UNA COPPIA GAY DOPO 12 ANNI

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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progettogayforum
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UNA COPPIA GAY DOPO 12 ANNI

Messaggio da progettogayforum » sabato 7 dicembre 2019, 23:32

Caro Project,
sono in uno stato d’animo strano, non mi sento ancora vecchio, anche se ho 35 anni e per tante cose ormai comincia ad essere tardi. Adesso sono solo, sono solo da mesi, non è accaduto nulla di distruttivo, semplicemente il mio ragazzo, piano piano se ne è andato per la sua strada, è successo tutto impercettibilmente, abbiamo diradato i nostri incontri fino a vederli del tutto svanire, forse potrebbe avere senso provare a ricontattarlo perché non penso che abbia altre storie, ma in fondo se non si sente di costruire nulla (e non me la sento nemmeno io) forse è meglio che finisca o che resti tutto così. Adesso passo le giornate in casa senza fare nulla. Quando torno dal lavoro ho davanti a me una lunga serata che non so come trascorrere. È inverno e qui, in mezzo alle montagne, fa molto freddo. Chi vive in città può vedere amici, può andare in giro, ma chi vive in piccoli paesi, come il mio, può solo contattare persone su internet, o può leggere o ascoltare musica. Qui ha cominciato a nevicare, è una cosa bella ma anche molto malinconica. Penso spesso al mio ragazzo, non so nemmeno se è ancora il mio ragazzo oppure si è trovato un altro compagno. Spero che possa essere felice, perché è un bravo ragazzo e mi ha voluto bene. Adesso ha 31 anni e ci conosciamo da quando ne aveva 19. Stare con lui è stato bello, ho imparato tante cose sulla vita e sui suoi problemi, ho imparato anche tante cose sul sesso, che prima consideravo una cosa molto più stupida ma che tra noi ha avuto un’importanza veramente enorme. Avevo avuto qualche piccola esperienza sessuale anche prima di conoscerlo, ma non avevo mai pensato che il sesso potesse essere veramente importante. Con lui è stato diverso, mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto capire che cosa vuol dire abbracciare un ragazzo che vuole veramente stare con te, che sta bene con te, che ti ritiene una brava persona e che si fida di te. Ero molto condizionato dalla mia educazione, mi vergognavo di farmi vedere nudo, ma con lui non è mai successo. Il suo comportamento sessuale era così immediato e disinibito, senza mai essere invasivo o eccessivo, che io non ho mai sentito con lui il minimo imbarazzo, proprio perché non lo sentiva lui. Lui non si sentiva giudicato da me, sapeva che gli volevo bene, tra noi c’era una confidenza totale. Direi che questo è stato forse l’aspetto più bello del nostro rapporto: il dirsi tutto, il fidarsi l’uno dell’altro. Sembra quasi strano che io faccia questi discorsi adesso che lui non è più il mio ragazzo, però la stima resta anche se non c’è più tra noi un rapporto di coppia. Io lo considero il miglior ragazzo che ho conosciuto, quello più sincero, più onesto e anche quello che mi ha messo di più in crisi, che mi ha fatto stare peggio quando vedevo che lui stava male, che mi ha impedito di recitare e mi ha costretto ad essere quello che sono veramente. Oggi non sento il bisogno di stare con un altro ragazzo, se ne incontrassi uno, probabilmente lo paragonerei a lui e penso che ben difficilmente ne troverei uno come lui. Lui ha le sue fisse, che non sono né poche né piccole, anche nel sesso, e all'inizio ne ero intimorito, poi ho cominciato ad abituarmici e i problemi sono diventati sempre più piccoli, fino a sparire. In pratica siamo cresciuti insieme, lui ha quattro anni meno di me ma la complicità c’è stata fin dall'inizio. Quando l’ho conosciuto non avrei mai pensato che sarebbe diventato il mio ragazzo, mi sembrava un sogno irrealizzabile e invece è accaduto ed è accaduto soprattutto per iniziativa sua, io cercavo di allontanarmi ma lui non me lo permetteva. Mi ha detto più volte che quando faceva sesso con me stava bene perché io non pretendevo nulla da lui, c’ero quando serviva ma lo lasciavo libero. Pensavo che con gli anni qualcosa sarebbe cambiato ed è successo, ma il capirsi, il volersi bene non è svanito nel nulla, siamo ancora noi, o almeno io penso che sia così. Ci vediamo poco, ma quando lo chiamo sento che gli fa piacere. Non siamo più ragazzini, siamo due uomini adulti che si rispettano e si stimano. Io so bene che lui c’è anche se lo vedo poco, so che se fosse necessario ci sarebbe comunque e penso che questo sia un modo di volersi bene.
Questo è quello che volevo dirti, Project. Buon Natale e grazie di tutto quello che fai.

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