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 Oggetto del messaggio: affettività etero?
MessaggioInviato: venerdì 14 dicembre 2012, 11:13 
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Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 22:49
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Vorrei avere una vostra opinione riguardo ad una strano sentimento che sto provando in quest’ultimo periodo.
Tutto è iniziato quasi un anno fa quando avevo deciso di fare esperienza di volontariato in una ong. Cercavano dei volontari e offrivano un corso di formazione, mi sembrava un ottima idea per arricchire la mia formazione e per incontrare persone con cui condividere la passione per la solidarietà. Il corso è stato interessantissimo e per il fatto che ci fossero workshop fuori sede con spostamenti anche a Roma ho avuto la possibilità di trascorrere diverso tempo con altri ragazzi del corso e di entrarci in confidenza.
Premetto che ogni tanto mi capita di fare attività che mi portino a riempire il mio tempo libero o ad uscire fuori dal guscio, più che altro fino ad allora cercavo anche di tenere la mente occupata per non pensare alla mia condizione di omosessuale non dichiarato che cominciava a darmi parecchio fastidio: non sapevo se era più importante essere me stesso oppure comportarmi come se fossi eterosessuale e cercare di recitare al meglio quella parte.
Mentre ero a Roma feci la conoscenza di una ragazza molto carina, anzi fu lei che venne a presentarsi. Mi disse che in realtà mi aveva già notato ad alcune lezioni all’università, quindi venne fuori che frequentavamo la stessa facoltà. All’università non l’avevo mai notata, all’inizio del corso invece feci caso al fatto che fosse molto carina ma non mi saltò in mente di rivolgermi a lei visto che ero molto concentrato sugli argomenti del corso e dentro di me vivevo una crisi profonda: volevo smetterla di recitare e rivolgere tranquillamente la mie attenzioni verso i ragazzi ma allo stesso tempo ero ancora intrappolato nella parte da etero allora preferivo fare finta che intorno a me non ci fosse nessuno, così non guardavo né uomini, né donne.
Però la dolcezza e la spontaneità con cui mi si presentò mi affascinarono e non potei fare a meno di entrare in confidenza con lei. Finito il corso, nonostante la mia freddezza iniziale, mi integrai bene nel gruppo e iniziai a fare anche volontariato.
All’inizio questa ragazza non sapeva se sarebbe rimasta a fare volontariato anche lei, ma alla fine decise di restare e ne fui davvero felice.
Nel corso del tempo abbiamo sviluppato un rapporto molto ambiguo: all’inizio con me si comportava in modo diverso che con gli altri, si rivolgeva solo a me, a volte sembrava volesse stabilire un contatto ancora più forte, poi però se io mi prendevo maggiore confidenza sembrava volesse allontanarmi.
Confuso da questo comportamento e cosciente che in fondo ero gay decisi di smetterla con quello stupido tira e molla che in fondo non portava da nessuna parte. Ci allontanammo un po’ e nel frattempo lei prese molta confidenza anche con gli altri ragazzi e di questo ero piuttosto geloso. Come reazione decisi ogni volta di far finta che non esistesse poi però quando ero in disparte e isolato da tutti veniva a parlarmi col suo bellissimo sorriso o ad abbracciarmi.
Devo ammettere che questa situazione mi metteva in crisi perché iniziai a domandarmi se mi stessi innamorando ma alla fine decisi di non pensarci più visto che nonostante tutto per questa ragazza non provavo un’attrazione sessuale abbastanza forte, era sì capitato che io facessi pensieri su di lei, ma nulla in confronto all’eccitazione che provo per il corpo maschile.
In tutto questo tempo il nostro rapporto non è mutato: ho continuato a non espormi e a trattarla da amica, lei invece ad essere passionale. Mi trovavo molto bene con lei, mi interessava quello che faceva, come la pensava, mi piaceva scherzarci, provocarla, sembra strano dirlo ma sul piano emotivo sarebbe il tipo di persona con cui starei bene insieme. Più volte ho pensato a come sarebbe stare con lei ma poi devo sempre fare i conti col fatto che sul piano sessuale non avrei niente da offrirle.
Quindici giorni fa, infine, in parte per motivi personali, in parte per delle divergenze con gli organizzatori del gruppo, ho deciso di abbandonare l’attività. Ovviamente con la ragazza ci siamo salutati e ci ha tenuto a dirmi che mi vuole molto bene. Io me ne sono andato sicuro di non sentire nessuna nostalgia anche perché in tutto questo tempo mi sono guardato dentro, so di essere gay e non ci può essere niente che potrà cambiare la mia natura. Con il gruppo di volontari naturalmente non mi sono esposto in alcun modo, nessuno sa di me, visto che l’ong è d’ispirazione religiosa ho preferito non rischiare, anche se ho avuto la fortuna di conoscere persone molto perbene e sensibili.
Il fatto è che a distanza di così poco tempo sento un vuoto, sento la mancanza di questa ragazza, mi mancano i suoi sguardi, i suoi abbracci, i suoi discorsi, la nostra complicità. Degli altri non m’importa niente, mi dispiace solo che non abbia più occasione di vedere lei.
Non so come chiamare questo sentimento che provo, forse è semplice amicizia visto che non c’è coinvolgimento sessuale, ma devo dire che con amiche che conosco da dieci anni non mi sono mai sentito così.
Per non parlare del fatto che da quando mi sono accettato come omosessuale e non nascondo più a me stesso la mia attrazione per i ragazzi, mi sarei aspettato di innamorarmi o di provare questi sentimenti verso un ragazzo e non viceversa. Posso capire quando non accettavo di essere gay e costringevo me stesso a guardare le ragazze ma ora che sono libero da questo vincolo che significa tutto questo?


