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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: "Tanto non funzionerà...":la sfiducia nell'amore gay
MessaggioInviato: mercoledì 16 marzo 2011, 9:51 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Lo scrittore francese Tony Duvert ha scritto: "La freddezza degli amori maschili dimostra che si viene puniti mentre vi ci si dedica. Ci si salva dall'essere omosessuale maltrattando coloro con cui lo si è".

Ciò che intuisco quando sento tanti ragazzi parlare dell'amore, è proprio il desiderio fortissimo del calore di un affetto , accompagnato dalla paura costante del fallimento. Ho letto diverse spiegazioni a questo vissuto , così presente fra gli omosessuali, soprattutto maschi. Si pensa che sia un risultato dell'omofobia, la conseguenza di un'adolescenza trascorsa nella sensazione continua di non essere apprezzati , non essere amati per ciò che si è, ma al contrario aggrediti, derisi. Così si perde la fiducia necessaria ad iniziare un rapporto affettivo . C'è anche chi ritiene che l'omosessuale veda nell'altro lo specchio di se stesso e per tale motivo lo rifiuti inconsciamente.
Eppure l'amore è sempre in cima ai desideri , anche se si è sfiduciati.
Mai come qui ho sentito tanto parlare dell'importanza dell'amore, dell'amore come qualcosa di irrinunciabile, senza il quale non si può pensare di vivere .
Si sogna l'amore con la A maiuscola , ma quando qualcuno si avvicina , che succede? La paura può prendere il sopravvento. Paura di illudersi , perché magari credo di essere corrisposto e non lo sono. Paura che l'altro mi abbandoni . Paura che l'altro mi ferisca, che mi tradisca . Paura di non essere all'altezza, perché se non stimo me stesso, come posso convincermi che l'altro possa apprezzarmi ? O meglio , potrebbe farlo all'inizio , perché non mi conosce, ma prima o poi capirà chi sono veramente e si stancherà di me.
Così ogni volta che faccio un movimento in avanti ne faccio due indietro , mi avvicino e mi allontano, mando segnali di interesse e segnali di rifiuto nella stessa giornata, nella stessa frase . Abbraccio e aggredisco. Chiedo e mi ritiro.
Divento esigente oppure sospettoso. Provoco l'altro perché l'incertezza mi dilania. Se proprio deve rifiutarmi che lo faccia il prima possibile, perché più mi affeziono più ci starò male.
E dall'altra parte che succede? Dall'altra parte purtroppo c'è uno esattamente come me, con le mie stesse angosce , con la mia stessa sindrome del "Tanto non funzionerà..." . C'è uno che è così preso dalle sue paranoie che ben difficilmente si accorgerebbe delle mie. Ben difficilmente potrebbe intuire che quando lo mando a quel paese è solo per metterlo alla prova e vedere quanto ci tiene a me. Non può capirlo , perché il mio rifiuto l'ha colpito proprio lì , nella ferita che non si è mai del tutto chiusa, di ragazzo escluso , allontanato.
E mentre io sto lì, roso dall'attesa , e immagino che lui se ne freghi , magari dall'altra parte capita la stessa identica cosa, ma entrambi ci faremmo ammazzare piuttosto che ammetterlo.
Per ammetterlo dovremmo poterci fidare, fidarci che l'altro non approfitterà della nostra debolezza. Fidarci che l'altro non ci giudicherà . Il che è impossibile anche solo pensarlo , perché per noi stessi è insopportabile questa debolezza, perché ci odiamo quando si manifesta. E allora è mille volte meglio che l'altro ci creda stronzi piuttosto che fragili a causa sua. Se non altro conserveremo l'orgoglio, che è l'unica cosa che non ci manca.
Se ci pensiamo bene, quante opportunità di amare possono andare perse cosi?
Sto provocando, lo so. Provoco senza lasciare soluzioni. Non è una bella cosa.
Ma forse la soluzione sta nel cominciare a guardare in faccia a ciò che accade e cominciare a dargli un nome. Poi il resto, chi lo sa, potrebbe arrivare da sé.
Almeno ci spero. Preferisco pensare che tutto possa funzionare, fino a prova contraria. ;)


