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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: martedì 1 novembre 2011, 15:42 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
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Questa mattina ho pubblicato una poesia scritta qualche mese fa e ritrovata per caso mentre pensavo ad altri versi da scrivere e che poi non han visto la luce. In compenso ho fatto caso ad un particolare e ora giro a voi la mia riflessione per sapere cosa ne pensate.

Spero di riuscire a porre nei giusti termini la questione per riportare il pensiero che mi ha attraversato questa notte (erano le 3:30 del mattino ed ero piuttosto cotto :lol: ).

Rileggendo la poesia di cui sopra e pensando ad alcune parole digitate poco prima nella barra di ricerca di google, ho notato che riguardo alle "fantasie erotiche" vado a periodi. Ho volutamente segnato in corsivo i termini fantasie perché non corrispondono pienamente a quello che sento dentro, forse perché nel mio immaginario - e penso anche in quello della gran parte di voi - possa dare adito ad immagini di rapporti sessuali di vario tipo. Se così è avviso subito che non ho in mente nessuna posizione particolare, quanto piuttosto dei gesti che nel mio modo di sentire dovrebbero esprimere oltre che un'evidente carica erotico-passionale anche un momento di forte romanticità. Per quel che mi riguarda penso di essere ormai il tipo che in un rapporto sessuale investirebbe molta più attenzione ai preliminari che non all'atto in sè, alle coccole "prima, durante e dopo" al primo posto che non alla preoccupazione di fare bella figura col proprio partner (questo non esclude la possibilità che a volte si possa anche giocare nel rapporto sessuale, ma la tenerezza ha per me un ruolo fondamentalissimamente fondamentale). Però noto una cosa: a seconda dei periodi ci sono dei gesti che hanno una presa fortissima su di me. Un bacio, un abbraccio, una carezza, lo sguardo intenso e reciproco negli occhi, il tocco delicato della mano che scivola sul fianco e la schiena del di lui corpo e via dicendo... A volte si tratta anche dei modi di avere il rapporto (evito di dire "fare sesso" perché, ripeto, per me questo è inscindibile de un rapporto affettivo serio. E' passato da anni il tempo in cui lo facevo solo come un contatto di corpi, piacevole quanto vuoi, ma sterile dal punto di vista affettivo), e qui può essere la penetrazione o il rapporto orale e via dicendo.

La domanda che ieri però mi sono posto è sdoppiabile in due:
1) Perché ci sono periodi in cui prevale un desiderio rispetto ad altri, al punto da condensare in sé quasi tutta l'idea del rapporto sessuale?
2) Partendo dal presupposto che l'uomo è un'unità inscindibile, e notando che un gesto è capace di raggiungere profondità inaudite del proprio animo e di comunicare più che se si usassero le parole - nella poesia ho scritto: posando, delicata, la mano sul ventre. Avresti sentito in quel contatto molto più di quanto le parole possano dire - cosa può rappresentare il desiderio di un gesto specifico piuttosto che un altro in un determinato periodo della propria vita?

Per me per esempio, e con questo chiudo, in questo periodo l'immagine che mi fa sciogliere di desiderio e che mi piacerebbe tradurre in realtà se avessi un compagno, sarebbe quella della mano che sfiora delicatamente il fianco e la schiena nuda. Ovviamente in modo reciproco e sensuale.

Spero di aver espresso con chiarezza la mia riflessione. A voi i commenti!
Felix


Ultima modifica di Felix il martedì 1 novembre 2011, 20:40, modificato 2 volte in totale.


