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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Gay e questioni di cuore
MessaggioInviato: giovedì 28 novembre 2013, 12:38 

Iscritto il: giovedì 28 novembre 2013, 12:25
Messaggi: 1
Ultimamente "Questioni di cuore" (la rubrica tenuta dalla mitica Natalia Aspesi, sul Venerdì de La Repubblica), sembra cambiata: le lettere sui drammi d'amore, provenienti da gay, sono drasticamente diminuite; ma penso di sapere il perché.
Quel tipo di lettere, erano sostanzialmente di due tipi:

1) il gay che scrive è deluso: dai gay, dal mondo gay, dall'anaffettività che regna tra i gay e dall'impossibilità evidente di mettere in piedi una storia degna di questo nome; spesso vi è la delusione verso le chat-gay, paragonate a un mattatoio.
Le risposte della Aspesi sono sempre calibrate, misurate, comunque "mai" accusatorie; mai il benché minimo tentativo, da parte della Aspesi, di ricercare qualche colpa nei gay, che (nella sua visione edulcorata e, ahimé, lontana dalla realtà) appaiono tutti bravi, tutti buoni, tutte vittime da difendere.
Questo tipo di lettere è andato ovviamente a scemare, perché l'interesse si smuove quando si ha il coraggio di fare affermazioni che scuotono, anche disturbanti, ma che smuovano le coscienze (come infatti fa con gli etero, che bacchetta, bastona in continuazione, e per questo la inondano di lettere interessantissime).

2) il gay che scrive fa uno spot pubblicitario di se stesso e della sua situazione; tipo: vivo da dieci anni col mio compagno, siamo entrambi molto realizzati, le nostre famiglie ci accettano, abbiamo tanti amici, ci amiamo moltissimo, e siamo tanto, ma tanto felici; come chiusa, una bella critica sulle manchevolezze della classe politica.
Segue la risposta della Aspesi, che, inevitabilmente, è una sequela di zucchero e caramello, tutta pro-gay, sull'importanza dell'amore e dei sentimenti.
Anche questo tipo di lettera è andato a scemare: perché ripetitiva, poco interessante e, evidentemente, poco rispondente alla realtà.

L'unico argomento, invece, che non conosce rallentamenti, è quello sui diritti; anche nei talk show non si parla d'altro.
Sia nei salotti, che nelle lettere indirizzate alla agony aunt, le ragioni riportate si ripetono incessanti: "anche quello tra due uomini è amore", "ciò che conta è il sentimento", "che male c'è se due maschi vogliono amarsi?", e così via.
Ovviamente, le risposte convengono sempre sul fatto che "indietro non si torna", e, piano piano, tutta l'Europa dovrà mettersi in linea con queste direttive.
Insomma, a seguire giornali e tv, sembra che i gay non riescano più ad andare avanti senza sposarsi e adottare figli.

Mah... Sarà...
Però se si prova, per sbaglio, a far capolino nei luoghi di aggregazione gay, come locali, disco, cruising, bar-gay, chat-gay, dark room e saune-gay, l'impressione è che i gay (maschi), di sposarsi (e adottare figli) non ne abbiano la minima intenzione.

Che ne pensate?


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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: giovedì 28 novembre 2013, 14:09 
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Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00
Messaggi: 888
Si parla di diritti perché la società d'oggi è focalizzata sull'individuo. Per questo il secondo è un tema molto più seguito e ritenuto ben più importante: l'insieme di individui, che in quanto individui dovrebbero essere liberi in tutto, sono la nostra forma di società.

Tra l'altro limitarsi ad un piccolo affranto di mondo, per fare il quadro di una situazione molto più estesa, mi sembra semplicemente riduttivo... Nei locali c'è anche un fine, che è tutto fuorché quello di sposarsi...

E perdona la risposta sintetica.

Pongo inoltre un avviso di servizio:

Il riferimento da te citato, verrà lasciato in quanto funzionale al post e al tema trattato. Sul forum di ProgettoGay tuttavia, non sono ammessi contenuti promozionali di sorta e tal fine ti invitiamo a rileggere il punto 1.7 del regolamento. In questo caso, non saranno presi provvedimenti di sorta.



