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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 3:45 
Utenti Storici

Iscritto il: giovedì 14 maggio 2009, 19:57
Messaggi: 165
Ciao a te che stai leggendo questo post! ;)

E’ da mesi che non scrivo più nel forum e, peraltro, non ho mai inserito un argomento nuovo tutto mio. Nonostante questo, sono stato uno dei primi ad essermi iscritto al forum su Altervista: la mia presentazione è ormai sepolta tra le ultime pagine (nel caso potesse interessare: viewtopic.php?f=6&t=8).

Forse la mia situazione la vivono anche altri ragazzi ed è per questo che ho deciso di aprire l’argomento nella sezione “Ragazzi gay”.

Adesso ho 24 anni (lo so: non era difficile capirlo! :D ) ed è da quando ne avevo 20 che ho iniziato il cammino di comprensione di me stesso dal punto di vista affettivo-sessuale. Prima avevo sempre archiviato la questione. La scintilla di partenza è stata un innamoramento platonico verso un ragazzo (ho presto capito che non eravamo compatibili e, solo dopo 2 anni, sono riuscito a disinnamorarmi del tutto): da lì ho capito che le sensazioni che normalmente si attribuiscono all’innamoramento per una ragazza, io le provavo per un ragazzo. Nel frattempo, prima di approdare al forum, avevo iniziato a leggere il blog del Progetto; le storie raccontate, così come gli argomenti trattati, mi coinvolgevano molto: ne leggevo una dietro l’altra, cercando di ritrovarvi quello che anche io provavo e sentivo. Dopo 1 anno da lettore esterno, ho avuto il coraggio di scrivere una mail a Project (coraggio è un parolone: lì per lì me la facevo sotto :shock: ...ho chiuso gli occhi per premere il tasto "Invio" :D ).

In questi ultimi due anni ho fatto cambiamenti interiori notevolissimi, di cui per un verso vado fiero, mentre dall’altro mi domando che senso abbiano avuto.
Anzitutto, ho capito che anche io ho una mia sessualità. Ho sempre pensato di essere asessuale, cioè di poter aver al massimo una pulsione affettiva verso un ragazzo, senza però un desiderio sessuale vero e proprio. Fino a 1 anno fa avevo sempre e del tutto escluso il contatto (in tutti i sensi, anche fisico) con la mia sessualità e non riuscivo a capire come mai sulle altre persone il sesso avesse un'influenza (in genere) forte. Non sentivo, e quindi non capivo, le sensazioni e le pulsioni che ne erano alla base e mi sono sempre sentito “diverso” per questo.
Anche ora mi sento “un po’ indietro” per alcuni aspetti… o forse il non dare eccessivo peso alla componente sessuale fa parte del mio modo d'essere… :roll:
Nonostante questo, mi sono fatto più chiarezza su alcune caratteristiche che mi attraggono e su cosa mi piacerebbe avere da un ragazzo (la complicità credo sarebbe il mio sogno).

Mi sono dilungato sulla mia esperienza personale, un po’ per sancire il percorso che ho fatto (scriverlo e pubblicarlo è come dire “questo è un punto fermo”), un po’ per dare un’idea di me, che magari può essere spunto per consigli o riflessioni ulteriori.