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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: martedì 1 novembre 2011, 18:53 
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Felix, le cose che scrivi sono una manifestazione della più tipica sessualità gay che è essenzialmente affettiva. Su che cosa sia la sessualità gay ci sono in giro molte leggende metropolitane basate su cose che con la vera sessualità gay non c’entrano nulla, come la pornografia o le improbabili analogie con i comportamenti sessuali etero, come se la sessualità gay fosse una specie di brutta copia della sessualità etero. Nella sessualità etero, che è una sessualità di complementarità, esistono atti (la penetrazione vaginale) senza i quali un rapporto sessuale non è neppure tale, la distinzione tra preliminari e atto sessuale vero e proprio ha un significato biologico in termini di procreazione, i ruoli sono essenziali perché un uomo e una donna sono sessualmente differenziati. In un rapporto tra ragazzi, cioè in un rapporto omosessuale, nell’altro non si cerca una complementarità, lo si ama perché lo si sente simile a sé da tutti i punti di vista, non si cerca il sostituto di una donna, non ha alcun senso parlare di ruoli e non ha alcun senso pensare che ci sia un comportamento senza il quale il rapporto sessuale non è più tale. La pornografia tradizionale veicola concetti molto diversi da quelli appena espressi. Proviamo a chiederci il perché. Tra la definizione di “gay come ragazzo che si innamora di ragazzi” che è quella che qui nel progetto diamo per scontata e credo a ragione, e la definizione di “gay come ragazzo che fa sesso con i ragazzi”, che è la definizione comune di gay, c’è un abisso. Si tratta di due concetti molto diversi e di ragazzi che fanno l’amore con i ragazzi senza minimamente innamorarsene ce ne sono moltissimi, per loro viene prodotta la maggior parte della pornografia, e si tratta spesso di persone che hanno anche una vita sessuale etero e considerano il sesso con un ragazzo un diversivo, naturalmente queste persone tendono a riportare in un rapporto con un ragazzo modelli di comportamento tipicamente etero come l’idea che l’essenziale della sessualità sia la penetrazione o l’idea dei ruoli che è lontanissima dalla sessualità spontanea dei ragazzi che si innamorano di altri ragazzi. Quando parlo di sessualità gay non mi riferisco alla pornografia né a quello che la gente crede essere tipicamente gay ma a quello che la maggior parte dei ragazzi che si innamorano di ragazzi (cioè dei gay in questo senso) vive e desidera. Questa “vera” sessualità gay non ha nulla a che vedere con la pornografia dilagante, al punto che un ragazzo gay (nel nostro senso) in un video porno tende a vedere soprattutto la prima parte e ad abbandonare il video quando la dimensione affettiva sparisce del tutto, ma aggiungo che i video più gettonati dai ragazzi che amano veramente i ragazzi, sono video di coccole e di tenerezze sessuali, cose che in genere ai consumatori di pornografia, che fanno sesso con i ragazzi ma non li amano, appaiono prive dell'essenziale e quasi banali. In una dimensione di affettività-sessualità gay come forma di tenerezza sono proprio i gesti affettuosi che acquistano un valore enorme, anche sessuale, certo, ma di una sessualità profondamente affettiva. Per capirci, guardarsi negli occhi e scambiare un sorriso affettuoso durante un contatto fisico con un altro ragazzo, mentre ci si accarezza, anche intimamente, è una cosa che ha un significato enorme in termini di scambio affettivo. L’affiatamento sessuale, cioè il viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda è anche il segno di un affiatamento affettivo che sta alla base di quella sessualità. E poi c’è una cosa fondamentale: non conta quello che si fa, ma con chi lo si fa. Chi cerca sesso (cosiddetto gay) in una chat per andare subito al sodo mira al che cosa non al chi, vorrei dire che queste persone non sono gay ma sono solo ragazzi che fanno sesso coi ragazzi.

Immagine

Il cerchio in rosso rappresenta l’insieme dei ragazzi che fanno sesso coi ragazzi, la comune definizione di gay,

Il cerchio in celeste rappresenta i ragazzi che si innamorano dei ragazzi, la nostra definizione di gay, esiste una zona comune 2 in cui la sessualità è accompagnata dall’innamoramento, una zona 1 in cui la sessualità e priva di una componente seriamente affettiva, e la zona 3 in cui ci si innamora di ragazzi ma non si hanno contatti sessuali con loro. La gente intende comunemente come sessualità gay quella della zona 1, ma la vera sessualità gay è quella della zona 2 ed è una sessualità tipicamente affettiva.



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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: martedì 1 novembre 2011, 19:48 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
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Uau Project! Diciamo che penso tu abbia risposto al 50% rispetto alla mia intenzione di partenza, ma ciò che hai detto sono così illuminanti e fanno così piacere che son contentissimo tu le abbia scritte. Grazie come sempre!

