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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: lunedì 4 ottobre 2010, 2:48 
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Iscritto il: martedì 4 agosto 2009, 14:35
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Una bellissima idea questa discussione!! Ci tengo ank'io a rispondere alle domande presentate.

I ragazzi gay hanno effettivamente più difficoltà degli etero ad avere amici in adolescenza oppure no?
Personalmente non credo. Ci sono etero molto asociali e introversi, ed etero con centinaia di amici, più tutte le vie di mezzo. Allo stesso modo ci sono gay che socializzano senza problemi e gay che si chiudono agli altri. Penso che "fare amicizia" sia un aspetto del carattere indipendente dall'orientamento (c'è ogni combinazione insomma). Però c'è da aggiungere una cosa, in una società abbastanza eterosessista un gay comunque riesce a far bene le amicizie, ma solo quando nessuno sa che è gay, altrimenti se sanno che sei gay, le cose possono cambiare. In linea di massima non penso si vada incontro a grosse difficoltà, ma basta pensare a quanto un coming out sia pericoloso, perché non di rado ha l'effetto di allontanare molti amici (che magari non ti danno contro, dicono che è tutto ok, però di fatto iniziano a evitarti, e non gliene faccio una colpa... magari non sanno come comportarsi...) Inoltre ci sono ambienti (si spera sempre NON familiari) che sono decisamente omofobi e non penso ci sia alternativa a quella di evitarli il più possibile...

Riguardo la mia vita, io sono sempre stato un po' chiuso e sull'asociale. Il periodo a cui penso è il periodo in cui non mi sarei mai considerato gay, nemmeno me le facevo queste domande, direi dalle elementari fino a tutte le superiori tendevo ad autoemarginarmi, ma il motivo non credo centri con l'orientamento... non mi sentivo affine con quasi nessuno... sono sempre stato molto riflessivo di natura e la superficialità che vedevo (per non parlare di tanti scherzi cretini, di rado fatti a me... mi tenevo in disparte...) non l'ho mai sopportata. Poi ha inciso anche l'orientamento (e avevo ancora la più totale nebbia in testa su me e la sessualità in generale), dai primi anni delle superiori c'era un gran interesse verso le ragazze, e a me era una cosa che semplicemente annoiava e non capivo... in genere restavo sull'evasivo.

Nei problemi di socializzazione e anche di accettazione che ruolo può avere la televisione che presenta molto spesso un'immagine degli omosessuali stereotipata?
La televisione incide soprattutto su quelli che non si interessano davvero dei temi di cui parla la TV. Chi è omosessuale, cercando cercando alla fine arriva a conoscere la realtà gay senza distorsione. Il problema è per tutti i non gay, perché quello che più o meno indirettamente gli arriva lo accolgono passivamente... ricordo mio fratello che dava del gay ad un travestito che si era visto in un film (assolutamente non a tema gay, era un personaggio così...) e lui faceva tutto un misto... inoltre la TV spesso diffonde tanti stereotipi, e il danno è per gli ignoranti, per i non gay (ovviamente la stragrande maggioranza) ma a volte pure per gli stessi gay... si finisce per alimentare distorsioni irreali.

Frasi di familiari e amici contro l'omosessualità quanto possono influire sulla capacità di fare nuove amicizie per un omosessuale?
Penso che dipende dalla sensibilità di ciascuno di noi. In genere dispiace sentire un genitore o chi ci è vicino, in famiglia o anche tra amici, dire cose dure, ingiuste e sbagliate sui gay, quando si è consapevoli di esserlo. Io penso di essere abbastanza distaccato dalle frasi degli altri... lo so che non sanno quasi nulla sul mondo omosessuale e dicono cose pesanti senza nemmeno rendersene conto, ma questo non mi impedisce di agire come posso per trovare amicizie, anche omosessuali e magari un fidanzato. Spesso le frasi più clementi che sento (anche dalla mia mamma l'ho sentita) è "i gay finché se ne stanno per i fatti loro, son affari loro... che ci si può fare? son così..., basta che non rompono"... come dire se sei un essere inferiore non farti vedere, vivi nelle catacombe, allora ti accettiamo...

