GAY E PROBLEMI DI COPPIA

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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progettogayforum
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GAY E PROBLEMI DI COPPIA

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 19 febbraio 2020, 18:13

Caro Project,
sono un trentottenne che pian piano si è perso per la strada tutti i sogni, che ha un lavoro precario e vive con l’incubo di rimanere senza lavoro da un momento all'altro, che ha genitori con gravi problemi di salute, e che cerca di tirare avanti con quel poco che c’è senza lamentarsi troppo. E poi c’è il mio compagno che, per carità, è un bravo ragazzo, ma ragiona solo con la sua testa e, magari a fin di bene, non fa che rimproverarmi perché pensa che io abbia bisogno di una strigliata energica per reagire a tutti i miei problemi invece di abbandonarmi semplicemente alla sorte o al caso. Non ce l’ho col mio ragazzo, che alla fine mi è rimasto vicino anche nei momenti peggiori. Adesso anche scrivere quello che penso mi sembra quasi un’aggressione contro di lui, che alla fine è un povero Cristo come me, e allora evito di dare giudizi e di paragonare la realtà ai miei sogni, perché buona parte delle nostre incomprensioni dipende anche da me, dalla mia inerzia, dal mio tirare a campare. Lui è più giovane di me e ha tanta forza, lo vedo ogni giorno da come reagisce, io, quando torno dal lavoro, sono stanco morto, certe volte nemmeno mangio, devo pensare ai miei genitori e che sono messi molto peggio di me, devo pensare a cucinare, a farli mangiare, e qualche volta è un’impresa, spesso non ho proprio il tempo di pensare al mio ragazzo e lui si sente marginalizzato, trascurato e quasi abbandonato e non capisce che io sono esausto. Si stupisce che i miei interessi sessuali si sono andati spegnendo nel tempo, che non reagisco con entusiasmo alle sue proposte, secondo lui il sesso dovrebbe destare sempre il massimo entusiasmo, come succedeva prima. Certe volte mi chiede di andare da lui, dato che io vivo con i miei genitori, ma io non ci vado perché sono stanco morto e lui lo sente come un rifiuto e mi dice che preferisco dormire piuttosto che stare con lui. E poi è anche vero che io cerco di sfuggirlo o meglio di sfuggire il sesso con lui, perché spesso non ne ho alcuna voglia e quando ci si arriva la mia partecipazione è molto relativa e lui mi chiede mille volte perché. Sa benissimo che non ho nessun altro e gli sembra strano che io non riesca più a vivere il sesso come prima, e questo mi umilia, mi sento giudicato e non capito, d’altra parte non so che cosa lui può pensare di me, mi vede debole, arrendevole, disposto a sopportare di tutto pur di essere lasciato in pace. Certe volte si mette a fare il duro con me, ma senza cattiveria, mi rimprovera, mi giudica ma non mi capisce e questo mi lascia male. Tante volte penso che se ci separassimo sarebbe meglio sia per lui che per me. Con me sarebbe sempre deluso, e d’altra parte non capisco perché insiste a voler rimanere con me, non capisco che cosa possa trovare in me. Certe volte tra noi ci sono proprio momenti di gelo, lui si arrabbia e molto e mi manda a quel paese, ma poi si rifà vivo, magari per due minuti soli, ma si rifà vivo. Mi dice che alla mia età non sono ancora all'andropausa, che capirebbe certe mie ritrosie se io avessi un altro ragazzo ma dato che io non ho nessun altro gli sembrano proprio ritrosie patologiche, da depresso. Non sopporta che io eviti sempre gli scontri con le persone, anche quando a lui sembrerebbero necessari, certe volte mi dice a brutto muso che certe persone dovrei mandarle sonoramente tu hai capito dove, mentre io cerco sempre di ricucire, di trovare un quieto vivere e di scendere a un compromesso. Effettivamente alla mia età non dovrei aver perso l’interesse sessuale, questo lo so, quando vado da lui si aspetta sempre che io ci vada per fare sesso con lui, ma tante volte non mi va proprio, io lo coccolerei, starei abbracciato con lui a vedere la TV ma queste cose lui non le sopporta e anzi in un certo senso le disprezza perché gli sembrano delle mezze cose, un po’ una forma di gioco troppo infantile. Lui non ama i discorsi dolci, adesso non provo più a fargli discorsi di quel tipo, perché tanto è inutile. Lui tenta di portarmi sul suo terreno, cioè sul piano immediatamente sessuale, e io qualche volta lo seguo su quel terreno, ma lui si accorge non dico che è una recita, ma che è una cosa con un entusiasmo a metà. Noi non vivremo mai insieme, io ho da badare ai miei genitori e non posso defilarmi, lui è libero, ha genitori ancora giovani e potrebbe benissimo trovarsi un compagno come lo vorrebbe lui, qualche volta è stato con altri ragazzi, ma è durata sempre poco, dopo un paio di mesi o poco più li mollava e tornava da me. A me piace il suo modo di fare un po’ aggressivo, perché dietro c’è un affetto di fondo, mai accettato e trasportato sempre sul piano sessuale, ma quell'affetto di fondo c’è, altrimenti se ne sarebbe andato da tempo per non tornare più. Penso che poi, in qualche modo sia attratto dalla mia debolezza, un po’ si vede nei panni di quello che mi deve tirare fuori dal pozzo della depressione. Io in quel pozzo non mi ci sento veramente, sono stanco questo sì, e molto, ma so ce lui c’è, ecco forse in questo senso lui è la mia ancora di salvezza. Io però ho paura di trascinare anche lui in meccanismi più o meno depressivi. Penso che lui sia un ottimo ragazzo e non credo di meritarmi uno così, se gli dicessi una cosa del genere si arrabbierebbe moltissimo e mi farebbe una predica sulla mia bassa autostima, ma non mi darebbe nessuna spiegazione. Siamo rimasti insieme. Non so che cosa ci tiene insieme, più me lo chiedo meno lo capisco, però lui è in fondo l’unica certezza positiva della mia vita. Che succederebbe se se ne andasse veramente, cioè definitivamente? Be’ allora la depressione, quella vera, sarebbe in agguato. So che questa storia non è il tipico sogno dei ragazzi gay, e in fondo non era nemmeno il mio sogno e meno che mai penso che fosse il sogno del mio ragazzo, però alla fin dei conti i sogni sono sogni mentre il nostro rapporto esiste ormai da anni e nella sostanza non è mai andato in crisi. Se c’è un collante che ci tiene uniti, io penso che consista nel fatto che ci stimiamo, io penso che lui non farebbe mai una cattiva azione contro nessuno e lui quando mi vede poco reattivo e arreso nonostante i suoi sforzi, alla fine mi fa un sorrisetto, come per dire: “Lo so che non c’è niente da fare, ma va bene anche così!”.
p.s.: se vuoi puoi pubblicare la mia mail.
Giac

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