Ultima modifica di barbara il domenica 16 marzo 2014, 11:53, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: mercoledì 16 marzo 2011, 14:46 

Iscritto il: martedì 27 aprile 2010, 23:02
Messaggi: 368
barbara ha scritto:
Ma forse la soluzione sta nel cominciare a guardare in faccia a ciò che accade e cominciare a dargli un nome.

Chiamare le cose con il loro nome, imparare un alfabeto, sapere, capire, riconoscere, definire. Mi sembra passato molto tempo da quando parlavo delle definizioni, ma per certi versi ancora molto poco. Definire è riconoscere, la definizione viene dopo l'agnizione e la conferma. Ma definire è importante, per non essere indifferenti ad ogni direzione, per non essere tutto che alla fine diventa essere niente, per vivere. Sto provando questo molto intensamente in questi giorni in cui sono confuso su me stesso, penso tutto e il contrario di tutto su di me e sugli altri. Ho sempre vissuto come in un fondale di alghe fluttuanti, ogni filo è un pensiero, che si agita lentamente, rimane lì, ingombra e irretisce. Ognuno importante, inestirpabile, lento e radicato. Una dimensione di non realtà, in cui la solida terra è mistificata dal sinuoso groviglio. Nell'acqua ogni suono è silenzio, e tutto è eco.

Imparare alfabeti. Ascoltare. Ascolta. Per sapere, per capire basta solo ascoltare. È molto difficile. Ascoltare non è una semplice percezione, ascoltare è una visione. Ascoltare è vedere, è un gesto concreto a suo modo. È prendere coscienza. Imparare le parole, imparare a parlare, parlare per vivere. Imparare le parole per orientarsi nel mondo, per capire cosa si ha davanti. Imparare le parole è imparare, prima delle parole, la realtà delle cose.



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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: mercoledì 16 marzo 2011, 16:16 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
barbara mi hai letto praticamente nel pensiero! volevo scrivere esattamente questi cose come l'hai dette tu, solo che non so spiegarmi molto bene certe volte!
hai maledettamente ragione! io penso e mi comporto come hai descritto tu in questo post! mi faccio 1000 complessi e alla fine fallisco e me la prendo con me stesso, e soffro ec.....
insomma succede esattamente come dice barbara! non puoi potevi dirlo meglio!
grazie per averci pensato e riflettuto!ciao! :D


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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: mercoledì 16 marzo 2011, 20:53 
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Iscritto il: mercoledì 27 ottobre 2010, 16:33
Messaggi: 139
mio dio barbara sei incredibile.....non lo so come fai ma sembra che ci conosca tutti da una vita...poi il fatto è che ognuno di noi vorrebbe esprimere quello che scrivi ma solo tu hai la capacità di farlo...grazie davvero



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Panta rei. Sarà, ma io mi sento sempre lo stesso.
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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: giovedì 7 aprile 2011, 0:44 

Iscritto il: domenica 27 marzo 2011, 21:05
Messaggi: 57
Dopo aver letto il tuo post, barbara, non posso che dire "presente!" e dato che hai risposto al topic che ho aperto in STORIE GAY VERE non potrai che essere d'accordo con me.
Io però, al contrario tuo, sono poco ottimista sul "preferisco pensare che tutto funzionerà". Mi è capitato di illudermi e di illudere mio malgrado gli altri, credo sia inevitabile in amore.
Chissà, forse Amare è illudersi in due.


