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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: TRADIMENTO GAY E AMORE GAY
MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2017, 18:11 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5126
Ciao Project,

il tuo blog mi piace perché ci si trovano tante cose che hanno il sapore della vita reale. Siccome leggendo il blog non ho mai provato sensazioni di rigetto e nemmeno di perplessità, ti vorrei raccontare una parte della mia storia, che qualche anno fa mi ha messo in crisi e che è andata a finire in un modo assolutamente non standard. Questo per dire che le regole astratte di comportamento non hanno alcun senso.

L’argomento è il tradimento. La storia in fondo è semplice, io avevo un ragazzo e facevamo anche sesso insieme, anche se la cosa non era affatto così banale, perché noi ci capivamo, ci stimavamo e semplicemente ci volevamo bene, poi per varie ragioni lui ha avuto le sue esperienze ma siamo rimasti comunque in contatto, non eravamo ex-fidanzati, perché non eravamo mai stati fidanzati, semplicemente ci volevamo bene ed è una cosa diversa.

A un certo punto lui è rimasto solo e ci siamo rimessi insieme. Nota che lui aveva sempre parlato con me molto sinceramente, io conoscevo i ragazzi che lui frequentava e mi sembravano bravi ragazzi, cioè ragazzi che gli volevano bene. Non dico che mi sembravano bravi ragazzi perché ora penso che non lo siano, al contrario ne sono ancora più convinto ora di prima. Lui non ha mai interrotto del tutto i rapporti (anche sessuali) con i ragazzi che gli hanno voluto bene veramente, e tra quei ragazzi ci sono anche io, non ho neanche la presunzione di essere per lui più importante degli altri, per la precisione degli altri due.

Quando ci siamo rimessi insieme però lui era solo nel senso che quei ragazzi lo tenevano a distanza, perché avrebbero voluto da lui un comportamento monogamico, che per lui però è praticamente impossibile. E qui l’alternativa in teoria è chiara, o lo accetti com’è, oppure te ne vai via. Ecco, questo era quello che pensavo, ma ero decisamente ingenuo. O meglio, pensavo di avere capito le regole che governano la vita affettiva, ma non avevo capito nulla.

Una notte, ad un’ora molto tarda, in pratica quasi di mattina, si presenta a casa mia, col rischio di svegliare tutti i miei vicini pettegoli, e mi dice che vuole fare sesso con me, ma mi dice anche che prima mi deve dire una cosa: “Prima di venire qui sono stato da A. (uno degli altri due ragazzi) e ho fatto sesso con lui, perché non riuscivo a farne a meno. Ti dà fastidio?” Gli ho risposto: “No, proprio non mi dà fastidio, A. è un ragazzo come si deve e con te non ha mai giocato e ti ha voluto bene nel vero senso della parola.”

Poi ho aggiunto che non avevo voglia di fare sesso con lui perché ero stanchissimo per la giornata precedente. Lui si è alzato per andarsene e mi ha detto: “Va bene … ho capito.” Ma era deluso. Gli ho risposto: “Tu non hai capito niente e a quest’ora non ti lascio andare in giro in macchina, se no l’infarto mi viene prima del tempo! Ti preparo la stanza, almeno dormi un po’.” Era un discorso che non si aspettava, mi ha guardato felicemente sorpreso, poi mi ha detto: “Vorrei una tazza di tè, dimmi dove sono le cose necessarie che lo faccio io.” Siamo andati in cucina, ho messo l’acqua a bollire e mentre lui aspettava sono andato a preparargli la stanza. Poi gli ho preparato il tè, dopo che lo ha bevuto si è alzato in piedi, si è avvicinato a me e mi ha abbracciato e mi ha dato anche una strizzatina lì, dicendo: “Ok, sarà per la prossima volta. Ti voglio bene B.!”

L’indomani mattina abbiamo parlato a lungo e molto seriamente dei suoi studi, lo vedevo tranquillo, molto meno nevrotico del solito. Poi abbiamo ricominciato a frequentarci di più, ma sempre sottolineando che noi non siamo una coppia, che siamo liberi e che tra noi non c’è nessun obbligo. Non era il mondo dei sogni che avevo desiderato a 18 anni, ma secondo me aveva (e ha) un senso profondo e poi a me non importa che lui sia il mio ragazzo nel senso classico del termine, queste cose le abbiamo superate ormai da anni, per me conta solo il fatto che lui sia felice, o meglio che lui stia meglio con me di come starebbe se fosse solo. Lui di me si fida, mi considera una persona seria, sa che gli voglio bene e questo fatto non gli è indifferente, anche se in realtà non è bastato per portarlo alla monogamia, o meglio alla monogamia stretta, al 100%.

Quando ho provato a raccontare questa storia ai miei amici, anche agli amici gay, ho trovato una reazione che mi ha dato molto fastidio: mi ritenevano stupido, debole, mi dicevano che mi ero fatto ingannare, che le regole ci devono essere e che quelli che non rispettano le regole bisogna allontanarli e basta. Solo una ragazza ha capito il senso di quello che stavo dicendo, non ha dato giudizi ma si è dimostrata dell’idea che se avevo fatto una scelta del genere non era certo per ingenuità ma per amore, perché probabilmente mi rendevo conto più o meno inconsciamente, che anche lui mi voleva bene, anche se a modo suo. Ma gli altri erano tutti allineati sull’idea che in coppia si sta solo con una unione tipo matrimonio e che chi non accetta una cosa simile deve essere emarginato e basta.

