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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: organizzarsi
MessaggioInviato: giovedì 28 febbraio 2013, 0:09 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Non vedo una necessaria contrapposizione fra accettare le proprie emozioni e agire per scrollarsele di dosso. Al contrario a volte siamo bloccati nell'azione proprio perchè non accettiamo il nostro malessere , lo neghiamo , ci arrabbiamo , ci colpevolizziamo. Così ci sentiamo impotenti e rinunciamo a combattere.
Se invece accettiamo il fatto che stiamo vivendo un momento difficile , possiamo metterci anche nell'ottica di cercare una soluzione , di fare dei tentativi per uscire dall'apatia .
Può essere necessario rompere anche certi schemi della quotidianità. Non apprezziamo le cose che abbiamo anche perchè le facciamo in modo distratto e sempre nello stesso modo. Le giornate così finiscono per accomigliare alla nostra tristezza e ce la restituiscono. Accettare il momento difficile non significa assecondarlo, ma rispettare la nostra fragilità pur agendo in modo da ritrovare la nostra energia.


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 Oggetto del messaggio: Re: organizzarsi
MessaggioInviato: sabato 2 marzo 2013, 4:16 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2013, 3:13
Messaggi: 81
Sono d'accordo con tutti quanti voi. Grazie per avermi risposto! Provo a riassumere.

Apatia e velleità sono entrambe causate da ansie e mancanza di progettualità. E per combattere queste ultime due cose, bisogna in realtà non combatterle. Accettare il momento di difficoltà (la parte più lenta e difficile di tutto il processo, a mio avviso, in cui entra in gioco la capacità di "non combattere" l'ansia, ossia di avere pazienza con se stessi) e ricominciare ad apprezzarsi e poi apprezzare anche gli altri. E intanto capire che per uscirne, si deve comunque pian piano avere voglia di passare all'azione, per quanto difficile possa sembrare.

Grazie per tutti i consigli che mi date, mi tengono al calduccio, e credo che da qualche parte nella mia testolina stiano iniziando a farsi strada! Candido sono completamente d'accordo con te! Per caso s'era capito?

Ciao Arrofus, credo di sapere che si può godere delle cose e basta, che in qualche modo, qualcuno ci riesce. Ma non so bene come arrivarci, e l'autoconvincimento in sé da solo non funziona, con me.

Blackout, già, non c'è una danza speciale che fa al caso mio! :D Ma mi sento perso, e non sai quanto lo desidererei, che ne esistesse una! Non per risolvere tutti i miei problemi con la bacchetta, ma almeno per riportarmi alla situazione in cui torno a sapere che 'sto balletto effettivamente non esiste e che devo darmi dar da fare e fare ciò che desidero! Ti becchi ad ogni modo il biscotto di apprezzamento per il commento diretto!!

Stavo guardando www.wherethehellismatt.com/videos. Poi da www.youtube.com/watch?v=Vjw3ArRn2ck sono atterrato su quest'altro video proprio prima di iniziare a scrivere questa risposta: www.youtube.com/watch?v=LrAUGNc9noU =)



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"E non vi è niente di più bello dell'istante che precede il viaggio, l'istante nel quale l'orizzonte del domani viene a renderci visita e a sussurrarci le sue promesse." (Milan Kundera, traduzione mia)
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 Oggetto del messaggio: Re: organizzarsi
MessaggioInviato: sabato 2 marzo 2013, 19:54 
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Iscritto il: mercoledì 6 febbraio 2013, 17:10
Messaggi: 241
orachefaccio ha scritto:
Candido sono completamente d'accordo con te! Per caso s'era capito?