Arrivo, dunque, alla questione del post: sono gay… ok, ma che mi cambia?
Tutto questo che ho sintetizzato a grandi linee, sono stati i miei cambiamenti interiori, ma, nonostante mi sia accettato (serenamente, direi), all’esterno mi sembra che tutto sia uguale a prima.
L’unica cosa nuova è che ho una mia libertà in casa nel poter navigare su internet senza spie, nel poter tenere contatti virtuali senza controllo. I miei si sono rassegnati al fatto che una parte di me è “impenetrabile” (così ha detto mamma).
A parte questo e l’avere un auto quasi mia (chè il titolare è mio padre in realtà :? ), la mia vita è molto simile a quella di prima: tanti (ma non eccessivamente troppi) impegni, pochi amici, che non faccio cene o uscite con amici sono anni. Deve essere un mio difetto… quando voglio so intrattenere, scherzare, organizzare, però poi mi ritrovo sempre senza un amico con cui poter uscire… :( Ok, quando vado a correre o in mountain bike (o all’università o per la strada) ora guardo i ragazzi e non le ragazze (se non per depistare ;) ), però è finita lì.
Le conoscenze virtuali, pure, sono state un mezzo fiasco. Certo, parlare con altri è servito per maturare, per capire come la pensano e cosa provano. I contatti, però, si sono tutti o quasi esauriti: alcuni per poco interesse reciproco, altri perché l’interlocutore era sostanzialmente assente, un buon numero è naufragato a causa di un innamoramento unilaterale che, o soffriva il fatto di non poter concretizzare il rapporto (tutti i ragazzi del forum che ho conosciuto erano di altre regioni, per lo più distanti dalla mia), o soffriva il fatto che io fossi in “fase di crescita”, cioè che non avessi le idee chiare né su quello che volevo né su ciò che mi attirava (l’altro aveva già una sua sessualità formata, mentre io non mi ero ancora costruita la mia).
Peraltro, nella realtà nessuno sa o sospetta che io sia gay… L’unico approccio di amicizia (penso) da parte di un ragazzo nei miei confronti, s’è concluso colla mia sparizione, dopo che ho notato il suo vistoso borsone che, secondo me, era da donna :? . L’unica cosa che potrebbe dare adito a “cattivi pensieri” :D è il fatto che non ho sono mai stato insieme ad una ragazza (nonostante che, ogni tanto, un pettegolezzo, o la vicinanza di una ragazza carina, mi attribuisca una fidanzata :D)… il fatto che qualcuna ci provi senza essere degnata di interesse o che, in generale, io possa piacere a una ragazza, è controbilanciato dal fatto che neppure sono stato mai insieme a un ragazzo, né ho mai avuto un amico che frequentavo costantemente. Mio padre crede che debba ancora scoprire il sesso, mia madre pensa, invece, che la ragazza che vorrei sia a un livello più alto di quelle che conosco.
Insomma, sembra, dal di fuori, che sia tutto uguale a prima.
Negli ultimi giorni sono un po’ “scarico”, come se mi mancasse la miccia per ripartire e avere la mia consueta vitalità, voglia di fare e allegria. A volte penso che il fatto di essere gay non c’entra nulla e che forse avrei bisogno di un vero amico con cui parlare apertamente… anche se poi, forse, il confine tra una vera amicizia e qualcosa di più è labile (ammesso che l’amico non sia etero 8-) ).

Concludo qui (anche perché è tardi e sto cessando di connettere :| ) e sarò grato a chiunque voglia dare una risposta o condividere qualcosa!

Grazie!!! e un abbraccio

Sunshine86


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 9:38 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Ciao Sunshine86, mi suscita sempre una certa emozione sempre quando ritorna qualcuno che stava qui tanto tempo fa e tu addirittura c'eri già al tempo del vecchio forum! Dico che mi emoziona perché mi ricorda sempre quanto è speciale questo posto e la persona che gli ha dato vita.
Come dici giustamente, la nostra vita è fatta di tappe. Non smettiamo mai di cambiare in fondo, ma ci sono istanti o periodi in cui sentiamo il bisogno di dire a noi stessi a che punto siamo. Io ormai ho perso il conto di tutti i punti fermi che hanno costellato la mia vita .. :lol:
Ognuno di noi ha un proprio modo, un modo unico ed originale , di procedere nella vita e dunque mi sembra logico che anche per l'accettazione di se stessi, che sia per l'omosessualità o altro, ognuno sceglie che strada percorrere e si dà i tempi che sono giusti per lui. C'é chi sente il bisogno di sperimentarsi per prima cosa nella vita affettiva o nella sfera sessuale e chi invece si concentra su altri aspetti altrettanto importanti della vita, come costruirsi un'autonomia. Ma l'importante, io credo, é restare fedeli a se stessi e non sentirsi obbligati a rallentare o accelerare il proprio passo , facendosi condizionare dal giudizio degli altri.
Accettare i nostri sentimenti, il nostro temperamento , la nostra personalità credo sia altrettanto importante dell'accettare il proprio orientamento sessuale.
Spero che ti fermerai qui almeno abbastanza da poterci conoscere. :)
A presto
Barbara


