Il male che mi fa

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Il male che mi fa

Messaggioda Help » domenica 28 febbraio 2016, 14:42

Ho cambiato vita, da 7 mesi a questa parte ho stravolto ogni dettaglio. Ho imparato ad accettarmi quasi a pieno. Ho parlato di ciò che sono con parte della mia famiglia e finalmente sono quasi uscito dal segreto che non faceva altro che logorarmi.

Ho cambiato carattere, ero introverso, sono diventato socievole, ho cambiato anche aspetto invecchiandomi un po', non mi è mai piaciuta l'aria da giovincello.

Ho conosciuto altra gente gay, alcune persone le ho trattate male, altre meglio, ma alla fine dei giochi ne è rimasta solo una con la quale mi sento più o meno quotidianamente, e per me lei è importante.

Il male che mi fa questo cambiamento non è da poco, alzarsi e sentire che nulla è come prima spesso mi da un senso di vertigine, non riuscire mai a capire quale mossa deve seguire alla precedente, quale mossa porterà in scacco le avversità che sto sfidando. Non ho più certezze...

E tra le tante sfide il mio essere gay cade in secondo piano in confronto ai problemi con mio padre. Lui non mi conosce, non sa niente di me, non ci parliamo da 7 anni pur vivendo nella stessa casa. Cosa vorrebbe conoscere? Sa a malapena come sono fatto.

Ogni suo gesto è atto a farmi diventare la forma stereotipata di superuomo contemporaneo, lui non prova affetto sputa solo sentenze dall'alto del suo nulla. E d'un tratto tutti i successi che acquisisco, spariscono. E io perdo l'orientamento, scordo quale sia la meta e rimango attonito e vuoto a pensare come una persona possa essere così crudele.

Lui non sa il male che mi fa...

Cosa dovrei cambiare di questo rapporto? Quali consigli mi dareste?
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progettogayforum
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Re: Il male che mi fa

Messaggioda progettogayforum » domenica 28 febbraio 2016, 22:39

Dici una cosa che penso sia verissima: “Lui non sa il male che mi fa… “. Capita a te in questa situazione di arrivare a questa conclusione, ma è capitato anche a me di trovarmi di fronte a situazioni simili in cui ogni forma di dialogo era impossibile, per assoluta “incapacità di capire”. In una situazione del genere si fa del male ma non se ne ha coscienza. All’inizio, di fronte a queste situazioni ci rimanevo malissimo, la mia buona volontà era sistematicamente frustrata dalla ripetizione schematica di un copione del tutto staccato da qualsivoglia volontà di capire. Poi, col tempo, ho imparato che in certe situazioni si può solo prendere atto della realtà e passare oltre, anche se si tratta dei propri genitori, con i quali non si può pensare di avere sempre un rapporto di comunicazione totale. Se uno, fosse anche tuo padre, è incapace di un dialogo serio, si può solo prenderne atto, limitando il dialogo a quello che è realmente possibile. Se poi un padre o una madre ritengono di limitarsi ad essere genitori solo anagraficamente, beh, contenti loro, il rapporto sarà solo quello. È inutile soffrire pretendendo dagli altri quello che evidentemente “non possono” dare. Si gira la pagina e si chiude la questione. Certo un genitore dovrebbe essere rassicurante, ma se non è così c’è poco da fare, bisogna dire: Ok! Ho fatto la mia parte, il resto non dipende da me e mettersi l’anima in pace. Lo so che è difficile, ci sono passato anche io. Il rapporto scade di livello ma non puoi farci nulla.
Quanto alla mancanza di punti di riferimento, beh, ok, però non è come camminare sul filo senza rete. Ci vuole buon senso ma in fondo uno sta cominciando a vivere la sua vita e senza tutori, il senso di smarrimento è ovvio, è come imparare ad andare in bicicletta. Le prime volte si cade, ma poi si capisce che in bicicletta si può andare lontano.
Coraggio e buon senso sembrano virtù difficili da conciliare ma alla fine ci si riesce perché il futuro si costruisce solo così.