L'avevo intuito 8-) ma non penso che per te sia una buona cosa trovarti d'accordo con me, può solo crearti più problemi :lol:
Ho "ripercorso" i tuoi passi,per curiosità
orachefaccio ha scritto:
Stavo guardando http://www.wherethehellismatt.com/videos. Poi da http://www.youtube.com/watch?v=Vjw3ArRn2ck sono atterrato su quest'altro video proprio prima di iniziare a scrivere questa risposta: http://www.youtube.com/watch?v=LrAUGNc9noU =)

Matt mi ha colpito, rappresenta quel desiderio di viaggiare a aprirsi al Mondo ma con uno spirito di ingenuità,di leggerezza..non c'è uno scopo in quello che fa, eppure lo fa e la cosa in qualche modo lo appaga,lo fa star bene..e non sembra neppure prendersi sul serio,sembra vivere al momento..per non parlare poi dello spirito che si vede nei ragazzi che incontra in giro..Israele,Iraq,Corea del Nord,Africa..non certo Paradisi, eppure hanno la forza di ballare,di sorridere,di scherzare nonostante tutto :) (Mi sa che quello che fa Matt lo vorresti fare anche tu,o sbaglio? ;) )
La ninna nanna è forte, è un misto di dolore e speranza, è un ponte tra la morte e la vita (ho letto anche il testo ;) )
L'ultimo l'ho tenuto come sottofondo mentre scrivevo...una musica contorta,con un ritmo che si ripete all'infinito,come un loop..mi dà l'idea di chi,confuso e affannato, cammina in un labirinto senza trovare l'uscita...(strane suggestioni mentali,come vedi :lol: )

Mi intriga sempre quello che scrivi,sa di chi è alla ricerca di qualcosa e non si arrende,è un segno di vita e voglia di vivere! :)
D'altra parte, è molto più interessante vedere chi prova a cucinare una torta,magari anche pasticciando o sbagliando qualche ingrediente,piuttosto che chi te ne fa vedere una bella e pronta,da copertina..soprattutto se anche tu vuoi preparare la TUA di torta,e vuoi imparare a farlo!E' un bel modo per confrontarsi tra due cuochi un po' pasticcioni :lol:

Vorrei riprendere parte dell'articolo che ti ho postato l'altra volta e fare una riflessione personale
candido900 ha scritto:
"Non dobbiamo combattere, dobbiamo cedere. Dobbiamo imparare a non pretendere niente da noi stessi, dobbiamo fare le cose per come le sappiamo fare non per come dovrebbero essere fatte. L’idea di non migliorarci ci può regalare uno stato di pace, non dobbiamo avere alcuna aspettativa ma essere semplicemente presenti nelle azioni che facciamo. Bisogna che impariamo a non guidarci e a non dirci sempre “sei andato bene” o “non sei andato bene”