Stare da solo non potrebbe essere anche una scelta, una specie di ripicca contro il mondo o in un certo senso una precisa volontà del ragazzo gay? Sono solo gli altri a emarginarlo o anche lui si autoesclude?
Sicuramente ci si autoesclude anche, almeno per me è così. Io non ho mai provato interesse per le uscite in "cerca di ragazze", ma poi non solo questo, spesso si beve e ci si ubriaca altra cosa che non ho mai amato... (bevo con moderazione), il calcio mi sa una noia mortale, insomma ho finito per uscire molto poco (quasi mai per lunghi periodi) ed era una cosa "voluta", nel senso che non è bello autoemarginarsi, ma tra le tante possibilità che si hanno in un determinato contesto, a volte la si sceglie.

Gli insegnanti, gli adulti che stanno intorno al ragazzo si accorgono della sua difficoltà di stare in mezzo agli altri e come si comportano?
Per la mia esperienza veramente di scarso aiuto... alle elementari ogni tanto qualche maestra mi diceva "Ma vai a giocare con gli altri!" io però certi giochi che trovavo violenti non li sopportavo, oppure mi annoiavano proprio... oppure ricordo una che disse sempre alle elementari (senza sapere minimamente chi fosse un gay eppure ricordo la frase) "vedete ragazzi, non dovete scandalizzarvi dei gay... non dite ahhhhhh guarda quello che fa!!! e ridere o indicarlo..." non ricordo altro, comunque penso che pochi abbiamo intuito cosa dicesse e inoltre simili interventi fanno pietà..... Per il resto la norma era non fare nemmeno una parola sull'omosessualità, come se non esistesse (e i ragazzi a scuola sono abbastanza numerosi da far sì che sempre c'è un certo numero di gay), nella famiglia pure, almeno nella mia - non solo zero parole sull'omosessualità - ma proprio la sessualità era un tabù. Mai una parola. Quello che resta sono gli abusatissimi insulti: gay (anche se teoricamente non è un insulto), frocio, finocchio, checca... assolutamente tollerati a scuola come fosse la normalità che certe persone meritano tutto questo indiretto o esplicito disprezzo... Inoltre in tema di socializzazione, se a scuola c'è del bullismo, compagni che ti prendono di mira, quando vai dalle insegnanti quasi sempre ti dicono cose cretine come "e tu difenditi!", oppure sembra che le scocci... insomma uno in genere si rende conto che in realtà è solo, in un contesto in cui davvero si lotta e si fugge per non avere rogne... e spesso tocca sopportare. Questo vale alle elementari, alle medie (terribilmente), e purtroppo anche alle superiori, solo con l'università le cose cambiano radicalmente (intanto però l'infanzia e gran parte dell'adolescenza possono essere state anche un inferno... a me fortunatamente non è andata male... però mi sono autoemarginato e ho sofferto molte incomprensioni).

Quando un ragazzo passa molto tempo da solo, oltre agli effetti negativi di questa situazione, ci sono anche degli effetti positivi?
Non saprei... da soli credo che si diventa molto riflessivi, io lo sono davvero tanto. Nella mia vita finora ho sempre cercato di riempire il vuoto che ho, e solo da un anno ho fatto chiarezza su di me (mi sono accettato, mi sono liberato da stupidi stereotipi, ho imparato cose nuove), questo vuoto ho sempre cercato di riempirlo cercando di realizzare progetti solitari (un po' di qualsiasi tipo... cimentarsi con problemi matematici, realizare siti speciali, e altre cose).