_________________
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay
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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: giovedì 28 novembre 2013, 21:43 

Iscritto il: sabato 2 giugno 2012, 18:00
Messaggi: 42
roberdisill ha scritto:

Mah... Sarà...
Però se si prova, per sbaglio, a far capolino nei luoghi di aggregazione gay, come locali, disco, cruising, bar-gay, chat-gay, dark room e saune-gay, l'impressione è che i gay (maschi), di sposarsi (e adottare figli) non ne abbiano la minima intenzione.

Che ne pensate?


Io di ragazzi gay che vogliono vivere in coppia e formare una famiglia ne conosco molti, diciamo che sono la quasi totalità delle persone che sento. Certo nessuno di loro va nelle disco gay, chat erotiche, dark room :shock: . Aggiungo che anche gli etero che si trovano nelle chat erotiche non cercano propriamente di formare la famiglia mulino bianco (quella cosomai già ce l'hanno :lol: ). Nella chat di progetto, in due anni che la frequento non mi è mai capitato di ricevere proposte indecenti. La stragrande maggioranza dei gay vive al di fuori dei contesti ghettizzanti che descrivi e vivono una vita normalissima, magari sentono la mancanza di luoghi di aggregazione seri dove poter fare conoscenza, ma questo forum, la chat e il blog (ah la radio!), sono secondo me il miglior strumento cha abbiamo oggi in Italia per socializzare seriamente con ragazzi gay (grazie Project :!: ). Infine permettimi una nota: anche se il 99,9% dei gay non volesse vivere in coppia e sposarsi, sarebbe giusto legalizzare il matrimonio gay per quello 0,1% che lo desidera. Permettere a due persone di poter rendere ufficiale, alla luce del sole, il loro amore è un diritto che tutte le società civili dovrebbero garantire, la libertà di poter scegliere se sposarsi o meno è sacra e va garantita a tutti. Gli eterosessuali possono farlo NOI NO!


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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: sabato 30 novembre 2013, 2:22 

Iscritto il: sabato 30 novembre 2013, 2:18
Messaggi: 4
Chissà per quale incantesimo, voi che scrivete nei forum, siete sempre pieni di amici gay che "vogliono vivere in coppia e formare una famiglia".
Invece, appena si mette il naso fuori, nella vita reale... la realtà appare ben diversa.

Qua, generalmente, i gay (maschi) sono single e felici di esserlo; nelle grandi città, come Milano e Roma, un gay si fa in media quattro ragazzi a settimana, e a cambiare andazzo non ci pensa proprio. La giostra (oggigiorno, nelle nuove App, denominata "tritacarne") va avanti, imperterrita, fino ai 45 anni, dopo di che il gay sparisce, si smaterializza.
Secondo me va in un'altra dimensione.
Infatti mi chiedo: ma i gay dopo i 50 anni dove sono? che fanno? dove vivono? con chi vivono?
Non è dato sapere.
Secondo me fanno come gli elefanti, che, spontaneamente, abbandonano il resto del branco e vanno a lasciarsi morire lontano, in un posto remoto, fuori dalla vista di tutti... (il cimitero degli elefanti).

L'altra opzione è quella della coppia. Opzione scelta da alcuni ardimentosi che paiono volersi mettere contro la corrente principale che vuole i gay (maschi) dediti ad una cosa sola.
Peccato, però, che basta grattare solo un pochino la sottile vernice, per scoprire che si tratta di coppie... "rigorosamente" aperte (ergo: ognuno continua a fare sesso col resto del mondo 4 volte a settimana).

Siamo onesti: la storia che "anche gli etero fanno lo stesso", non regge.
Ci sarà anche qualche etero che alla relazione stabile preferisce godersela; ma tutto il resto del mondo è popolato da coppie etero, che mandano avanti questo pianeta, da millenni, con famiglie e figli.

La verità è che la stragrande maggioranza dei gay (maschi) rifugge dalla relazione, e quelli che la desidererebbero non riescono ad averla (a meno che non accettino la coppia aperta, e quindi siamo da capo).

Stante tutto ciò, se esiste davvero qualche gay che desidera sposarsi, che si sposi pure!
Non sono contrario ai matrimoni gay!
Così come non sono contrario alle adozioni. Anche se mi viene un po' da sorridere, immaginandomi quali giustificazioni dovrebbero inventarsi (da dare al piccolo adottato), per tutto quel via vai di giovanotti, per casa, e in camera da letto.