Sia quando lo lessi tempo fa, che quando l'ho scritto in questo post pensavo che fosse un messaggio forte,forse non opportuno,un invito esplicito a vivere passivamente,a non far nulla. Un messaggio sbagliato. E magari alcuni che l'hanno letto l'avranno interpretato così.
In realtà anch'io avevo interpretato male!Nel testo ci sono 2 piani,uno cognitivo (il pensiero,le idee,la coscienza) e uno materiale,pratico(le azioni,il fare); il messaggio è sul piano cognitivo, ma ve ne è un altro,opposto,sul piano pratico.
Mi spiego meglio: quando nel testo siamo invitati a pensare "con l'idea di non migliorarci"(primo messaggio,piano cognitivo), questo non implica il non migliorarci come atto pratico,come azione ma ci dice che non dobbiamo avere sempre in testa il pensiero fisso di doverci migliorare,di una vita perfetta,di dover seguire chissà quale modello ideale e implicitamente dichiara sul piano pratico l'esatto opposto,cioè il fare,l'agire che di per sè è un miglioramento,in quanto ti smuove dall'apatia e dall'inedia(secondo messaggio,piano pratico).
In poche parole,a far danni è sempre questo tendere del pensiero verso un'idea di miglioramento,di grandi aspettative,di chissà quali progetti.
Ma grandi aspettative implicano e scatenano forti ansie,preoccupazioni,paure; e queste ti bloccano,ti rallentano e rendono le tue aspettative(che già sono troppo idealizzate,troppo alte,troppo in là nel futuro) ancora più lontane,meno raggiungibili. E questo si ripete ciclicamente,autoalimentandosi secondo uno schema: "grandi aspettative-ansie-blocco-nuove grandi aspettative" e ad ogni ciclo hai sempre meno tempo,che viene perso, e meno energie.)
Ecco perchè l'idea di migliorarci,l'idea di una vita perfetta va abbandonata,perchè è essa stessa il primo motivo per cui non arriveremo mai ad averla,in quanto l'idea scatena il ciclo di cui sopra e ci fa star male.
Agire senza alcuna idea di miglioramento,senza alcuna prospettiva ti permette quello di cui parlavi all'inizio del topic,ovvero passare al piano pratico agendo, e raggiungere piccoli traguardi, e la somma di questi ti porta a grandi traguardi,senza neppure accorgertene.
E la serenità deriva quindi a priori dall'avere in testa l'idea di non migliorarci,di non avere aspettative e a posteriori da ciò che praticamente, e anche nel nostro piccolo, realizziamo. Il desiderio,l'idea di voler essere sereno è quindi controproducente (difatti anche qui si crea un ciclo "desiderio di serenità-ansia-blocco-ulteriore desiderio di essere sereno"),come lo è il pensare consciamente di dover respirare rispetto all'atto stesso della respirazione(Fai la prova,e pensa al fatto che tu debba respirare,e che tu stia respirando.Il pensare al respiro successivo crea ansia,agitazione).
In generale,credo che questo si possa applicare a tutto,all'idea di apprezzarsi,di migliorarsi e di accettarsi. Il problema cessa,e con essa le ansie che ne sono una espressione mentale(e in parte fisica), quando non ci pensi più (e così avviene anche nel discorso della respirazione,come avrai notato ;) )

Quindi:
candido900 ha scritto:
L’idea di non migliorarci ci può regalare uno stato di pace

e
candido900 ha scritto:
Lo sforzo che ognuno di noi dovrebbe compiere consiste nel non arretrare dinanzi alla possibilità di vivere nuove esperienze


Spero che il discorso abbia preso un senso,perchè quando ho iniziato non ce l'aveva! :lol: E magari che sia stato anche un pochino utile :)


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 Oggetto del messaggio: Re: organizzarsi
MessaggioInviato: lunedì 4 marzo 2013, 4:43 
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Iscritto il: lunedì 4 febbraio 2013, 3:13
Messaggi: 81
candido900 ha scritto:
non penso che per te sia una buona cosa trovarti d'accordo con me, può solo crearti più problemi :lol:

Beh se sono d'accordo con te non ci posso fare niente, male che vada ci ritroveremo con i problemi in due :P Dai ci facciamo compagnia!


Sì, Matt lo ammiro molto! Non perché sia un gran genio, ma perché riesce a fregarsene di dover avere un lavoro "standard" e fa quello che vuole e punto. E i soldi chiaramente glieli lanciano addosso, perché quello che fa, lo fa col cuore, con tutto se stesso. Poi in più, chiaro, viaggia di continuo, che è quello che anch'io adorerei fare.

Il tuo discorso credo di averlo assimilato. Mi fa piacere che me l'abbia spiegato ancora più in dettaglio, la parte sul piano cognitivo e quello pratico è stupenda (ma ce l'avevi già in testa o ti si sta costruendo in itinere? è tua l'interpretazione su due "piani"?), ad ogni modo già dal tuo secondo post avevo intuito che non volevi dire, con quel non migliorarci, "lasciarci andare", ma tutto l'opposto, lasciare che siano gli atti a migliorarci, non il pensiero, il quale invece ci confonde e blocca.

