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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: domenica 25 marzo 2012, 12:55 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Ciao Project,
scriverti questa mail mi riesce molto difficile ma ho letto tante cose che hai scritto e penso tu possa darmi una risposta seria. Ho 22 anni, mi sento realizzato sotto tanti profili: studio, amici, ecc., mi dicono che sono un bel ragazzo, io penso nella media, ho una ragazza da tre anni e con lei ho anche una vita sessuale, facciamo l’amore più o meno tutte le settimane, le cose funzionano nel senso che non ho mai avuto problemi di erezione o cose del genere. Io non prendo l’iniziativa, aspetto che lo faccia lei, così mi sento a mio agio, ormai succede da anni. All’inizio c’era molto la curiosità del sesso in sé o meglio il lasciarsi andare perché in effetti è stata lei che si è innamorata di me, mi sentivo al centro delle sue attenzioni e dei suoi desideri e le cose venivano da sole anche se non ho mai provato un vero desiderio sessuale, cioè quando stavamo lontani per più tempo, di lei mi mancava la compagnia, se vuoi anche l’intimità, ma non il sesso come tale. Ma dopo aver letto i tuoi post, confesso che mi sono venuti parecchi dubbi per la testa perché, anche se in effetti non l’avevo mai considerata una cosa importante, in pratica da sempre, quando mi masturbo immagino situazioni sessuali che coinvolgono “anche” ragazzi e anzi ultimamente è come se quell’anche fosse diventato essenziale. Nelle mie fantasie le donne ci sono ma, diciamo così, sono sempre meno fondamentali, è come se fossero una scusa che mi permette di stare in situazioni sessuali con altri ragazzi e, in effetti, la cosa che più mi eccita in queste fantasie è proprio quel clima di complicità che si forma con gli altri ragazzi, un po’ l’idea di fare insieme qualcosa di sessuale, di farlo con una ragazza, ma di farlo insieme ad altri ragazzi, come se la cosa fatta solo con la ragazza perdesse senso. Mi è capitato circa un mese fa di sognare una situazione simile, cioè di sognare di trovarmi insieme con un ragazzo a parlare di sesso (di sesso fatto con le ragazze) però per me l’importante era sentire parlare di sesso quel ragazzo, era una cosa eccitante fino all’orgasmo e ho notato che l’orgasmo è arrivato pensando al ragazzo non alla ragazza. Nei giorni dopo il sogno, che mi ha parecchio sconvolto, ho cominciato a masturbarmi pensando esclusivamente a un ragazzo e la cosa mi veniva proprio spontanea, non era un mettermi alla prova, però con la mia ragazza non è cambiato nulla, non ho avuto problemi sessuali con lei anche se non le ho detto nulla né del sogno né delle masturbazioni pensando a un ragazzo. D’altra parte anche prima nelle mie fantasie c’erano dei ragazzi anche se sempre però, diciamo così, la parte strettamente sessuale, era concentrata o almeno sembrava concentrarsi tutta sulla ragazza. Insomma, con la mia ragazza non è cambiato nulla, ma dentro di me qualcosa è cambiato, non lo posso negare, mi sono detto che alla fine potrei anche essere bisex e che non sarebbe una tragedia, però resta il fatto che non mi sono mai innamorato di un ragazzo, almeno fino adesso, e non riesco ad immaginarmi con un ragazzo a scambiarmi tenerezze come faccio con la mia ragazza. Cioè, è come se adesso io fossi bisex, o meglio fossi gay ma solo nella masturbazione. Io faccio sport da quando ero ragazzino, vedo spessissimo altri ragazzi nudi ma questo non mi fa nessun effetto, ormai quelle cose le vedo senza nessun alone sessuale e mi sono proprio indifferenti. Ho tanti amici con i quali mi sento molto libero nei comportamenti ma sono tutti etero e in fondo penso di essere etero anche io e sui miei amici non ho mai avuto fantasie sessuali di nessun genere (ma nemmeno sulle mie amiche) certe volte penso che nelle questioni sessuali ho bisogno di qualcuno che prenda l’iniziativa come è successo con la mia ragazza e penso che io dopo gli andrei appresso. Non ho la vocazione del conquistatore ma del conquistato, anche se sono maschile al 100%. Se ho un desiderio affettivo riguardo ai ragazzi è quello di essere corteggiato da un ragazzo, di diventare il centro della sua attenzione, penso che in una situazione simile finirei anche per sciogliermi del tutto … o forse no, non lo so. Ma si può essere gay solo nella masturbazione? È importante, certo, ma non penso che basti, cioè alla fine bisogna pure innamorarsi di un ragazzo. Forse non mi è ancora successo ed è solo questione di tempo, ma non so che pensare, non so se desiderare che succeda oppure no, perché se succedesse mi troverei in terribile imbarazzo con la mia ragazza che di tutte queste cose non sa niente e forse è bene che non le sappia. Di cercare ambienti gay non mi passa proprio per la testa e già mandarti questa mail mi richiede di superare un imbarazzo terribile. Aspetto una tua risposta. Se vuoi, pubblica la mail, perché mi sono tenuto sul generico e quindi si può fare.
Sando