Io, secondo loro non sto in coppia con nessuno e sono solo un cretino che si è fatto abbindolare da un ragazzo poco serio, ma per me le cose non stanno affatto così. Noi ci vogliamo bene, penso che siamo veramente importanti uno per l’altro. Non mi sono mai pentito delle mie scelte e le rifarei. Mi hanno detto che sto buttando via la vita e le occasioni serie, ma serio che cosa significa? Dovrei rinunciare al mio ragazzo (che forse non è nemmeno il mio ragazzo, ok) per cercarmene un altro? No! Proprio no! Ormai sono quasi 10 anni che “in qualche modo” stiamo insieme, lui è nevrotico, collerico, ecc. ecc., tutto quello che volete, però è onesto, non mi nasconde nulla, non mi imbroglia, mi dice quello che pensa, tutto, anche brutalmente, ma lui, con tutti i suoi difetti, non mi ha mai veramente abbandonato, nei momenti neri me lo sono trovato vicino, non faceva discorsi, ma c’era e capiva come stavo veramente.

Alcuni miei amici lo hanno conosciuto e lo evitano perché quando loro fanno i loro discorsetti ipocriti lui glielo fa notare e li mette in imbarazzo. Certe volte mi invitano sottolineando che devo andare da solo, altre volte non mi invitano affatto, ma la cosa non mi dispiace, io a lui non ci rinuncio di certo per andare a una festa!

Ecco questa è la storia, Project. Lui non è perfetto, ha tanti difetti, lo so benissimo e poi di difetti ne ho tanti anche io. Mi dicono che se sto con lui non sarò mai felice, eppure è vero esattamente il contrario. È andato e va con altri ragazzi, in realtà solo due e gli unici due che gli hanno voluto bene veramente, ma io non riesco proprio a vedere una cosa del genere come un tradimento, ma un tradimento di che cosa? Lui ha bisogno di sesso e anche di affetto, lo e lo capisco benissimo, e non me ne sento affatto sconvolto. Noi abbiamo un modo tutto nostro di volerci bene, le regole degli altri non ci interessano, ai loro occhi possiamo anche apparire due deficienti che non capiranno mai nulla, ma a noi di quello che dice la gente non importa assolutamente nulla. Aggiungo una cosa prima di salutarti, Project, io sono convinto che di situazioni come la nostra ce ne siamo parecchie, anche se nessuno le racconta. Non ci sono regole quando ci si vuole bene, i sentimenti sono l’unico riferimento possibile.

Che ne pensi, Project? Ovviamente puoi pubblicare la mail se lo credi opportuno.
Sta’ bene!
Lorenzo
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 Oggetto del messaggio: Re: TRADIMENTO GAY E AMORE GAY
MessaggioInviato: giovedì 9 novembre 2017, 20:56 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 102
Grazie Project per questa email che solleva un argomento abbastanza "spigoloso": il tradimento!
Anche se quello in questione non lo reputo un vero tradimento, perchè tutti gli interessati sanno tutto, lo accettano e nessuno è "tradito" da atteggiamenti subdoli.

Sinceramente, non capisco se chi scrive si considera in coppia con il ragazzo in questione o vede l'altro come un amico (ex-ragazzo) al quale è molto affezzionato e col quale condivide anche intimità.

E' chiaro che entrambi stiano più che bene insieme, quindi tutto il resto è nulla!

Mi colpisce come Lorenzo (lo scrivente) dia tanto peso, arrecandogli tormento, il pensiero degli altri. Lui ama serenamente questo ragazzo che in maniera sincera non gli nasconde nulla e che a modo suo lo contraccambia. Hanno trovato un equilibrio che soddisfa entrambi, è così importante la "benedizione" altrui? Se qualcuno li evita probabilmente non merita di frequentarli, anzi questa situazione potrebbe agevolare la coppia (o il trio/quartetto) anche nel capire chi considerare veri amici: di gente pronta ad accettarli ce n'è sicuramente.

Sebbene accetti la situazione descritta, perchè basata sull'onestà e sulla gratificazione degli interessati, personalmente tale atteggiamento non lo condivido (...esce il bacchettone che è in me!) e faccio i complimenti all'apertura mentale di Lorenzo che io non ho.
Se si parla di coppia, intendo completarsi col proprio partner. Questa è una scelta naturale (non l'ha precritta il medico) che delinea un percorso nel quale si è uno affianco all'altro. Trovare la persona "giusta" è cosa difficilissima e non è detto che si riesca nell'impresa. In più, una volta intrapresa la relazione sappiamo come sia difficile portarla avanti perchè, sebbene volentieri, si deve comunque scendere a compromessi perchè non si ragiona più in IO ma in NOI.
Stimo la sincerità del ragazzo di Lorenzo, cosa non da poco, ma trovo il suo comportamento infantile ed egoistico. Non a caso compare da lui nel momento del bisogno. Mi sembra il ragazzino che vuole tutte le caramelle senza voler sceglierne una.
Tale pensiero svanisce nel momento in cui si tratta di due amici che fanno anche del buon sesso tra loro (e ognuno dei due è libero di farlo con chi vuole).

Comunque, in questo contesto non ci sono io, ma Lorenzo che invece è soddisfatto da questa condizione: ne sono felice per loro a cui auguro il meglio!


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 Oggetto del messaggio: Re: TRADIMENTO GAY E AMORE GAY
MessaggioInviato: sabato 11 novembre 2017, 21:04 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
Ecco un altro che s'arrampica sugli specchi per giustificare l'incapacità dell'altro di legarsi veramente a lui.


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