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 Oggetto del messaggio: EDUCAZIONE SESSUALE GAY
MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2012, 17:21 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Questo post è dedicato alla educazione sessuale con particolare riguardo alla educazione sessuale dei ragazzi gay. Parto da una osservazione concreta. Nel parlare quotidianamente di sessualità con ragazzi gay di tutte le età, riscontro sistematicamente i danni provocati da una educazione sessuale distorta o meglio sarebbe dire dalla totale assenza di una educazione sessuale che possa essere degna di questo nome. Ancora oggi, nel 21° secolo ormai inoltrato, i ragazzi hanno ancora delle sessualità un concetto legato a tabù di vario tipo, la sessualità è vista non come una realtà ordinaria, vissuta quotidianamente da tutti, ma come una specie di territorio nello stesso tempo affascinante e proibito al confine tra il gioco e l’affettività, un territorio che attira e nello stesso tempo intimorisce, che promette cose meravigliose ma che può provocare fortissime delusioni. Questa visione della sessualità come realtà che deve restare nascosta perché porta in sé una nota forte di trasgressione, dato che tutto quello che ha a che vedere col piacere sessuale appare intrinsecamente trasgressivo, è ancora profondamente radicata specialmente tra i ragazzi più giovani e tende piano piano ad affievolirsi con l’andare degli anni. È molto più facile parlare seriemente e senza tabù di sessualità con un ragazzo tra i 35 e i 40 anni che con un ragazzo intorno ai 20 anni che è ancora profondamente condizionato da modelli comportamentali e di interpretazione di origine esterna. Ci sono ancora oggi parecchi ragazzi ventenni che non hanno un’idea realistica di come gli altri vivano la sessualità e che, quindi, tendono a considerarsi unici e a vedere la propria sessualità come anomala o affetta da qualcosa di patologico quando di anomalo o di patologico non c’è assolutamente nulla. Aggiungo che ci sono ragazzi 20enni letteralmente terrorizzati dall’idea che qualcosa della loro sessualità possa trapelare ai loro genitori. In certi ambienti, ancora oggi, i ragazzi gay subiscono delle vere forme di violenta repressione che li induce purtroppo a fare scelte che nel tempo si dimostreranno devastanti per la loro vita affettiva e per il loro equilibrio personale. Mi capita di parlare con ragazzi di oltre 20 anni che non hanno mai avuto prima nessuna possibilità di parlare seriemente della loro sessualità. Parlare con questi ragazzi permette di capire la profondità del loro disagio e la necessità che hanno di essere rassicurati e di poter guardare il futuro con una speranza concreta. Per uscire da certi ambienti e guadagnarsi una vera autonomia ci vuole uno sforzo enorme e questi ragazzi sono spesso del tutto abbandonati a se stessi e scoraggiati in ogni loro tentativo di emanciparsi e di costruirsi una prospettiva migliore. Molto spesso le famiglie o sono assolutamente incapaci di rendersi conto delle difficoltà dei figli o sono portare a considerare prioritario che si segua il modo di vivere tradizionale per mantenere una onorabilità almeno di facciata davanti alla gente. In certi ambienti, ancora oggi, un ragazzo 20enne non può permettersi di non avere una ragazza se non vuole essere sostanzialmente emarginato. Lo stato di sofferenza provocato da queste situazioni è veramente pesante. Qui non solo non c’è una educazione sessuale alla libertà e alla responsabilità ma c’è una vera forma di violenza educativa che non propone ma impone, con forme pesantissime di ricatto mascherato, modelli coercitivi di comportamento. A questo atteggiamento impositivo si contrappone quello di completo disinteresse che è invece caratteristico di ambienti che si ritengono più aperti e liberi. Va sottolineato che, per i ragazzi, parlare seriemente di sessualità e chiarire i propri dubbi in questa materia è fondamentale e l’assenza di qualsiasi forma di confronto finisce per indurli a cercare il confronto lontano dalla dimensione del quotidiano, negli ambienti che, per l’etichetta gay che portano, appaiono i più adatti al confronto in tema di sessualità. Parlo in primo luogo della pornografia, che presenta modelli apparentemente gratificanti e semplici ma dotati di una forza di persuasione ben al di là di quella delle parole. Negli anni passati la pornografia in internet si presentava con criteri di forte aggressività e in forme molto stereotipate, l’accesso ai siti era in genere a pagamento e la presenza di dialer per addebitare all’utente spese telefoniche molto alte era un deterrente che aiutava a tenere la grande maggioranza dei ragazzi fuori da quegli ambienti. Oggi le cose sono cambiate, i siti porno gratuiti sono molti (si finanziano esclusivamente con la pubblicità a tema) e recentemente si stanno diffondendo i blog creati da singoli utenti