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 10:15 
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Iscritto il: giovedì 18 giugno 2009, 21:55
Messaggi: 217
Come disse Woody Allen: «80% of success in life is showing up - l'80% del successo nella vita è farsi vivi». Come ho già avuto modo di dire, ho realizzato recentemente che il presupposto che le amicizie semplicemente si hanno o non si hanno è sbagliato. Le amicizie di solito si costruiscono, non c'è niente da fare, chi ha molti amici è più che altro chi si fa vivo spesso, chi invita, propone, organizza, mette insieme persone diverse. Se poi, come hai detto tu, il confine tra un'amicizia e qualcosa di più è labile, la strada maestra per trovare facilmente questo qualcosa è la stessa. Ti consiglio di sforzarti un po', non è molto difficile e ti assicuro che dà i suoi frutti! Mi viene una domanda: perché per te è così importante che non si veda che sei gay, al punto che ti interroghi così tanto su questa cosa e addirittura sparisci se un tuo amico esce con una borsa secondo te da donna?



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 Oggetto del messaggio: Re: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 11:38 
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Iscritto il: giovedì 25 giugno 2009, 0:27
Messaggi: 939
Leggo con molto piacere il post scritto da Sunshine, peraltro contento che sia tornato dopo diversi mesi di silenzio.

Penso che alla domanda “sono gay… ok, ma che mi cambia?” la risposta è: non cambia niente.
Ed effettivamente, credo pure io che il problema non sia sulla tua omosessualità ma sulla tua personalità, caro Sunshine. Le amicizie possono nascere costruendole oppure come i colpi di fulmine, possono nascere per volontà come per caso; l’importante è saper riconoscere quelle buone da altre, cosa che in un primo momento non è mai troppo facile!

Come un altro utente ha riportato “perché per te è così importante che non si veda che sei gay, al punto che ti interroghi così tanto su questa cosa e addirittura sparisci se un tuo amico esce con una borsa secondo te da donna?”, questo credo sia un argomento molto trasversale da trattare, legato soprattutto dal contesto di vita in cui si vive e dalla propria personalità: nel contesto in cui vivo io e per la mia personalità schiva, mi sarei comportato nello stesso identico modo di Sunshine.
Se vivessi in un altro contesto, più aperto credo, mi sarei comportato in modo diverso.

Augurando tanta felicità al carissimo Sunshine, spero ritorni in corsa e di gran carriera :D



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 Oggetto del messaggio: Re: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 15:21 
Utenti Storici

Iscritto il: giovedì 14 maggio 2009, 19:57
Messaggi: 165
Ciao Barbara!

La tua risposta mi è piaciuta molto: sono contento che qualcun altro la pensi come me! :D
Barbara ha scritto:
Ognuno di noi ha un proprio modo, un modo unico ed originale , di procedere nella vita
Credo anche gli errori che facciamo siano in qualche modo dei passi in avanti verso la “costruzione” di noi stessi, perché, se non li avessimo fatti, saremmo diversi da come siamo.
Barbara ha scritto:
C'é chi sente il bisogno di sperimentarsi per prima cosa nella vita affettiva o nella sfera sessuale e chi invece si concentra su altri aspetti altrettanto importanti della vita, come costruirsi un'autonomia. Ma l'importante, io credo, é restare fedeli a se stessi e non sentirsi obbligati a rallentare o accelerare il proprio passo , facendosi condizionare dal giudizio degli altri.
Sai… sono sempre stato convinto (e lo sono ancora) che bisogna cercare la strada del proprio modo di essere, che è unica e originale: possiamo prendere spunti qua e là, ma poi ciascuno li rielabora secondo la propria sensibilità, facendoli propri. In questo senso, non mi è mai piaciuto conformarmi a qualche gruppo o a qualche “stile” o “moda”: forse è anche per questo che non ho o non riesco a trovare molti amici. A seconda del contesto e delle persone con cui mi trovo cerco di tirar fuori quel lato di me che più è in sintonia con loro: essere sempre uguale con tutti mi sembra un modo “finto” di comportarsi, come se uno assumesse uno stereotipo e presentasse questo al posto di se stesso. E questo, cioè l’essere se stessi – come dici tu – vale in tutti gli ambiti
Barbara ha scritto:
Accettare i nostri sentimenti, il nostro temperamento , la nostra personalità credo sia altrettanto importante dell'accettare il proprio orientamento sessuale.

