COPPIA GAY OLTRE IL MITO

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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progettogayforum
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COPPIA GAY OLTRE IL MITO

Messaggio da progettogayforum » domenica 3 marzo 2019, 13:44

Ciao Project,
ti scrissi la prima volta a gennaio 2016, allora ti raccontai la mia storia, avevo allora 36 anni e stavo da quattro anni con un ragazzo di 31, che chiamerò Luca. Ti avevo esposto alcuni miei dubbi, che a me sembravano piccoli, e mi sentivo un grand’uomo nel non dare valore a quei dubbi e nel voler andare avanti ad ogni costo per amore del mio ragazzo, mi sentivo generoso, in qualche modo superiore ai calcoli e alla meschinità del mondo. Tu mi rispondesti con una mail che mi sconcertò non poco. In genere tendi a vedere il positivo nelle storie, anche in quelle, diciamo così, più anomale, la mia storia di anomalo aveva ben poco, era proprio la classica storia della coppia gay, eppure tu assumesti dei toni molto duri che, te lo dico onestamente, mi diedero fastidio. Ti riporto qui di seguito un tratto della tua mail del 16 gennaio 2016.
“Nel tuo rapporto di coppia apparentemente c’è tutto quello che ci deve essere: c’è sesso coinvolgente (forse) ma senza tenerezza, c’è molta libertà reciproca (al limite del disinteresse), c’è qualche ricatto affettivo di troppo, e non c’è la convivenza, che penso porterebbe tutte queste cose a livello esplosivo. Luca ti dice che tu lo deprimi, che parlare con te lo fa stare male, tu cerchi uno sfogo nel parlare con lui, ma lui ti considera un peso, vuole seguire la sua strada e ti rimprovera di non volergli bene, ma scusa se te lo chiedo, ma tu sei proprio sicuro di volergli bene? Di volergli bene così com’è? Io penso che tu su di lui abbia costruito una specie di maschera, di quella forse ti sei innamorato. Scusami se parlo chiaro, ma io una storia di coppia tra voi non la vedo proprio. Penso che a te della vita di copia interessi ben poco e d’altra parte non tutti sono nati per certe cose, e a lui più che avere un compagno col quale condividere la vita interessa avere un compagno che faccia quello che vuole lui, come vuole lui. In sostanza non c’è un progetto comune.”
Leggere questo brano mi ha fatto un effetto stranissimo, per un verso lo rifiutavo, mi sembrava ingeneroso verso Luca, ma per l’altro, col tempo, ho cominciato a trovarci qualcosa di vero. Un’occasione per mettere alla prova il rapporto con una convivenza vera non c’è mai stata e ho cominciato a chiedermi se l’avrei voluta veramente quella convivenza che avrebbe forse fatto scoppiare le contraddizioni.
Quando vedevo Luca per fare sesso le cose andavano bene, se vogliamo dire così, anche se c’erano molte forzature, ma le cose erano accettabili soprattutto perché non parlavamo quasi. Quando non poteva venire a casa mia o io avevo grossi problemi familiari o di lavoro, ci sentivamo al telefono e lì, inevitabilmente le contraddizioni cominciavano a venire fuori e lì mi è cominciato a venire in mente che forse sarei stato meglio solo e che mi ero infilato in una strada nella quale non mi sentivo a mio agio e dalla quale non sarei uscito più. Poi sono cominciate le recriminazioni, prima solo accennate, poi sempre più esplicite, mi ha detto che non ho carattere che non gli rispondo mai in modo netto, che faccio il doppio gioco, che cerco sempre vie d’uscita, che non sono veramente coinvolto, e alla fine che in sostanza non gli voglio bene.
Giovedì sera, dopo una lunghissima e terribile telefonata in cui le reciproche incomprensioni sono realmente esplose, mi ha detto che avrebbe cancellato i miei numeri e non mi avrebbe chiamato più, io gli ho detto che avrebbe fatto benissimo, perché tanto io posso fare solo danni e abbiamo chiuso in questo modo. Sul momento ho provato una sensazione di leggerezza inimmaginabile. Pensavo che col passare del tempo avrei sentito la mancanza di Luca, ma, almeno fino ad oggi, non è successo e comincio ad augurarmi che sia veramente finita. Perché altre volte, dopo scenate simili, le cose sono ricominciate.
Al momento provo una sensazione di libertà “da” più che di libertà “di”. Non ho nessuna voglia di mettermi con nessuno, voglio godermi il mio stare solo, il mio tempo libero, l’assenza di telefonate lunghissime e assillanti, l’assenza di accuse di incoerenza e di disaffezione. E comincio a pensare che quando dicevo di essere innamorato di Luca, in realtà di lui mi importava ben poco. Mi sento gay? Sì, in qualche modo sì, ma in un modo molto superficiale, oggi penso che non sacrificherei la mia libertà per nessuno. Il mio tributo al mito della coppia gay l’ho pagato e sono uscito dalla gabbia. È stata un’esperienza che mi ha fatto maturare. Da oggi in poi, amici gay sì, molto meglio se già in coppia, amici per parlare un po’, per bere una birra, e poi per tornarmene a casa mia. L’idea di condividere la vita con qualcuno la vedo lontanissima da me. Anche il sesso in qualche modo mi ha stufato, ma a che serve? Quello etero, in qualche caso serve magari a fare figli, ma quello gay finisce per essere un feticcio al quale si sacrificano cose fondamentali. Il sesso gay va bene sognarlo, almeno nei sogni non ci sono problemi, ma cercarsi un ragazzo per fare sesso, o semplicemente col quale fare sesso è un’esperienza che ho fatto e che è durata anni, ma che, vista con gli occhi di adesso, mi sembra veramente assurda.
Project, tu parli d’amore, ma esiste? Non ha nemmeno senso porsi domande, perché le risposte non hanno nulla di oggettivo ma riflettono solo il vissuto individuale e sono ondivaghe come l’esperienza.
Sai una cosa che mi è venuta in mente: ci vorrebbero dei rapporti di coppia gay senza sesso, allora probabilmente le cose funzionerebbero. Sembra ridicolo, lo so, eppure, oggi come oggi, preferirei di gran lunga un’amicizia seria che un rapporto di coppia in cui il sesso ha un ruolo fondamentale.
Una sola cosa non sono riuscito a capire: ma come avevi fatto tre anni fa a capire come sarebbe andata a finire la mia storia?
Se vuoi puoi pubblicare la mail, che non viola la privacy di nessuno.
Tante buone cose.
A.M.

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