Però c'è un piccolo inconveniente tecnico: non si apre nessun collegamento con l'immagine e non riesco a vederne nessuna. Posso solo immaginarla, ma preferirei non dover sforzarmi più di tanto per essere sicuro di non sbagliarmi! :lol:

progettogayforum ha scritto:
Felix, le cose che scrivi sono una manifestazione della più tipica sessualità gay che è essenzialmente affettiva

Eheh sono in tanti a dirmi che sono un coccolone, io il primo tra questi!


progettogayforum ha scritto:
Nella sessualità etero, che è una sessualità di complementarità, esistono atti (la penetrazione vaginale) senza i quali un rapporto sessuale non è neppure tale, la distinzione tra preliminari e atto sessuale vero e proprio ha un significato biologico in termini di procreazione, i ruoli sono essenziali perché un uomo e una donna sono sessualmente differenziati. In un rapporto tra ragazzi, cioè in un rapporto omosessuale, nell’altro non si cerca una complementarità, lo si ama perché lo si sente simile a sé da tutti i punti di vista, non si cerca il sostituto di una donna, non ha alcun senso parlare di ruoli e non ha alcun senso pensare che ci sia un comportamento senza il quale il rapporto sessuale non è più tale.


Che bello sentirti dire queste cose! E' muovendomi in questa direzione che ho potuto accettare con maggiore serenità il mio orientamento sessuale, per cui ora son sempre meno propenso a considerarlo in un'ottica di confronto con la sessualità etero, mentre punto l'attenzione su quella che è la specificità della nostra. Penso che molti pregiudizi potranno cadere solo quando si avrà il coraggio di affrontare l'argomento partendo da simili e necessari presupposti.


progettogayforum ha scritto:
Questa “vera” sessualità gay non ha nulla a che vedere con la pornografia dilagante, al punto che un ragazzo gay (nel nostro senso) in un video porno tende a vedere soprattutto la prima parte e ad abbandonare il video quando la dimensione affettiva sparisce del tutto, ma aggiungo che i video più gettonati dai ragazzi che amano veramente i ragazzi, sono video di coccole e di tenerezze sessuali, cose che in genere ai consumatori di pornografia, che fanno sesso con i ragazzi ma non li amano, appaiono prive dell'essenziale e quasi banali. In una dimensione di affettività-sessualità gay come forma di tenerezza sono proprio i gesti affettuosi che acquistano un valore enorme, anche sessuale, certo, ma di una sessualità profondamente affettiva.


Anche qui hai centrato in pieno! Quando mi capita di ricorrere alla pornografia, di solito è nei momenti di solitudine affettiva peggiori in assoluto. So che quello è un surrogato per me i n quei momenti, ma di sicuro mi ritrovo in quello che dici. L'inizio del video per me è essenziale e se in un video si coglie subito che gli attori stanno facendo solo un mestiere senza metterci la passione, neanche riesco a guardarli. Viceversa, quando gli attori sono affiatati o hanno un'espressione che manifesta un sincero piacere passionale e l'intesa col partner nel video, riesco a guardarlo tutto. Però, può sembrare assurdo, ma in perfetta linea con quello che dici, sembra che in quei momenti mi concentro più su quello che esprimono i volti degli attori che su ciò che stan facendo.
In questo senso trovo molto più piacevoli i trailer che konigdernacht ha postato nella sezione apposita che i porno veri e propri.
Cavolo Project, mi hai fatto puntare l'attenzione su un aspetto di me che non avevo ancora colto nella sua importanza! Grazie!!!



Chiudo sottolineando alcune tue parole che sento profondamente mie e in linea con questo mio topic: "guardarsi negli occhi e scambiare un sorriso affettuoso durante un contatto fisico con un altro ragazzo, mentre ci si accarezza, anche intimamente, è una cosa che ha un significato enorme in termini di scambio affettivo. L’affiatamento sessuale, cioè il viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda è anche il segno di un affiatamento affettivo che sta alla base di quella sessualità. E poi c’è una cosa fondamentale: non conta quello che si fa, ma con chi lo si fa".