Ti saluto ;), ribadendo che mi ha fatto felice leggere che anche tu credi che ognuno sia in qualche modo unico, che tutti i lati della nostra personalità sono ugualmente importanti e che ognuno di questi debba svilupparsi cercando di non subire il giudizio altrui.

Un abbraccio

Sunshine86


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: sabato 9 ottobre 2010, 16:25 
Utenti Storici

Iscritto il: giovedì 14 maggio 2009, 19:57
Messaggi: 165
Ciao Aster!

Ho constatato anch’io che
Aster ha scritto:
chi ha molti amici è più che altro chi si fa vivo spesso, chi invita, propone, organizza, mette insieme persone diverse.
Quando uno è vitale e positivo, attrae spontaneamente verso di sé altra vitalità, anche se mettere d’accordo tutti, proporre e organizzare comporta fatiche, che però, secondo me, sono ricompensate dall’amicizia. In effetti, i periodi in cui mi metto a fare il “motore” di una situazione o di un gruppo sono quelli che mi piacciono di più, quelli in cui la fatica di mettere insieme i vari bisogni mi dà soddisfazione. Il fatto è che questo mi riesce finchè c’è uno scopo che mi piace o che ritengo valido o che sono obbligato a raggiungere. Se però non ho questo scopo “esterno” attorno a cui coinvolgere le altre persone, non riesco a tenere insieme dei rapporti. In pratica: tutti le conoscenze (o amicizie, se vuoi chiamarle così) che ho, sono legate a determinati contesti o a determinate attività e, se non ci fossero questi, probabilmente cesserebbero (tranne poche). Pertanto, non ho il gruppo di amici con cui uscire, “tanto per stare insieme”.

Riguardo, invece, alla tua domanda
Aster ha scritto:
perché per te è così importante che non si veda che sei gay, al punto che ti interroghi così tanto su questa cosa e addirittura sparisci se un tuo amico esce con una borsa secondo te da donna?
mi ricollego alla mia risposta a Barbara, che è sopra.
Per me essere gay vuol dire che sento che la persona che vorrei avere al mio fianco è un ragazzo (non vado in ulteriori spiegazioni perché mi attorciglierei :?): è una caratteristica molto intima, che non attiene né alle apparenze né al modo di comportarsi o quant’altro. Un ragazzo che va a giro con una borsa da donna suscita, alla mia sensibilità, l’impressione che si voglia conformare a uno stereotipo. E una persona che si conforma a modelli esterni, specie in relazione a caratteristiche intime come quelle dell’orientamento, non pare – sottolineo per me – una persona interessante (naturalmente c’ho anche un po’ parlato con questo ragazzo…)
So che semplifico molto le casistiche e i problemi, ma non mi sembra il post(o) :D in cui addentrarsi in questioni come quella di chi ha necessità di riconoscersi in un genere diverso dal proprio.
E’ vero che ci tengo a che non si veda che sia gay, ma che vuol dire “vedere che uno è gay”? Semplicemente, ricondurlo agli stereotipi del tipo “gay”, quindi, è un modo di apparire. Ostentare la propria sessualità (sia etero, che gay) non mi piace, perché la sfera affettivo-sessuale è una parte molto intima e delicata della propria personalità e delegare a dei modelli precostituiti la sua espressione mi sembra una mancanza di rispetto verso se stessi.
In sintesi, non mi piace comunicare attraverso apparenze e stereotipi.
Oltre a questo, naturalmente, c’è anche una questione di gusti, che però mi sembra secondaria.

Spero di aver dato una risposta comprensibile!