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Cercare la felicità rispettando gli altri, sarebbe una grande conquista per l'umanità!
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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: giovedì 7 ottobre 2010, 12:30 

Iscritto il: sabato 2 ottobre 2010, 14:38
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Sono interessantissime le cose che avete scritto. Davvero siete riusciti a vedere il problema sotto una luce diversa. Tutti sembrate d'accordo nel sostenere che è un ragazzo gay ad autoescludersi per una serie di buone ragioni , certamente , ma ciò ci porta a dire che di conseguenza lui stesso ha un grande potere di risolvere il suo problema di socializzazione, cambiando il proprio comportamento. Può interrompere il circolo vizioso che lo stringe e reagire. L'altra cosa positiva é la sua capacità di sfruttare anche un periodo difficile come una risorsa per la comprensione di se stesso, il che lo porterà ad essere una persona più profonda e capace dunque di avere delle relazioni più profonde.Vi ringraziamo ragazzi,siete stati carinissimi. :)
Speriamo che questo topic che abbiamo deciso di aprire sia stato e sarà di aiuto per quei ragazzi che hanno difficoltà nel rapportarsi con gli altri..."


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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: giovedì 7 ottobre 2010, 15:54 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
bè rispondo anc'io tanto che ci sono!, visto che sembra fatto apposta per me stò post! :lol: :lol:
visto che io son ancora nell'età giovane cercherò di rispondere come posso e nel modo più genuino possibile! ma basta chiacchere mi metto subito al lavoro!dunque!

I ragazzi gay hanno effettivamente più difficoltà degli etero di avere amici in adolescenza oppure no?
bè cosa posso dire non credo sia vero, almeno cioè credo che chiunque possa avere amici non conta l'orientamento sessuale, forse non avrà amici che possano comprenderlo o che non possa parlare di certi argomenti, però gli amici può averli
dipende poi da ognuno come sa socializzare e muoversi nel mondo delle relazioni sociali (se siete scarsi come me beh vi serviranno anni di esperienza! :lol: )
per me l'amicizia conta tantissimo, infatti quando perdo un amico sia per colpa mia che per colpa sua (quando incontro i cosidetti stronzi o i traditori tanto per parlarne! :( ) ci rimango molto male e soffro molto! figuriamoci quando mi innamoro cosa succede! :lol: :lol: dò giù di testa e molti di voi lo sanno già molto bene!
che dire posso dire che secondo me per avere amici bisogna avere 3 ingredienti magici: cogliere le occasioni (tipo feste, uscite con gli amici ec..), un pò di coraggio a provare ad aprir bocca anche se è una stronzata per tastare il terreno! :lol: e ultimo ma non meno importante improvvissare che comprende essere un pò se stessi vedere di cosa si parla e cosi vià insomma immergersi nella situazione ecc...

Nei problemi di socializzazione e anche di accettazione che ruolo può avere la televisione che presenta molto spesso un immagine degli omosessuali stereotipata?
bè sicuramente negativa direi, purtroppo molte volte sottovalutiamo io potere dei mezzi tecnologici e di quella che ci sta intorno a noi! la tv è uno dei mezzi credo che usiamo maggiormente almeno credo per cui può influenzarci così come il giornale ma molto meno!
il problema è che chi sta dietro a questi mezzi? noi umani che siam imperfetti con tutti i difetti del mondo e ben pochi pregi purtroppo!
per cui è impossibile avere un'informazione diciamo neutrale o non stereotipata perchè è questo il potere della tv dare effetto e rislato alle cose che son per noi normali per cui ne distorce la vera natura! spero di essere stato chiaro anche se molte volte scrivo cose molto contorte! :lol: :lol:
next!

