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 Oggetto del messaggio: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: venerdì 7 novembre 2014, 13:19 
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GAY E SESSO ANALE

Se si prendono in considerazione gli epiteti con i quali gli omosessuali erano e sono tuttora comunemente apostrofati, ci si rende conto che la rappresentazione più comune e diffusa del mondo omossessuale è dominata dall’idea che l’omosessualità sia una sessualità votata alla promiscuità e al sesso anale e dominata dai ruoli attivo-passivo, una specie di surrogato dei ruoli maschile-femminile, che sia cioè, in pratica, una copia grottesca della sessualità etero, in cui un uomo assume un ruolo passivo, ritenuto tipicamente femminile, in un rapporto penetrativo anale.
Una simile concezione dell’omosessualità, palesemente deformante, deriva dall’antica idea della omosessualità intesa come vizio dell’unica sessualità possibile, quella etero, o come patologia e non come variante normale della sessualità umana, come definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. Questa visione deformante della omosessualità costituisce purtroppo ancora oggi un serio ostacolo al riconoscimento della propria omosessualità da parte dei ragazzi più giovani.

È impressionante vedere quanti studi pseudo-scientifici, ancora oggi, specialmente negli Stati Uniti, associno l’omosessualità alla diffusione delle malattie sessualmente trasmesse, dell’AIDS in particolare, e si soffermino ad analizzare le condizioni più degradate in cui l’omosessualità può manifestarsi, accreditando più o meno direttamente l’associazione tra omosessualità e degrado sociale, droga, violenza e malattia mentale. Ma al di là degli studi viziati in radice da presupposti ideologici, esiste anche una sociologia seria.

Nel 2007 uscì, per le edizioni Il Mulino, un libro di Marzio Barbagli e Asher Colombo, intitolato “Omosessuali moderni - Gay e lesbiche in Italia”. Il libro offre una fotografia della realtà omosessuale in Italia e, sulla base di rilevazioni condotte con metodo scientifico, arriva a sfatare vecchi miti e nuove legende metropolitane che dipingono il mondo omosessuale con le tinte vivaci della promiscuità e del sesso libero, dominato dai ruoli attivo-passivo.

Nel Novembre del 2011, è stato pubblicato nel Journal of Sexual Medicine uno studio condotto congiuntamente da ricercatori dell’Indiana University e della George Mason University, intitolato “Comportamenti sessuali e caratteristiche situazionali del più recente rapporto sessuale di coppia tra uomini identificati come omosessuali o bisessuali negli Stati Uniti” [“Sexual behaviors and situational characteristics of most recent male-partnered sexual event among gay and bisexually identified men in the United States” di Rosenberger JG, Reece M, Schick V, Herbenick D, Novak DS, Van Der Pol B, and Fortenberry JD- Journal of Sexual Medicine (J Sex Med) 2011;8:3040–3050.]

Lo studio è stato eseguito attraverso test compilati via Internet da un campione rappresentativo della popolazione omosessuale-bisessuale di 24.787 uomini identificati come gay o bisessuali, ovviamente si tratta solo di gay o bisessuali pubblicamente dichiarati, tra i 18 e gli 87 anni. Il campione rispetta la distribuzione della popolazione generale per classi di età e per composizione etnica. L’età media è di 39,2 anni. Il 79,9% del campione è costituito da omosessuali e il 20,1% da bisessuali. Il campione è composto da bianchi per l’84,6%, latino-americani per 6,4%, e afro-americani per 3,6%.
È stato chiesto agli interessati di indicare quali comportamenti sessuali abbiano messo in pratica nell’ultimo rapporto sessuale.

Il comportamento sessuale più comune è risultato il bacio sulla bocca (74,5%), seguito dal sesso orale (72,7%) e dalla masturbazione reciproca (68,4%). Il rapporto anale c’è stato solo nel 37.2% dei casi ed è risultato più comune nella classe di età 18-24 (42,7%). Bisogna tenere ben presente che questi dati riguardano solo gay o bisessuali pubblicamente dichiarati.
Lo studio, in accordo con altri recenti studi che hanno esaminato i comportamenti sessuali tra uomini eterosessuali e donne, dimostra che gli uomini gay e bisessuali hanno un repertorio di comportamenti sessuali molto diverso dagli eterosessuali.