A presto
Sunshine86


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 Oggetto del messaggio: Re: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: martedì 12 ottobre 2010, 22:48 
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Iscritto il: lunedì 29 giugno 2009, 19:59
Messaggi: 189
Caro sunshine, ieri abbiamo avuto modo di parlare un po' in chat, perciò sai già come la penso sulle conoscenze virtuali e i due lati della medaglia di questo forum ;)
Leggendo questo post ho potuto immedesimarmi molto nel tuo stato d'animo dal momento che anche io ci sono passato circa un annetto fa. Dopo aver fatto chiarezza nella mia testa ed essermi dichiarato a quei due o tre amici, mi aspettavo chissà quali grandi cambiamenti, e dopo aver fatto un po' il punto della situazione, mi sono chiesto: e adesso? Non succede niente?
E' bello che tu ti rivolga al forum nel momento in cui ti senti un po' giù o come dici tu, scarico. L'importante è che tu non ti isoli dal mondo "reale", perché questo sarebbe alquanto deletereo! Concordo con chi ti consiglia di fare tu il primo passo con i tuoi amici e conoscenti. So che se non sei in vena potrebbe risultarti difficile, ma se non lo fai rischi davvero di rimanere isolato, e ciò non farebbe altro che accentuare il tuo stato d'animo.

In ogni caso spero che avremo l'occasione di parlare direttamente ;)
A presto



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 Oggetto del messaggio: Re: Sono gay ...ok, ma che mi cambia?
MessaggioInviato: mercoledì 13 ottobre 2010, 0:35 
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Iscritto il: martedì 4 agosto 2009, 14:35
Messaggi: 535
Ciao Sunshine!! Ho avuto il piacere di parlare con te in tante occasioni :) Anche a me piace fare il punto della situazione quando ci sono cambiamenti (anche interiori) o almeno si cerca di cambiare le cose. Siamo molto simili sul versante della sessualità e del desiderio di complicità, ho sempre cercato profondo affetto da parte di un ragazzo, e spesso ho mescolato il desiderio di profonda amicizia con l'arrivare ad amare proprio un ragazzo, proprio perché ciò che cerco principalmente è sul piano affettivo. Anche riguardo le amicizie, come sai, sono abbastanza solo, anche se quest'ultimo anno all'università sono riuscito a conoscere un po' di ragazzi (amicizie normalissime), ma già alla triennale (e sempre prima di allora) sono stato evasivo, ma il motivo è che trovavo i miei compagni molto superficiali... oltre alla confusione che solo da poco ho finalmente chiarito sull'orientamento. In quanto a ragazze zero proprio nella mia vita... e non faccio nemmeno finta di cercarle, tanto la mia famiglia pensa che io sia un po' introverso... non sospetta nessuno di me, dato che non ho nemmeno uno "stereotipo" che potrebbe far sospettare.

A correre o in mountain bike in mezzo alla natura ci verrei molto volentieri con te!! Però come evidenziavi il problema di essere di tante regioni diverse è pesante, ci si può raccontare di tutto ma non si può condividere nessuna esperienza...

Non essere troppo duro con chi mostra degli stereotipi, in fondo è come chi ama il calcio, se uno ci si sente affine poi si conforma ai "canoni del tifoso", però conformarsi significa che si sente affinità verso quel tipo di prospettiva. Allo stesso modo molti stereotipi gay non sono scelti apposta, ma attraggono certe persone, e per loro è naturale imitarli, o addirittura non saprebbero fare diversamente in certi casi. Al massimo puoi dire che non ti piacciono certi comportamenti o certe "mode", e nessuno può obiettarti nulla, è anche vero che si evita ciò che non piace, ma non essere mai duro con chi è troppo diverso.

Lo dico solo come riflessione (non a te Sunshine): Quando diciamo che uno è diverso, è sempre in rapporto a noi stessi, però quando parliamo di diversità all'opposto non ci mettiamo noi stessi, ma la norma, come se la "media delle persone" non fosse una cosa astratta e vuota, ma una solida base che dovrebbe dar concretezza alla nostra personale visione degli altri...

Sunshine non ti scaricare altrimenti finisce la vita sulla Terra! Mi ha fatto molto piacere risentirti. Un abbraccio!



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Cercare la felicità rispettando gli altri, sarebbe una grande conquista per l'umanità!
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