Poi capita anche che i parenti e gli amici dicano in presenza di un ragazzo gay frasi del tipo [...] Ma queste frasi quanto possono influire sulla sua capacità di fare nuove amicizie?
bè direi molto sopratutto se son ragazzi molto sensibili come me! infatti uno dei miei difetti credo è quello di dare molto peso a quello che gli altri pensano di me, cioè se per esempio in quel momento mi dicono "fia guarda quello lì che sfigato non sa far niente ed è asociale!" io ci resto male e me la prendo!
per cui credo che può influenzare molto sopratutto ripeto diciamo "i più deboli"
anche se suona sgradevole! invece quelli più ribelli e sfrontati e un pò menefreghisti se ne fregano un pò quindi non li pesa troppo e vanno avanti per la loro strada! certo pesa anche per loro ma riescono di più a superare la cosa più velocemente rispetto agli altri!

stare da solo non potrebbe essere anche una scelta , una specie di ripicca contro il mondo o in un certo senso una precisa volontà del ragazzo gay ? Sono solo gli altri a emarginarlo o anche lui si autoesclude?
direi un pò tutte e 2! cioè in un certo senso a me è successo che l'uno causasse l'altra per cui prima mi hanno escluso gli altri poi mi son escluso io da solo! io posso solo raccontare come la vedo io e come l'ho vissuta io per cui posso dire che in passato avevo una fissa del cavolo cioè andavo a casa dei miei amici per giocare poi andavo a casa di un altro e così via e poi non ci vedamo più! cosa che potrebbe aver infastidito gli altri!
adesso purtroppo dovrei scrivere papiri per raccontare il quadro generale ma credo questo post non sia la sede adatta! vedrò se scriverne uno mio per approfondire la mia storia!
io credo che nella vita sociale di ognuno di noi quando non ci si parla non si va d'accordo oppure si esclude uno dal gruppo è sia colpa dell'uno o dell'altro!
il problema sta nel saper comunicare nel dire ok tu hai fatto questo sei pesante hai questi difetti che non ci piacciono cerca di cambiare!
questo però non succede quasi mai e quindi ti ritrovi da un giorno all'altro che nessun ti saluta più oppure incominciano a romperti le palle ogni volta che ti vedono! adesso per fortuna è tutto il contrario anche se qualche volta mi accade con certe persone ma non riesco a capirne il motivo!
per cui credo sia tutta una serie di migliorare la comunicazione tra di noi esseri umani sennò continuerà a peggiorare enormente.

vorremmo anche capire cosa succede in famiglia. Gli insegnanti, gli adulti che stanno intorno al ragazzo si accorgono della sua difficoltà di stare in mezzo agli altri e come si comportano?
anche qua dipende dai casi da anche una serie di fattori: ambiente, relazioni sociali tra prof e alunni e famiglia, insomma se c'è un equilibrio e dialogo tra le persone qualcosa vedono sennò no. o meglio forse se ne accorgono ma fanno finta di niente che sia qualcosa di cui non preoccuparsi. purtroppo ci son molti problemi al giorno d'oggi di quanti non ce ne siano stati in passato! questo perchè la nostra società si trasforma troppo rapidamente negli ultimi tempi e quindi ogni volta i nostri valori vengono messi sempre a dura prova e bisogna rinsaldarli e trasformarci in qualcosa di nuovo per migliorarsi e stare a passo con la società sennò scoppia il caos e la fine di ogni relazione sociale!
vi parlerei per ore delle cose che penso e che sento di questo mondo che sempre di più sembra sfaldarsi! penso proprio che il 2012 sia l'inzio di uno inizio anzi vorrei tanto che lo fosse davvero ne abbiamo davvero bisogno ora più che mai!
L’ultima domanda , la più curiosa: quando un ragazzo passa molto tempo da solo, oltre agli effetti negativi di questa situazione, ci sono anche degli effetti positivi?
bè lo chiedete proprio alla persona giusta allora! ormai mi sembrano così lontani tutti quelli anni passati in solitudine e in depressione con tutte le volte che piangevo pregavo chiedevo quando finiva tutto quel tormento quel dolore che si ripeteva ogni gionro incessantemente e non ne potevo più! mi ricordo molto bene quanto ho sofferto e credo che nessuno vorrebbe passarci mai più in quei gli anni di puro inferno! bè in quegli anni che ero praticamente da solo contro tutti ho riflettuto a lungo pensato tante cose, ho spaziato gli argomenti più impensabili da perchè esiste dio o perchè esiste il bene e il male a cosa ho fatto di male io per meritarmi questo? e cosi via insomma avevo svariati pensieri in testa e non avevo quasi mai un attimo di pace solo forse quando dormivo allora ero in pace però anche i sogni mi tormentavano mi facevano vedere i miei incubi, i miei desidere e altre cose strane che sinceramente non so spegarvi forse ero posseduto! :lol:
insomma anni terribili e inimmaginabili! dopo tutto questo è iniziato un periodo di mini rinascita che mi ha accompagnato fino ad oggi! non sapete quanta fatica ho fatto per arrivare fino adesso qui come sono oggi di fronte a voi che lotto per i miei desideri e per farmi valere nel mondo! per cui alla domanda se ci son effetti positivi dipende anche qui perchè se uno ha un sogno o un'idea che porta avanti e nessuno potrà mai distruggerla bè allora direi che questo è un fatto pìù che positivo! :D sennò è molto dura anzi durissima!
per cui lancio un messaggio di speranza a chi come me ha sofferto molto in passato e sta ancora lottando: non mollate cercate di resistere di cercare un'idea un sogno di realizzare e di non mollarlo mai costi quel che costi, io cerco tutti i giorni di lottare di non mollare e tra non molto dovrò lottare ancora e cercherò di fare del mio meglio per resistere voglio provare a realizzare il mio sogno e nessuno mi porterà via questa speranza nessuno perchè se son sopravvisuto in tutti questi anni è merito di questo sogno e l'idea e il messaggio contenuto in esso! ho tanto immaginato in quegli anni e riflettuto su tutti noi sul mondo su tutto ciò che ci circonda che non posso abbandonarlo devo realizzarlo sennò non mi sentirò soddisfatto e realizzato di me stesso!
con questo ultima frase chiudo qua, spero che servirà a qualcuno là nel mondo e qua presente sul forum! ciao a presto a tutti!


