AMORE GAY LIBERO

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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progettogayforum
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AMORE GAY LIBERO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 4 giugno 2020, 22:51

Caro Project,
Ho letto tanto del forum, ci sono storie proprio belle e apprezzo molto che non hai preconcetti sull’amore gay, non vai propagandando la coppia gay monogamica come l’unico modello possibile di vero amore e dai al sesso un senso importante ma non lo identifichi con l’amore gay.
La mia storia somiglia molto a tante altre che ho letto nel forum, e questo mi ha aiutato molto perché mi sento meno solo e meno strano. Mi sono innamorato tanti anni fa per la prima volta di un ragazzo che è stato un po’ l’elemento fondamentale della mia vita negli ultimi 10 anni. Non viviamo insieme, ci vediamo piuttosto poco, abbiamo due cerchie di amicizie completamente separate o quasi, abbiamo vissuto ciascuno la sua vita e le sue storie eppure non ci siamo mai persi di vista. Gli anni sono passati e non siamo più giovanissimi, ma ormai siamo un punto di riferimento ciascuno per l’altro. Tra noi c’è affetto, non tanto la passione di due amanti, quanto il volersi bene di due amici veri, c’è anche un po’ di sesso, a lunghi intervalli, soprattutto quando le cose vanno male o a me o a lui, è un modo di dirci che ci siamo e che almeno il nostro rapporto non verrà meno. Non c’è gelosia reciproca, quando lui si trova un altro ragazzo io ne sono contento e, per quanto possa sembrare strano, lo dico sul serio, ma fino adesso lui non ha mai trovato un ragazzo capace veramente di capirlo. Lui è spesso in crisi, tende a svalutarsi eppure io non ho mai conosciuto un ragazzo migliore di lui, non dico dal mio punto di vista personale ma oggettivamente. È serio, non invasivo, non rivendicativo, con me è molto paziente e capisce quello che penso senza bisogno di parole, sostiene di essere nevrotico, aggressivo, prevaricatore, ma queste cose sono l’esatto contrario del suo modo di essere e non arrivo a capire perché le pensa. Dice che mi sfrutta e che mi cerca solo perché tra noi c’è sempre stata una fortissima attrazione sessuale. Se è vero che c’è sempre stato un feeling sessuale reciproco molto forte è pure vero che questo non ha impedito né a lui né a me di avere altre storie che sembravano più attraenti della nostra, ma alla fine non lo erano affatto. Abbiamo pensato più volte che il nostro rapporto fosse in qualche modo sbagliato, condizionante per tante altre cose e abbiamo cercato due o tre volte di interromperlo ma poi ci siamo ritrovati insieme e abbiamo capito che questo legame, che sembra così debole, ha in fondo una sua ragion d’essere. Io so che lui non mi giudica e che ci tiene molto a quello che penso di lui, cosa che d’altra parte è reciproca. Lui ha sempre paura che la gente lo giudichi male, lo ritenga cinico, indifferente, provocatore, capace di fare cose molto cattive, eppure lui ha i suoi amici e sono amici stabili e, da quello che mi dice, si fidano di lui. Ciò che più mi sconvolge di lui è il suo modo di fare l’amore. Anche io ho avuto le mie esperienze e non proprio pochissime ma non ho mai trovato un ragazzo come lui. Tante volte il sesso era una cosa che si poteva e quindi si doveva fare anche se realmente non interessava a nessuno dei due, con lui non è mai stato così, il sesso non è mai stato una banalità, sia per lui che per me era sostanzialmente un modo di sentirsi accettati, di sapere e provare che almeno c’è qualcuno che ti vuole come sei, che non ti vuole imporre nulla, che non ti giudica e che ti vuole bene. È un altro modo di vivere l’affettività e il sesso. Per quanto mi riguarda, vivrei con lui? Penso di sì, ma non ho mai fatto coming out coi miei genitori e quindi in concreto non può succedere e poi, se succedesse perderemmo entrambi la nostra libertà e alla fine i nostri rapporti diventerebbero delle cose molto standard come succede in tante coppie. Noi ci vogliamo bene anche o forse proprio perché non siamo una coppia. Quando non lo sento da molto tempo mi manca ma evito di chiamarlo. Oggi, dopo che ci siamo visti, nel salutarmi mi ha detto: “Chiamami!” e la cosa mi ha toccato molto perché vuol dire che quando non lo chiamo lui sente che non lo chiamo, cioè sente che gli manca qualcosa. Non so che cosa possa significare il nostro rapporto ma sono contento che lui ci sia, mi capisce, mi rispetta, mi vuole bene e quando penso a lui mi viene sulle labbra un sorriso di tenerezza. Dice che gli altri non lo capiscono, che gli dicono che è strano, che non ha grinta, non ha autostima, che è rinunciatario, che non si impegna per ottenere quello che vuole, ma a me sembra l’esatto contrario. O lui si comporta con gli altri in modo molto diverso da come fa con me, ma francamente non lo credo, o c’è gente che non è minimamente in grado di capire quello che sta disprezzando. Non è mai stato meschino, nei rapporti umani non ha mai fatto il conto di dare e avere, come si fa a non voler bene a un uomo così? Io credo che averlo conosciuto sia stata una cosa fondamentale nella mia vita, ho conosciuto tanti ragazzi ma non sono mai riuscito a costruire