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: domenica 25 marzo 2012, 13:49 
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Sono riflessioni molto interessanti quelle che si pone questo ragazzo. Diciamo che tali questioni ce le siamo poste un po' tutti. Se però c'è una cosa che ha attirato la mia attenzione è la tranquillità con cui questo ragazzo sta affrontando i suoi dubbi e le sue domande. Di solito le tematiche legate alla sessualità e all'affettività sono accompagnate da un elevato e malsano carico di ansia e sconforto, unito alla fretta di autodefinirsi in qualche modo pur di uscire dal limbo dell'incertezza.
Ecco, invece questo ragazzo sembra avere un solido ed apprezzabile punto di partenza, cioè una notevole dose di serenità con cui rapportarsi a queste riflessioni unito alla consapevolezza di dover guardare alla sessualità come uno, ma non l'unico spazio di realizzazione della persona.

Insomma mi fa una bella impressione il modo di porsi del ragazzo della mail, perchè a parte un po' di comprensibile stupore e timore di queste novità che lo hanno ovviamente colpito, non sembra lasciarsi trascinare da drammi o timori o preoccupazioni esistenziali che non farebbero altro che confondere inutilmente la propria introspezione e i punti fermi a cui può arrivare.

D'altra parte queste riflessioni a loro volta sono tanto importanti quanto astratte: uno si può porre mille quesiti su come può formalmente circoscrivere i propri sentimenti e le proprie sensazioni, ma ci sarà sempre quello scarto con il concreto relazionarsi con gli altri che impedisce di poter proclamare statuizioni definitive su di sé.

Secondo me alla fine arrivare a dire "sono gay" o "sono etero" o "sono bisex" o "sono gay solo con la masturbazione" ecc ecc non è eccessivamente fondamentale. Per quanto possa essere gratificante riuscire a trovare una "cornice" in cui inserire il proprio orientamento sessuale (e ammetto che un tale "risultato introspettivo" può essere effettivamente soddisfacente perchè consente di archiviare un dubbio forse con sollievo ma anche con tutte le dovute semplificazioni del caso), non ci si deve dimenticare che esso avrà un suo proprio senso solo in quanto si esplicherà in relazione ad una persona in particolare che diventa per noi troppo speciale per dover badare a riflessioni generali e astratte. :)