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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: venerdì 29 ottobre 2010, 19:44 
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Iscritto il: mercoledì 27 ottobre 2010, 16:33
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Da buon egoista qual sono più che dare delle risposte (sarebbero influenzate pesantemente dalle mie esperienze negative) vorrei selezionare le frasi che mi hanno colpito di più nel bene e nel male,commentandole e sperando che nessuno si offenda.

Telemaco
“quella che invece è più difficoltosa è la socializzazione profonda”,aggiungerei con i propri amici maschi etero,specie quando si hanno ancora le idee confuse.

Anni fa a 14 15 anni il mio punto di vista (ora non più naturalmente) è stato quello di “pensare di appartenere anche solo potenzialmente ad una categoria che i media presentano come formata da pagliacci, deviati, effeminati, isterici, deboli, vigliacchi, viscidi, degradanti, pericolosi”,”...tanto a sottrarsi a tutti gli altri livelli di socializzazione...”.Ecco dunque come un potenziale ragazzino socievole si trasforma in un individuo autosufficente.

Sono invece in assoluto disaccordo sul “grado di accettazione” che influirebbe sulle decisioni auto sanzionatorie…a volte anche l’essere troppo sicuri di se stessi abbinata alla conoscenza psicofisica della propria omosessualità può portare una persona a chiudersi poiché probabilmente si sente cosi “superiore” ai giudizi altrui da non volere che gli altri invadano la propria sfera privata.

Aster
“se uno non ha le piume di struzzo è proprio inconcepibile che sia gay.”,sprezzante ma purtroppo vero,gli etero la pensano quasi tutti cosi.

“Qualcuno di carattere forte che riesce ad uscire da questa situazione potrebbe crescere molto e in questo caso considero il periodo di sofferenza quasi un dono.”,quello che è capitato a me in pratica.

Aquilotto
“Ci sono dei periodi in cui scatta un livello protettivo verso se stessi”,a chi lo dite.

Arular
“Ma è solo stando con gli altri che si cresce, c'è poco da fare.”,dannatamente vero...oppure no?Dipende da ciò che si intende per crescita.