per raccogliere foto dal web e per ri-pubblicarle, è il fenomeno del re-blogging, che ha un particolare significato quando si parla di siti erotici (qui non si parla esplicitamente di pornografia ma di contenuti attinenti la sessualità anche in modo più largo, come foto di nudo o candid con qualche interesse sessuale). Il re-blogging ha portato alla creazione di siti che ormai della vecchia pornografia pesante presente su internet anni fa hanno decisamente ben poco, sono gestiti con buon gusto, alcune volte non hanno finalità commerciali e non c’è da meravigliarsi che abbiano un pubblico in progressivo aumento. Anche questi blog a tema erotico però presentano inevitabilmente modelli di comportamento. La pornografia e oggi anche il re-blogging di contenuti erotici costituiscono per parecchi ragazzi gay il modello sessuale di riferimento, in qualche modo la vera educazione sessuale. Va tenuto presente che l’approccio dei ragazzi con la pornografia è molto precoce e che in genere il primo contatto avviene tra i 13 e i 14 anni, quindi in un’età estremamente recettiva rispetto ai contenuti attinenti alla sessualità. L’uso della pornografia è strettamente connesso con la masturbazione ed è, al massimo, argomento di discussione con i coetanei, ma questo accade soprattutto per i ragazzi etero, per i quali parlare di queste cose con i loro amici è comunque possibile e non rischioso, per i ragazzi gay è invece facile rendesi conto dai discorsi degli altri ragazzi che la sessualità di quei ragazzi è un’altra ed è facile dedurne l’errata conclusione che nella propria sessualità c’è qualcosa di sbagliato. I ragazzi etero arrivano a parlare tra loro della loro sessualità, della pornografia e della masturbazione e questo consente loro di rendersi conto del loro essere come gli altri. Per un ragazzo etero i messaggi provenienti dalla pornografia sono filtrati attraverso i discorsi con gli amici ed hanno una valenza meno importante che per i ragazzi gay che su quegli argomenti non hanno una possibilità di confronto interpersonale. Aggiungo che i primi rapporti sessuali dei ragazzi etero sono in genere notevolmente più anticipati dei primi rapporti dei ragazzi gay e si presentano come una specie di patente da adulto, per i ragazzi gay invece, la masturbazione sulla base della pornografia sostituisce la sessualità vissuta con persone reali per periodi molto lunghi e finisce per consolidare i modelli offerti dalla pornografia. C’è poi un altro elemento che gioca nettamente a sfavore dei ragazzi gay. Un ragazzo etero può ammettere anche in famiglia di avere una simpatia per una ragazza e può vederla anche a casa sua, alla presenza dei genitori, che in genere vedono la cosa con occhio benevolo purché non si vada troppo oltre almeno in modo visibile. I genitori sanno bene, anche se fingono di non saperlo, che i figli e le figlie hanno una loro vita sessuale anche se giovanissimi, ma danno tutto questo per ovvio e scontato, in sostanza non se ne meraviglierebbero affatto. Per un ragazzo gay invece la sessualità è fin dall’origine qualcosa da nascondere, da tenere in una dimensione privatissima di assoluta invisibilità, relegata ai momenti in cui nessuno può intervenire. Per un ragazzo gay, le opportunità di parlare seriamente di sessualità gay sono molto ristrette almeno fino ai 18 anni, poi, anche attraverso internet si arriva, talvolta pericolosamente, a situazioni in cui è possibile parlare anche di sessualità gay, ma spesso i contesti sono i meno appropriati e sono quelli legati alle chat erotiche e ai siti di incontri in cui i discorsi sono finalizzati agli incontri e le possibilità vere di confronto serio sono decisamente ridotte. L’educazione sessuale dei ragazzi gay presenta una enorme complicazione che consiste nel fatto che, purtroppo, non esiste di fatto una società matura capace di integrare l’omosessualità, in questo senso una educazione a comportamenti liberi, che sarebbe in assoluto la più desiderabile, finirebbe per essere dannosa per lo steso ragazzo e lo metterebbe seriamente a rischio in ambienti in cui l’omofobia è ancora profondamente radicata. I discorsi sulla sessualità servono certamente a creare un confronto ma anche e soprattutto a fare diminuire l’ansia, ed evitare l’idea che la sessualità, e quella gay in particolare, sia una specie di successione di tappe obbligate. Parlare serve a sdrammatizzare, a togliersi dalla mente l’idea di “avere un problema” di essere “un po’ anomalo”, di dover per forza trovare una spiegazione a tutto, di dover interpretare qualsiasi pensiero che ci passi per la mente per scoprirne i risvolti più riposti. Parlare di sessualità serve a ridimensionare e a riportare le cose in prospettive meno emotivamente condizionate, a capire che la sessualità è una cosa complessa e che ciascuno ha i suoi tempi, i suoi ritmi e suoi condizionamenti che vanno accettati per quello che sono.