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 Oggetto del messaggio: Re: affettività etero?
MessaggioInviato: venerdì 14 dicembre 2012, 15:20 
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Iscritto il: sabato 26 giugno 2010, 23:05
Messaggi: 682
Guarda mi è capitata una situazione molto simile, e la verità è che anche io non so assolutamente come spiegarmela, quindi posso dirti che capisco cosa ti passa per la testa in questo momento, ma non saprei come far luce su una situazione così contraddittoria.



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 Oggetto del messaggio: Re: affettività etero?
MessaggioInviato: venerdì 14 dicembre 2012, 16:11 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Yoseph ebbi tempo addietro a sostenere che comunque un gay non è un r*******o e si accorge se la ragazza con cui sta istaurando un amicizia ha un interesse di tipo diverso, mentre l'etero di turno proprio perché da per scontato che tutti i maschi siano etero come lui proprio non ci arriva.
Detto ciò, penso che tu ti trovi in una fase di passaggio, che hai fatto benisssimo a fare questa esperienza di volontariato, però è del tutto evidente che in qualche modo hai sentito l'esigenza di "proteggerti". Vedi del tutto incosapevolmente, però è inevitabile comunicare un'immagine di sé e in una fase della tua vita in cui ti senti materialmente esposto e vulnerabile, proprio perché stai cominciando a "guardarti intorno", probabilmente un bel paravento male non ti ha fatto. I meccanismi con cui un gay si rivolge ad una donna in questa tipologia ambigua di relazione (non parliamo di amicizia e basta ovviamente), sono meccanismi che possono portare anche ad instaurare una relazione vera e propria, che per fortuna nel tuo caso non c'è stata. So che ognuno di noi ama sentirsi "buono" e si conseguenza "vittima" delle situazioni, però insomma temo che tu l'abbia "usata" questa ragazza, nel senso in cui ti ho detto, come protezione in una fase di passaggio tra vecchio e nuovo, dove forsi farsi vedere in "simpatie" con una ragazza poteva anche farti comodo insomma. Nulla di che visto che comunque tra voi non è successo nulla, però date le circostanze in cui quessto incontro è avvenuto tendo ad ipotizzare che sia successo quello che ti ho scritto.
Resta nonostante tutto il fatto che con questa persona esiste certamente un affinità emotiva, il fatto che ti ha dedicato le sue attenzioni facendoti sentire "voluto" (essere cortegiati è una cosa che fa piacere in sé), che certamente gli vuoi bene e che si vuole bene con il corpo a qualunque livello, dall'abbraccio tenero, alla coccola all'atto sessuale. E' il corpo che comunicà o dovrebbe comunicare le emozioni che proviamo per l'altro, solo che un gay può trovare difficoltà a capire cosa esattamente gli comunica il proprio corpo e il corpo della'ltro, difficoltà legate molto più alla repressione che ad altro (tant'è che hai riconosciuto praticamente da subito che la tipologia di desiderio rispetto a questa ragazza era qualitativamente differente).
Infine penso che purtroppo un gay represso nella sua sessualità tenda molto a confondere questo tipo di affinità con la ragazza, la tenerezza che si istaura, la complicità e tutto il resto con un innamoramento vero e proprio. Anzi credo proprio che la sua fame di affetto gli faccia confondere tutto con un innamoramento purtroppo, innanzitutto perché non ha sperimentato una relazione vera e propria, che pure desidera con tutto se stesso, secondariamente perché infondo la strada che porta alla donna è tutta in discesa e magari c'è una piccola parte di noi che spera sempre di "trovare quella giusta" e che il problema infondo sia stato solo quello. C'è da precisare inoltre che per me, salvo rare eccezioni, non esiste né l'eterosesssuale puro ne l'omosessuale puro e che come l'etero ha una componente omosessuale che riversa nelle amicizie, senza che questa si traduca in un'attrazione sessuale, allo stesso modo un gay ha una componente eterosessuale che traspone nelle amicizie con donne, senza che questa diventi anche in questo caso un'attrazione sessuale vera e propria. Questa componente va riconosciuta senza troppo scandalo, sia per gli etero che entrano nel panico all'idea di essere gay che per i gay che invece pare che entrino nel panico lo stesso, perché questo tipo di sensazioni possono "smantellare" la propria certezza di essere gay così faticosamente acquisita.
E' ovvio che nello scriverti debbo precisarti che di esperienze come le tue sono praticamente pieno come un uovo, visto che mi sono represso per ben 11 anni. Nella tua stessa situazione in pratica mi sono persuaso a cominciare delle storie pur sapendo perfettamente di essere gay. Allora mi è mancato molto la possibilità di un confronto serio, le possibilità che mi ero dato sul versante omosessuale erano state di incontri, che per quanto mi avessero sovraeccitato, mi fecero al contempo paura e finii per l'appunto per proteggermi con il corpo della donna diciamo così.