Joshua G. Rosenberger, professore del Dipartimento di Salute globale e della comunità nel Collegio di salute e servizi sociali della George Mason University, ha dichiarato che, “Tra i comportamenti sessuali che gli uomini hanno riferito essere intervenuti nel loro ultimo rapporto sessuale, quelli che coinvolgevano l’ano erano i meno comuni,” e ha concluso che “Esiste certamente un’idea sbagliata che identifica il sesso gay col sesso anale, cosa che è semplicemente falsa nella maggior parte dei casi.” [http://newsinfo.iu.edu/news-archive/19977.html]

Queste conclusioni, che si riferiscono agli Stati Uniti, sono sostanzialmente confermate per il nostro paese da uno studio: “La sessualità degli italiani” di Marzio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli pubblicato nel 2010, editore Il Mulino. Questo studio, in tema di rapporti anali così si esprime: “È probabile che, nella popolazione omosessuale maschile, l’uso di questa pratica sia diminuito nel corso del Novecento (Shorter [2005, 129-131]). È certo comunque che da tempo, in Italia, questa è la tecnica erotica meno diffusa in tale popolazione (Barbagli e Colombo [2007-2, 118-119]). Altrettanto certo è che oggi, nel nostro paese, vi siano poche differenze tra omo e eterosessuali. Il 49% dei primi ha avuto almeno un rapporto anale con un uomo contro il 44% dei secondi che ne ha fatto esperienza con una donna.”
Va sottolineato che non si dice che il 49% degli omosessuali pratica il sesso anale, ma che il 49% ha avuto almeno un rapporto anale con un uomo nel corso della vita, il che è sostanzialmente diverso.

Lo studio relativo agli USA al quale ho fatto riferimento puntualizza anche altri elementi che permettono di superare falsi miti a proposito della promiscuità dei rapporti sessuali degli omosessuali e dei bisessuali e della loro presunta carenza di dimensione affettiva.

“Abbiamo trovato particolarmente interessante il fatto che la stragrande maggioranza degli uomini hanno riferito di aver avuto rapporti sessuali con qualcuno con cui si sentivano «in corrispondenza» in termini di amore, il che significa che la maggior parte delle persone che erano coinvolte in un rapporto d’amore avevano fatto sesso con la persona che amavano, anche se c'erano uomini che avevano avuto rapporti sessuali in assenza di amore”, ha detto Debby Herbenick (co-direttore del Centro per la Promozione della Salute Sessuale della Scuola di Salute Pubblica dell’Università dell’Indiana-Bloomington, e co-autrice del saggio sui comportamenti sessuali degli omosessuali e dei bisessuali), e ha aggiunto: “Pochissime persone hanno avuto rapporti sessuali con qualcuno che amavano se quella persona non li amava sua volta.” Questo “aspetto di «relazione d’amore » - ha detto - non è stato ben esplorato in precedenti ricerche, indipendentemente dall'orientamento sessuale.” [http://info.publichealth.indiana.edu/releases/iu/2014/01/gay-sex-love.shtml]
Lo studio sui comportamenti sessuali di gay e bisex pubblicamente dischiarati, proprio perché riferito a persone pubblicamente dichiarate, cioè alla punta emergente dell’iceberg gay, ha purtroppo una intrinseca limitazione perché i suoi risultati non possono essere automaticamente estrapolati alla grande maggioranza della popolazione gay e bisessuale che non si dichiara pubblicamente.