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: domenica 25 marzo 2012, 15:39 
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Parto da quello che dice Telemaco, che sostanzialmente condivido. Mi capita spesso di parlare con ragazzi che si avvicinano all’idea di essere gay per passi successivi e che restano con mille dubbi in mente finché non vivono la loro prima vera storia d’amore gay. Molti, direi la maggior parte, come Sando, arrivano alla consapevolezza di essere gay dopo essere passati per la consapevolezza di non essere comunque del tutto etero, proprio attraverso la dicotomia tra la sessualità di coppia che resta etero anche se non è vissuta in modo molto coinvolgente e la masturbazione che assume progressivamente connotazioni sempre più marcatamente gay. Devo dire che questo percorso interessa la grande maggioranza di quel 30/35% di gay che hanno avuto una vita sessuale etero ed è in sostanza un quadro piuttosto tipico. Effettivamente nel caso di Sando non si presenta nessuna delle classiche complicazioni che accompagnano questo processo e qui bisogna aprire una parentesi.
La sessualità, tutta la sessualità, anche quella etero, può essere vissuta realmente senza problemi solo quando c’è un adeguato retroterra solido dal punto di vista affettivo e una consistente misura di autostima. Ho avuto modo di parlare privatamente con Sando e posso dire che ha un rapporto molto bello con i genitori e tra l’altro ha avuto la fortuna di avere genitori che si vogliono bene e ha visto fin dall’infanzia un atteggiamento affettivo serio tra loro. Sando è cresciuto sereno, senza tabù assurdi per la testa e a 22 anni ha una maturità che purtroppo che molti non raggiungono nemmeno a 40. Un po’ è merito suo ma in grandissima parte è merito della sua famiglia che gli ha creato un ambiente favorevole. Parlando con lui ho potuto capire che la famiglia con ogni probabilità non gli porrebbe nessun problema se lui fosse gay e che anzi il padre si deve essere reso conto che la storia con la sua ragazza non è per Sando realmente un amore travolgente e gli ha fatto capire che se la storia dovesse finire non si stupirebbe più di tanto. Probabilmente il padre non sospetta che il figlio possa essere gay ma gli ripete spesso: “in quelle cose devi fare sempre e solo quello che ti senti di fare e devi infischiartene di quello che pensano gli altri!”.
Detto quindi che non ci sono state pressioni familiari di nessun tipo né forme di intrusione dei genitori con tentativi di istituzionalizzare e incanalare il rapporto con la ragazza verso una soluzione matrimoniale, Sando si è sentito sostanzialmente libero di seguire le sue pulsioni, il che è una cosa di grandissimo valore. Al momento non è in grado di valutare, diciamo così, la completezza del suo essere gay perché gli manca l’elemento fondamentale costituto dal vivere un vero rapporto d’amore gay, e la paura, da quello che si capisce, non è che questo rapporto arrivi, ma è invece proprio la paura che questo rapporto possa non arrivare. Ed è proprio per questo che Sando è incerto sul fatto di lasciare la ragazza. Aggiungo una cosa. Sando ha cercato di documentarsi e di capire molto seriemente che cosa significa essere gay ed ha della omosessualità un’idea molto seria e realistica, in sostanza la sente cosa sua, ma ha paura che il salto che lo porterà ad una storia d’amore condiviso possa non compiersi mai, perché l’ambiente sociale in cui vive non lo favorisce di certo. In pratica nel suo essere gay avrebbe l’appoggio della famiglia ma solo in privato e per lui vivere una relazione gay con una visibilità anche assolutamente minima sarebbe molto rischioso. Attualmente è impegnatissimo negli studi ed è proiettato verso l’idea di allontanarsi di molto dalla sua regione e di vivere e lavorare in una grande città anche se per tutto questo ci vorranno degli anni. Io penso che stia seguendo la strada giusta e mi auguro proprio che possa trovare quello che desidera. Forza Sando!!



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: mercoledì 28 marzo 2012, 12:54 

Iscritto il: giovedì 5 maggio 2011, 12:08
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La riflessione del ragazzo è interessante anche per me.

Se da un lato mi fa ricordare il mio passato, nel quale iniziavo a capirmi, dall'altro mi fa ricordare la differenza rispetto a lui: mi capivo, sì, ma con molta ansia, ansia dalla quale mi sono liberato lentamente nel tempo.

La riflessione fa pensare che esiste una natura "data" nell'essere umano, natura di tipo psicologico-affettivo-sessuale che emerge lentamente, davanti alle sollecitazioni ambientali e alle circostanze della vita. La persona cerca di essere pienamente se stessa ma non lo raggiunge subito; è necessario del tempo per scoprire il "disegno" che sta scritto dentro di lei, perché tutti i centri vitali si attivino e si facciano presenti nella coscienza umana.

Questo impone un'evidenza: non è l'idea di se stessi che prevale e precede la propria natura ma è quest'ultima che può dare a noi stessi un'idea piuttosto precisa di ciò che siamo, lentamente nel tempo.