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 Oggetto del messaggio: Re: affettività etero?
MessaggioInviato: venerdì 14 dicembre 2012, 16:51 

Iscritto il: martedì 3 luglio 2012, 4:01
Messaggi: 114
Lo chiamerei "affetto" e non ci monterei sopra cose che non ci stanno proprio. Viviti il piacere dello stare insieme con lei e non proiettarci sopra un eventuale bisogno di qualcosa di piú intimo, dal momento che sai bene che sei attratto dai ragazzi. Fintanto che lei non vuole di più da te, il problema non si pone.



_________________
 


"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."
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 Oggetto del messaggio: Re: affettività etero?
MessaggioInviato: venerdì 14 dicembre 2012, 20:56 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao Yoseph,
Yoseph ha scritto:
Il fatto è che a distanza di così poco tempo sento un vuoto, sento la mancanza di questa ragazza, mi mancano i suoi sguardi, i suoi abbracci, i suoi discorsi, la nostra complicità. Degli altri non m’importa niente, mi dispiace solo che non abbia più occasione di vedere lei.
Non so come chiamare questo sentimento che provo, forse è semplice amicizia visto che non c’è coinvolgimento sessuale, ma devo dire che con amiche che conosco da dieci anni non mi sono mai sentito così.

Il sentimento che provi per questa persona è solo amicizia, e c'è anche dell'affetto che però non c'entra nulla con la tua inclinazione sessuale, te lo dico perché ho provato anche io questo sentimento con una mia amica, questo può succedere quando con una persona si crea un rapporto molto forte... a volte questo affetto può sfociare nel bisogno di voler abbracciare una persona o comunque voler esprimere in maniera "fisica" l'affetto che si prova per questa persona... ma, ti ripeto, questo affetto non c'entra nulla con la tua inclinazione sessuale...

Spero di esserti stata di aiuto...

Un abbraccio, Isabella



_________________
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: affettività etero?
MessaggioInviato: venerdì 14 dicembre 2012, 22:23 
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Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 22:49
Messaggi: 369
Grazie davvero a tutti per aver risposto!!

@Alyosha è vero che sotto sotto preferiamo considerarci delle vittime innocenti, per questo, come tu anche mi hai fatto notare, non escludo che possa aver inconsciamente usato questa ragazza come scudo in questo momento di transizione.E' vero anche che non essendomi mai innamorato di un uomo tendo a confondermi e a non saper interpretare bene i miei stati d'animo e i miei sentimenti. Ecco perché in questo caso questo forum si rivela un aiuto prezioso!

@Totoro Hai ragione anche tu quando dici che è un errore caricare certe situazioni di chi sa quale significato, forse avrei molto più benefici se imparassi a godermi l'amicizia in quanto tale! Il fatto è che è la prima volta che provo un'affettività così intensa e questo mi ha un po' scombussolato facendomi credere che fosse chi sa che...

@Isabella Probabilmente è la prima volta che provo un sentimento d'amicizia così intenso e questo mi ha un po' mandato in crisi. Per fortuna ho sempre avuto la certezza che mi piacessero gli uomini, questo mi ha salvato da un maldestro tentativo di risvegliare un'ipotetica componente etero presente in me :D Vorrà dire che cercherò di godermi di più l'amicizia, che è comunque qualcosa di grande, senza attribuirgli per forza chi sa quale significato!Grazie ancora!


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