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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: domenica 1 dicembre 2013, 0:49 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5026
Caro solecucciolo (il nick è veramente bello!), anche se sei libero di non crederci, di gay ne conosco proprio tanti e non sono per niente come li dipingi tu e anche di coppie gay ne conosco parecchie e anche lì quello che vedo tutti i giorni non corrisponde a quello che dici. Se tu consideri degli ambienti molto particolari e poi generalizzi è probabile che tu compia un errore di prospettiva. Che le cose di cui parli esistano è un fatto, le ho viste anche io, ma anche se sembrano tipiche dei gay in quanto tali sono soltanto il risultato di ambienti molto particolari. Forse anche i ragazzi gay che frequentano questo Forum sono un gruppo molto di nicchia, però sono proprio tanti, e sono solo una piccola evidenza della parte dell'iceberg gay che non si vede, ma costituisce la grande massa gay, e non corrispondono alla tua immagine dei gay. Non lo dico per partito preso ma per conoscenza diretta. Non voglio fare polemiche, anzi vorrei solo dirti una cosa positiva e cioè che le cose sono enormemente migliori di come le vedi tu. Purtroppo ho l'impressione che il senso di frustrazione, legato, forse, a diverse esperienze negative, condizioni parecchie persone nella loro visione della realtà gay.



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BLOG PROGETTO GAY http://progettogay.myblog.it/
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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: domenica 1 dicembre 2013, 11:01 
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Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00
Messaggi: 888
In effetti credo che Project abbia reso l'idea di una certa realtà e in modo anche piuttosto equilibrato. Con tutto che vorrei riportare la mia personale esperienza da ragazzo ventenne:

siti d'incontri ne ho frequentato: i classici, i punti d'incontro più banali e conosciuti... Mi ritrovo, personalmente, in un ambiente in cui è vero, prima di tutto c'è una chiara mercificazione del proprio corpo, in cui tutti cercano di svendere tutto di se stessi e cercano pure di farlo al meglio... E d'altro canto, mi ritrovo una marea di persone che rifiutano questo modello e semplicemente si limitano ad usare quei posti come strumento... strumento qualunque per conoscere altri ragazzi. Persone qualunque; perché mi sembra assurdo anche sottoporre a giudizio le loro intenzioni (per cui come chi cerca la relazione e ci spera con tutto se stesso, c'è chi, banalmente, vuole passare una notte insieme ad un ragazzo che gli piaccia).


E premesso questo... Mi sembra anche stupido compromettente la validità del ragionamento che fai, buttandosi nelle generalizzazioni... Parli addirittura di Gay o Etero, dimenticando che il fatto di vivere in certi contesti e in certi modi, non significa che io, persona qualunque, non possa e non debba avere le stesse possibilità di chiunque, nel vivere la mia vita, a prescindere dalle mie intenzioni.

Nota l'ossimoro:

Cita:
[...] e quelli che la desidererebbero non riescono ad averla (a meno che non accettino la coppia aperta, e quindi siamo da capo).

Stante tutto ciò, se esiste davvero qualche gay che desidera sposarsi, che si sposi pure!
Non sono contrario ai matrimoni gay!


Siamo all'esempio del grande atto di tolleranza religiosa, in cui ti devo rendere grazia per avermi dato la possibilità di vivere la mia vita così come voglio, alla pari di chiunque altro? ..O un tipo di grazie, per non esserti opposto al "tragico tentativo" di chi invece cerca una vita di coppia?

Per non parlare di:

Cita:
Siamo onesti: la storia che "anche gli etero fanno lo stesso", non regge.
Ci sarà anche qualche etero che alla relazione stabile preferisce godersela; ma tutto il resto del mondo è popolato da coppie etero, che mandano avanti questo pianeta, da millenni, con famiglie e figli.


gli dobbiamo fare gli auguri? Categorizzi per ribadire il ruolo fondamentale di una certa categoria rispetto ad altri? Non è tra l'altro, l'essenza primaria del pregiudizio?