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 Oggetto del messaggio: Re: EDUCAZIONE SESSUALE GAY
MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2012, 17:53 
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Iscritto il: sabato 26 giugno 2010, 23:05
Messaggi: 682
Un quadro tanto desolante quanto realistico. Io per esempio vengo da un tipico contesto di << completo disinteresse che è invece caratteristico di ambienti che si ritengono più aperti e liberi >> dove l'argomento è un "finto non-tabu". La sessualità e, curiosamente, ANCHE l'affettività sono tematiche di cui, con spirito liberale, si riconosce la natura prettamente ed esclusivamente privata, cosicchè le si lascia sullo sfondo, come aspetti della vita che sono così personali e così scontati che devono svilupparsi da soli e in automatico, senza che sia profferita parola in proposito.

Tutto ciò forse muove da buone intenzioni, ma di fatto ingenera un tabu di riflesso;
"non se ne parla perchè tutto non potrebbe che andare nel modo automaticamente corretto";
"non se ne parla perchè è ovvio e scontato che si sappia tutto";
"non se ne parla perchè se se ne parlasse significherebbe che c'è qualcosa che non va".

Un meccanismo micidiale di (involontario) feed-back reciproco di mistificazione crescente dell'argomento sessualità-affettività.

Paradossalmente mi è andata anche bene, perchè il pressocchè totale silenzio dei miei sull'argomento (a parte qualche raro cenno generalissimo e astratto oppure qualche battutina volgare malriuscita) ha fatto sì che non si intromettessero mai attivamente in questa sfera; tutto ciò da un lato mi ha lasciato macerare in dubbi che poi mi son dovuto risolvere completamente da solo, e quindi ci ho messo un bel po' di tempo prima di poter vedere le cose in maniera chiara e lineare; dall'altro lato posso dire che, almeno, non ho ricevuto pressioni dirette finalizzate a farmi sviluppare una sessualità-affettività artificialmente eterosessuale, anche se poi durante l'adolescenza le pressioni indirette, cioè quelle ambientali-sociali, erano riuscite comunque a portarmi verso quella soluzione.



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 Oggetto del messaggio: Re: EDUCAZIONE SESSUALE GAY
MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2012, 23:21 

Iscritto il: sabato 18 settembre 2010, 10:27
Messaggi: 38
Ho appena finito di leggere con interesse questo post e quello pubblicato su “Orientamento Gay”, GAY E CAPACITÀ DI SCELTA, e penso che per alcuni versi siano strettamente collegati, in un rapporto di causa – effetto, che proverò a spiegare.
Non solo manca spesso l’educazione sessuale di cui parla Project (che rende di per sé travagliata l’accettazione per un gay), ma esistono vere e proprie pressioni dirette della società che portano la persona a non avere neanche la possibilità concreta di raggiungere una piena ed autentica consapevolezza della propria identità, e spingono a prendere una direzione che si ritiene quella più appropriata solo perché risponde a ciò che chi li circonda si aspetta, perché viene percepito come la cosa giusta da fare.
Penso che la difficoltà di scelta per un gay abbia radici profonde, e la prima e importante causa sia data proprio dal contesto e dall’educazione (o non educazione) come qui descritta.
Se la mancanza di educazione si traduce in una mancata intromissione nella propria sfera affettiva e sessuale, si può quantomeno trovare un equilibrio nel condurre la propria vita più o meno serenamente senza renderne conto agli altri.
Ma in contesti orientati solo ed esclusivamente all’eterosessualità, dove sussiste una continua e totale ingerenza dei genitori, parenti, conoscenti, la faccenda si complica terribilmente.
Così come dice Project, un esempio calzante è dato da quei contesti dove il fidanzamento oltre una certa età è quasi un obbligo. Se questo non arriva, ci si trova costantemente a dover fornire ripetute spiegazioni a domande del tipo “Quando ti fidanzi”, “Tutti i tuoi amici si sono fidanzati, tu che aspetti”, “Quando ti sistemi”, e si è soggetti a pressioni non indifferenti. Non parliamo poi di quei parenti, che prima ti chiedono se ti sei finalmente fidanzato e poi come stai, o gli amici che cercano di accasarti ad ogni costo. A volte le famiglie sono onnipresenti, oserei dire soffocanti, e lo spazio per la libertà individuale viene fortemente limitato.
Quando si cresce in un ambiente del genere, accompagnato da una completa assenza di qualunque forma di dialogo e confronto (come quello che avviene fortunatamente qui), e non si fa altro che orientare la propria vita a quello che gli altri si aspettano, beh, per forza di cose diventa molto più difficile maturare un'autonoma capacità di scelta che sia ponderata e decontestualizzata...


