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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: VACANZE GAY
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 1:13 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
admin ha scritto:
VACANZE GAY
Ricevo in anonimo il seguente testo, con l’autorizzazione a pubblicarlo e pubblico sul blog e sulla sezione “coppie gay” del forum.

“VACANZE GAY
Ciao gayproject,
ho letto sul tuo blog la storia di Federico e Davide, non possono negare che è una cosa che mi ha commosso e mi ha ricordato, anche se un po’ alla lontana, certe atmosfere che ho vissuto anch’io. Federico e Davide sono indubbiamente due persone eccezionali e sono riusciti a far fronte alle difficoltà, ma le cose a me non sono mai andate così anche ce l’ho messa tutta. Io ho 29 anni, non mi sento più giovanissimo e non mi ci sentivo nemmeno nel mese di marzo dell’anno scorso. Uscivo da una storia impossibile, mi ero innamorato di un etero ventiquattrenne, tutto era andato bene finché non gliel’ho detto, eravamo amici intimissimi ma quando l’ha saputo mi ha risposto più o meno come se volessi violentarlo ed è sparito. Col morale a pezzi mi sono messo a girare per le chat. Dico subito che non ho mai cercato persone troppo più grandi di me, anzi, io penso che dopo i 24/25 anni un ragazzo cominci a sfiorire, per me l’ideale sono i ragazzi di 22/23 anni. In chat cerco sempre ragazzi di quell’età. Allora, vado in chat e mi metto alla ricerca.... ma le cose non mi entusiasmano. A un certo punto mi arriva una mail di un quarantenne (40 appena compiuti), io non rispondo, mi manda una seconda mail molto rilassata, cioè una cosa che non mi dispiaceva affatto... io rispondo in modo un po’ cameratesco come si fa in rete ma senza sdolcinature... insomma è cominciata così. All’inizio ero molto esitante, se avesse avuto 10 anni di meno non avrei avuto remore ma mi sembrava troppo vecchio per me... alla fine di aprile l’ho conosciuto di persona e mi ha colpito, un bell’uomo che non dimostrava per niente i suoi 40 anni. C’era complicità, io ci stavo bene e poi ci si vedeva di rado, una volta ogni 15 giorni, perché lui abita a 250 km da me, la seconda volta che sono andato da lui abbiamo fatto l’amore ed è stato bello, diverso da come l’avevo immaginato ma bello, e un po’ cominciavo a innamorarmi veramente. Alla fine di giugno mi propone di andare in vacanza con lui 15 giorni nella prima metà di Agosto. Io gli dico subito di sì ma gli dico che preferirei stare in camera da solo, questo senza nessun pregiudizio circa il fatto che potessimo fare l’amore, cosa che anzi a me sembrava ovvia, oltre che desiderabile, lui mi dice che non c’è nessun problema, poi gli chiedo come avremmo fatto per le spese, perché io lavoro e un’indipendenza economica ce l’ho, e qui è cominciata la prima nota stonata: mi dice che penserà a tutto lui, anzi pensa che io dovrei essergli grato per questo, ma gli dico che la cosa non mi piace e che noi dobbiamo essere alla pari, fa qualche storia ma poi accetta, ma lo dice in un modo che non mi piace per niente, glielo faccio notare, risponde in modo serio, mi rassicura... io sono tranquillo... e comincio il conto alla rovescia. Per tutto luglio non ci siamo visti perché lui non era in Italia. Mi manda una mail e mi dice che partiamo da Maplensa per il Canada il 2 di agosto. Mi preparo... non vedo l’ora. Il 2 agosto arriva, lui passa a prendermi, andiamo all’aeroporto. Mi sembra una favola. Viaggio super comodo. Arriviamo a Toronto... posti da favola. Cominciamo un giro del Canada di 15 giorni, ogni sera in posto diverso. La prima sera mi ritrovo con lui in camera doppia... glielo dico, mi risponde che le singole non c’erano, non faccio storie, la notte facciamo l’amore. Bello, indubbiamente. La mattina ci prepariamo, lui chiama il taxi, scendiamo, gli chiedo di regolare il conto al 50% come d’accordo, mi risponde solo che i conti li avremmo fatti tutti alla fine. Giornata splendida, il Canada è uno dei posti più belli che ho visto. La sera in albergo finiamo di nuovo in camera doppia, gli chiedo come mai, mi dice di nuovo che non c’erano singole... scendo alla reception e chiedo: di stanza singole libere ne hanno 20! La cosa mi fa rabbia, torno in camera e glielo dico, mi risponde con un sorrisetto equivoco da film porno. Lo guardo e gli dico: “No! Io non sono il tuo giocattolo!” Lui alza la voce, mi rinfaccia che il conto e il biglietto dell’aereo l’ha pagato lui e mi dice addirittura che però “avrei potuto ripagarlo in natura!” Non c’ho visto più e l’ho menato di brutto con tutta la violenza che avevo in corpo. Ho preso le mie valigie e me ne sono andato in una stanza singola. Lui mi ha chiamato col telefonino e ha cominciato a supplicarmi e a chiedermi scusa. Io, stupidamente, sono tornato da lui. Aveva un occhio nero e piangeva come una vite tagliata, mi chiedeva scusa, mi faceva pena, sembrava inconsolabile... insomma mi sono lasciato andare a fare l’amore con lui un’altra volta... io che facevo l’amore con un quarantenne che non desideravo più ma che mi faceva pena! Mah! A che punto ero arrivato... Durante la notte le ho pensate tutte. Lasciarlo solo lì e tornarmene in Italia, ma poi si sarebbe sentito tradito e le sue reazioni erano imprevedibili; finire il viaggio con lui, parlare chiaro e chiudere la relazione... insomma c’era una sola ipotesi che non prendevo nemmeno in considerazione, quella di restare in contato con lui. Non l’ho piantato lì, dal giorno successivo siamo stati in camere separate e non abbiamo più fatto l’amore. Lo vedevo umiliato, mi faceva pena ma, se mi fossi mostrato anche minimamente accondiscendente, le cose sarebbero ricominciate come prima. Vado al nocciolo della faccenda. Da quando siamo tornati in Italia non ho voluto più vederlo, lui mi ha tempestato di sms e io ho cambiato scheda, ho dovuto pure cambiare e-mail, in un certo senso mi è anche dispiaciuto, in effetti lui non ha fatto niente di terribile nei miei confronti, ma non saremmo mai andati d’accordo, il fatto di fondo è che in effetti non ci volevamo bene, eravamo due disperati che cercavano ciascuno di risolvere il proprio problema... ma così un rapporto di coppia non ha senso. Mi ha scritto almeno 10 lettere con la posta tradizionale. L’ultima me l’ha mandata per farmi gli auguri di Natale e la riposto qui: “Ciao, va bene, ti lascio stare, ho fatto tante stupidaggini, però penso che alla fine a volerti bene veramente ci sarei riuscito. Buona fortuna”. Questa mail mi ha messo addosso una grande tristezza. Adesso non lo sento da più da 30 giorni. Ormai è finita.”



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