O ti liberi dal desiderio spasmodico di giudicare gli altri, dal pregiudizio dell'etero o gay, e inizi a guardare la stratificazione della società e il comportamento degli individui, con più attenzione verso le persone che compongono tutto questo... Oppure il tuo ragionamento certo che funzionerà, fintanto però che rimane ancora alle categorie mentali con cui lo inquadri.

E ti potrai pure definire tollerante.



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Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay
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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: domenica 1 dicembre 2013, 11:59 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
Messaggi: 134
Benvenuti Roberdisill e Solecucciolo! (visto che è il vostro primo intervento qui nel forum)

Inizio col dire che le vostre opinioni, molto simili, sicuramente hanno un fondo di verità. Quello che però hanno di sostanzialmente sbagliato, a parer mio, è il fatto che generalizzino certe tendenze indiscriminatamente a tutto il mondo omosessuale maschile e, inoltre, indichi tale tendenze quasi come esclusive del mondo omosessuale maschile.

roberdisill ha scritto:
Insomma, a seguire giornali e tv, sembra che i gay non riescano più ad andare avanti senza sposarsi e adottare figli.
Mah... Sarà...
Però se si prova, per sbaglio, a far capolino nei luoghi di aggregazione gay, come locali, disco, cruising, bar-gay, chat-gay, dark room e saune-gay, l'impressione è che i gay (maschi), di sposarsi (e adottare figli) non ne abbiano la minima intenzione.


solecucciolo ha scritto:
Chissà per quale incantesimo, voi che scrivete nei forum, siete sempre pieni di amici gay che "vogliono vivere in coppia e formare una famiglia".
Invece, appena si mette il naso fuori, nella vita reale... la realtà appare ben diversa.
Qua, generalmente, i gay (maschi) sono single e felici di esserlo; nelle grandi città, come Milano e Roma, un gay si fa in media quattro ragazzi a settimana, e a cambiare andazzo non ci pensa proprio. La giostra (oggigiorno, nelle nuove App, denominata "tritacarne") va avanti, imperterrita, fino ai 45 anni, dopo di che il gay sparisce, si smaterializza.


Quello che descrivete voi è un fenomeno che non riguarda solo gli uomini omosessuali ma direi tutta la società occidentale. Emerge chiaramente da quello che dite il mito (direi diffuso nella nostra società) della giovinezza, del divertimento sfrenato e perenne, senza impegni e preoccupazioni.
Una mia amica una volta, per farsi sue risate con me, mi ha fatto leggere una rivista femminile...di risate ce ne siamo fatte molte, ma contemporaneamente abbiamo anche un po' riflettuto sull'immagine (a parer nostro davvero negativa e desolante) che riviste di questo genere attribuiscono al mondo femminile: accanto a pagine di "profonda" saggezza (dove si dicono banalità come "dedica più tempo a te stessa", "sii creativa" ecc..) ci sono pagine del tipo: come fare colpo su un ragazzo e saperselo rigirare, consigli per tradire il proprio ragazzo (!). E poi diete, diete, diete e tante diete, affiancate da tantissime immagini pubblicitarie e non con donne magrissime, super sexy, bellissime.
Di certo da una rivista del genere lo stile di vita femminile consigliato non è di certo quello di donne da famiglia della Mulino bianco!

Ripeto, quello che voi avete potuto osservare dalla realtà è certamente verissimo, ma è pur sempre un aspetto parziale della realtà. Project, per esempio, può confermare per sua esperienza personale che esistono anche uomini omosessuali a cui non interessa farsi 4 ragazzi a settimana e che spesso, come nel mondo etero, sono riusciti a costruire un solido rapporto di coppia.
Magari l'esperienza di Project è limitata, ma anche la vostra di certo mi pare un po' limitata (non vorrete dirmi che il 90% dei gay frequenta assiduamente disco, bar, locali, darkroom ecc... ?). Affiancando però le due esperienze esce fuori, forse, quello che si avvicina più alla realtà: un mondo variegato a cui non si addicono i molti stereotipi che si è soliti dare.


