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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: domenica 3 febbraio 2013, 23:25 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Caro Project,
ho avuto modo di parlare con te diverse volte tramite msn ma credo che tu non possa facilmente ricordarti di me senza un riferimento più preciso. Ventottenne follemente innamorato di un ragazzo ventitreenne col quale credevo di aver costruito un bellissimo rapporto, poi sono stato abbandonato da questo ragazzo l’estate scorsa ma in un modo che non riuscivo a spiegarmi, ho parlato con te per una intera nottata nel mese di Settembre (nickname: sad). Ti avevo chiamato perché avevo bisogno di sfogarmi e invece parlare con te mi ha fatto uno strano effetto, mi sono accorto che ragionavi in un altro modo e che davi dei fatti una lettura del tutto diversa dalla mia, o forse solo diversa da quella che io mi sforzavo di dare.

La cosa che più mi ha colpito è stata la tua visone della vita di coppia. Ho conservato i log delle conversazioni:

Sad ha scritto: Ciao Project, sei impegnato?

Project ha scritto: Ciao Sad, piacere di fare la tua conoscenza!

Sad ha scritto: Forse ti ricordi, ti avevo scritto a fine giugno, ventottenne innamorato pazzo di un ventitreenne, (io e lui eravamo stati insieme in montagna a Natale)…

Project ha scritto: Ah sì … e lui aveva perso il portafoglio in albergo e glielo avevano riportato?

Sad ha scritto: sì sì esattamente! Proprio quello!

Project ha scritto: Sì, adesso mi ricordo! Una bella storia, una storia che mi aveva colpito molto. E adesso come va?

Sad ha scritto: adesso sono di nuovo single, la storia è finita!

Project ha scritto: ma che è successo? Sembrava che andasse tutto bene…

Sad ha scritto: si è comportato con me in un modo indegno, mi ha trattato senza il minimo rispetto, io avevo cercato di fare di tutto per lui e per fare in modo che stesse bene ma mi ha lasciato come se per lui io non valessi nulla

Project ha scritto: ma adesso lui sta con un altro ragazzo?

Sad ha scritto: no, non credo

Project ha scritto: e allora perché se ne è andato?

Sad ha scritto: non lo so, non l’ho capito, mi ha detto che si sentiva troppo stretto, che non se la sentiva di fare scelte definitive, io gli avevo chiesto di incontrarci ma mi ha detto di no e non c’è stato niente da fare per fargli cambiare opinione, poi abbiamo litigato proprio malamente e l’ho mandato a quel paese e penso anche che ci sia rimasto molto male, con me, se vuole fare una cosa seria va bene ma se è tutto un tira e molla non mi sta bene per niente. È come se mi avesse utilizzato quando aveva bisogno di me e mi avesse lasciato solo proprio quando io avevo maggiore bisogno di lui. Io pensavo che ormai tra noi ci fosse un rapporto consolidato, pensavo di poter fare affidamento su di lui e invece no.

Project ha scritto: ma quando è successo?

Sad ha scritto: più o meno un mese e mezzo

Project ha scritto: e dopo che vi siete lasciati lo hai risentito oppure è sparito del tutto?

Sad ha scritto: sì mi ha chiamato lui, sembrava che volesse tornare indietro, mi aveva detto che mi voleva bene ma quando gli ho chiesto se voleva tornare con me mi ha detto che non se la sentiva e che non aveva chiamato per questo ma per sapere come stavo e allora ho perso la pazienza e gli ho detto di non farsi sentire più

Project ha scritto: ed è finita così?

Sad ha scritto: no, qualche volta abbiamo parlato anche su msn ma io non posso stare sulle montagne russe in questo modo, non posso essere esposto ai suoi sbalzi di umore, perché lui in fondo non vuole stare con me e questo mi sembra chiaro, io ho bisogno di stabilità e a lui questo non sta bene, cioè la stabilità gli sembra un modo per rinunciare ad altre cose, come se si stesse chiudendo in trappola, e la cosa così non può reggere. Lo so che lui è più giovane di me e che magari desidera pure fare le sue esperienze ma un certo punto una scelta chiara la deve pure fare, il fatto che lui adesso stia solo è soltanto colpa sua e a me non me ne importa nulla, non posso rovinarmi la vita per correre appresso a lui e a tutto quello che gli passa per la testa. Lui ha una visione delle cose troppo diversa dalla mia

Project ha scritto: ma è proprio vero che non te ne importa nulla?