Dall’esperienza di Progetto Gay, come ho già detto più volte, da quello che posso rilevare attraverso colloqui diretti con omosessuali di tutte le età, quasi sempre non pubblicamente dichiarati, sono portato a valutare che il 20% circa delle coppie omosessuali, comprese ovviamente le coppie composte da omosessuali non dichiarati, pratichi abitualmente il sesso anale, nella maggior parte dei casi a ruoli scambievoli, si tratta quasi sempre di coppie stabili e monogamiche, che quindi hanno meno paura delle malattie sessualmente trasmesse. Un altro 20% circa pratica il sesso anale perché uno dei partner lo richiede e l’altro non si sottrae, anche se per lui la prestazione è indifferente o addirittura lievemente sgradevole. Il 60% circa delle coppie omosessuali (comprendendo ovviamente le coppie di omosessuali non dichiarati) non pratica il sesso anale.

Ho potuto rilevare che anche tra gay e bisessuali c’è una notevole differenza nel repertorio dei comportamenti sessuali. I bisex hanno un repertorio assai più vicino a quello etero, perché, indipendentemente dal loro grado di propensione eterosessuale, praticano di fatto molto più il sesso etero di quello gay. Un gay esperto riesce a capire se il suo partener è gay o è bisessuale proprio sulla base del suo repertorio di comportamenti sessuali, anche se il partner bisessuale, in genere, nei rapporti occasionali con un gay, non si qualifica come bisessuale ma come gay.

I dati emergenti da Progetto Gay, estesi anche ai gay non pubblicamente dichiarati, non sono molto lontani dai dati rilevati dal citato studio sui comportamenti sessuali dei gay e dei bisex negli USA e da quello di Barbagli e altri relativo all’Italia. Dallo studio di ambito americano emerge che il 62.8% del gruppo di gay-bisex dichiarati non pratica sesso anale, mentre il 37.2% lo pratica. Dalle rilevazioni di Progetto Gay le percentuali risultavano rispettivamente intorno al 60% e al 40%, con la precisazione però che nel 40% delle coppie omosessuali che praticano il sesso anale, circa la metà vede il gradimento sostanziale solo da parte di uno dei due partner. In conclusione, al di fuori della coppia, per esempio nella masturbazione individuale, le fantasie relative alla penetrazione anale riguardano circa il 30% dei gay, per l’altro 70% la penetrazione non è oggetto di fantasie masturbatorie.

Come è ovvio i valori rilevati nei sondaggi e quelli stimati attraverso Progetto Gay non individuano regole senza eccezioni ma tendono solo a fornire un’immagine non distorta dei fenomeni nella loro globalità, fermo restando che la variabilità locale può essere notevole.

ETERO E SESSO ANALE

La ricerca sui comportamenti sessuali dei gay e dei bisessuali dichiarati, pur con le sue limitazioni, è in qualche modo una ricerca facile, perché è assai improbabile che un gay dichiarato abbia reticenze ad ammettere di avere praticato il sesso anale. Una ricerca dello stesso genere, con domande dirette, rivolta a gruppi di persone meno disinibite, come i gay non dichiarati o gli eterosessuali estratti a campione dalla popolazione generale, incontrerebbe significativi livelli di reticenza. Siccome il sesso anale è un classico tabù storico, i dati rilevati in questo ambito in campo etero sono certamente sottostimati. Le donne partecipanti ad un sondaggio sulla sessualità ammettono più facilmente di avere abortito piuttosto che di aver praticato sesso anale [Smith, Adler, & Tschann, 1999]. Voeller (1991) ha osservato che, nell’ambito di rilevazioni a colloquio diretto, gli aspetti relativi al sesso anale non emergevano mai al primo colloquio ma solo nei successivi, quando l’intervistato riusciva a mettere da parte le reticenze.

