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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il posto sbagliato o l'ambiente sbagliato?
MessaggioInviato: domenica 7 aprile 2013, 20:14 
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Iscritto il: domenica 1 luglio 2012, 0:16
Messaggi: 137
Ciao a tutti, passo di nuovo qui dopo 2 mesi e mezzo... forse con le idee ancora più confuse ma forse più definite nella parte che ho chiara (non so se mi spiego :lol: ).
Allora la farò breve, pensando e pensando all'infinito alla questione "è il posto che fa la differenza?" mi sono risposto "certo! naturalmente, ma il mio problema non è solo lì".
Il mio problema è l'istituto superiore dove studio che è "fuori" centro, c'è tanta gente dei paesini limitrofi, quasi tutti maschi, poche ragazze quindi un ambiente che sembra più "militare" anche perchè l'istituto è di tipo scientifico e poi pieno di grezzi, ho amici che non vivono in città ma nei paesi limitrofi e quando esco in centro vedo continuamente potenziali ragazzi gay ( a patto che il mio gay radar non sia a fancu*o) ma non riesco mai ad incrociarli nel senso del poterci parlare etc. perchè i miei amici e le persone che mi circondano sembrano a loro volta non avere molte persone tolleranti o proprio amici\che gay...E quelli tolleranti potrebbero facilmente fare parola di una mia eventuale confessione con altri miei amici.
Che gran pacco! Ma sono io che ho la sfiga di non riuscire mai entrare in questo tipo di cerchie? Una settimana fa passando per un quartiere storico avevo visto anche due ragazzi presi per mano tenerissimi tra l'altro... Ma a me mai di queste occasioni? E ci sono delle possibilità nella città anche se poche perchè il clima generale è frustrante,però sembro io che non riesco a trovarle, forse devo aspettare l'università? Non so proprio come stringere amicizie di tipo diverso! Anche solo delle amicizie, tra l'altro la pressione comincia a farsi sentire di più ora che molti miei amici si stanno fidanzando e cominciando a chiedermi se voglio che mi presentino qualche ragazza.



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 Oggetto del messaggio: Re: Il posto sbagliato o l'ambiente sbagliato?
MessaggioInviato: domenica 7 aprile 2013, 20:37 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Dunque che dirti. Ti rispondo con la mia personalissima esperienza che è molto emblematica, perché sapevo di essere gay da 11 anni e tuttavia ero l'eterno fidanzato, "strano" che si circondava di gente "strana". Frequentavo la facoltà di filosofia allora, e dei quartieri, che sono poi le zone studentesche dove uscivo la sera con i miei amici e un pezzo di mare che proprio mi piaceva. Dopo essermi "riscoperto" questa mia esigenza di entrare nella cerchia gay, che vivevo molto come un "varcare la soglia" che mi ha portato pian piano ad entrare nei famosi locali gay e poi nelle chat e conoscere un pò questo famoso mondo gay. Mi sono accorto man mano che camminavo, che la biblioteca di lettere e filosofia e colonizzata fa gay, il quartiere che frequentavo è anche la zona gay della mia città (zona mista), ma proprio la più famosa e in quella stessa spiaggia andando più avanti c'era la spiaggia gay. Quello che avevo rivisto in questo mio "viaggio" era lo stesso mondo che avevo visto 11 anni prima o un'altro? Certo che era lo stesso e tuttavia era radicalmente diverso, perché diverso era il mio modo di rappresentarmelo.
Non mi ero accorto che in tutti quegli anni il mio istinto mi aveva già portano a frequentare persone tolleranti, ambienti gay-friendly, perché friendly rispetto alla diversità in genere. Poi ci ho riflettuto, nelle mie conversazioni difendevo sempre zingati, stranieri, ladri, tossico dipendenti, barboni... e gay. Insomma sapere di essere "diverso" senza capire bene in cosa, mi aveva reso uguale, vicino alla diversità e pieno di questo tipo di relazioni.
Non conosco bene la tua storia ma parli di un contesto omofobo e allo stesso tempo di aver visto tanti gay in giro con il tuo gayradar e qualche altro addirittura camminare per strada. Tanto per cominciare s'è d'improvviso ativato il "gay radar", che è un pò quel cominciare a guardare il mondo in modo diverso per come ti dicevo e fare attenzione a particolari che prima non notavi. Questo è già un grosso cambiamento. Adesso pian piano stai ritrattando il senso delle tue amicizie e ci dici che per la maggior parte non sono gay friendly, anche questo è un'altro cambiamento, perché cominciano a starti strette cose che prima invece accettavi. Stai già trasformando il tuo ambiente, per usare la bella espressione che ussi nel titolo. Solo che sei nel centro del vortice e tutti sembra piatto intorno, stranamente calmo. Non ci accorgiamo dei cambiamenti quando siamo nel bel mezzo dello sforzo per compierli, però ci accorgiamo del malessere. Ecco perché quando il disagio si manifesta e lo si comunica si è già ad un passo dalla soluzione (ovviamente anche dal riseppellire il tutto e fare finta di nulla, capita anche quello).
Forse il tuo contesto non è così omofobo come sembra, forse le persone di cui ti sei circondato ti riflettono la tua omofobia, la tua vecchia visione delle cose che adessos sta un pò cambiando. Le nostre relazioni non sono mai casuali, voglio dire ci accostiamo sempre a determinate persone e non ad altre.
In tutto questo ragionamento ovviamente faccio salvo il periodo della scuola, perché in effetti quello può essere un contesto veramente asfissiante per chi è oggetto di discriminazione, però se non ricordo male tu stai finendo. Il punto per me è quanto nel frattempo è matura la tua esigenza di avere relazioni fatte proprio di una pasta diversa e non tanto perché devi andare a dire per forza di essere gay, ma perché meriteresti delle amicizie più profonde, più intime e reali credo. L'idea chel'ambiente se ne stiamo fuori e sia altro dalle nostre rappresentazioni e fuorviante. Modifichiamo continuamente l'ambiente che ci circonda e ne veniamo continuamente modificati, il modo con cui percepiamo il mondo ce lo rappresentiamo ha effetti su come esso è. Cambiare visione delle cose significa anche un pò cambiare mondo. In questo senso i "viaggi" sono si, a volte, percorsi fisici, ma sopratutto mentali. Se qualcosa cambia nella tua percezione di te stesso, qualcos'altro cambia nelle tue relazioni e nel tuo mondo. Avvicinare un pressunto gay, uno dei tanti per i quali il tuo gay radar fischia, non significa starci, non significa nemmeno dichiararsi, ma probabilmente trovare delle eprsone più compatibili con te. Io per esempio mi sono accorto nel tempo che tutte le eprsone che frequentavo, sopratutto maschili, poi nei fatti non erano omofobe, ed erano in effetti le uniche che non mi facessero sentire a disagio. Magari succede che uno di questi non è gay come ti sembra ma diventa lo stesso tuo amico. Questo giusto per farti un esempio di quello che ho in mente.
Però è davvero importante liberarsi dall'ossessione di dover avere una storia, da questo senso di solitudine, perché è proprio il sentirsi soli che ci isola in un circolo vizioso terribile. E' il guardare come unico interesse alla relazione di coppia, idealizzata e sopravvalutata, che ci fa escludere tutte le altre possibilità di relazioni. Sentirsi soli e isolarsi sono l'uno la conseguenza dell'altro purtroppo. Bisogna sbarazzarsi dell'ossessione di voler avere a tutti i costi una storia, non per rassegnarsi, ma per la ragione contraria, ovvero, per darsi possibilità concrete di incontri spontanei, disinteresssati, aperti a tutte le possibilità che è l'unico luogo dove esiste almeno la possibilità di avere una storia. Disinteressarsi al problema è darsi una possibilità concreta non togliersela.
Non so quanto abbia centrato il punto della questione, ma era quello che mi sentivo di dire.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il posto sbagliato o l'ambiente sbagliato?
MessaggioInviato: venerdì 14 giugno 2013, 13:44 
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Iscritto il: domenica 1 luglio 2012, 0:16
Messaggi: 137
Hey Alyosha!!! Mi dispiace tantissimo non aver potuto risponderti prima!
Purtroppo tra studio e mancanza di voglia nel navigare su internet, non ho avuto tempo! :D
Però ora ce l'ho.
Cita:
Forse il tuo contesto non è così omofobo come sembra, forse le persone di cui ti sei circondato ti riflettono la tua omofobia, la tua vecchia visione delle cose che adesso sta un pò cambiando. Le nostre relazioni non sono mai casuali, voglio dire ci accostiamo sempre a determinate persone e non ad altre.

