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 Oggetto del messaggio: Età del consenso in Italia: spunti e riflessioni
MessaggioInviato: giovedì 6 novembre 2014, 17:17 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
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Come recita Wikipedia, quando si parla di "età del consenso" ci si riferisce proprio all'età per i rapporti sessuali consensuali.
In Italia, l'età del consenso è fissata a 14 anni, mentre sale a 16 nel caso in cui l'autore dei fatti sia l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero conviva con il minore, o che il minore gli sia stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia (per fare un esempio in riferimento agli ultimi esempi, potrebbe essere un professore o un allenatore sportivo).
Inoltre, recentemente è stato aggiunto un nuovo reato, ovvero quello di "adescamento virtuale", che consiste nel tentativo, da parte di una persona malintenzionata o di un pedofilo, di avvicinare un bambino o un adolescente per scopi sessuali, conquistandone la fiducia attraverso l’utilizzo della rete Internet, in particolare tramite chat, blog, forum e social networks. (Preso dal sito del Telefono Azzurro).
Tuttavia, l'adescamento virtuale ha valore solamente se il minore ha meno di 16 anni.
Si tratta quindi di un'età del consenso a dir poco bassissima.
Ciò significa che lo Stato tutela il minore solamente fino al compimento dei 14 anni: se un uomo di 40 anni avesse un rapporto sessuale con un/a ragazzino/a di 14, non potrebbe essere legalmente perseguibile.
Ci sono solamente delle eccezioni per quanto riguarda i tutori o l'adescamento attraverso l'uso di internet, ma tutela solamente fino ai 16 anni: ciò significa che se un/a ragazzino/a di 16 anni avesse rapporti sessuali con un professore o con un uomo che fa uso di internet per mettersi in contatto con minori, queste persone non sarebbero legalmente perseguibili.
È ovvio che ciò appare davvero assurdo. Ci sono posti dove vigono leggi sicuramente più giuste, come ad esempio la California (il più popoloso stato degli USA), in cui se un minore di 18 anni ha rapporti sessuali con una persona che ha 3 anni in più di lui, tale persona è legalmente perseguibile, e c'è l'aggravante nel caso in cui si tratti di una persona a cui il minore è stato assegnato per essere "custodito".
Inoltre, le leggi appaiono decisamente più severe lì che qui: ultimamente ho avuto modo di vedere un programma televisivo in cui si raccontava la storia di una ragazzina di 16 anni americana che aveva una relazione col suo professore. Quest'ultimo è stato denunciato e ha ricevuto una condanna di 30 anni di carcere.
Se questo fatto fosse avvenuto in Italia, questo professore, addirittura, non sarebbe stato legalmente perseguibile (al massimo sarebbe stato espulso dalla scuola in cui lavorava, ma per la legge, per quanto possa essere assurdo, non avrebbe commesso nessun crimine).
Inoltre, per quanto riguarda le condanne, lo Stato continua a mostrare la sua debolezza.
Infatti, recentemente è accaduto che Paolo Bovi (tra i fondatori della band dei "Modà") sia stato condannato solamente a 5 anni e mezzo di reclusione per aver molestato quattro ragazzini dai 14 ai 16 anni a cui lui faceva da educatore in una parrocchia.
Per quanto riguarda l'adescamento virtuale, esso è punito solamente da 1 a 3 anni di reclusione.

È ovvio che ciò appare assurdo agli occhi di tutti, e sappiamo bene quanti uomini pericolosi si aggirino non solo per le strade in città, ma sopratutto su internet.
Lo Stato non tutela minimamente il minore, che anzi si trova completamente indifeso davanti a queste situazioni.
Si tratta purtroppo di una situazione che colpisce soprattutto i ragazzi gay (minorenni), che spesso possono trovarsi a consumare rapporti sessuali con uomini molto più grandi di loro poiché non riescono a capire cosa significhi veramente "essere gay".
Si tratta di ragazzini confusi, che spesso non riescono a trovare riscontri della loro affettività e della loro sessualità nella vita reale e questa confusione spesso può portarli ad avere relazioni sessuali con veri e propri pedofili.

