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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: UNA DIFFICILE STORIA D’AMORE GAY
MessaggioInviato: sabato 15 marzo 2014, 16:17 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Il due febbraio 2014 ho ricevuto questa mail, che pubblico con minime modifiche per la tutela della privacy e con l’autorizzazione dell’autore.

Ciao Project,
leggendo il forum ho trovato belle storie ma sono sempre storie di giovani o di giovanissimi, forse anche di trentenni, al limite di quarantenni che vivono le loro storie d’amore e che quando quelle storie finiscono ci restano male. Indubbiamente è brutto rendersi conto che la prima storia d’amore che si è vissuta è finita ed è brutto anche per un quarantenne vedere la fine di una sua storia, ma per queste persone esiste di fatto qualche altra possibilità, è possibile credere che ciò che si era realizzato e che non c’è più non sia l’ultima storia d’amore della propria vita. Insomma se è brutto vedere finire la propria “prima” storia d’amore, vedere finire la propria “ultima” storia d’amore, sapendo bene che non ci saranno altre possibilità, è un’esperienza veramente amara. Gli equilibri ormonali cambiano e con essi i desideri e allora si deve prendere atto che il proprio tempo, almeno limitatamente al sesso e alle storie d’amore, è finito. Sono un uomo anziano, ho 66 anni, neanche tanto ben portati. Ho passato la vita intera a sognare una storia d’amore. Fino a pochi anni fa avevo avuto pochissime esperienze e piuttosto deludenti, poi a 60 anni ho conosciuto un ragazzo che ne aveva 30 e con lui ho vissuto la mia unica vera storia d’amore. Credere a questa cosa per me è stato molto difficile, mi dicevo e mi ripetevo che non avrebbe mai funzionato e invece è andata avanti bene per 5 anni, poi, un anno fa, ho cominciato a percepire nettamente che la mia presenza poteva creargli problemi e ho avuto l’impressione che cominciasse a vedere il nostro rapporto da parte sua come una debolezza e da parte mia come una forma di approfittamento. Continuava a cercarmi ancora ma sostanzialmente aveva finito per svalutarmi. Non parlo di infedeltà sessuale perché davo per scontato che avesse una sua vita nella quale non dovevo entrare. In pratica aveva avuto altre storie anche mentre, diciamo così, stavamo insieme e questo non mi creava particolari problemi perché sentivo di essere importante comunque, poi però questa sensazione è venuta meno e ho pensato che potesse covare del risentimento verso di me e allora ho cercato di facilitargli la via per uscire dalla nostra storia e alla fine abbiamo perso i contatti. Per me resta l’unico ragazzo al quale ho voluto bene in modo profondo, no so che cosa possa essere il mio ricordo per lui. Ormai non ci sentiamo praticamente da un anno, salvo dei minimi messaggi per le feste. Mi risponde, ma in modo minimo e io non insisto. Prima passavamo insieme intere giornate, ci sentivamo spessissimo, adesso tutto questo non c’è più e c’è rimasta, almeno da parte mia, una fortissima malinconia, mi manca proprio. Vorrei che fosse felice ma ormai non saprò più nulla di lui, siamo diventati di nuovo estranei. È tutto finito, resta solo il ricordo ma per me soprattutto il vuoto. Io non lo biasimo e anzi penso che abbia fatto l’unica cosa logica, mi auguro che mi dimentichi del tutto perché restare nella sua memoria come un elemento negativo non mi piacerebbe affatto. Adesso ha 36 anni, non sono pochissimi e spero che riesca a sentirsi felice. Resto stupito di come le valutazioni delle cose possano cambiare radicalmente, siamo partiti con l’idea di vivere una storia d’amore, o almeno una cosa voluta e desiderata da entrambe le parti e abbiamo finito per stravolgere completamente questa visione delle cose. In fondo innamorarsi di un ragazzo impossibile è molto meno problematico, resta tutto dentro di te, ma vivere una storia d’more e vederla cambiare di significato lascia veramente con l’amaro in bocca. Lo ripeto, non ho nulla da rimproverargli, effettivamente lui ci ha creduto per 5 anni, nonostante le difficoltà oggettive cui il nostro rapporto sarebbe comunque andato incontro, non ha mai recitato ed è stata una cosa molto bella. Mi piacerebbe parlare di nuovo con lui, ma negli ultimi mesi era praticamente impossibile, quando ci provavamo, finivamo per arrivare alla resa dei conti e a rinfacciarci le cose più assurde. Mi ha sempre considerato un debole, uno che non ha coraggio e che si spaventa per qualsiasi cosa, un pavido che ha paura di tutto e in pratica un perdente, probabilmente aveva ragione, ma adesso non c’è e mi manca, so che è più la nostalgia di una ipotesi che non la nostalgia di una storia reale che nell’ultimo periodo era diventata insopportabile. È stata la mia ultima storia d’amore ed è finita e, quello che è peggio, è finita con una incomprensione profonda e questa cosa mi fa proprio male. Quello che c’è stato prima, che a me sembrava amore, allora, che cosa era in realtà? Era tutto un fraintendimento? Oppure le cose cambiano a tal punto da trasformare il paradiso in inferno? Non lo so, Project, ma mi resta addosso una enorme amarezza.
Luigi
___

