Coppie (2 + n)

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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progettogayforum
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Re: Coppie (2 + n)

Messaggio da progettogayforum » domenica 1 settembre 2019, 20:21

Mi permetto di rispondere ad Albus. So che quello che scriverò potrà sembrare meno esaltante ma bisogna partire dal concreto. Sono perfettamente d’accordo sull’idea che quando si entra in una storia d’amore (per storia d’amore intendo un innamoramento profondo e “reciproco”) si hanno occhi solo per il proprio ragazzo e gli entusiasmi sono ai massimi livelli, è un po’ la luna di miele delle relazioni gay, ma col tempo è pressoché inevitabile che si scoprano nel proprio compagno aspetti meno entusiasmanti, che anche l’attrazione sessuale perda smalto perché manca una corrispondenza vera e una reciprocità totale, può accadere che molti elementi di stress originati da questioni esterne alla coppia finiscano per condizionare la relazione. Insomma l’idea del 100%, della perfezione, piano piano cede il passo a una realtà meno sublime e più prosaica, subentra l’idea dell’80% o anche meno, e siccome quello che non si conosce appare sempre migliore di quello che si conosce e si incontrano persone nuove ogni giorno, può accadere che si finisca per cercare alternative alla relazione che si sta vivendo magari stancamente. Nella realtà accade spesso, specialmente in età non giovanissima, che si recuperi il senso e il valore anche del 70%, e quando questo succede si dà per scontato che il proprio compagno (e noi stessi) siamo indotti a cercare l’altro 30% altrove. Sono relazioni per molti aspetti lontane dalla forza travolgente del primo amore profondo e reciproco, appartengono a fasi più avanzate della vita. Non si tratta di vivere più relazioni insieme, ma di capire che la vita affettiva è oggettivamente molto complessa e molto poco riducibile a schema e che amare vuol dire molto spesso rinunciare ai propri sogni in nome di una felicità possibile da raggiungere in due.

AlbusDumbledore
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Re: Coppie (2 + n)

Messaggio da AlbusDumbledore » lunedì 2 settembre 2019, 17:16

progettogayforum ha scritto:
domenica 1 settembre 2019, 20:21
Mi permetto di rispondere ad Albus. So che quello che scriverò potrà sembrare meno esaltante ma bisogna partire dal concreto. Sono perfettamente d’accordo sull’idea che quando si entra in una storia d’amore (per storia d’amore intendo un innamoramento profondo e “reciproco”) si hanno occhi solo per il proprio ragazzo e gli entusiasmi sono ai massimi livelli, è un po’ la luna di miele delle relazioni gay, ma col tempo è pressoché inevitabile che si scoprano nel proprio compagno aspetti meno entusiasmanti, che anche l’attrazione sessuale perda smalto perché manca una corrispondenza vera e una reciprocità totale, può accadere che molti elementi di stress originati da questioni esterne alla coppia finiscano per condizionare la relazione. Insomma l’idea del 100%, della perfezione, piano piano cede il passo a una realtà meno sublime e più prosaica, subentra l’idea dell’80% o anche meno, e siccome quello che non si conosce appare sempre migliore di quello che si conosce e si incontrano persone nuove ogni giorno, può accadere che si finisca per cercare alternative alla relazione che si sta vivendo magari stancamente. Nella realtà accade spesso, specialmente in età non giovanissima, che si recuperi il senso e il valore anche del 70%, e quando questo succede si dà per scontato che il proprio compagno (e noi stessi) siamo indotti a cercare l’altro 30% altrove. Sono relazioni per molti aspetti lontane dalla forza travolgente del primo amore profondo e reciproco, appartengono a fasi più avanzate della vita. Non si tratta di vivere più relazioni insieme, ma di capire che la vita affettiva è oggettivamente molto complessa e molto poco riducibile a schema e che amare vuol dire molto spesso rinunciare ai propri sogni in nome di una felicità possibile da raggiungere in due.
Quant'è vero! :(
Questa è una delle mie paure nell'innamorarmi di qualcuno, perché la possibilità che poi tutto si spenga all'improvviso è in generale molto alta.
Però provo a essere un po' più ottimista: è vero che con il tempo la relazione cambia ma ciò che descrivi in una coppia gay (correggimi se sbaglio) la si può vedere anche in una coppia etero. Però se rimango nel ragionamento, allora anche le coppie etero, arrivati a un certo punto della loro relazione, si troveranno col dover trovare un'altra persona per completarsi. Tuttavia noto che c'è più predisposizione tra le coppie omosessuali che quelle etero di creare una relazione a tre o a più persone. E' vero anche che dietro a una coppia etero ci sono una serie di fondamenti quali il matrimonio o la famiglia, ma se una coppia etero riesce ad essere unita senza dover includere una terza persona e arrivare alla pensione che ancora ci si emoziona a tenersi per mano, perché le coppie omosessuali dovrebbero essere composte da tre, quattro, cinque persone tutte insieme? :?
Ovviamente ripeto che una situazione del genere non la vedo impossibile e neanche negativa. Se c'è amore allora va bene tutto, su questo non ci sono dubbi. Ma quando ci si innamora di una persona, secondo me, bisognerebbe essere consapevoli di quest'eventualità e di tutti i sacrifici che ne conseguono. Se si è disposti a rinunciare a parte dei propri sogni per uno più grande e più importante (cioè il proprio ragazzo), allora l'amore che c'è dietro è talmente potente che l'intervento di una terza persona la vedo un po' superflua.
D'altro canto si sceglie il proprio ragazzo per quello che è, pregi e difetti. Se non è abbastanza e si cerca altro, ecco che tutto il concetto di coppia, di relazione e di amore verso quella persona mi cade. :|
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

