se io sfigato non mi ci sento proprio. Vedi al momento riconosco che dentro una storia sensata non ci potrei, saprei stare e non solo per i tipi abbacinati che si incontrano sotto questo sole calante di fine stagione, ma temo per una mia indisponibilità ad entrare dentro una relazione. Qualche scappatella, storiella e cazzattella me la concederei volentieri, se non fosse che nei fatti sono alle prime armi e mi servirebbe gente calma e paziente disposta ad accettare i miei tempi. E succede così che tra compiti di lettere e il mio diario del cuore vedo i miei spasimanti correre come razzi, mentre me ne resto comodamente seduto nella poltrona del mio treno a vapore. La verità è che un altra persona accanto adesso non la vorrei, non c'ho la testa, mi romperei subito, irriterei, spaventerei, angoscerei e semplicemente adesso non mi va.
Ti scrivo tutto questo perché in effetti, la solitudine, a parte essere l'unica canzone decente della Pausini, è uno stato d'animo e non una condizione oggettiva. Ci si sente soli da soli e ti posso assicurare ci si sentirà soli anche dentro una relazione. La cosa meravigliosa di tutta questa storia è che bisogna essere da soli per costruire le proprie relazioni e che starsene per un pò da soli non significa starsene in solitudine.
Questo quadretto quasi stereotipato della mamma superbuona che povera (scometto forse senza neanche un lavoro) regge tutti i pesi della famiglia e di un uomo che se ne frega altamente (ops... forse è lui che sostiene la famiglia, con il suo lavoro?) è ormai un classico. Mi rendo conto che è uno schema quasi rigido, che condiziona molto la vita dei figli. Non posso continuare oltre mi pare chiaro che certe consapevolezze le devci maturare tu, sulla base della tua esperienza. Diciamo soltanto che non funziona mai così, non ci sono vitime designate e carnefici tratteggiati così bene. Anzi si una vittima chiara di una relazione di coppia scriteriata c'è e come... E sei tu! I figli, mai loro. Loro sono responsabili in egual misura degli effetti che ha su di te la loro relazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 12:07 
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Iscritto il: domenica 1 luglio 2012, 0:16
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project grazie x il supporto :) , alyosha mi rendo conto che come scritto posso essere facilmente frainteso, intendo che c'è chi al doppio della mia età si trova solo e nel mio stesso stato d'animo, ovviamente c'è chi sta bene anche da solo e non sente la necessità e lo invidio pure e nei miei interventi ho sempre ribadito che x una persona la vita sentimentale non è la priorità, mi scuso se può essere passato un altro messagio che proprio non volevo dare. Comunque si, la mia storia è sicuramente stereotipata ma è questa, certo mio padre porta i soldi a casa, ma io non chiedo senza dire grazie e non chiedo molto in generale, so benissimo quanto conti la sua presenza in famiglia ma c'è anche da dire che lui ha i suoi amici con cui uscire e mia madre no x diverse rinunce, è vero che mia madre non ha lavoro ma stare in casa a badare ai propri figli è un lavoro, mia madre non ha finito l'università x amore, io non k.avrei fatto ma lei si, ha messo al primo posto la famiglia e ha solo quello, quindi mio padre potrebbe mostrarsi più comprensivo come mia madre è SEMPRE stata con lui, il fatto che lui porti i soldi a casa non gli da il diritto di assumere atteggiamenti di cantinua polemica sugli altri, tra l'altro quando è in famiglia cambia modo di fare. La colpa è comunque anche di mia madre e sicuramente anche mia che posso evitare certi interventi ma non voglio far passare di voler far ricadere le colpe della mia situazione su mio padre visto che quello della famiglia è uno dei fattori e nemmeno il più significativo,cmq non ho capito l'ultima parte, sono dal cell non posso quotare.



