ESPERIENZE GAY: LUI ERA DIVERSO

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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progettogayforum
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ESPERIENZE GAY: LUI ERA DIVERSO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 5 dicembre 2019, 0:12

Caro Project,
sono un uomo qualunque da poco quarantenne e sto scoppiando, non per motivi legati all'omosessualità ma per motivi di lavoro. Mi sento frustrato, umiliato, ridotto a vivere una vita che non mi piace affatto, in mezzo a gente che crede di essere Dio. Finisco per covare un odio profondo verso il mondo e verso la vita, mi chiedo che sono nato a fare, perché la mia vita è uno schifo. Coi miei genitori ho tagliato i ponti da anni, per fortuna lavoro e sono autosufficiente ma faccio un lavoro che odio e che sono costretto a fare per non dover tornare in famiglia a 40 anni. Potrei dire di essere un fallito sotto tanti punti di vista: non ho un ragazzo, non ho amici veri, solo colleghi che non sopporto, e padroni (perché questo sono) che si puliscono le scarpe su di me. Tempo fa avevo preso un’iniziativa minima nell'azienda e per l’azienda, ma i figli del padrone mi hanno messo in ridicono e hanno fatto naufragare tutto e poi hanno sostenuto che era colpa mia, ma loro sono i figli del padrone e io sono solo un morto di fame che ha assoluto bisogno di lavorare. Ovviamente in una situazione come la mia non esiste vita privata, cioè vita affettiva, e poi quale ragazzo si metterebbe con uno come me? C’è stato un ragazzo col quale si era creato qualcosa di diverso, mi rimproverava, era quasi aggressivo verso di me, ma a fin di bene, c’era un rispetto di fondo, forse perché anche lui si sentiva un mezzo fallito. Quello è stato l’unico ragazzo che non ho rifiutato con rigetto, lo sentivo, in fondo, profondamente affine, però, Project, alla fine se ne è andato pure lui, forse mi voleva pure bene ma se ne è andato. Lo sento molto di rado, anche se quando succede non è mai in modo formale, c’è ancora qualcosa da dirsi ma ovviamente ognuno se ne va sulla propria strada e non so quanto la sua sia migliore della mia. Per il resto è buio pesto. Prospettive di lavoro ZERO! Vita affettiva ZERO … il futuro è questo: se va bene si va avanti così, se perdo il lavoro devo tornare a casa dei miei genitori e la cosa per me sarebbe assolutamente distruttiva, perché adesso ci sentiamo sì e no a Pasqua e a Natale. Nota, Project, che i miei genitori non sono morti di fame come me, se fossi rimasto con loro, se mi fossi sposato ecc. ecc., io avrei avuto un livello di vita più che dignitoso, ma io ero gay e queste prospettive non erano per me, parlare con loro apertamente sarebbe stato come accettare di divenire l’oggetto della loro commiserazione, cosa che non deve succedere per nessuna ragione, se uno ha una dignità. Io non ho fatto nessuna vita gay, perché non ho fatto nessuna vita a nessun livello, altro che scelte! Tutto è già programmato e puoi solo andare avanti, e poi, Project, a 40 anni dove vuoi che vada? Siamo già in fase di liquidazione per chiusura di esercizio e il bilancio è quello che è: un fallimento! Del ragazzo di cui ti dicevo ho un buon ricordo, magari anche troppo buono rispetto alla realtà, con lui magari ci sarei stato, o forse no, non lo so, ma con lui non ho mai provato la sensazione di rigetto che ho provato con gli altri. In fondo sono contento di non avergli rovinato la vita, perché se fosse stato con me penso che lo avrei angosciato coi miei problemi, di lui adesso non so più nulla, potrei chiamarlo, ma a che servirebbe? Anche lui potrebbe chiamarmi e non lo fa, segno che sono passato al dimenticatoio. Quel ragazzo aveva una caratteristica che apprezzavo moltissimo, parlava chiaro, anche in modo brutale, ma mi diceva quello che pensava e tra le cose che mi diceva c’era anche che non era innamorato di me, qualche volta mi ha scritto. “Ti voglio bene.” Ma era una cosa diversa, era una forma di rispetto, ma non avrebbe mai voluto mettersi con me come coppia. Non mi ha mai illuso. Comunque anche lui è un capitolo chiuso, un capitolo del passato, un ricordo in qualche modo positivo, non l’ennesimo incubo, ma ormai solo un ricordo. Sperare altro sarebbe insensato. Non ho conosciuto gay cattivi, erano solo diversissimi da me con in testa mille problemi ai quali io non avrei dato il minimo peso, non c’era dialogo e si capiva subito. Certe volte avrei avuto trovare un amico, anche solo un amico, ma un amico vero e invece trovavo solo gente che cercava sesso e basta e quando li piantavo lì a bocca asciutta restavano di stucco e mi riempivano di insulti. A parte quel ragazzo non ho trovato nessuno dignitoso, lui era diverso, ma alla fine se ne è andato pure lui.

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