Sad ha scritto: comunque non posso tollerare il fatto che mi ha trattato senza nessun rispetto, parliamoci chiaro, Project, io adesso sto proprio male, per me è un fallimento, io ho bisogno di stabilità, se lui non ne vuole sapere, cercherò di darmi da fare e di trovarmi un altro ragazzo in modo che sia una cosa stabile, tranquilla, con lui non lo sarebbe comunque, che ne pensi, Project?

Project ha scritto: ma sei proprio sicuro che lui voglia chiudere definitivamente?

Sad ha scritto: no, però adesso voglio chiudere io, non ce la faccio ad andare avanti così! Sono stanco, Project, e sono disilluso, lo avevo sopravvalutato, pensavo che a me ci tenesse veramente e invece si è dimostrato egoista. Quando lui aveva bisogno di me io c’ero sempre ma quando io ho avuto bisogno di lui, lui nemmeno se ne è preoccupato

Project ha scritto: le cose che mi avevi detto tempo fa di questo ragazzo erano molto positive, proprio a livello di persona, però io allora, scusa se te lo dico, avevo avuto l’impressione che tu avessi un modo molto rigido di vedere le cose

Sad ha scritto: cioè ?

Project ha scritto: aspetta, cerco di spiegarmi, tu avevi in mente un modello di coppia stretta e probabilmente la mentalità di questo ragazzo non è compatibile con quel modello. Quando ci si innamora di una persona c’è sempre il rischio di vederne in realtà solo alcuni aspetti e di completare gli altri aspetti a fantasia seguendo i nostri desideri, ma innamorarsi veramente significa amare un ragazzo per quello che è, cioè volergli bene anche negli aspetti che noi non possiamo capire, che in genere hanno motivazioni profonde e non sono atteggiamenti stupidi, è possibile che per lui la vita di coppia non vada bene o non vada bene così come tu la immagini, nel senso di coppia stretta

Sad ha scritto: allora vuol dire che non mi vuole bene veramente! Perché per me non è disposto a rinunciare a nulla

Project ha scritto: no! Non dire così, volersi bene veramente non vuol dire dover rinunciare per forza a qualcosa e nemmeno accettare un modello di coppia stretta, è una cosa completamente diversa. Penso che potresti trovarti a scegliere tra il modello di coppia stretta e questo ragazzo. Io non darei affatto per scontato che tu debba rinunciare a questo ragazzo e nemmeno che la storia sia finita, forse è finita la possibilità di vivere con lui una storia nel modo in cui te la sei immaginata e d’altra parte non ha senso pensare che uno debba adeguarsi all’altro, si tratta di trovare un equilibrio possibile per entrambi ma, se devo dire quello che penso, non mi sembra che la storia sia veramente finita e anche tu non hai il modo di fare di uno che è stato veramente deluso.

Sad ha scritto: non so che dirti, Project, ma adesso almeno per un po’ non lo voglio sentire più e poi che vuol dire volersi bene veramente se non stare in coppia?

Project ha scritto: questo non lo so, è tutto da verificare, certe volte noi pretendiamo che le persone si adeguino ai nostri modelli, ma sono le persone il valore assoluto non i modelli. È vero che questo discorso dovrebbe valere anche dal suo punto di vista, però penso che anche lui possa essersi sentito molto a disagio. Forse pensava di essere accettato così come era realmente, con tutte le sue incertezze, le sue contraddizioni e il suo bisogno di libertà e non come un ragazzo che si deve adattare a quello che il suo compagno desidera, Io ti direi comunque di non mantenere con lui posizioni rigide. Un rapporto non esiste più quando non c’è più affetto, non quando le cose non vanno secondo i nostri schemi e qui non mi sembra che l’affetto non ci sia più.