Credo quindi di essermene convinto, la parte complicata è metterlo in pratica. Forse ci vuole tempo. E lasciare semplicemente che la nuova mentalità lavori da sola. E' che, dopo che sei stato al buio per tanto tempo, e che inizi non a vedere la luce, ma anche solo a pensare che tale luce possa esserci, da qualche parte, ma non la vedi ancora, tu, in persona... beh vorresti correrle incontro, "ditemi dov'è, ci voglio andare ora!"... quel tuo "non combattere", anche se magari è la strategia adeguata, dentro di me sa di "dai aspetta, arriverà, con calma!", che un po' sfotte e si prende gioco di quella parte di me che non ha più pazienza e vuole subito quella luce, parte di me che va un po' tenuta a bada, secondo appunto la tua strategia del "non combattere, non affannarsi, ma lasciare che le azioni facciano pian piano il loro corso, in positivo".

Forse questo è il succo del mio post originale, e la risposta al mio quesito, "organizzarsi": armarsi di coraggio, e avere pazienza. Non per banalizzare, ovvio, ma la motivazione della mia apatia o delle mie azioni inconcludenti si può ricondurre all'impazienza (contrario di pazienza), che unita alle paure (in qualche modo il contrario di coraggio) annebbia il coraggio e la lucidità di fare le cose per bene (rinchiudendole, invece che come "azioni", in pensieri che non trovano sfogo). E in effetti, con la pazienza si costruiscono le cose pian piano, e col coraggio si osa dove c'è da osare un pochino per ottenere. Per ottenere entrambi, direi che la strategia è quella che dici tu, combattere l'ansia (impazienza+paure) non combattendola. Sto sicuramente trascurando altri aspetti, ma questo è più o meno il riassunto dell'idea che mi sono fatto.

Tornando a Matt, ci tengo ad aggiungere che se non faccio "quello che voglio" (dare spazio alla mia omosessualità, lasciare/mettere in pausa tutto e viaggiare alla ricerca di quello che mi piace fare, avere una vita sociale e affettiva sana che parta dal cercare degli amici, per fare tre esempi di cose che non faccio) è proprio perché ho (spero di poter dire ora "avevo") scarsa fiducia nell'esistenza di quella luce. "Matt ha già avuto l'idea geniale, cosa mai potrò fare IO!!??" Tornare a crederci, magari trovarla 'sta benedetta luce (parlare di "luce" mi sa di spirituale/religioso, il che mi stranisce un po', ma vabbè.. ci capiamo, su cosa intendo dire! :D ), mi farebbe avere di nuovo fiducia in me stesso, e quando credi in te stesso puoi fare in realtà tante, tante belle cose...



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 Oggetto del messaggio: Re: organizzarsi
MessaggioInviato: lunedì 4 marzo 2013, 13:29 
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Messaggi: 241
orachefaccio ha scritto:
la parte sul piano cognitivo e quello pratico è stupenda (ma ce l'avevi già in testa o ti si sta costruendo in itinere? è tua l'interpretazione su due "piani"?),

Sì,è una mia personale interpretazione ed è in continua costruzione ed evoluzione :)
E' un tentativo di risposta a questo desiderio di riequilibrare la mia vita,di ritrovarne l'armonia; e nel nostro scambio di idee,sensazioni ed esperienze questo tentativo di risposta si rafforza,o si indebolisce,diventa più chiaro,cambia,si evolve e così succede anche a me!Lo stiamo costruendo assieme,probabilmente.

orachefaccio ha scritto:
lasciare che siano gli atti a migliorarci, non il pensiero, il quale invece ci confonde e blocca.

orachefaccio ha scritto:
combattere l'ansia (impazienza+paure) non combattendola

orachefaccio ha scritto:
la risposta al mio quesito, "organizzarsi": armarsi di coraggio, e avere pazienza.

