AMORE IN UNA COPPIA GAY NON STANDARD

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
Rispondi
Avatar utente
progettogayforum
Amministratore
Messaggi: 5450
Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05

AMORE IN UNA COPPIA GAY NON STANDARD

Messaggio da progettogayforum » martedì 3 settembre 2019, 11:16

Caro Project,
ho letto tanti post del forum, specialmente degli ultimi, e nel leggerli ho avuto l’impressione di trovare in tanti ragazzi una specie di rassegnazione nell'accettare di tutto dall'altro, che sia il proprio partner o qualcosa di più o meno simile, una cosa che succede spesso anche a me e che, lo devo dire, mi ha portato a tantissime delusioni. Mi dicevo che essere gay è già una cosa complicata e problematica ma essere un gay come me, che alla fine si adegua sempre, significa proprio darsi la zappa sui piedi. Mi sono sentito unito a tutti quei ragazzi “non più ragazzi” che corrono dietro ad un compagno bello e impossibile perché a metterci nella stessa categoria era il fatto di essere sfigati nello stesso modo, che poi sfigato significa senza fi_a, il che la dice lunga.

Però adesso, Project, ti scrivo per un altro motivo, non mi sento più un debole o un cretino che accetta di tutto dal suo compagno perché è incapace di ribellarsi! Non mi sento più una vittima ma non perché mi sono ribellato e ho cambiato comportamento, ma perché ho capito che non sono mai stato una vittima.

Le cose non stanno affatto come avevo cominciato a vederle negli ultimi periodi: io gli voglio bene! Sono anni che gli voglio bene, come sono anni che litighiamo e che alla fine facciamo la pace. Oggi il mio … non so nemmeno come chiamarlo e allora lo chiamo Cucciolo mi ha chiamato al telefono e siamo stati tantissimo tempo a parlare, mi ha parlato dei suoi ragazzi (sì, sembra paradossale ma è così!), dei suoi dubbi, delle sue paure e di mille altre cose, poi abbiamo staccato perché si faceva troppo tardi e dopo qualche minuto mi ha mandato un sms: “Ti voglio bene!”

Ti posso dire Project che mi sono sentito al settimo cielo, non mi importa niente che non sia il mio ragazzo, perché in fondo non lo è mai stato nemmeno quando stavamo insieme, mi basta che mi voglia bene come in fondo ha sempre fatto. Se ho continuato a credere in lui non è perché sono un debole o uno sfigato che non sapeva dove sbattere la testa e in qualche modo si doveva illudere ma perché gli voglio bene e so che anche lui mi vuole bene.

Ho sempre saputo che mi ha voluto bene, uno mi può dire: “ma è SOLO un amico!”. SOLO? Ma un amico così, un amico vero così è uno che ti vuole bene veramente! Non posso dire che stiamo insieme da 14 anni, perché non sarebbe vero, ma ci vogliamo bene da 14 anni e questo è verissimo. Ci conosciamo a fondo e il contatto tra noi non si è mai perduto.

Non sono innamorato della Luna, Project, ma di un ragazzo vero che ha tanti difetti ma mi vuole bene come non ha fatto mai nessuno. E me ne sono innamorato non perché non ho visto i suoi difetti ma perché ho sentito che a suo modo mi voleva bene veramente. Io non voglio un ragazzo perfetto, io voglio lui, o meglio voglio che sia felice. Oggi mi ha detto: “Mi corrono dietro in tanti ma poi non mi vuole nessuno come sono, tendono a essere tutti possessivi, tu no, con te mi posso permettere di essere come sono.”

Con lui in altri tempi ho vissuto proprio una vita di coppia, poi quella fase è passata ma il volersi bene non è passato, e io ho avuto tanta paura che passasse, ma non è passato! Project, ti potrà parere assurdo, ma mi sento un uomo felice! Non sono solo, so che lui c’è, con tutto il carico di contraddizioni e di malinconie che si porta appresso, ma c’è veramente. Forse lo vedo più come il fratello che non ho mai avuto che come un partner di coppia.

Effettivamente, come dice lui, non sono possessivo ma è una cosa che mi viene spontanea, non mi sento un rinunciatario o un debole fregato dal partner che approfitta della situazione: niente di tutto questo, Project, io mi sento felice! Tanti ragazzi considererebbero patologico quello che ho scritto, eppure è tutto vero e anche la mia felicità è vera. Starei male se lo perdessi, se si dimenticasse di me, starei malissimo se mi giudicasse male, ma io lo sento vicino anche dopo 14 anni come non ho mai sentito vicino nessuno.

Da fuori sembra che nella mia storia non ci sia reciprocità perché non facciamo più sesso insieme, ma una reciprocità c’è eccome e mi è capitato molte volte di sentirmi importante e addirittura insostituibile per lui. Certe volte quando mi chiama è ansioso, poi piano piano si tranquillizza e comincia scherzare un po’, beh, quelli sono proprio momenti meravigliosi!

Col passare degli anni ho imparato tante cose anche sulla vita di coppia e su me stesso. Con lui ho trovato un equilibrio e una reciprocità affettuosa (senza smancerie e senza troppe parole), che non ho mai trovano con nessun altro. Oggi mi sento proprio felice!

Rispondi