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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: SESSO IMBARAZZATO ALLA BASE DI UN AMORE GAY
MessaggioInviato: giovedì 5 giugno 2014, 1:55 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Ciao Project,
mi sono finalmente deciso a scriverti. Ho letto moltissimo il forum e per me è stato una rivelazione, in pratica ho trovato trattate in modo serio tante questioni sulle quali sono stato ad arrovellarmi il cervello per anni. Ho letto il tuo manuale sulla omosessualità, qualcosa da dire ce l’avrei, ma direi che quello che scrivi mi sembra molto molto vero e sostanzialmente coerente col mio modo di vedere l’omosessualità. Certo, il sesso mi pace, i ragazzi mi piacciono, ma penso che alla base di tutto ci sia proprio un desiderio di dare e di ricevere affetto. Ho quasi 30 anni, ho avuto alcune storie (storie, non avventure), poi sono finite, ma la parola finite non rende l’idea. Col mio ultimo ragazzo siamo arrivati tante volte ai ferri corti, ci siamo anche aggrediti e insultati, ci siamo detti mille volte che abbiamo modi diversissimi di vedere le cose però io credo che tra noi ci sia comunque qualcosa di forte: tra noi non c’è un rispetto formale, ti ho già detto che gli scontri sono stati frequenti, ma non c’è mai stata veramente né da parte mia né da parte sua la voglia di lasciarsi e di girare pagina. Se c’è una cosa che mi affascina in lui è il non darmi mai ragione per accondiscendenza, cioè mi piace che lui abbia un suo cervello, diversissimo dal mio, e che non rinunci mai al suo modo di vedere le cose. È onesto e dice quello che pensa. Posso dire che quando lo sento al telefono, perché non sparisce mai completamente, mi sento felice anche se il dialogo è in genere ispido e difficile. Lui ha una dignità e ce l’ha veramente, mi accusa di essere mollaccione, troppo disposto al compromesso, di non avere spina dorsale, mi ripete che lui non è il mio ragazzo, che è troppo libero per essere il ragazzo di qualcuno, e che un po’ di sesso non significa essere coppia, però non sparisce, e un po’ di sesso ogni tanto c’è, con la dovuta prudenza, ovviamente, e questo fatto per me è importantissimo. Le nostre telefonate sono imbarazzate soprattutto quando mi propone di fare un po’ di sesso, lui vorrebbe che glielo proponessi io ma io penso sempre che non sia il caso o che non sia il momento. È uno strano rapporto il nostro, ma dura da diversi anni, lui ha avuto altri ragazzi (penso solo due) che poi ha perso di vista del tutto e invece il nostro rapporto non è mai venuto meno del tutto. Sai qual è il mio problema, Project? Mi piacerebbe vivere con lui, ma mi sento molto condizionato, direi troppo condizionato. A casa mia nessuno sa che sono gay, ho molte amiche con le quali sono in ottimi rapporti e questo mi dà una specie di apparenza etero. Lui non è proprio dichiarato pubblicamente, ma i suoi lo sanno, anche i fratelli, e lo sanno in pratica tutti i suoi amici e questa è una cosa che mi condiziona parecchio, perché non mi piace mettermi in piazza e farmi vedere con lui sarebbe in pratica fare coming out. Non immagini quante discussioni ci siano state tra noi sul fatto che io dovessi uscire allo scoperto. È arrivato perfino a ricattarmi, dicendomi che se non lo avessi fatto lui se ne sarebbe andato definitivamente. Ma io non mi sono dichiarato pubblicamente e lui non se n’è andato. Mi dice sempre: “Non ti illudere! Non sono innamorato di te! È solo sesso!” Per me non è solo sesso e credo che non sia solo sesso nemmeno per lui. Project, è normale che in una situazione del genere uno possa sentirsi felice? Eppure è proprio quello che mi succede. Quando mi chiama perché ci tiene a fare un po’ di sesso, l’imbarazzo è grande, non siamo più ragazzini, ma l’imbarazzo è grande lo stesso. Poi quando lo facciamo si sente che non è una stupidaggine, la cosa più bella è vedere che non ci sono più inibizioni e che alla fine si condivide tutto, cioè sei libero con un altro ragazzo proprio come sei libero con te stesso. Gli voglio bene e non so trovare un perché preciso, forse perché è stato l’unico ragazzo che con me è stato totalmente spontaneo, cioè è stato l’unico ragazzo che mi ha voluto veramente, senza se e senza però e poi lui per me è “il ragazzo” per eccellenza. Se penso ai miei desideri, al tipo di ragazzo che ho sempre sognato, beh, quel ragazzo è lui. Io magari avrei sognato un amore romantico, ma lui non ama le smancerie e se mi lascio andare a discorsi troppo romantici mi blocca e mi dice: “No! Ancora con questi discorsi! … Ma non è un romanzo smielato!” C’è un’altra cosa di lui che apprezzo moltissimo e cioè il fatto che quando le cose gli vanno male e soprattutto quando ha degli scontri con i suoi, cosa che succede anche se con loro è dichiarato e per motivi che non hanno nulla a che vedere col sesso, mi chiama al telefono e si ferma a parlare come se apprezzasse il fatto che io lo stimo veramente, perché è onesto e poi con me non ha mai giocato, mai meschinità, mai falsità, aggressività sì e quando c’è è anche terribile, ma non è l’aggressività di chi ti vuole distruggere, lui cerca piuttosto di farmi capire il suo punto di vista e di mettere in evidenza i miei atteggiamenti ipocriti, che indubbiamente ci sono. Forse veramente lui non è il mio ragazzo ma io so che c’è e non mi sento nemmeno geloso. Ho pensato tante volte che se sparisse veramente dal mio orizzonte, mi sentirei terribilmente solo.
Se vuoi, metti pure questa mail nel forum.
Matteo85



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 Oggetto del messaggio: Re: SESSO IMBARAZZATO ALLA BASE DI UN AMORE GAY
MessaggioInviato: venerdì 6 giugno 2014, 7:45 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Il mio commento non c'entra molto col titolo, ma più che altro vuole sottolineare come i rapporti affettivi ci cambiano, costringendoci a confrontarci con l'altro, con il suo modo di essere , e a fare delle scelte.
Quello che l'autore della mail chiama "ricatto" è in fondo il tentativo di colmare una distanza fra due modi di essere , distanza che può essere deleteria per il rapporto.
Trovare il compromesso ciò che sono io e ciò che l'altro vorrebbe da me non è mai facile.
Alla base di questo rapporto vedo comunque un grande affetto, che sopravvive al di là delle considerazioni più razionali che si possono fare circa il senso di continuare un'esperienza complicata.


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