Musicheart
“Se si capisce che la televisione è guidata da tiranni che vogliono massificare il popolo, allora premi il bottone e spegni”,quello che faccio io e che dovrebbero imparare a fare in tanti.

“quelli che ci saranno potranno essere considerati veri amici, i migliori, quelli che non ti abbandoneranno mai”esatto.

Isolander
“Non dipende quindi da essere gay o essere etero avere tanti bravi amici...”,esatto, peccato di aver letto questa frase solo ora a 18 anni.

“La felicità esiste. Basta crearsela.”,mai cosa più vera, specie se chi la legge è un inguaribile ottimista!

Dante
“Dubito che qualcuno scelga volontariamente o inconsciamente di vivere in solitudine”,c’è chi lo fa testardamente, ma poi si pente.

Sciamano
“solo con l'università le cose cambiano radicalmente”,speriamo ih ih.

Guy18
“ormai mi sembrano così lontani tutti quelli anni passati in solitudine e in depressione con tutte le volte che piangevo pregavo chiedevo quando finiva tutto quel tormento quel dolore che si ripeteva ogni giorno incessantemente e non ne potevo più!”,caspita quanto avrei e vorrei tutt’ora piangere ma sono di una tale fermezza d’animo che non ci riesco, sento di doverla poi dar vinta non so neppure io a chi, sarebbe come arrendermi ad un nemico immaginario, come se io dovessi dimostrare che sono più forte, che possiedo una tale maturità da affrontare le cose razionalmente.
Ammiro coloro che invece riescono a riprendersi, dopo aver versato delle lacrime.



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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: sabato 30 ottobre 2010, 13:13 
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naufrago18 ha scritto:
Sono invece in assoluto disaccordo sul “grado di accettazione” che influirebbe sulle decisioni auto sanzionatorie…a volte anche l’essere troppo sicuri di se stessi abbinata alla conoscenza psicofisica della propria omosessualità può portare una persona a chiudersi poiché probabilmente si sente cosi “superiore” ai giudizi altrui da non volere che gli altri invadano la propria sfera privata.


Invece per me è innegabile che il grado di accettazione (inteso proprio come livello di autoconsapevolezza nel pacifico relazionarsi con se stessi) sia un fattore determinante in moltissimi casi, certo ovviamente in concomitanza con altri fattori, però ha un suo peso nella disinvoltura con cui si possono gestire le relazioni interpersonali.

E quindi mi stai dicendo che l'autoesclusione sociale viene dettata oltre che da motivi strumentali, o difensivi, o punitivi, anche eventualmente da un "sentirsi superiori"? e superiori a chi? perchè mai uno dovrebbe sentirsi superiore essendo gay? in base a quali valutazioni? spiega spiega



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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: sabato 30 ottobre 2010, 20:45 
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Iscritto il: mercoledì 27 ottobre 2010, 16:33
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Effettivamente mi sono reso conto che la mia affermazione cosi com’era andava chiarita a causa di alcune inesattezze. Allora ti spiego…che l’autoesclusione è riconducibile ad una forma punitiva e o difensiva-protettiva non ci sono dubbi. Io stesso in un periodo adolescenziale non volevo socializzare con nessuno, chiudendo in fretta e furia tutte le amicizie senza un perchè e senza motivazioni valide,nessuno sospettava di me,ma ebbi comunque una reazione di autoesclusione punitiva. Poi sono passato a quella difensiva(mi sentivo accerchiato,osservato da tutti ma in realtà non era vero niente perchè ero io che andavo in panico per nulla). Ora come ora ormai ho raggiunto un punto tale in cui mi sono accettato completamente e sono cosi sicuro di me stesso che se sento discorsi fuori posto sui gay sono capace di non uscire più con quella persona o perlomeno limitare tantissimo l’influenza che quella persona può avere sulla mia vita, cioè un autoesclusione dovuta ad una netta sensazione di superiorità. Perché? Perché oltre che giudicarmi “uomo” (nel senso stretto del termine anche perché ho soli 18 anni eheheh) tanto quanto quella persona, credo di avere alcune marce in più quali la sensibilità, l’apertura mentale,il sacrificio,la speranza,e la conoscenza degli abissi più profondi della solitudine. Io sono riuscito a rialzarmi dunque di fronte a una persona ignorante della materia che si permette di fare battute facili o di offendere una persona semplicemente in relazione ai propri gusti sessuali, be mi reputo “superiore”, compromettendo magari una semplice conoscenza e rischiando di volgere il tutto in una sorta di autoesclusione e quindi di asocialità.si è capito ora quello che volevo dire? dimmi la verità davvero altrimenti cerco di spiegarmi meglio perché scrivo in una maniera molto ingarbugliata…