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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: venerdì 8 aprile 2011, 18:17 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Leggo solo adesso il tuo post Barbara. Mi ha molto colpito per il tipo di dinamiche che raccontie obiettivamente mi toccano molto dal vivo. Non so francamente che dire, dico solo che ci ragionerò su. Tuttavia nel mio caso mi pare ci siano impedimenti "oggettivi", che vanno al di là. Certe cose che scrivi però mi toccano proprio questo lo devo riconoscere. Non avevo mai provato a vederla così...


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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: domenica 10 aprile 2011, 16:50 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
dico solo una cosa a tutti ragazzi del forum: fottetevene dei giudizi altrui, siate voi stessi, siate quello che già siete perchè se siete così è perchè vi sentite di essere così.

Mi spiego meglio: se voi siete fatti in un certo modo (sia fisicamente che nel carattere) è perchè la vostra vita vi ha indotti ad essere così. Certo, si può sempre cambiare, anzi si DEVE cambiare, ma siate quello che siete già e non cambiate mai, e chi giudica è solo invidioso oppure è uno stronzo che nn ha nulla da fare. E se volete cambiare, fatelo perchè lo volete fare voi, non fatelo MAI per gli altri, perchè voi siete padroni di voi stessi.
Datevi forza, non vi fate abbattere da nulla, lo so è difficile ma non impossibile, ed è quello che cerco di fare anke io ogni giorno, almeno ci provo, non sempre ci riesco ma ci provo, e già avere la volontà di provare già è una cosa bella ed importante. Perciò non vi "auto-attaccate" ed abbiate fiducia in voi stessi.

Incontrate un ragazzo che vi piace? Ok! Fate amicizia con lui? Doppio ok! E non vi fate complessi mentali, siate voi stessi, siate al naturale che andate bene così!!
Siete fantastici!! io conosco alcuni di voi e quei pochi che conosco sono persone meravigliose!! Dovete solo avere più autostima, tutto quì.

Lo so, sembro una persona combattiva perchè al 50% lo sono diventato col tempo, e poi in questo momento sono molto carico (anche grazie alla musica che sto ascoltando) e mi sento di dirvi questo... lasciate che ve lo dica!!

Vi voglio bene

Gio



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Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!
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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: domenica 10 aprile 2011, 19:51 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
grazie gio92 mi è piaciuto molto il tuo post chissà mi carico anche io con la tua energia mi servirebbe, vorrei essere più libero, più vero, meno finto, più sociale, più combattivo come dici tu. un tempo era abbastanza combattivo, mi ero fissato su un obbiettivo, adesso non ho più questa certezza, non mi sento più grintoso come prima. non so forse è l'età o il peso di essere grandi non lo so fattò sta che mi sento giù. grazie per il post! ciao! :D


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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: domenica 10 aprile 2011, 20:45 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
guy18 ha scritto:
grazie gio92 mi è piaciuto molto il tuo post chissà mi carico anche io con la tua energia mi servirebbe, vorrei essere più libero, più vero, meno finto, più sociale, più combattivo come dici tu. un tempo era abbastanza combattivo, mi ero fissato su un obbiettivo, adesso non ho più questa certezza, non mi sento più grintoso come prima. non so forse è l'età o il peso di essere grandi non lo so fattò sta che mi sento giù. grazie per il post! ciao! :D


se vuoi possiamo parlarne in pvt......



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 Oggetto del messaggio: Re: La sindrome del "Tanto non funzionerà..."
MessaggioInviato: lunedì 11 aprile 2011, 14:05 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
sinceramente c'è poco da dire gio, il problema è che parlare non mi cambia niente, non diminuisce la mia staticità che so di avere. questo post di barbara credo sia il punto cruciale di tutti i nostri dilemmi,complessi e tutti i malesseri che abbiamo.
purtroppo è vero tutto quello che dice barbara! il tanto non funzionerà è vero, eccome se è vero e questo ci impedisce ogni azione ogni rischio insomma tutto e quindi rimaniamo sempre al punto di partenza non concludendo niente, tutto ritorna come era prima al punto zero.


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