fosseluce
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Re: Il male che mi fa

Messaggioda fosseluce » lunedì 29 febbraio 2016, 15:51

Ciao Help, questo tuo post carico di dolore lo trovo pieno di speranza, di positività, di risultati concreti. Non so quanto ti sia costato il cambiamento fatto da 7 mesi a questa parte ma credo che tu l'abbia fatto con energia per andare verso un benessere qualunque sia. Poi parli di tuo padre e penso che vivere con una persona che si comporta così renda molto più difficile un cambiamento costruttivo. Credo che tu ti senta rifiutato e non riconosciuto e fa male, certo che fa male! Credo che lui faccia quello che può, forse il superuomo stereotipato è un SUO punto nevralgico che proietta su di te quindi è molto sensato che tu dica che non sa il male che ti fa. Proprio non lo sa preso com'è dai suoi nodi.
A me sembra che tu stia facendo tutto alla perfezione, da quel che ho capito penso che dovresti introdurre nella tua vita il più possibile elementi di piacere per controbilanciare le sofferenze e per prendere l'energia per continuare il tuo percorso personale e cerca di costruire relazioni solide (per il possibile).

Ti mando un abbraccio. a presto

Luce

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Re: Il male che mi fa

Messaggioda Help » lunedì 29 febbraio 2016, 18:13

Grazie per i consigli, per rispondere velocemente:

Project, ho imparato anche io che spesso ignorare le persone è l'unico modo per conviverci, porle a una distanza siderale e smettere di ascoltarle. E dopo un po', il dolore che fanno le loro parole è pari e uguale a zero. Ma io non riesco a ignorare mio padre, l'ho tenuto si lontano per tanto tempo, ma le sue parole hanno ancora il loro effetto. Comunque se non posso farci niente ne prendo atto, d'altronde sono nell'ultima fase della mia vita dopo la quale sarò indipendente...

Fosseluce, credo di avere qualche elemento di piacere nella mia vita da cui traggo tutta la mia positività, ma mio padre continuerà a distruggere tutto ciò che costruisco, anche solo per quell'istante che mi rivolge la parola in tono denigratorio, io continuerò a sentirmi nulla.

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Re: Il male che mi fa

Messaggioda Help » mercoledì 13 aprile 2016, 21:03

Devo ammettere che passato del tempo sopra e passato lo smarrimento momentaneo, ho superato le problematiche con mio padre.

Alla fine è bastato solo aprirgli le porte del mio mondo e fargli vedere cosa contenevano. In modo meno poetico è bastato parlargli per capire che l'unica cosa che voleva era riottenere un rapporto con me che si era andato perso nel tempo.A volte l'affetto è contraddittorio, fa del male per chiedere del bene

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progettogayforum
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Re: Il male che mi fa

Messaggioda progettogayforum » giovedì 14 aprile 2016, 1:05

Verissimo, Help, sono cose rare ma succedono! Però anche in questo caso, se tuo padre si fosse fatto capire, invece di assumere atteggiamenti giudicanti, si sarebbero evitati molti problemi ... comunque è positivo che ci sia stato un chiarimento. In effetti di genitori che ritengono "persi" i figli gay ne ho visti parecchi, ma nessuno di loro aveva la più pallida idea che che cosa volesse dire essere gay, quando lo hanno capito le cose sono cambiate, ma i figli si sono trovati nella necessità di rompere un muro di pregiudizi.

mizio
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Re: Il male che mi fa

Messaggioda mizio » giovedì 14 aprile 2016, 16:31

ciao Help sei molto coraggioso complimenti io non saprei da dove partire: non ho un pessimo rapporto coi miei genitori ma penso che non mi comprendano abbastanza almeno come io mio aspetto infatti anche per me ogni successo di fronte a loro pare una semplice banalità e siccome sono sempre stato obbediente e tranquillo mi snatura e svilisce..quetsa situazione va avanti da anni ma non saprei come invertire le rotte e a mio modo ci ho già provato un pò!

Comunque mi fa piacere per te che si sia dipanata la situazione :)


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