Ho risposto a questa mail e ho parlato con l’autore tramite skype, l’ho trovato veramente prostrato ma non, come dice lui, dal fatto di non avere altre possibilità e di avere vissuto in pratica la sua ultima storia d’amore. Secondo me lo stato di prostrazione derivava esclusivamente dal non avere capito perché la storia che aveva vissuto avesse poi cambiato così repentinamente di significato. Ho avuto l’impressione netta che si trattasse di una vera storia d’amore ma anche io ho cercato di spingere Luigi a mettere da parte il suo sconforto e ad andare oltre, centrando tutto il discorso su Luigi, ma per lui il problema era la felicità del ragazzo che aveva conosciuto e del quale parlava con affetto profondo.

Il 12 Marzo 2014 ho ricevuto da Luigi quest’altra mail, che, col suo permesso, sono felice di pubblicare.

Ciao Project,
ti ricordi di me? Ti avevo mandato una strana mail un mese fa circa, e ci siamo anche sentiti su skype, adesso le cose sono cambiate e ti vorrei chiedere che cosa ne pensi.
L’ho risentito, mi ha chiamato, non me lo aspettavo proprio, all’inizio solo un po’ di imbarazzo, poi abbiamo parlato tanto, era molto malinconico, ha cominciato a buttarsi via, mi ha raccontato della vita che ha fatto in questo ultimo anno, molto sesso ma niente amore, ma lui cerca di non sottolineare mai che non è stato bene. Penso che alla fine il sesso sia diventato un po’ il risultato di una coazione a ripetere perché non c’è proprio altro e perché è difficile ammettere che si sta andando piano piano alla deriva. Ho paura che possa vivere tutto quello che fa con una sorta di fatalismo finendo per accettare anche comportamenti a rischio e credo che questa paura sia fondata. Era come se cercasse di dirmi che dei sentimenti non gliene importa niente e che corre solo appresso al sesso. Eppure è talmente evidente che non è così che lo vedrebbe pure un cieco. Parlare con lui non è come parlare con un’altra persona, io ci sento, o mi illudo che ci sia, ma credo onestamente che si sia un modo speciale di comunicare, la sua malinconia la sentivo fortissima. C’è qualcosa che è mancata a questo ragazzo e che lo fa stare male. Un anno fa quando ci siamo lasciati con me è stato molto aggressivo, quasi violento, ieri sembrava che il nostro rapporto non si fosse mai interrotto, mi ha detto delle cose che nel suo linguaggio sono una manifestazione di affetto e mi ha tranquillizzato sul fatto che non mi porta rancore e su questo è stato chiaro ma così mi risolve solo una parte del problema, quella di minore importanza, cioè solo i miei scrupoli, ma io lo vorrei vedere felice. Non so che cosa possa cercare in me, forse una figura sostitutiva, forse solo uno sfogo nei momenti peggiori, per me ormai la sua presenza ha assunto un significato fondamentale ma irriducibile a definizioni di qualsiasi tipo, so solo che gli voglio bene e se uno mi richiama dopo un anno per parlarmi delle sue malinconie vuol dire che qualcosa è rimasto. Mi sento agitato perché non vorrei fare cose sbagliate e commettere errori che possano fargli male. Che devo fare Project? Voglio solo la sua felicità.
Luigi



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 Oggetto del messaggio: Re: UNA DIFFICILE STORIA D’AMORE GAY
MessaggioInviato: lunedì 24 marzo 2014, 9:46 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
E' difficile stare accanto a una persona che vive un'inquietudine profonda ,che non lascia spazio a una vera intimità con l'altro.
Credo che la persona che ha scritto la mail si attribuisse colpe che non ha.
Si tratta di una relazione particolare , ma non solo per l'età. Da una parte c'è una persona di una certa età che ha un suo equilibrio e dall'altra una persona giovane che un suo equilibrio non ce l'ha, soprattutto affettivo.
Da un lato una persona "posata", come un treno che non deraglia, dall'altra qualcuno che accetta di osare di più , e di mettersi in gioco, perfino troppo.
Queste differenze li hanno fatti incontrare , ma in un certo senso hanno anche minato il loro rapporto. Hanno suscitato forse dei dubbi sul fatto che si trattasse di vero amore e non di una solidarietà nata da una solitudine comune. In questo senso interpreto il sospetto che ci fosse un "approfittarsi" dell'uno sull'altro.
Ma forse vogliamo ragionare troppo sull'amore ; vogliamo risposte che non ci sono, così ci perdiamo il privilegio di viverlo così com'è, finché c'è.
L'amore sfugge ai nostri tentativi di spiegarlo e di descriverlo.
Prende forme impreviste in momenti inattesi e ci sconvolge la vita non poco.
Ma, se arriva, come possiamo rinunciarci?


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