Sad ha scritto: mah … in fondo io gli voglio bene, però così per me è troppo difficile, no, Project, per me così non va bene. Io ho bisogno di un minimo di sicurezza

Questa era la nostra conversazione del mese di settembre e da allora sono successe tante cose, io ho cercato di stare con altri ragazzi, ma praticamente la cosa è stata impossibile perché avevo sempre lui in mente. I nostri rapporti non si sono interrotti, mi ha chiamato diverse volte ed è stato a parlare con me molto seriamente, non è mai voluto tornare con me per non illudermi, così ha detto, per non mettermi in mente che le cose potevano ritornare come prima. Mi ha trattato pure con rispetto e con affetto, cosa che io non mi aspettavo, anche se di fatto non è tornato con me. Non so se ha un altro ragazzo, ma non credo. Con me è molto esplicito, come è sempre stato, mai discorsi di circostanza e sempre posizioni molto nette, ci siamo anche visti di persona e più di qualche volta.

Indubbiamente rivederlo mi riportava all’idea di rimettermi con lui e qualche volta mi era difficile accettare che non sarebbe successo. Mi dice che ha bisogno di libertà, di provare a fare la sua vita ma che mi vuole bene e comincio a pensare che sia vero, anzi lo penso. In certi momenti ci abbracciamo e mi fa un effetto stranissimo ma è un effetto positivo, ho l’impressione che non l’ho perso, certo però che devo ridimensionare i miei sogni. È un po’ come dicevi tu, Project, mi trovo a decidere tra questo ragazzo e il tipo di vita che avevo immaginato con lui.

Pensare che potrebbe sentirsi libero, che potrebbe volermi bene anche se si innamorasse di un altro ragazzo mi sembra ancora molto difficile da accettare. Questa estate mi sembrava del tutto inconcepibile, adesso mi sembra difficile da accettare ma non mi sembra una ipotesi assurda. In effetti se un ragazzo sta con un altro e per questo non ti vuole più bene perché pensa solo all’altro ragazzo, allora certamente non ci puoi mantenere nessun rapporto, ma se quel ragazzo potesse continuare a volermi bene lo stesso, magari anche se ha un altro ragazzo, avrebbe senso dire che è meglio mandate tutto in malora? Non lo so proprio Project.

Evidentemente ci hanno messo in mente dei modelli di comportamento per cui l’amore deve essere esclusivo, cioè o con me o con un altro, ma forse questi modelli sono complicazioni che non servono affatto a volersi bene. Forse adesso mi sembra che potrei anche adattarmi perché in effetti adesso lui non ha un altro ragazzo, probabilmente se ne avesse uno non riuscirei ad accettarlo. In pratica io spero di poter essere comunque tutto per lui, così lui non avrebbe bisogno di niente altro e io troverei la mia tranquillità, in pratica un po’ come prima. Cioè lui adesso, anche se si è allontanato da me, continua a volermi bene perché di fatto non c’è nessun altro. O forse potrebbe funzionare bene anche se avesse veramente una altro ragazzo? Proprio non lo so.

Con me è stato sempre sincero e ho l’impressione che insieme stiamo veramente bene. Probabilmente io per lui non sono proprio tutto, non gli basto ma non nel senso che mi svaluta ma nel senso che ha bisogno anche di altre cose che io non posso dargli, dico non posso perché magari sono cose che io non capisco o solo perché ha bisogno anche dell’affetto di altre persone. In questo ultimo periodo ho l’impressione che lui voglia starmi vicino, che si preoccupi di quello che dico e di quello che penso e soprattutto che si preoccupi di farmi capire che mi vuole bene ma senza illudermi.