Spesso l'idea di se stessi con la quale si vuole a tutti i costi conformare la propria natura crea drammi, tensioni, sensi di colpa: "Io devo essere in un certo modo e non sono come mi vorrei!". Sono cose che ho conosciuto e certamente non sono stato il solo a seguire questa via contorta che si può riassumere nel detto morale: "Bisogna essere come si pensa altrimenti si finisce per pensare come si è". Idealismo che violenta la natura.

Invece quando si lascia parlare la natura le cose si pongono diversamente. L'importante è che questo ragazzo possa trovare modo di fare espandere positivamente la sua realtà, edificandosi così come persona matura e responsabile in un rapporto vero e gratificante.


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: sabato 23 agosto 2014, 21:15 
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Un lettore di "Storie gay e non solo" ha così commentato il post di apertura di questa discussione (http://gayproject.wordpress.com/2012/03 ... urbazione/):

"Io non ci credo. Tutti i gay sviluppano la loro sessualità per un deficit nelle figure parentali (padri violenti/assenti/alientati) e modelli femminili opprimenti ed iperprotettivi (che sono i veri responsabili dell’effeminatezza: perchè se non assorbi i modelli di tuo padre, nell’incoscienza e bontà di un bambino, lo fai con quel genitore con cui senti maggior legame, cioè tua madre). Questo scompenso si traduce in una profonda lesione narcisista che spinge i gay a chiudersi in se stessi e a “sognare ” l’amante idealizzato, che non è altro che l’amico e l’abbraccio del padre che si è vissuto poco, si scopre con i propri coetanei e si ricerca.
Questo ragazzo è probabilmente uno di quelli che pur avendo il retroterra genetico del bambino pre-omosessuale (emotività, sensibilità, irascibilità, tendenza a pensare troppo, sviluppare pensieri ossessivi, emicranie, insonnia etc etc) ha vissuto un ambiente positivo in cui i propri modelli familiari hanno “retto”, fornendo quindi identificazione nel padre.
Questo ragazzo è bisessuale e bisognerebbe evitare di fargli credere che il suo potrebbe essere uno sviluppo psicosessuale omosessuale, perchè in quelle fantasie pratica una sessualità desiderata inconsciamente, e frustrata nei fatti. I desideri che sottendono la masturbazione nei soggetti omosessuali generalmente sono ascrivibili alla mascolinità desiderata che non si ricerca.
Invito i gestori di questo forum a non assumere una visione ideologizzata del fenomeno. Non tutti quelli che vivono liberamente l’omosessualità sono veramente felici, proprio perchè l’effettività e la sessualità sono influenzate da profondi fattori emotivi."
_________
Riporto qui di seguito la mia risposta:

"Mi fa piacere ricevere un commento dissenziente, devo però fare presente che, per chi è abituato a vivere in mezzo ai gay e in pratica a passare tutto il suo tempo parlando con gay di tutte le età e di tutte le condizioni, alcune affermazioni sanno proprio di legenda metropolitana. Tu dici: “Tutti i gay sviluppano la loro sessualità per un deficit nelle figure parentali” eppure, l’esperienza quotidiana di molti anni mi dimostra che affermazioni come queste risultano del tutto gratuite e infondate. Non lo dico per fare polemica ma perché “oggettivamente” sono affermazioni che non reggono il confronto con la realtà, sembrano ragionamenti psicologicamente fondati, ma la realtà dimostra l’esatto contrario. Lo stesso vale per la ”profonda lesione narcisista” attribuita ai gay, che è un puro pregiudizio.
Non capisco “oggettivamente” su che cosa si basi l’idea un bambino “pre-omosessuale” (?) sia geneticamente predisposto alla emotività, alla sensibilità, all’irascibilità, alla tendenza a pensare troppo, a sviluppare pensieri ossessivi, all’emicrania, all’insonnia etc. etc.. Tutto questo non solo non ha nulla a che vedere con la realtà ma dimostra che chi scrive vede l’omosessualità come uno stato patologico geneticamente determinato. Non c’è bisogno di dire che queste idee sono l’esatto contrario di quanto sostenuto ormai da decenni nelle più alte sedi scientifiche dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.
Francamente non so se il ragazzo che ha scritto il post di apertura sia bisessuale, gay o etero, posso solo dire che ho parlato con lui più volte, sempre nel massimo rispetto reciproco. Lungi da me avere visioni ideologizzate: non parlo a sostegno di una ideologia e non mi sognerei mai di pensare di indottrinare qualcuno per spingerlo alla omosessualità, cosa totalmente priva di senso, perché l’omosessualità non è un fenomeno culturale e l’orientamento sessuale è quello che è, si può solo accettare e non cambiare.
Concordo invece pienamente con l’ultimo periodo del commento. È verissimo che “Non tutti quelli che vivono liberamente l’omosessualità sono veramente felici, proprio perché l’effettività e la sessualità sono influenzate da profondi fattori emotivi.” Esattamente come succede per quelli che vivono liberamente l’eterosessualità. Non penso affatto che il mondo gay sia il paese dei balocchi, in cui non ci sono problemi, i problemi dei gay li vedo tutti i giorni e sono del tutto analoghi ai problemi degli etero. I gay però, purtroppo, scontano anche gli effetti dell’omofobia e dell’ignoranza sulla sessualità che è una cosa comunissima."



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: domenica 24 agosto 2014, 16:48 
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Iscritto il: sabato 21 luglio 2012, 20:23
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Ho subito riconosciuto nel commento sopraccitato una impostazione dialettica tipica. Cercando su Google l'espressione "pre-omosessuale" si ottengono una trentina di risultati fra cui: Alleanza Cattolica, Unione Cristiani Cattolici Razionali (accostamento chiaramente ossimorico), Joseph Nicolosi, Kattoliko, Omosessualità e Vita Cristiana, Narth.org, il libro "Ero Gay. A Medjugorije ho ritrovato me stesso" di Luca di Tolve, Cultura Cattolica, Courage Italia, Cattolici Romani, Gruppo Lot, Omosessualità e Identità (celebri siti italiani sulle terapie riparative, pleonastico aggiungere a sfondo cattolico), Genitori Cattolici, Sicilia Cristiana e altri blog cattolici. Al di fuori del contesto cattolico non si trova nulla...

La stessa espressione compare nel seguente video del 2008, ormai celebre, documentante un corso di guarigione dall'omosessualità in un istituto religioso in provincia di Bergamo: https://www.youtube.com/watch?v=Hom99ZQXA5U



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"La vita giusta è quella ispirata dall'amore e guidata dalla conoscenza"
(B.Russell)
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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: martedì 26 agosto 2014, 18:17 
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Dal lettore che ha postato il commento che ho citato in precedenza sul Blog "Storie gay e non solo" (Francecso) ho ricevuto un altro commento:

"Il fatto che la sessualità omosessuale sia “naturale” non vuol dire che non si produca per ragioni traumatiche, o che sia una malattia. Definire un “pregiudizio” la verità, è mentire sapendo di mentire. Lo dice la stessa organizzazione mondiale della sanità e l’apa. Non c’è alcuno studio, ALCUNO, che trattando dello sviluppo psicosessuale del bambino pre-omosessuale dimostri un indice di sviluppo pari a quello dei bambini pre-eterosessuali. Puoi cercarlo, non lo troverai. Tutti gli studi dimostrano che il bambino pre-omosessuale si sente escluso dai suoi pari, si sente “diverso”, e ha un rapporto distorto con i suoi genitori (nel caso dei maschi può essere conflittuale, o passivo; nelle donne e quasi sempre conflittuale). A produrre l’omosessualità è a) una “indole” genetica, che porta il bambino ad una maggiore sensibilità (e spiega la presenza di disturbi psicologici negli omosessuali fin dall’infanzia, come appunto l’insonnia e le emicranie), questo è anche responsabile dei numerosi disturbi d’ansia che accompagnano gli omosessuali e che nella fase dello sviluppo producono una “repressione” del desiderio per il sesso opposto da cui non ci si sente spesso desiderati; b)un rapporto distorto con i genitori che porta il bambino al rifiuto del proprio genere e può aprire le porte all’effeminatezza (oppure, come nel caso delle mie amicizie lesbiche, odiano tutte il loro padre dominante/assente/violento e le loro madri che definiscono “deboli”, perché incapaci di opporsi ad esso), questo apre le porte all’insicurezza verso il proprio sesso e i propri pari, perchè spesso si traduce in una incapacità di “dialogare” con loro nei giochi “maschili” o “femminili” (che sono puramente convenzionali, ma servono al bambino ad assorbire modelli, se ciò non accade l’invidia si traduce in erotizzazione nella fase ormonale); c) l’esclusione, e la conseguente metabolizzazione di un complesso di inferiorità, nei confronti dei propri pari (che può portare anche all’iper-sessualizzazione dei propri gesti e atteggiamenti, conducendo alla mascolinità nelle donne e all’effeminatezza negli uomini). Il ragazzo di questa lettera desidera una mascolinità frustrata che esorcizza nella pratica masturbatoria. E’ chiaro, basta avere un minimo di onestà intellettuale per ammetterlo.
Non credo che si possa “cambiare” del tutto, ma si può fare chiarezza sulla VERITA’ della proprio convinzione (i gay non vogliono farsi delle domande, perchè sanno bene che farlo li porterebbe alla frustrazione).

A questo aggiungo che non ho mai conosciuto un omosessuale che non fosse polemico o conflittuale, di natura, e non di certo per ragioni legate all’omofobia. Non ci credo e continuo a non crederci. Mi dispiace per questi ragazzi sbandati che approdano su questo forum e pensano di aver trovato la verità. Da adulti ripenseranno al passato e si pentiranno di non aver fatto prima chiarezza su determinante cose.

Inoltre sarebbe bene fare presente che l’omosessuale può essere prevenuta attraverso una corretta diagnostica sul bambino (la cui fase pre-omosessuale è evidente, per esempio, quando piange spesso in classe con altri bimbi o non riesce a integrarsi in mezzo a loro).

Concludo dicendo che la maggior parte dei gay che conosco MENTE su tutti questi fatti in pubblico, per poi parlarne in privato, ammettendo-

Ma poi guarda, questa cosa è talmente EVIDENTE e giuro che non lo dico con rancore nei confronti delle persone omosessuali, che persino nella tua guida, c’è una sezione dedicata a “Figlio gay e padre assente”. Questo è un esempio limite (perchè non c’è bisogno di un divorzio: per il bambino è più devastante un uomo che non sa fare il padre in casa, con una madre che credendo di proteggerlo, lo coccola eccessivamente) che dimostra come la genesi dell’omosessualità sia traumatica, seppur non patologica (perchè non c’è una parte del corpo da curare). Questo rapporto distorto lo si rivede specialmente nelle famiglie che cacciano i figli di casa: quale genitore amorevole lo farebbe? Quale madre non si opporrebbe ad un padre che caccia un figlio fuori di casa? E’ CHIARO che proprio quel genitori omofobo e bigotto sia il responsabili dello sviluppo psicosessuale del figlio… lo ammettiamo?

Il tuo lavoro è sicuramente audace e puntuale, ma dimostra l’esatto contrario di quello che sostiene “la scienza”.

Se vuoi provare a convincermi del contrario ben venga. Disposto pure a darti il mio contatto, davvero, provaci, aggiungimi e parliamone. Se ce la fai (e io sono onesto) lo ammetterò pubblicamente, magari mi facessi cambiare idea! Sarei più a posto con me stesso. Ma ormai ho capito che questa cosa si oggettiva per una ferita e non è di certo colpa dei gay, ma dei loro genitori incapaci, di un corpo sociale tremendo, e della propaganda commerciale, che crea modelli ambigui (come quelli macisti, ambigui etc etc)."
________

Quella che segue è la mia risposta:

"Ciao Francesco,
innanzitutto non rifiuto affatto il dialogo con te, ci mancherebbe altro! Non hai i toni aggressivi che ho trovato alcune volte in chi voleva discutete in modo ideologico di questi argomenti, quindi ben venga il dialogo che non fa mai male. Io stesso ho cambiato molte volte atteggiamento, e anche radicalmente, per effetto della conoscenza diretta dei fatti e dei problemi che prima valutavo in modo molto teorico e ideologico. Mi occupo di omosessuali da diversi anni, beh, la prima cosa che ho capito, allargando i miei orizzonti, è stata che il mio modo di vivere l’omosessualità non era il paradigma di nulla, ma era solo il mio modo di vivere l’omosessualità e che tentare di generalizzare è sempre rischiosissimo perché la realtà è enormemente più complessa di qualunque teoria. In pratica il vivere in mezzo ai gay mi ha fatto capire che sono un mondo che racchiude al suo interno storie, modi di pensare e di agire spesso diversissimi e non riducibili a nessun denominatore comune, da qui, piano piano, la rinuncia ad ideologizzare e ad astrarre e il tentativo di mantenere sempre ben saldi i piedi per terra, eliminando la pretesa di “aver capito”. Ho smesso da anni di chiedermi che cosa sia l’omosessualità e in particolare da che cosa derivi, lascio questi problemi a chi vuol fare teoria e preferisco dedicarmi alle persone, ai singoli.
Nei tuoi messaggi ricorre una impostazione ideologica di derivazione cattolica, legata a Nicolosi e a Cantelmi. La categoria del pre-omosessuale e l’associazione della omosessualità con la sofferenza, fisica e psichica, provengono da un ambiente connotato in modo molto chiaro. In altri tempi ho polemizzato con chi sosteneva le terapie riparative ma, francamente, penso che ci sia di meglio da fare. Uno dei grandi problemi della omosessualità è la sua collocazione storica in una dimensione psichiatrica, alcuni decenni fa la Organizzazione Mondiale della Sanità ha eliminato l’omosessualità dall’elenco dei disturbi mentali ma l’idea, o meglio sarebbe dire il pregiudizio, è difficile da sradicare. D’altra parte l’omosessualità è stata associata a qualunque cosa, dall’eresia alla possessione diabolica e non stupisce che i preconcetti siano duri a morire. Tra l’altro molti preconcetti sulla omosessualità hanno tutto l’aspetto di cose perfettamente razionali e logiche. Sembra quasi ovvio che l’omosessualità debba derivare dall’assenza della figura paterna e dalla prevalenza di quella materna, in qualche caso forse è anche così, ma chi vive tra i gay sa benissimo che ci sono moltissimi gay cui una tale lettura delle cose non si adatta affatto. Che ci siano predisposizioni genetiche è un fatto, che poi l’espressione delle potenzialità genetiche sia condizionata da fattori epigenetici sia prenatali che perinatali è un altro fatto, ma da qui a pensare che l’orientamento sia sostanzialmente determinato dai comportamenti dei genitori c’è un abisso.
Hai mai vissuto in mezzo a gruppi di ragazzi gay? Beh, ti posso assicurare che non sono affatto tutti depressi, con l’insonnia e col mal di testa, sono ragazzi sanissimi, fisicamente e mentalmente, e ce ne sono moltissimi che arrivano a livelli molto altri di istruzione e di cultura. Oggi ci sono molte coppie gay e se le vedessi nella loro quotidianità ti accorgeresti che leggere certe cose in modo pregiudiziale come se fossero una diminuzione dell’individuo è assolutamente fuori della realtà. Da quello che vedo non sono i comportamenti dei genitori a determinare l’omosessualità del figlio, ma è l’omosessualità del figlio a scatenare reazioni incongrue da parte dei genitori. Questo è quello che vedo, naturalmente ci possono essere autorevoli dottrine che dicono il contrario, ma se qualcuno mi dicesse che gli asini volano, francamente non gli darei retta prima di averne visto volare qualcuno. Non voglio ironizzare, ma nelle cose che dici il pregiudizio cattolico verso i gay si percepisce molto forte."