Beh non c'è parola per commentare queste tue. Manca solo il mio amato e unico, che spero arrivi presto :oops: :roll: :oops: :roll: :lol:



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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: martedì 1 novembre 2011, 19:58 
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Per quel che mi riguarda penso di essere ormai il tipo che in un rapporto sessuale investirebbe molta più attenzione ai preliminari che non all'atto in sè, alle coccole "prima, durante e dopo" al primo posto che non alla preoccupazione di fare bella figura col proprio partner (questo non esclude la possibilità che a volte si possa anche giocare nel rapporto sessuale, ma la tenerezza ha per me un ruolo fondamentalissimamente fondamentale). Però noto una cosa: a seconda dei periodi ci sono dei gesti che hanno una presa fortissima su di me. Un bacio, un abbraccio, una carezza, lo sguardo intenso e reciproco negli occhi, il tocco delicato della mano che scivola sul fianco e la schiena del di lui corpo e via dicendo...

Anch'io la vivo molto più così. E' proprio l'esigenza di un contatto che mi muove più che l'idea di dover fare qualcosa. Non è facile viaggiare in tandem però, sopratutto quando chi ti trovi di fronte viene da esperienze completamente diverse dalle tue...


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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: martedì 1 novembre 2011, 21:08 
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Wow! quella di Eulero-Venn è una trovata brillante Project :D



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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: martedì 1 novembre 2011, 21:14 
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Avevi ragione Felix, c'era un errore nel link all'immagine ma ho provveduto.
Ci ho messo una sera non tanto a scrivere il post quanto a creare il file del disegno, ma adesso c'è e, secondo me, rende l'idea! E poi a un post come il tuo non si poteva non rispondere mettendocela tutta,

E' verissimo Felix, chi non capisce la dimensione affettiva profonda dell'essere gay non capisce niente di omosessualità!



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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: martedì 1 novembre 2011, 21:21 

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Grazie Project!
L'immaginazione mi aveva aiutato, ma non pensavo che la sezione 1 potesse essere molto più del doppio della 3!

Ancora grazie!



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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: mercoledì 2 novembre 2011, 13:05 

Iscritto il: giovedì 2 giugno 2011, 16:40
Messaggi: 423
Non so se il mio intervento sia in tema con l’argomento proposto da Felix.
Forse si.
In ogni caso vorrei porre una domanda.
Ok. La nostra sessualità non è la sessualità degli etero ed è sicuramente una forzatura pensarla come imitazione della sessualità etero: posso però intuirne le ragioni, se è vero che per secoli l’omosessualità non è stata mai presa seriamente in considerazione se non per denigrarla, con conseguente incapacità di comprenderne, per così dire, le “manifestazioni”.
E’ vero, poi, che l’identità gay o etero si scopre generalmente con l’attrazione fisica, l’innamoramento e la masturbazione volontaria.
Però chiedo: nella vostra esperienza ha mai avuto un qualche peso l’eccitazione non volontaria?
Mi riferisco ai sogni erotici accompagnati dalle polluzioni notturne.
Nella mia esperienza devo dire che hanno avuto un peso importante.
Non sono state esperienze frequenti.
Anzi.
Sono stati momenti rari e ormai piuttosto lontani nel tempo.
Tuttavia per me sono state forse le esperienze più gratificanti perché il piacere sessuale era, per così dire, immerso e faceva tutt’uno con una dimensione onirica di coinvolgimento emotivo con il partner sognato. E non era condizionata dalla pornografia gay che ho scoperto solo dopo i trent’anni.
Non so come dire.
Era un piacere intimo puro, legato a immagini di sogno, nelle quali prevaleva l’elemento della luce e la bellezza del volto e del corpo del ragazzo sognato, e che al risveglio mi lasciava un ricordo estremamente dolce, che esprimevo abbracciando per qualche tempo il cuscino del letto in un gesto estremo di tenerezza.
Poi, certo, sopraggiungeva la malinconia, legata al fatto che la realtà era purtroppo diversa: ma questo è un altro discorso.
In ogni caso, posso sicuramente dire che non solo, se ho preso consapevolezza di quello che sono, è stato anche grazie a queste esperienze, ma che queste esperienze mi sono sempre apparse come una dimensione autentica del mio modo di vivere la sessualità e l’affettività gay.