Ma come faccio, Project, a pensare che magari ci rimettiamo insieme, perché probabilmente succederà, o almeno in qualche modo succederà, ma come faccio a pensare che poi potrebbe anche avere un altro ragazzo? Non dico come faccio a pensare che potrebbe non volermi bene, perché non credo che questo possa succedere ma come faccio a pensare che io non sarei comunque tutto per lui. Questa cosa mi sconvolge. Project e se dopo sto peggio? E se poi magari sono io quello che lo illude perché non sono capace di rispettare le sue regole e poi mi aspetto che sia tutto come prima?

Io penso che un altro ragazzo potrei trovarlo, però non è quello che voglio. Quando ho provato ad avvicinare altri ragazzi io mi aspettavo da loro le sue reazioni le sue risposte e invece mi trovavo davanti a cose del tutto diverse che mi coinvolgevano molto poco, in pratica non mi coinvolgevano per niente perché pensavo che quei ragazzi non erano come lui. Quando c’è lui io la sua presenza la sento fortissima e non è nemmeno una questione di sesso; anche discutere con lui, anche litigare è un’altra cosa. Non mi dà ragione quando pensa che io abbia torto e soprattutto è un confronto vero, alla pari. In fondo lui non si è adeguato ma mi ha voluto bene lo stesso e su questo non ho dubbi, ma mi ha voluto bene a modo suo. Non so nemmeno se il nostro sarebbe un rimettersi insieme, probabilmente si tratta di una cosa diversa che non coinvolge il concetto classico di coppia.

Project, tu capisci in che razza di problemi mi trovo? È una situazione che prima non avrei mai accettato per nessuna ragione, l’avrei scartata per principio, ma io non voglio stare senza quel ragazzo, certo è che la cosa, in questi termini mi farà vivere in ansia e penso che il senso dell’incertezza sarà inevitabile anche in futuro. Tu pensi veramente che si possa arrivare a trovare una stabilità anche in questo modo? Che si possa essere felici anche così?

p.s.: se credi, pubblica pure questa mail.



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 Oggetto del messaggio: Re: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: lunedì 4 febbraio 2013, 0:37 

Iscritto il: giovedì 14 maggio 2009, 21:35
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Premesso che per me possono esserci diversi tipi di relazione tra due persone - basta chiarirsi dall'inizio su quale tipo e magari sulla loro possibile evoluzione -, se si accorda per quella di coppia, però, non possono starci perennemente terzi in comodo: penso sia naturale (anzi umana) la tendenza che alla lunga si tenti di volgere un rapporto, qualsiasi sia, verso quello di coppia, perché è quello in grado di dare più stabilità e remunerazione emotiva per l'investimento affettivo che in fondo viene fatto in ogni relazione degna di tale nome.
Insomma, non penso che il "vedersi in coppia" sia soltanto il prodotto di un millenario processo di inculturamento, ma una naturale (e legittima) aspettativa quando si "investe" così tanto emotivamente con una persona.


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: lunedì 4 febbraio 2013, 12:12 
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Cita:
certe volte noi pretendiamo che le persone si adeguino ai nostri modelli, ma sono le persone il valore assoluto non i modelli
Questa me l'appunto e la riciclo alla prossima occasione :lol:. Il discorso che ha fatto Project mi pare sensatissimo e in effetti tanti problemi di coppia derivano proprio da questo atteggiamento. Se posso essere sincero complessivamente rispetto alla prima discussione, quando sed era ancora fuorioso, ho avuto l'impressione che il suo atteggiamento fosse più "ricattatorio" che reale, per la serie se non cambi ti lascio, ma che l'intenzione non fosse affatto lasciarlo, ma fargli prendere una decisione, diciamo fargli cambiare atteggiamento e che il fatto che l'altro non abbia ceduto, abbia determinato un compromesso al ribasso. Io non so, però se a distanza di tempo sed ipotizza che l'altro non abbia ancora un ragazzo è perché non ce l'ha e probabilmente il problema non è averci un'altro ragazzo, ma viversi la propria vita senza sentirsi condizionato o asfissiato dalla presenza dell'altro, sopratutto se l'altro ha un atteggiamento condizionante, tende ciò a riversare le proprie aspettative sull'altro e ad aspettarsi che l'altro le attenda. Vedo un atteggiamento per la serie o tutto o niente. O si è appiccicati stretti stretti o lui va con un'altro, come se succedendo che allentando la presa su di lui, lui automaticamente va via, quando invece pare evidente che non è andato via nemmeno dopo che il rapporto pare finito e che non ha un altro. Per come la vedo non dovresti abituarti all'idea che stia anche con un altro, ma che allentando la presa su di lui non succeda proprio nulla, forse solo che si rilassa ed ti evita il giretto nelle montagne russe.