In ambito eterosessuale si rileva che l’incidenza del sesso anale, decisamente limitata nei sondaggi più datati, tende ad aumentare con il trascorrere degli anni, un po’ il contrario di quello che avviene tra la popolazione omosessuale. Uno studio di Mosher, Chandra, e Jones, del 2005, effettuato sulla base di sondaggi condotti su larga scala, ha rilevato che il 38,2% degli uomini tra i 20 e i 39 anni e il 32,6% delle donne di età dai 18 ai 44 anni ha sperimentato rapporti anali eterosessuali nel corso della vita. Va notato che dal 2005 (Mosher, Chandra, e Jones, del 2005) al 2011 (Rosenberg e altri, 211) le percentuali per gli uomini sono sensibilmente aumentate.

Un’analisi dello stato della ricerca sui rapporti anali in campo eterosessuale si può trovare in “Heterosexual Anal Sexuality and Anal Sex Behaviors: A Review” di Kimberly R. Mc Bride e J. Dennis Fortenberry dell’Università dell’Indiana. (http://www.rectalmicrobicides.org/docs/ ... nberry.pdf)

Gli uomini che hanno avuto storie con partner dello stesso sesso riferiscono più facilmente di rapporti anali (Foxman, Aral, & Holmes, 1998a,1998b). Ma si badi bene, qui stiamo parlando di rapporti anali in campo etero praticati da uomini che hanno avuto anche relazioni o rapporti omosessuali, detto in altri termini questo significa che gli uomini che si ritengono eterosessuali ma hanno avuto anche partner maschili sono significativamente più propensi al sesso anale, più propensi della media degli etero, ma siccome la propensione dei gay verso il sesso anale è sovrapponibile a quella degli etero, più propensi anche della media dei gay. Questi “etero” che hanno anche esperienze gay costituiscono la categoria dei cosiddetti bi-curiosi. Fin qui la categoria del bi-curioso è stata introdotta in rapporto a concrete esperienze gay di uomini etero, ma la grande maggioranza dei bi-curiosi non arriva a concretizzare contatti sessuali con uomini e si accontenta dell’uso di una pornografia che rappresenti nudo maschile, masturbazione maschile o rapporti sessuali tra uomini.

PORNOGRAFIA COSIDDETTA GAY

Quando si parla di pornografia bisogna distinguere tra pornografia etero, o meglio sarebbe dire a contenuto etero, che mette in scena rapporti tra un uomo e una donna, pornografia gay, o meglio a contenuto gay, che mette in scena rapporti tra uomini, nudo maschile e masturbazione maschile, e pornografia lesbo o meglio a contenuto lesbico, che mette in scena rapporti tra donne, nudo femminile e masturbazione femminile. Questa distinzione, che riguarda i contenuti, è abbastanza netta, in linea di principio, anche se esistono certamente situazioni che non è possibile ricomprendere in modo esclusivo in nessuna delle tre categorie.

A questa distinzione se ne sovrappone un’altra operata sulla base dei fruitori della pornografia, e in genere si usa l’espressione pornografia etero per indicare una pornografia fruita da uomini e donne etero, si usa l’espressione pornografia gay, per indicare una pornografia fruita da uomini omosessuali e l’espressione pornografia lesbo per indicare una pornografia fruita da donne omosessuali.

La classificazione per contenuto e quella sulla base dei fruitori usano la stessa terminologia sintetica (porno etero, porno gay, porno lesbo) e questo spinge a convinzioni errate, cioè spinge a ritenere che la pornografia a contenuto etero sia fruita solo dagli uomini e dalle donne etero, che la pornografia a contenuto gay sia fruita solo da uomini omosessuali e che la pornografia a contenuto lesbo sia fruita solo da donne omosessuali.

Feriamoci ora a considerare la sola pornografia a contenuto gay. Da Yahoo Answer emergono diversi fatti interessanti. Innanzitutto molte donne dichiarano di accedere normalmente a siti a contenuto gay, più che a siti etero perché la pornografia a contenuto etero, fruita essenzialmente da uomini eterosessuali, si concentra soprattutto sulle donne trascurando l’elemento maschile, e anche perché nella pornografia a contenuto gay non ci sono donne di mezzo. Quindi una certa quota del traffico sui siti a contenuto gay è rappresentata da donne eterosessuali, per le quali il sesso penetrativo è la regola.