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MessaggioInviato: lunedì 1 novembre 2010, 0:17 
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Iscritto il: sabato 26 giugno 2010, 23:05
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Non ti preoccupare ti sei spiegato bene, però io non lo chiamerei un "sentirsi superiori", quanto piuttosto la saggia decisione di togliersi dalle balle persone ottuse ed ignoranti per le quali non vale nemmeno lo sforzo di cercare di farle ragionare, anche perchè quando una persona ha deciso che deve pensarla in un certo modo, anche se le si dimostrasse quanto sono errati i suoi presupposti, essa non sarebbe nemmeno capace di rendersene conto visto che il suo cervellino è troppo sclerotizzato. :)



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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: martedì 2 novembre 2010, 14:50 

Iscritto il: venerdì 7 maggio 2010, 10:57
Messaggi: 84
I ragazzi gay hanno effettivamente più difficoltà degli etero di avere amici in adolescenza oppure no?

Rispondo si, solo perchè spesso non si sentono simili agli "altri". In pratica però hanno tutto il potenziale per poter non avere difficoltà, perchè non ci sono tante differenze tra un "etero" e un "gay". Spesso trovo che il limite sia autoimposto e non imposto dagli altri.

nei problemi di socializzazione e anche di accettazione che ruolo può avere la televisione che presenta molto spesso un immagine degli omosessuali stereotipata?

I mass media in generale hanno una grande influenza sull'opinione pubblica della gente, quindi è probabile che un gay trovi nella sovrastruttura sociale un limite nel suo cammino di autoaccettazione. Ma non si puo dire che tale limite sia uguale per tutti, molti dipende dalla personalità della persona.

Poi capita anche che i parenti e gli amici dicano in presenza di un ragazzo gay frasi del tipo [...] Ma queste frasi quanto possono influire sulla sua capacità di fare nuove amicizie?

I commenti delle persone vicine influenzano non poco nel cammino verso una serena accettazione. Tanto più è l'affezzione che si prova nelle persone "care", tanto più la paure di un giudizio negativo influisce sulla persona.

Poi ci chiediamo: stare da solo non potrebbe essere anche una scelta , una specie di ripicca contro il mondo o in un certo senso una precisa volontà del ragazzo gay ? Sono solo gli altri a emarginarlo o anche lui si autoesclude?

Il saper convive in solitudine con se stesso è un obbiettivo importante per qualsiasi persona, a prescindere dalla sessualità. nella solitudine si inizia il cammino verso una indispensabile conoscenza di sè.
Per quanto riguarda l'emarginazione credo che spesso sia nei gay autoindotta. Ci si lamenta spesso dell'essere esclusi dagli altri ma in realtà ci si autoesclude da soli perchè non ci si sente capiti. Ma quanti di noi si sforzano a farsi capire dalla gente? Ci si trincera dietro il fatto che il fatto che essere gay non sia una diversità da spiegare, ma non si comprendere che spesso se le persone non ci capiscono o ci escludono è dovuto dal fatto che non ci si mette in gioco come persona in toto non in quanto gay è basta. Si ha troppa paura del giudizio altrui per poter davvero iniziare a socializzare e creare legami con le persone.