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: lunedì 11 marzo 2013, 21:06 

Iscritto il: giovedì 7 marzo 2013, 21:15
Messaggi: 19
"Mi dice che ha bisogno di libertà, di provare a fare la sua vita"

Io quando mi sento fare dei discorsi così faccio molta fatica a trattenere la rabbia. E' vero che a stringersi troppo attorno al proprio compagno si rischia di soffocarlo. E' altrettanto vero che può essere il compagno a sentirsi soffocato un po' troppo facilmente. Adesso non sto più parlando del caso di sad, ma più in generale.
Mi spiego.
Una persona può arrivare a pensare che continuando una relazione sentimentale con qualcuno non sia possibile evolvere anche con la propria vita, individualmente. E quindi? Vuol dire che non si può avere un compagno e vivere una vita anche come individuo singolo? Io credo di no.
La domanda sta nel "cos'è che mi fa sentire soffocato?".
La mia esperienza personale mi ha portato a conoscere parecchie persone oggettivamente frustrate dal fatto di essere single ma che al tempo stesso non sono capaci di cambiare un briciolo della loro vita, tutto questo in nome della propria libertà da single. Il semplice capire che la cosa si sta facendo più intima (e questo può significare anche solo che la frequentazione è andata oltre i 3 appuntamenti...) scatta la sensazione che la propria libertà e individualità sia in pericolo. Da qui un'insofferenza e un disagio che porta al termine del rapporto (ogni volta) nel giro di più o meno tempo (dalle settimane ai mesi).
Mi chiedo se a volte non basti anche solo l'idea di una relazione a mandare in confusione e non degli effettivi comportamenti soffocanti da parte del proprio compagno.
Le benedette "vie di mezzo" esistono, è possibile trovare un equilibro di spazi, vicinanze e distanze, all'interno della vita di coppia. Quando c'è la possibilità di essere un individuo all'interno di una coppia significa che le cose vanno bene, che la coppia sta bene. Raggiungere un'equilibrio del genere richiede di esporsi e di conoscersi più a fondo.
Se conoscendosi più a fondo si capisce che non è possibile continuare il rapporto si ha il sacrosanto diritto/dovere di dirlo al proprio partner. Ma non è una cosa che riguarda il rischio di perdere la propria libertà personale.

Cosa ne pensate?



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Quando qualcuno dice:
questo lo so fare anch'io,
vuol dire
che lo sa rifare
altrimenti
lo avrebbe già fatto prima.


B.Munari
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 Oggetto del messaggio: Re: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 18:54 
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Iscritto il: mercoledì 26 dicembre 2012, 13:38
Messaggi: 268
Belle le risposte di Project, che sopratutto ti permettono di valutare la situazione al di fuori del proprio pensiero.

Premetto che non ho la minima esperienza di relazione :oops: perciò al massimo posso esprimere la mia opinione, dal di fuori.
Sono cresciuto anche io con l'idea che relazione significasse bastarsi in due, dove la coppia era l'unico concetto ammesso. Però quando ho iniziato a pensare di testa mia, mi son reso conto che questa idea non mi appartiene. O meglio non devo pensare per forza che questo sia l'unico modo di avere una relazione. Perchè le situazioni che ci si possono presentare avranno sempre delle caratteristiche del tutto peculiare e non sto qua a farvi esempi, lo capirete meglio di me.