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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 12:46 

Iscritto il: venerdì 29 giugno 2012, 23:45
Messaggi: 22
Ciao FreedomTower :). Mi sembra quasi che tu ti senta in colpa perchè ti rendi conto di soffrire per cose che magari a te possono sembrare insignificanti o perchè sei consapevole che al mondo ci sono persone che soffrono più di te, e forse credi di non avere il diritto di soffrire per una forma di rispetto nei confronti di queste persone. Secondo me invece non esistono problemi grandi e problemi piccoli, problemi importanti e problemi stupidi, perchè tutto dipende dal modo in cui la persona affronta quei problemi. Spesso cose apparentemente stupide possono far soffrire più di problemi che appaiono giganteschi e irrisolvibili, e comunque l'entità del problema che si affronta è qualcosa di estremamente soggettivo. Quindi, se posso darti un consiglio, non ti sentire in colpa se ti rendi conto che la tua vita così com'è non ti soddisfa appieno e magari ci soffri per questo, non sottovalutare i tuoi problemi, ovviamente non ti dico di catastrofizzare e ingigantirli perchè questo è altrettanto sbagliato e deleterio, i problemi bisogna semplicemente valutarli per ciò che sono, ne più ne meno. Rendersi conto che nella propria vita c'è qualcosa che non va e interiorizzare il dolore che questa consapevolezza comporta è la spinta che ci serve per far si che la nostra vita cambi in meglio. Ovviamente non bisogna sguazzarci nel dolore, sarebbe sbagliatissimo, ma non è sempre detto che soffrire sia sbagliato e di sicuro non ti devi sentire in colpa se ciò accade, e comunque nessuno ha il diritto di stabilire se il tuo dolore è giusto o sbagliato, se hai il diritto di soffrire oppure no, perchè solo tu conosci il tuo problema e il disagio che questo ti provoca. Quindi sicuramente hai tutti i requisiti per soffrire xD e anche per sbatterci la testa con il tuo problema, perchè prendere le cose di petto è l'unico modo che abbiamo per risolverle. Comunque ripeto bisogna essere equilibrati e non pensare che il mondo giri solo attorno ai nostri problemi, ma non mi pare che tu corra questo rischio. Insomma, non bisogna sentirsi in colpa di soffrire, perchè ogni problema assume una valenza in relazione alla persona che lo vive. Non so se ho detto delle cose che possono avere un senso per te, ma spero comunque di averti aiutato per quel poco che posso :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 14:00 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
FreedomTower La mia era poco più che una battutta ti eri spiegato benissimo e non mi ero sentito offeso. Al contrario di quello che si crede l'età aiuta a vivere meglio certe condizioni e non è affatto uno svantaggio. Mi pare del tutto evidente che un ragazzo più giovane abbia più "curiosità" di sperimentarsi sessualmente e affettivamente. Volevo solo farti ragionare sul fatto che in realtà la condizione più complicata era la tua e non quella di uno più in là con l'età. Questo giusto per scrollarti un pò di dosso l'idea che non sei buono a nulla, che pare ogni tanto trapelare qua e là...
Per il resto mi pare ovvio che non avrei né le competenze, né lo spazio per toccare l'intimità della relazione con i tuoi genitori. E tuttavia ci si dimentica sempre che la donna cresce i figli del proprio uomo e che su di loro esercita la sua autorità ben più che l'uomo. La madre nutre i figli del suo stesso rancore e li allontana dalla figura maschile, li pone contro il padre, che per forza di cose finisce con l'allontanarsi (magari gli si fa pure un favore, perché il padre è già distante, chi dice di no). Vedi quando di base la coppia coniugale non funziona, non funziona neanche la loro genitorialità, ma è un grave errore caricare questa cosa sui figli. Bisognerebbe avere la lucidità di capire che i figli hanno comunque bisogno del padre, mentre probabilmente le mogli possono fare a meno di un marito... Lascio cadere il discorso di proposito sul generale, addentrarmi ulteriormente non avrebbe molto senso. Ti parla uno che il padre lo ha odiato per trent'anni e che ora un pò di cose le comincia a vedere in modo diverso. Ma proprio per questo so quanto complicato sia il percorso, come pure quanto faccia bene rappacificarsi non tanto con il padre, ma con il maschile che c'è in noi e cui la figura paterna inevitabilmente rimanda. Di sicuro odierai di te tutte le parti che ti ricordano lui, tutti i "difetti" che vedi (o qualcuno ti fa vedere) in lui e che riconosci anche in te ed è ovvio che ce ne siano tante parti di te che somiglino alle sue, perché è tuo padre... Detto altrimenti odi una parte di te che allontani, rifiuti... Ecco questo posso dirtelo con certezza la clemenza che dimostri verso di lui è quello che dimostri verso te stesso...
Aggiungo solo che in questo meccanismo, volendo abbasta complesso, quello che realmente manca ad un gay è il supporto del gruppo dei pari, la cosidetta "comitiva" o chiamatela come vi pare. Quello è un contenitore dove certe tensioni familiari si anestetizzano e si impara a guardare le cose da prospettive diverse da quelle monolitiche e irrigidite dei propri genitori. Questo e solo questo rende più complicato il percorso di un gay e non altro. Certo che si sente più solo, ma non nel senso in cui lo intendevi tu.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2012, 21:46 
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Iscritto il: domenica 1 luglio 2012, 0:16
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Ocean anche le tue parole non possono che essere di conforto, attualmente la cosa sembra passata, sono più tranquillo ma sicuramente tornerà, nel mentre... sorrido un pò :)
Alyosha, avevo frainteso scusami tanto comunque tutto può essere, magari mia madre può averlo fatto involontariamente, non saprei anche se ha sempre cercato di trovare spazi per me e mio padre in modo che si instaurasse più feeling, anche se io ho sempre preferito la sua compagnia, sarà che siamo sulla stessa lunghezza d'onda, questa settimana si può dire che la famiglia sia "tranquilla", nel senso più balordo del termine, vabbè che siamo tutti acidini di carattere X'D
Oggi la prendo con il sorriso perchè sto volando più basso con l'immaginazione per il futuro visto che attualmente non ho molto in mano, cercherò di cogliere più significato da ciò che mi succede ora volando meno con la fantasia verso l'indomani, forse il mio problema è questo, anche se mi trovo in una situazione non eclatante devo trovare i lati positivi di ciò che mi succede ADESSO e soprattutto godermeli perchè andare avanti come un treno senza guardare sotto cosa sto correndo sarebbe ancora più sbagliato, comunque grazie a tutti degli interventi, ocean, project e alyosha, mi avete fatto riflettere :)
UN abbraccio!