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 Oggetto del messaggio: Re: EDUCAZIONE SESSUALE GAY
MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2012, 12:15 

Iscritto il: martedì 20 luglio 2010, 22:05
Messaggi: 123
Telemaco ha scritto:
Un quadro tanto desolante quanto realistico. Io per esempio vengo da un tipico contesto di << completo disinteresse che è invece caratteristico di ambienti che si ritengono più aperti e liberi >> dove l'argomento è un "finto non-tabu". La sessualità e, curiosamente, ANCHE l'affettività sono tematiche di cui, con spirito liberale, si riconosce la natura prettamente ed esclusivamente privata, cosicchè le si lascia sullo sfondo, come aspetti della vita che sono così personali e così scontati che devono svilupparsi da soli e in automatico, senza che sia profferita parola in proposito.
Quoto ogni singola parola. Nel mio caso tutto è stato sempre coperto da una specie di velo di implicito silenzio, forse per eccessivo pudore, forse per imbarazzo. E grazie a questo io ci ho messo ANNI a capire cosa significasse voler bene a una persona, prima ancora di farmi un'idea sulla sessualità. Non capisco il motivo per dover dribblare in blocco tutto l'argomento "sfera affettiva + sfera sessuale"; penso veramente che nell'ambito familiare moltissime cose siano state date per scontate. Tabù pregressi? Pudore appunto, o imbarazzo? La mia delusione è stata grande quando ho scoperto che in altri contesti familiari di queste cose si parlava e si parla liberamente, quasi fra pari, spontaneamente e con semplicità. Mi ha fatto sentire privato di una possibilità, ingiustamente a disagio, e ho talmente assimilato questa situazione da considerare tuttora il dialogo familiare come la più irreale e innaturale delle cose.



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 Oggetto del messaggio: Re: EDUCAZIONE SESSUALE GAY
MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2012, 13:30 

Iscritto il: venerdì 7 agosto 2009, 19:08
Messaggi: 167
Progect, :)
molto interessante questo post dedicato all'educazione sessuale, concordo con cio che scrivi. Sicuramente l'impatto, la scoperta ,l'approccio con l sesso da parte degli adoloescenti va educata sin da giovane compito da parte dei genitori. Purtroppo la maggior parte, di sesso non ne parlano, tutto cio porta al giovane ad una conoscenza del sesso all'esterno della famiglia verso mondi sessuali come la pornografia, posti avvolte dannosi :(
La pronografia sicuramente fa vedere in maniera sbagliata il vero significato del sesso.

Telemaco scrive:
"Tutto ciò forse muove da buone intenzioni, ma di fatto ingenera un tabu di riflesso;
"non se ne parla perchè tutto non potrebbe che andare nel modo automaticamente corretto";
"non se ne parla perchè è ovvio e scontato che si sappia tutto";
"non se ne parla perchè se se ne parlasse significherebbe che c'è qualcosa che non va".
interesante considerazioni tutto cio, nel mio caso in famiglia argomenti sesso zero forse tabu, vergogna, paura o forse mi rispondo che anche loro cioe i miei nonni di sesso non ne hanno mai parlato??!!!

Ribadisco l' importanza di parlarne in famiglia sopratutto da giovani anche perche da adulto sicuramente sara sempre piu difficile.
Nella mia esperienza l'approccio verso il sesso da adolescente mi è stata al quanto difficile, oggi da adulto mi rendo conto che dopo un percorso, la mancanza di un educazione porta a problematiche (risolvibile senz'altro) ma che porta a sofferenza che senz'altro potevano essere evitate :(

:) Aquilotto scrive:
La mia delusione è stata grande quando ho scoperto che in altri contesti familiari di queste cose si parlava e si parla liberamente, quasi fra pari, spontaneamente e con semplicità. Mi ha fatto sentire privato di una possibilità, ingiustamente a disagio, e ho talmente assimilato questa situazione da considerare tuttora il dialogo familiare come la più irreale e innaturale delle cose

L'educazione sessuale in famiglia dovrebbe unire le varie famiglie e non dividerle realtà che oggi non e cosi ogni giorno si sente parlare di problematiche esistenziale gay (suicidi, solitudine ed altro)
non vogio uscire fuori dal tema del post ma un educazione sessuale figli genitori va fatta credo che da parte di un adolescente se lo aspetti dai genitori quelo che non trova in famiglia lo va a cercare fuori è avvolte purtroppo puo essere dannoso.


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