Watcher parla di "senso di soffocamento" specie per i single. E lo capisco bene perchè da single ti fai le tue brave abitudini e la relazione che si dovesse presentare, sembra egoisticamente togliere qualcosa, piuttosto che aggiungerla. Ed è magari pur vero (spesso credo lo sia) che la sola idea che quel feeling iniziale possa diventare qualcosa, spesso fa scappare via le persone. Bè, per me quelle persone sono intorpidite sentimentalmente, non saprei come spiegarlo ma credo abbiano sviluppato un'inabitudine a certi tipi di rapporti e tendono solo a chiudersi in un mondo sicuro e ovattato che è quello del single. Si sono persi i tempi e la pazienza per poter capire come costruire una relazione.

Questa è solo un opinione, come detto, io di relazioni non ne so nulla ;)



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Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te. (P. Coelho)
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 Oggetto del messaggio: Re: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: sabato 16 marzo 2013, 11:53 

Iscritto il: martedì 3 luglio 2012, 4:01
Messaggi: 114
Essendo sempre stato uno di quelli che "fugge", sono meglio disposto nei riguardi di quello che ha preso le distanze piuttosto che di quello che ha scritto questa mail, sarei molto piú propenso ad appoggiare le sue ragioni che non i ricatti morali ed i ragionamenti del ragazzo di ventotto anni, o per lo meno cosí immagino. Confermo che non sempre quando uno si allontana lo fa perché non prova piú affetto per la persona che lascia. In passato mi è capitato di stare con persone che pretendevano da me (notare che pretendevano) che mi appoggiassi a loro dal punto di vista emotivo, considerando che anche questo semplice atteggiamento mi risulta soffocante essendo abituato a leccarmi le ferite da solo e trovandomici bene, i ricatti morali del tipo "se non ti appoggi a me vuol dire che non mi vuoi bene o che comunque non ti servo a nulla" avevano solo l'effetto di portarmi a spegnere sul serio ogni tipo di affetto. Perchè spesso, se non sempre, le persone tendono a ragionare sulle cose partendo da se stesse, ovvero facendo il ragionamento "per me é così, quindi deve essere cosí in assoluto". Francamente non lo so se sbagliano o meno, se la radice del mio mettere le distanze fosse quella che poi ho trovato o se queste cose passate mi hanno portato alla conclusione che ho identificato come radice, ovvero che in fin dei conti un rapporto non l'ho mai davvero voluto. Tantomeno so dire se gli altri siano frustrati dal non avere una relazione ma al contempo troppo abituati a stare da soli per imbarcarsi in una cosa del genere, di certo dipenderà da caso a caso. E non è neppure detto che quando una persona dica di voler vivere la sua vita intenda per forza "provare ad aver rapporti con altri", magari puó voler dire solamente che ha bisogno di essere indipendente ed imparare a contare solo sulle proprie forze.



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"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."
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 Oggetto del messaggio: Re: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: sabato 16 marzo 2013, 12:19 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
watchermat ha scritto:
Una persona può arrivare a pensare che continuando una relazione sentimentale con qualcuno non sia possibile evolvere anche con la propria vita, individualmente. E quindi? Vuol dire che non si può avere un compagno e vivere una vita anche come individuo singolo? Io credo di no.
La domanda sta nel "cos'è che mi fa sentire soffocato?".
La mia esperienza personale mi ha portato a conoscere parecchie persone oggettivamente frustrate dal fatto di essere single ma che al tempo stesso non sono capaci di cambiare un briciolo della loro vita, tutto questo in nome della propria libertà da single. Il semplice capire che la cosa si sta facendo più intima (e questo può significare anche solo che la frequentazione è andata oltre i 3 appuntamenti...) scatta la sensazione che la propria libertà e individualità sia in pericolo. Da qui un'insofferenza e un disagio che porta al termine del rapporto (ogni volta) nel giro di più o meno tempo (dalle settimane ai mesi).
Mi chiedo se a volte non basti anche solo l'idea di una relazione a mandare in confusione e non degli effettivi comportamenti soffocanti da parte del proprio compagno.
Le benedette "vie di mezzo" esistono, è possibile trovare un equilibro di spazi, vicinanze e distanze, all'interno della vita di coppia. Quando c'è la possibilità di essere un individuo all'interno di una coppia significa che le cose vanno bene, che la coppia sta bene. Raggiungere un'equilibrio del genere richiede di esporsi e di conoscersi più a fondo.
Se conoscendosi più a fondo si capisce che non è possibile continuare il rapporto si ha il sacrosanto diritto/dovere di dirlo al proprio partner. Ma non è una cosa che riguarda il rischio di perdere la propria libertà personale.