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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: domenica 1 dicembre 2013, 12:03 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Ciao Roberdisill e solecucciolo, la discussione che si è aperta mi pare interessante per vari motivi. Contiene una tesi (almeno io l'ho colta così) che suona più o meno in questo modo: i gay sono incapaci di avere relazioni durature. Invece gli etero sì.
Allora, premettendo che io sono etero, provo a lanciare qualche altro stimolo alla riflessione.
Più che altro sono andata a cercarmi qualche dato sui matrimoni eterosessuali.
Nel 2010 su 1000 matrimoni (dato Istat) si arriva alla separazione in 307 casi e al divorzio in 182. I dati sull'aumento delle separazioni dimostrano che il matrimonio è sempre più fragile e dura sempre meno. Senza contare che molte separazioni non vengono calcolate perché sono relative a unioni non registrate.
Nel 68 per cento delle separazioni ci sono anche dei figli , ma solo in metà delle separazioni ci sono dei figli minorenni. Secondo gli esperti l'aumento delle separazioni è direttamente proporzionale all'aumento di coppie senza figli. In pratica la presenza di figli tenderebbe a prolungare la durata del matrimonio o a evitare la separazione.
In molti paesi d'europa aumentano infatti i single e le coppie senza figli , per le quali è stato già coniato un termine: "childfree".
L'Italia tra l'altro ha il primato in Europa delle donne senza figli (24%) .Esiste addirittura un movimento , con blog e tutto il resto, per promuovere questa scelta.
Ma l'Italia ha anche un altro primato: quello delle relazioni amorose sul luogo di lavoro.
Essendo pigri , gli italiani non vanno molto lontano a cercarsi un amante , se hanno a disposizione un collega di loro gusto.
Parliamo qui di tradimenti. Secondo le agenzie investigative almeno in questo uomini e donne stanno raggiungendo le pari opportunità . Una ricerca ha rilevato che ben 7 donne su 10 pensano che tradire non sia peccato. Certo stabilire statisticamente quanti siano i tradimenti è difficile, perché chi lo fa non lo grida ai quattro venti. Quel che è certo è che si tratta ormai di un comportamento così diffuso da essere considerato "normale".
Cosa sta succedendo? Il sociologo Bauman coniò il termine "relazioni liquide" per spiegare i cambiamenti a cui la nostra società sta andando incontro.
Dunque la relazione eterosessuale pare destinata velocemente a perdere quel primato di certezza che , almeno in apparenza, poteva detenere a confronto con le relazioni omosessuali, o meglio gay.
E' noto che le coppie lesbiche , che più spesso di quelle gay hanno anche figli, sono più durature. Ma a questo punto ci chiediamo: la stabilità di coppia è una questione di orientamento sessuale oppure dipende da altre cose?


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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: domenica 1 dicembre 2013, 13:02 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 227
Cita:
La verità è che la stragrande maggioranza dei gay (maschi) rifugge dalla relazione


Quello che dici ha un fondo di verità, ma della maggioranza dei gay non deve importarti. Quello che deve interessare te è trovare qualcuno che desideri le stesse tue cose. Cosa puoi fare quindi? Nulla! Nelle questioni di cuore è solo fortuna e non sarà frequentare questo o quel posto a facilitare la realizzazione dei tuoi sogni romantici.

Le coppie etero non sono poi il regno della felicità e se vi hai trovato un numero maggiore di esempi positivi è perché probabilmente sono (o ne conosci) molte di più di quelle omosessuali.
Inoltre devi considerare che l'omofobia condiziona pesantemente e negativamente la vita di chi è omosessuale (spingendolo nel ghetto o nell'anonimato) e di conseguenza anche la qualità delle relazioni che è in grado di costruire. Non basta essere “seri” per avere una relazione di qualità occorre anche essere accettati e visibili.


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 Oggetto del messaggio: Re: I gay e le... questioni di cuore
MessaggioInviato: domenica 1 dicembre 2013, 17:58 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5026
Devo purtroppo contraddire Barbara, quando dice "E' noto che le coppie lesbiche , che più spesso di quelle gay hanno anche figli, sono più durature". Le statistiche di tutti i paesi in cui esistono da diversi anni nozze o unioni civili omosessuali dicono esattamente il contrario: la divorzialità tra donne (divorzio, separazione o scioglimento delle unioni civili) è nettamente maggiore, circa doppia di quella tra uomini.



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