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riverdog
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Re: Coppie (2 + n)

Messaggio da riverdog » lunedì 2 settembre 2019, 22:35

Mmmh, interessante!
Riprendo il recente commento di REDpooh e provo a dare la mia interpretazione... Intravedo 4 enigmi:
1) Attrazione: la intendo comunemente come un coinvolgimento in particolar modo fisico; okay, può avere anche una natura di tipo "mentale", ed entrambe - oserei dire maggiormente la seconda - non escludono risvolti fortemente emotivi, ma in questo post preferisco concentrarmi sulla sua accezione più comune, quella "carnale", e la associo soprattutto a sensazioni istintive, difficili da motivare, viscerali. Tendenzialmente, in virtù della sua natura basica, non necessita di una particolare conoscenza del destinatario.
Si può essere attratti da più persone contemporaneamente? Hai voglia! Ahahah!
2) Infatuazione: la classica cotta. All'attrazione "carnale" si accompagna a braccetto un'attrazione anche psicolgica, derivante da una conoscenza, spesso blanda, dell'oggetto della sbandata. In questa fase si lavora soprattutto di fantasia, ragion per cui tende spesso ad essere un fuoco di paglia fulmineo, un sogno dal quale ci si sveglia abbastanza velocemente.
Si può essere infatuati/cotti per più individui simultaneamente? Secondo me no, ma è un qualcosa di così estemporaneo, soprattutto se si è un po' acerbi sentimentalmente, che non sempre è facile tracciare confini netti.
3) Innamoramento: eh, qua si inizia a fare sul serio... Sua maestà attrazione sempre chiamata in causa, ma l'infatuazione fondata sulle proprie elucubrazioni si è riuscita ad appoggiare su una conoscenza più profonda e su una sperimentazione della realtà che ha prodotto sconvolgimenti interiori non indifferenti, ma sorvoliamo sui cataclismi chimici che avvengono nell'organismo ché tanto in rete si trovano informazioni molto più puntuali e soprattutto attendibili di quanto potrei dire io...
Ma questo scampanellio del cuoricino, 'sto rimbabimento colossale, 'sta mielosità che spruzza glucosio in ogni dove, potrà forse forse durare per sempre? Mmmh, mettiamola così, gli esperti consigliano di non prendere decisioni mucho importanti prima che una love-story abbia spento almeno una, ma magari anche due, candeline... Mumble mumble, cosa mai vorrà significare 'sta cosa?! (faccina pensierosa)
Vabbè, dai, senza farla tanto lunga, è scientifico: l'innamoramento finisce... o si trasforma!
Si può essere innamorati di più persone? Anche in questo caso voto per il no.
4) Amore: ovviamente terminata la fase dell'innamoramento non tutte le storie sono inesorabilmente destinate a finire. In questa dura lotta per la sopravvivenza, si salvano i legami più profondi, sinceri, stabili, quelli che son riusciti a mutare lo tsunami in un bel torrentello.
Qui però la situazione si complica quando vado a pormi la (solita) domanda: si possono Amare più persone? ...probabilmente anni fa non avrei scritto/pensato una cosa del genere, ma tuttora ritengo che provare un sentimento importante non metta affatto al riparo dalla possibilità di sentire il richiamo inesorabile di una delle 3 situazioni precedenti (vabbè nelle favole questo non avverrebbe, e non discuto minimamente che un amore simil-favola possa esistere, per carità!). Quindi, sempre a mio parere, potenzialmente si potrebbe arrivare ad amare anche più di una persona, soprattutto se si tratta di sentimenti basati su presupposti ed esigenze estremamente differenti. Poi ciascun componente di una coppia può decidere di regger l'urto come meglio crede, e non è questo il topic adatto per affrontare l'argomento, ammesso che ce ne sia uno giusto per andare a sindacare sulle scelte altrui.
Penso quindi di aver dato la mia personalissima opinione sulla domanda contenuta nel post iniziale: "secondo voi è possibile innamorarsi (seriamente) e poi amare (seriamente) più di una persona contemporaneamente?"; ma in realtà il titolo del topic "Coppie (2+n)" amplia non di poco la questione. Il tema del poliamore è anch'esso estremamente interessante, ma è un argomento meno banale di quanto si possa pensare, quindi preferisco non dilungarmi ulteriormente e mi limito a considerarlo in linea di massima teoricamente possibile, ma radente l'utopia se si intende un Amore profondo condiviso tra tutti i membri del "poligono", pure operativamente funzionante. Altre versioni più "deboli" le vedrei senz'altro meno film da fantascienza.

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