Non sai quanto questo sia vero anche nel mio caso...
Tuttavia in questi due anni, proprio in coincidenza con la mia presa di coscienza, ho maturato di più due amicizie dall'inizio del liceo più una dalla terza, anche se d'estate questi tre tipi sono ognuno per i fatti propri...
E infatti ogni estate mi ritrovo sempre con gli stessi... vecchi amici di cui parlavo...
E' anche una questione di voglia di fare nuove amicizie in generale... E purtroppo non ci riesco perché la situazione del liceo per me è una situazione di stallo.
Ora manca solo l'ultimo anno e poi via. Però nel mentre non so proprio come conoscere persone nuove... pratico sport e tutto ma non trovo persone che mi spingano a conoscerle.
E non sono molto bravo a socializzare su facebook poiché penso sempre che non ci sia interesse dall'altra parte. Che frana se non riesco neanche ad essere disinibito davanti al PC o al cell XD
Va bé, mi salva il fatto che sono molto preso dal mio futuro universitario e ultimamente sono molto "I don't give a fuck" XD e penso appunto che farmi trascinare da eventuali cotte mi rallenterebbe... Ma potrei pentirmene in futuro?
In ogni caso vorrei amicizie più aperte, ma si, anche solo femminili, poiché con le ragazze mi confido e scherzo di più.
Ti ringrazio in ritardo del tempo che hai messo per scrivermi, un abbraccio!



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 Oggetto del messaggio: Re: Il posto sbagliato o l'ambiente sbagliato?
MessaggioInviato: venerdì 14 giugno 2013, 14:44 
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Iscritto il: giovedì 29 dicembre 2011, 1:07
Messaggi: 527
Non solo l'ambiente fa la differenza ma anche chi lo frequenta!
Riguardo la tua esperienza Freedom, penso sia molto simile alla mia. Durante il liceo avevo la mia cerchia di amici/compagni di classe e passavamo molti momenti insieme. Mi trovavo bene con loro nonostante non potevo confidarmi con loro su alcune cose. Nonostante fossimo un bel gruppo anche io sentivo un senso di stallo, vivevo in un paese relativamente piccolo dove ci si conosceva tutti e io volevo qualcosa di più cioè stare in un posto in cui potessi camminare per strada senza farmi problemi sulle varie cricche che incontravo. Quello che ti posso dire e non stare a pensare troppo goditi questi momenti con queste persone, con a consapevolezza che il futuro non sarà in quell'ambiente ma in uno che rispecchia di più quello che desideri ;)



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che ho accettato il principio
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