Per farmi perdonare questa divagazione molto personale, vorrei riportare qui sotto un passo del romanzo “Camere separate” di Pier Vittorio Tondelli, uno dei punti più alti raggiunti dallo scrittore secondo me, che mi pare molto in sintonia con quello che hai scritto tu, Felix. Si tratta di una riflessione del protagonista, Leo, sul suo modo di vivere la sessualità con Thomas, l’altro protagonista principale della storia. Spero ti piaccia. ;)

“A volte gli era capitato di pregare, mentre faceva l’amore. Il suo sguardo si distendeva sulla nudità del corpo desiderato con una devozione castissima, addirittura verginale. Sentiva il miracolo di avere accanto a sé la bellezza della creazione e di poterla contemplare in silenzio. Di poterla toccare, assorto, con al punta delle dita così come, con lo sguardo, poteva accarezzare, in certi tramonti, la montagna. Non lo sfiorava nemmeno lontanamente l’idea del possesso e del dominio sull’altro. Non voleva rubare niente, né pretendere, né strappar via. Voleva che tutto si mantenesse intatto in un senso di gratitudine e di pienezza. Potevano trascorrere ore in queste ricognizioni in cui il corpo dell’amato diventava l’universo, con le sue costellazioni e i suoi mondi. E le volte in cui era Thomas ad addentrarsi in lui, a percorrere con lo sguardo e le mani il suo corpo, anche allora lui pregava, scivolando nel sonno, perché provava la felicità di vivere la sua imbarazzante finitezza come un valore che dava pace agli altri. E questi momenti d’amore e di devozione per arrivare ai quali aveva impiegato praticamente una vita – poiché erano momenti estremi di ricapitolazione – lui li chiamava, fra Isaia e Virgilio, l’età dell’oro. Erano momenti talmente intimi che, per un istintivo pudore, lui non ne aveva mai parlato a Thomas.”



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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: mercoledì 2 novembre 2011, 14:18 
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Nicomaco, che dire, i sogni erotici purtroppo sono per me un lontanissimo ricordo ed è assolutamente vero che presentavano una specie di fusione assoluta di affettività, di tenerezza e di sessualità, situazioni senza aggressività, in cui non c’è bisogno di parole, in cui tutto scorre per il suo verso, in cui il male esiste ma si vince, in cui l’essere in due diventa un valore assoluto, in cui la reciprocità è totale, in cui non si deve chiedere perché l’altro ti legge nel pensiero e soprattutto ti ama e prova per te quello che provi per lui. Certo questo rappresenta in sostanza il vertice della sessualità, la fusione perfetta, quando l’altro diventa per noi il centro della vita, quando la sua felicità è la nostra felicità e il suo bene conta più del nostro.
Quanto a “Camere separate” di Tondelli, beh, credo che si tratti di uno dei libri a tema omosessuale più profondi che ho letto. La prospettiva della morte e la valorizzazione dell’amore non sono qui letteratura perché il libro è profondamente autobiografico. Leggere cose come quelle che hai citato ha un enorme valore morale. Grazie.



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 Oggetto del messaggio: Re: gesti erotici nel tempo
MessaggioInviato: mercoledì 2 novembre 2011, 20:38 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
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Felix ha scritto: cosa può rappresentare il desiderio di un gesto specifico piuttosto che un altro in un determinato periodo della propria vita?

Leggendo questa domanda mi è venuto in mente che ogni parte del corpo, come ogni gesto, possono essere ricondotte a un significato simbolico più o meno condiviso . Tu hai fatto riferimento al gesto di accarezzare la schiena nuda. Poichè ognuno di noi può trovarci un senso diverso, ti dirò cosa rappresenta per me. Ho pensato a quando si dice: non volgere le spalle al nemico. E' come se il gesto contenesse in sé un segno di fiducia assoluta, che puoi permetterti sono con chi è amico , complice, fidato.
Se io avessi questa fantasia , la assocerei a questo : al desiderio di incontrare qualcuno del quale possa fidarmi così ciecamente da poter rinunciare a controllare ciò che succede , avendo la certezza che non approfitterà della mia fiducia per farmi del male.
Beh , se non altro ci ho provato... ora sta a te immaginare... ;)


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