un legame profondo con nessuno di loro, nemmeno quando ci vedevamo tutti i giorni. C’erano sempre mille incomprensioni, mille equivoci. Con lui non è mai stato così, certe volte mi dispiace vedere che non capisce quanto è importante (ma forse lo capisce!) e quanto peso dà a giudizi espressi da persone che non lo conoscono affatto. Oggi abbiamo parlato molto del suo ultimo ragazzo, ma lui con quel ragazzo non aveva un dialogo vero, quel ragazzo non lo stava ad ascoltare e lui c’è stato male e si è sentito a disagio in modo molto profondo. La mia paura qualche volta è che la mia presenza possa condizionarlo e impedirgli di fare una vita veramente sua, è per questo che qualche volta cerco di tenerlo a distanza e di diradare i nostri rapporti, ma non me lo permette perché mi conosce a fondo a sa quello che voglio veramente. Quando la nostra storia è cominciata, io non credevo proprio che avrei accettato di stare con lui in un rapporto come quello che poi si è venuto a creare. Io volevo un ragazzo tutto mio, perché ero incapace di pensare al volersi bene al di fuori di un legame che fosse più o meno come un matrimonio: monogamia, fedeltà assoluta, convivenza, dichiararsi davanti ai genitori per fare tutti insieme una grande famiglia, io allora ragionavo così. Poi il coming out coi genitori “per fortuna” è rimasto nel limbo delle buone intenzioni, anche perché ho capito che l’avrebbero presa comunque malissimo, e quindi il primo pilastro del mio castello dei sogni è crollato, poi via via sono crollati gli altri, senza i quali, secondo il mio pensiero di allora, l’amore non sarebbe mai esistito, e invece piano piano mi sono reso conto che la mia storia d’amore (perché io la considero così) ha contraddetto tutti i criteri che inizialmente davo per scontati, innanzitutto è nata da una storia di sesso, cioè proprio da una situazione in cui non avrei mai pensato che potesse venire fuori qualcosa di buono, anche se è vero che tra noi non c’è mai stato solo sesso, non c’è mai stata una strumentalizzazione reciproca, avevamo paura dei sentimenti, li consideravamo entrambi come trappole e quindi mettevamo tutto dichiaratamente in termini sessuali. Abbiamo continuato a volerci bene senza nessun vincolo e senza nessuna imposizione, anche quando abbiamo vissuto le nostre storie, anche questa è una cosa che io prima non avrei mai ritenuto possibile e invece si è realizzata proprio così. Praticamente, uno dopo l’altro, sono caduti tutti quelli che mi sembravano i principi irrinunciabili di una storia d’amore, ma più pilastri crollavano più mi rendevo conto che la volta non crollava affatto e che aveva la forza per reggersi da sé, praticamente ho scoperto l’amore senza condizioni. Ci ho messo tempo a capire che era proprio amore, perché tra noi questa parola non l’adoperiamo mai, proprio per non ingabbiarci nelle parole. Il nostro rapporto è cresciuto negli anni, non è stata una scelta a priori o una scommessa sul futuro, si è rafforzato attraversando illeso e anzi fortificato tante difficoltà. Una cosa, se ci rifletto, mi ha sempre colpito: noi non abbiamo mai litigato, ci sono state delle sfuriate ma non si arrivava in nessun caso a mettere in crisi in rapporto. Non so che cosa succederà di noi nel futuro. Piano piano stiamo prendendo coscienza che il sesso è più un pretesto che la sostanza del nostro rapporto. Sento spesso tanti ragazzi che parlano male di quelli che hanno rapporti come il nostro, che li ritengono depravati, che parlano di coppia aperta solo per fare i propri comodi col sesso facendo nello stesso tempo finta di stare con qualcuno, ma questi sono modelli del tutto falsi, noi ci vogliamo bene, di questo non ho dubbi, lui non è un ragazzo superficiale che non capisce quello che fa, io di lui mi fido, non è affatto uno sprovveduto o un ingenuo e poi c’è un’altra cosa che tra noi si è sempre realizzata in modo spontaneo: tra noi non ci sono segreti. È una cosa più unica che rara, noi ci riconosciamo reciprocamente la massima libertà ma sappiamo tutto l’uno dell’altro e non mi è mai capitato niente di nemmeno vagamente simile in altre storie dove il non detto era una cosa comunissima. Lui sa che noi in qualche modo stiamo insieme ma non perché ci siamo illusi uno sul conto dell’altro, ma perché ci siamo scelti così come siamo, compresi i nostri difetti piccoli e grandi e le nostre debolezze. Mi chiedo spesso perché la gente non crede a questa specie di amore, perché ha bisogno di regole, che poi finisce comunque per trasgredire. Noi regole non ne abbiamo però ci vogliamo bene, da fuori sembra tutto patologico, me ne rendo conto, ma noi ci vogliamo bene veramente e non abbiamo bisogno di regole e di modelli di comportamento. Io non so che cosa sono, lui è un uomo intelligente e onesto. Aspettiamo il futuro senza farci troppe domande ma adesso per noi il presente è bello perché abbiamo le nostre certezze. Quando ci abbracciamo io sento che lui c’è e vedo che quando sta con me è sereno, che i fantasmi che si porta dentro se ne vanno e che si sente amato. Prima mi sembrava un’espressione troppo forte, ma adesso penso che sia semplicemente la verità, perché mi sento amato anche io.

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