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: lunedì 22 dicembre 2014, 20:58 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
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Al di là di considerazioni come: "È inutile mettersi un'erichetta" et similia, è evidente che questo ragazzo sia omosessuale. Non si può essere "gay solo nella masturbazione". La masturbazione indica chiaramente l'orientamento sessuale, che poi una persona possa avere un comportamento sessuale diverso rispetto a quello della masturbazione indica una non accettazione del proprio essere.
Il fatto che non si innamori dei ragazzi è un classico, in genere questo tipo di ragazzi "reggono" in questo modo la loro presunta eterosessualità. A tratti direi che è così per quasi tutti i gay durante l'adolescenza.
Vorrei far notare che è interessante accorgersi del fatto che non esistono casi di persone "etero solo nella masturbazione" o di ragazzi che provano attrazione sessuale per le donne e al tempo stesso si innamorano dei ragazzi.


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
MessaggioInviato: giovedì 8 gennaio 2015, 3:46 

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Non dimenticate che le categorie (Gay/Etero/Bisex ecc) sono state inventate per rappresentare la realtà, non per essere la realtà stessa.
Cercando di classificare la realtà a tutti i costi ci ritroveremo al ridurre la possibilità di conoscerla.
Fatta questa premessa vorrei fare una mia considerazione.

Già alla sesta riga ho capito dove sarebbe andato a sbattere il discorso, proprio nel punto in cui dice:
Cita:
"Io non prendo l’iniziativa, aspetto che lo faccia lei, così mi sento a mio agio, ormai succede da anni."

Sinceramente, ignorando il titolo del topic se mi fossi trovato uno scritto del genere in un contesto diverso, cioè in un forum non gay, avrei subito detto che lui non è etero, sempre se vogliamo usare le cosiddette etichette.

Ha anche aggiunto che è stata lei ad innamorarsi di lui e che tutto è venuto da se, in più cosa importante, il fatto che quando lui e lei erano distanti, a lui mancava di lei la compagnia e non il desiderio fisico.
È davvero difficile per me il pensare che quando si ama una persona a 360°, non ci sia il desiderio fisico, e l'atto sessuale non si limita solo all'eiaculazione, cioè al piacere personale momentaneo, ma è il desiderio di toccare quella persona, di abbracciarla, di stringerla, di farle provare piacere, io verso di te provo un grande desiderio, tu provochi piacere a me e io a te.

Anch'io quando facevo sport, e avevo non solo talento e potenziale, ma ero anche arrivato ad un passo dai livelli medio/alti, quindi sono finito anche sotto le docce con un sacco di ragazzi diversi, soprattutto durante le selezioni, non provavo nulla sotto le docce nel vedere gli altri miei compagni di squadra nudi.
Principalmente proprio perché mettevo in primo piano i miei obbiettivi sportivi, e quindi non mi facevo distrarre da nulla.
Nel momento in cui mi sono infortunato ma ho continuato ad allenarmi è li che ho iniziato a prendermi una cotta per un compagno di squadra, per poi ovviamente provare il desiderio sessuale.

Il fatto che tu ti metta con un ragazzo, quindi una relazione, vuol dire che precedentemente hai accettato di intraprendere una relazione con un ragazzo, il che vuol dire che hai accettato la tua omosessualità (o una parte della tua sessualità se non vogliamo usare etichette, e considerando che potrebbe essere bisex), che probabilmente hai detto ai tuoi genitori e amici che sei omosessuale, perché di certo non puoi presentarti davanti la porta di casa cosi all'improvviso con un ragazzo e dire "Mamma, papà lui è il mio ragazzo", c'è modo e modo di dichiararsi, in questo modo i tuoi genitori rimarrebbero cosi -> :shock: , hanno bisogno di elaborare la cosa.
Ma, da ciò che è stato scritto dubito che tutto questo sia successo, soprattutto considerando il fatto che è stato scritto ben due volte, a inizio e fine scritto, che ti è stato difficile scrivere a "Project" e che ti ha creato grande imbarazzo.
Se ti crea grande imbarazzo il solo scrivere in anonimo uno scritto di ciò che ti sta accadendo dubito che avrai mai delle risposte.
Poniti domande che non siano "Sono gay?" o "Sono bisex" o "Solo gay sui porno?", ma domande del tipo "Come affronto la cosa?"


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