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 Oggetto del messaggio: Re: Demisessualità
MessaggioInviato: domenica 4 giugno 2017, 17:27 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Se si va in Internet alla ricerca di definizioni dell’orientamento sessuale ci si imbatte in una miriade di nomi e di concetti: asessualità, demisessualità, intersessualità, ecc. ecc..
Preciso che nella classificazione dei disordini mentali e comportamentali contenuta nella decima formulazione del documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la classificazione della malattie (ICD-10), l’omosessualità non è più in alcun modo considerata una malattia e si riconosce l’esistenza di forme distoniche di tutti gli orientamenti sessuali. Si tratta di un risultato che è stato raggiunto dopo un lavoro di validazione scientifica durato decenni, accettato non senza perplessità da parte di alcuni.
Per il 2017 è attesa la pubblicazione dell’ICD-11. L’OMS ha costituito un Gruppo di lavoro per la classificazione dei disordini sessuali e la salute sessuale, per formulare proposte e raccomandazioni relative alla definizione dell’IDC- 11 in quelle materie. Il testo (che potete leggere in traduzione italiana nella Biblioteca di Progetto Gay) delle Proposte del Gruppo di lavoro mira alla totale eliminazione dall’ICD-11 delle categorie relative all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Si tratta di un passo fondamentale, perché tende a non considerare più malattie i fenomeni di stress derivanti dall’omofobia diffusa (per quanto riguarda gli omosessuali) o da usi socialmente imposti, come i matrimoni combinati (per quanto riguarda gli eterosessuali).
Una delle difficoltà incontrate dall’OMS è legata alla proliferazione di categorie e sottocategorie per definire l’orientamento sessuale, categorie sulla cui esistenza, sulla cui opportunità e sulla cui definizione gli studiosi non sono affatto concordi. Personalmente non credo che la proliferazione di categorie le cui definizioni non sono neppure comunemente accettate, favorisca la chiarezza nella identificazione di comportamenti, orientamenti ed eventuali patologie, è per questo che non ho adottato le categorie di “asessuale” o di “demisessuale” nel manuale “Essere Gay”.
Ogni classificazione parte dall’osservazione e deve trovare nei dati oggettivi dei criteri distintivi chiari e univoci che la sostengano. Soprattutto dovrebbero essere chiari i criteri d distinzione tra le categorie e francamente nel caso della cosiddetta “demisessualità” ho l’impressione che le definizioni siano così vaghe da fondare l’esistenza di questa categoria sulla base di un presupposto comportamento comune e quindi statisticamente “normale” per cui l’attrazione sessuale precede o è del tutto indipendente dalla dimensione affettiva. Francamente questo presupposto mi sembra così debole e così smentito nella realtà, da non poter essere considerato assolutamente sufficiente a definire la nuova categoria della “demisessualità”. Naturalmente questo è l’espressione del mio punto di vista, che però non è una variabile individuale aleatoria ma si fonda su un’osservazione di lunga data dell’affettività e della sessualità omosessuale e non solo.
Tanto premesso, ho l’impressione che l’introduzione della categoria del “demisessuale” non faccia che creare complicazioni dando ad alcune persone l’idea di essere “non normali” ma appunto “demisessuali” perché per provare attrazione sessuale hanno bisogno di una dimensione affettiva seria. Ma, sia ben chiaro, nel provare attrazione sessuale solo sulla base di un rapporto affettivo non c’è niente di “anormale” o addirittura di patologico, direi che, in una società meno legata a pregiudizi sulla sessualità, una cosa del genere non dovrebbe suscitare nessuna meraviglia. Mi fermo qui, per quanto riguarda la teoria e vengo alla pratica.
Se la “demisessualità” è quella che tu descrivi, beh, francamente penso sia una bellissima forma di sessualità, perché è una vera sessualità affettiva! E dovremmo dire che questo è patologico e da correggere? Francamente mi sembra assurdo! So bene che molti non condivideranno la mia posizione, ma è la mia posizione.



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