Questi uomini, riuscendo a capire benissimo il senso di smarrimento che provano questi ragazzini gay, sfruttano la situazione facendo soprattutto uso del web, ovvero di social network oppure in veri e propri siti dedicati a persone che cercano rapporti sessuali (ovvero chat erotiche o siti di incontri, dove vi posso assicurare che è pieno zeppo di minorenni che, come detto prima, non hanno idea di cosa significhi realmente "essere gay", non ne hanno la minima concezione, e quindi si affidano a queste piattaforme).
Molti sanno benissimo che, mettendosi in contatto con un ragazzino di 16 o 17 anni e compiendo con lui dei rapporti sessuali, non rischiano assolutamente NIENTE.
E da qui viene una domanda: ma come, se io sono un minorenne, lo Stato non dovrebbe tutelarmi?! Non dovrebbe impedire che accadano questo genere di cose?!

Detto questo, aspetto i vostri spunti e le vostre riflessioni riguardo l'argomento.


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 Oggetto del messaggio: Re: Età del consenso in Italia: spunti e riflessioni
MessaggioInviato: sabato 8 novembre 2014, 14:25 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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La disciplina penalistica della violenza sessuale e degli atti sessuali con minori è molto complessa. In realtà mentre sotto i 14 anni, qualunque eventuale consenso espresso dal minore è ritenuto non valido e si procede per violenza sessuale come se non ci fosse stato alcun consenso, per il minore sopra i 14 anni il consenso è legalmente valido e i rapporti sessuali, se il consenso c'è, non costituiscono reato. Ma il nodo della questione è tutto qui, perché il consenso che conta non è quello eventualmente espresso al momento del fatto, difficilissimo da dimostrare, ma quello confermato dal minore davanti al giudice. Un genitore nel denunciare un adulto che ha avuto rapporti con un minore sopra i 14 anni deve essere certo che il minore dichiarerà al giudice di non essere stato consenziente e di essere stato indotto al rapporto sessuale con minacce, elemento che però è a sua volta molto difficile da provare. La disciplina è estremamente fluida perché la prova del consenso prima del fatto non può essere acquisita in modo certo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Età del consenso in Italia: spunti e riflessioni
MessaggioInviato: lunedì 17 novembre 2014, 20:41 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
Messaggi: 218
Sisi, ma comunque io mi riferivo soprattutto a quei ragazzini gay che vengono adescati su internet.
Nelle chat e nei siti d'incontri è pieno di uomini che cercano ragazzi gay con cui avere rapporti sessuali, e il reato di "adescamento virtuale" regge finché il minore compie i 16 anni. Questo significa che purtroppo su internet è pieno di uomini che cercano ragazzini gay sui 16-17 anni che spesso, non riuscendo ad esprimere la loro sessualità e avendo gli ormoni a mille, vanno a finire tra le "grinfie" di questi individui poco raccomandabili...


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 Oggetto del messaggio: Re: Età del consenso in Italia: spunti e riflessioni
MessaggioInviato: lunedì 17 novembre 2014, 21:27 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5111
Hai ragione! Quello che dici ha un riscontro reale, ma per evitare certe cose bisognerebbe che i ragazzi avessero modo di vivere la loro vita alla luce del sole, senza ricorrere a internet, ma credo che prima di vedere una società in cui un ragazzo gay potrà tenere il suo ragazzo per mano a scuola passeranno moltissimi anni.
Questo è quello che accade nella realtà.

http://www.corriere.it/cronache/14_nove ... cb18.shtml

Se il mondo ufficiale rende impossibile ai ragazzi gay vivere la loro vita normalmente, è purtroppo inevitabile che si vada incontro agli abusi si internet.

Reprimere la sessualità gay significa renderla invisibile ed esporre i ragazzi ai rischi del non visibile. Bisognerebbe cambiare le teste di tanti benpensanti e non sarà una cosa facile.



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