Ottime osservazioni!:) Tieni conto però che la mente non si spegne facilmente,anzi quasi mai. Ed è bene che sia così,rimane sempre la nostra guida,quando vive con noi ciò che ci succede momento per momento e non eccede nel suo "potere" anticipatorio degli eventi(tentare di prevedere il nostro futuro,anche prossimo). Quindi il trucco può essere "incanalare" il pensiero non più su ciò che non va(pessimismo e disprezzo di se stessi) o su chissà quali immagini future di noi e della nostra vita(l'ossessiva idea di un domani in cui saremo perfetti e tutto andrà bene,non come ora), quanto piuttosto sull'accettazione serena e "paziente" del presente(vale a dire accettare il momento,l'idea del non-miglioramento,la serenità come forte affermazione di noi stessi ora,nel presente) e sulla programmazione di base della nostra quotidianità(ovvero l'organizzare le azioni quotidiane di base,le più semplici, e introdurre pian piano qualche elemento di novità: un po' di sport,qualche passeggiata o attività all'aperto,nuove conoscenze sul Web o dal vivo,con un pizzico di "coraggio" ma con un atteggiamento tranquillo e privo di aspettative ben definite).
[A tal proposito,personalmente credo che abbiamo una visione idealizzata dell'amicizia, e nel tentativo(che fallisce sempre) di trovare quell'idea,quell'immagine negli altri, finisce che rigettiamo le "conoscenze", persone che a differenza degli amici magari non dureranno per sempre e non ci capiranno al 100% ma con le quali si condivide qualcosa(un pensiero,un momento della nostra vita,un'attività collettiva,un breve break in cui "spegniamo" la mente dal quotidiano). Che poi,le conoscenze possono diventare in rari casi amicizie,qiuindi il percorso inizia sempre da lì ;)
Sull'amore ammetto di non essere obiettivo, in me rimane sempre l'idea romantica di un principe azzurro,qualcuno che ti completi e ti faccia star bene e qui mi frega la pochissima,quasi nulla esperienza :oops: ]


orachefaccio ha scritto:
Tornando a Matt, ci tengo ad aggiungere che se non faccio "quello che voglio" (dare spazio alla mia omosessualità, lasciare/mettere in pausa tutto e viaggiare alla ricerca di quello che mi piace fare, avere una vita sociale e affettiva sana che parta dal cercare degli amici, per fare tre esempi di cose che non faccio) è proprio perché ho (spero di poter dire ora "avevo") scarsa fiducia nell'esistenza di quella luce. "Matt ha già avuto l'idea geniale, cosa mai potrò fare IO!!??" Tornare a crederci, magari trovarla 'sta benedetta luce (parlare di "luce" mi sa di spirituale/religioso, il che mi stranisce un po', ma vabbè.. ci capiamo, su cosa intendo dire! ), mi farebbe avere di nuovo fiducia in me stesso, e quando credi in te stesso puoi fare in realtà tante, tante belle cose...

Capisco bene cosa intendi per "luce" :) E intuisci bene che la fiducia in se stessi e l'autostima siano ad essa strettamente collegate ;)
Ma come si conquista l'autostima? Secondo me dall'accettazione di noi stessi nel presente:
-il primissimo punto è accettare pregi e difetti,e abbandonare quell'idea,quell'immagine di eterna perfettibilità che ci fa sentire nel presente sempre inadeguati,imperfetti,non all'altezza. Smettere di desiderare di essere altro da quello che siamo,e considerarci già perfetti (per affrontare il mondo) nella nostra imperfezione;se arriviamo a considerare questo,non avremo più bisogno nè di giudicarci sempre così severamente nè di temere troppo il giudizio degli altri;
-il secondo punto,che viene dopo,è raccogliere le soddisfazioni che derivano da ciò che facciamo,una volta che abbiamo affrontato il mondo; vedere,apprezzare e vivere ciò che siamo riusciti a costruire,nella vita lavorativa,nel tempo libero come anche nelle relazioni.

La luce forse è in noi stessi; e si manifesta anche in ciò che facciamo. Senza necessariamente un disegno,uno schema precostituito da seguire. Alla fine unendo i puntini ne uscirà sicuramente qualcosa,più o meno bello, ma pur sempre un nostro originale disegno :)


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