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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 23:10 
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Iscritto il: giovedì 20 settembre 2012, 17:34
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non so se tra un anno sarai qui a rileggerti, ma in ogni caso sono sicuro che rileggendoti capirai che sei cresciuto un bel po da lasciarti dietro tutte le idee confuse tra speranze e delusioni che magari associavi perchè guardavi ad una realtà troppo lontana e diversa dalla tua. Non è che pensarsi a Londra ti assicura una vita felice; quella devi costruirtela tu sostenendo il peso di scelte facili o più spesso difficili che saprai solo tu quanto sono o saranno necessarie.

Non ho capito bene cosa centrasse la tua magrezza con l'infelicità. ???


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho davvero i requisiti per soffrire pienamente?
MessaggioInviato: martedì 25 settembre 2012, 23:23 
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Iscritto il: domenica 1 luglio 2012, 0:16
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La mia magrezza c'entra perchè mi infastidisce il mio corpo per il fatto che non ho muscolatura, mi avvicino più al pelle e ossa diciamo ma specialmente 2 settimane fa stavo mangiando pochissimo per morale a terra, ora ho dovuto riprendere a mangiare normalmente per forza di cosa, ho ricominciato la scuola e non posso permettermi debolezze :)
Si è vero, Londra o qualsiasi altra grande realtà non ti regalano nulla, meno di una città piccola, ma di certo ti offrono stimoli e situazioni migliori in cui poter vivere, alla lunga.



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