Cosa ne pensate?


Sono pienamente d'accordo con te! Davvero non sopporto quei tipi di relazione in cui la gelosia prende il sopravvento e la libertà di ciascuno ne risulta fortemente limitata, però non credo che riuscirei a tollerare la coppia aperta... ma dovrei provare, prima di giudicare.

In questa mail, però, non è chiara una cosa: il ragazzo in questione gli vuole bene, ma non vuole la coppia. E il sesso nel loro rapporto che ruolo occupa? Di fatto, se non occupa nessun ruolo, può semplicemente significare che questo ragazzo gli voglia bene come ad un amico, ma che non sia attratto da lui. Oppure può anche essere attratto da lui, ma magari si rende conto che su certi aspetti il loro punto di vista è troppo lontano per consentire la creazione di un rapporto duraturo (che so, magari progetti di vita, tipo uno vuole andare all'estero e l'altro no, oppure uno vuole vivere da gay dichiarato e l'altro no). In realtà, noi conosciamo la storia da un'unica prospettiva e non è neppure ben chiaro il tipo di relazione che esiste attualmente tra i due.


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORE GAY SENZA COPPIA GAY
MessaggioInviato: sabato 16 marzo 2013, 14:07 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
La cosa difficile del vivere in coppia o di avere una relazione affettiva importante è proprio la ricerca di questo equilibrio che descrive Totoro. In una relazione stretta la necessità di mediare è continua e avviene a tutti i livelli.
Mediare significa venirsi incontro e trovare un punto d'accordo. Spesso e volentieri non è una vera via di mezzo, nel senso che magari uno dei due si adatta molto più dell'altro. Ognuno di noi è più o meno propenso per carattere a far prevalere le proprie esigenze o a far prevalere quelle altrui.
Molti equilibri restano anche sbilanciati a lungo, finchè poi magari non esplodono.
Mi pare che in quella mail si tratti anche di questo. Uno dei due era soddisfatto di come andavano le cose e l'altro no. Solo che forse non avevano voluto o potuto affrontare la realtà .L'altro ragazzo aveva lanciato dei messaggi che forse avrebbero dovuto essere presi in considerazione. Magari non sarebbe cambiato nulla perchè le loro esigenze erano troppo distanti e magari invece avrebbero potuto trovare una soluzione prima di chiudere il loro rapporto.
In ogni caso è molto vero quello che dice Totoro, che i rapporti con gli altri e soprattutto i conflitti ci obbligano anche a interrogarci su noi stessi. Ci portano a chiederci se abbiamo chiesto troppo all'altro oppure se la nostra richiesta fosse legittima e fosse quindi l'altro in difetto nel non accoglierla.
Penso che i rapporti ci aiutano a uscire da noi stessi e a crescere, comunque vadano le cose. Per esempio quelli che sono finiti male possono insegnarci a verificare per tempo se ci siano le condizioni minime per trovare quel compromesso.
Se sono una persona che ha la necessità di avere i propri spazi e di non sentirmi invaso dall'altro, è assai difficile ad esempio che possa reggere una relazione con qualcuno che ha continuamente bisogno di conferme.
Uno dei due si sentirà l'aria mancare e l'altro si sentirà abbandonato.
A volte si rimane insieme anche quando sarebbe saggio separarsi. Altre si preferisce troncare tutto ancora prima di averci provato seriamente.
Anche questo è un bel dilemma da sciogliere. ;)


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