E vorremmo anche capire cosa succede in famiglia . Gli insegnanti, gli adulti che stanno intorno al ragazzo si accorgono della sua difficoltà di stare in mezzo agli altri e come si comportano?

Il fatto che spesso nessuno delle persone care, non capisca il disagio nel socializzare di un gay è indice che, a prescindere dal opinione della gente sulla natura giusto o sbagliata dell'omosessualità, il problema non sta in quello ma nel essere sostanzialmente asociale. le persone in quel momento non stanno accusando il gay di esserlo ma di essere semplicemente asociale, di non far nulla per modificare la situazione in cui si è sostanzialmente messo da solo.

L’ultima domanda , la più curiosa: quando un ragazzo passa molto tempo da solo , oltre agli effetti negativi di questa situazione, ci sono anche degli effetti
positivi?

nella solitudine le persone in generale hanno la possibilità di conoscere se stessi. Nell'entrare nel proprio io e nel comprendere i proprio limiti e le proprie potenzialità si raggiunge una serenità interiore che è il punto di partenza per l'accettazione di sè. il che è una cosa molto positiva, se non imprescindibile nel cammino della persona.


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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: venerdì 12 novembre 2010, 19:32 

Iscritto il: martedì 9 novembre 2010, 23:15
Messaggi: 14
Trovo questo post molto interessante perchè mi permette di parlare di un pensiero che ultimamente mi condiziona un pò!!
Allora la risposta alla prima (preciso che mi rapporto esclusivamente alla mia esperienza) è sì... da quel che ricordo io ho sempre avuto problemi a socializzare... ma nn saprei se le motivazioni sn effettivamente quelle...Inverità credo che il mio maggior problema nel relazionarmi cn gli altri nn fosse il mio essere omosessuale, ma la mia enorme introversione, infatti ricordo che ero un bambino molto solo, anche prima di poter pensare di essere omosessuale.
inoltre sulla solitudine nn credo sia di facile comprensione, a tutti c capita di sentirci o di essere soli sia etero che omosessuali, e questi fattori hanno valenza a seconda delle esperienze del singolo, secondo me. io mi sn sentito un emarginato, ma nn per la mia sessualità, ma perchè venivo considerato da tutti imbranato e strano. anche se forse enfatizzo un pò troppo la cosa io sn sempre stato un tipo un pò più solitario, anche un pò per scelta!... riguardo all'ultima domanda la solitudine mi ha sempre aiutato a coltivare il mio lato artistico, appassionarmi a degli hobbi, ad essere molto riflessivo sul mondo e sul prossimo oltre che con me stesso...quindi ritengo d si!!
Volevo fare un ulteriore constatazione... nella mia esperienza ho effettivamente riscontrato che per me la socializzazione avviene molto più facilmente con le ragazze che nn con i ragazzi, a prescindere da cm sono stati i rapporti - Perchè che le ragazze in amicizia danno d più rispetto agli uomini è una cagata!!!(MI SI SCUSI LA SCHIETTEZZA) HO DIVERSE ESPERIENZE D AMICIZIA A DIMOSTRARLO...cmq ultimamente provo il desiderio di cercare la compagnia di altri ragazzi, aumentare il mio giro di amicizie maschili (senza doppi fini naturalmente XD)è un pensiero che mi è sorto di recente, e che penso rifletta una mia esigenza personale... vorrei sapere se altri hanno avuto questa tendenza amichevole più femminile, e hanno provato o stanno provando quello che dico in fatto di amicizie maschili (ma forse meglio dire conoscenze, perchè si sà le amicizie sn poche) ....mi date dei vostri pareri...


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 Oggetto del messaggio: Re: Socializzare o non socializzare?....Questo è il problema!
MessaggioInviato: venerdì 12 novembre 2010, 21:00 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Jarilo ha scritto : la solitudine mi ha sempre aiutato a coltivare il mio lato artistico


Veramente? :P Sono autenticamente curiosa..... Dai, parlacene un pò!


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