In Yahoo Anwers, specialmente nella parte di lingua inglese, si trovano migliaia di domande poste da ragazzi etero che vedono porno gay e che chiedono se questo sia normale. La questione è posta in tutte le maniere possibili ma è sostanzialmente sempre la stessa. Moltissimi sono anche i messaggi di ragazze etero, fortemente preoccupate per avere scoperto nel computer del loro ragazzo materiale gay.

Da questi messaggi si capisce intanto che gli uomini che si ritengono etero ma usano pornografia gay non sono bisessuali nel senso specifico, perché a livello affettivo non si innamorano di ragazzi ma solo di ragazze; sono questi i cosiddetti bi-curiosi. Ovviamente i bi-curiosi possono fermarsi al livello della pornografia a contenuto gay ma possono anche avere rapporti omosessuali più o meno frequenti ma senza veri coinvolgimenti affettivi, altrimenti sarebbero bisessuali.

Prendiamo ora in considerazione alcuni aspetti della pornografia a contenuto gay e confrontiamoli con analoghi aspetti della pornografia a contenuto etero.
Cercando su Google “straight site” si osserva che i risultati correlati sono 506.000.000; cercando “gay site” 420.000.000; il rapporto gay/etero è circa 0,83.
Cercando “straight porn” si osserva che i risultati correlati sono 55.100.000; cercando “gay porn” i risultati correlati sono 43.900.000, il rapporto gay/etero è circa 0,8.
Cercando “straight porn video” i correlati sono 45.400.000; cercando “gay porn video” sono 59.600.000, il rapporto gay/etero è circa 1,31.
Questi dati indicano che la frequenza della pornografia a contenuto gay in rete è più o meno equivalente a quella della pornografia a contenuto etero. È oggettivamente impossibile accedere ai dati di prima mano sull’uso della pornografia in possesso dei gestori di siti pornografici e, in questo campo si può procedere solo a stime approssimative, ma è opinione comune che il giro d’affari della pornografia a contenuto gay sia pari se non superiore a quello della pornografia a contenuto etero.

E qui si manifesta una prima apparente incongruenza. Se gli omosessuali maschi sono circa l’4% della popolazione generale e gli eterosessuali maschi sono circa il 46%, cioè se c’è un gay in media ogni 11,2 etero, e la pornografia a contento etero è più o meno quantitativamente equivalente a quella a contenuto gay, ipotizzando che la pornografia a contenuto gay sia fruita solo da gay e quella a contenuto etero sia fruita solo da etero in grande maggioranza maschi (circa il 72%) si arriverebbe alla conclusione paradossale che un gay fa uso di pornografia 11,2 volte più di un etero, il che è assai poco credibile. Se invece si ipotizzasse una propensione al consumo di porno identica per gay ed etero, ci si chiederebbe chi sono i consumatori della pornografia a contenuto gay non consumata dai gay. E qui la risposta viene spontanea: sono i bi-curiosi e sono davvero molti.

Il fatto che i bi-curiosi siano i principali consumatori di porno a contenuto gay è confermato dal fatto che i siti a contenuto gay, quando rappresentano un rapporto sessuale lo fanno terminare quasi sempre con una penetrazione anale, che, come si è visto, non è un interesse dominante nel mondo gay mentre lo è tra i bi-curiosi. Molti gay si chiedono perché i siti porno a contenuto gay danno tanto spazio ai rapporti anali, e la risposta sta nel fatto che i principali fruitori di pornografia a contento gay non sono i gay ma i bi-curiosi e in secondo luogo le donne eterosessuali. In questo senso, per un gay giovane, l’immagine della sessualità gay offerta dalla pornografia a contenuto gay è fuorviante perché si tratta di una pornografia creata essenzialmente per le esigenze di un pubblico non propriamente gay ma bi-curioso.

Un po’ di pornografia non fa male a nessuno ma, se la pornografia rappresenta una ipotetica sessualità gay molto diversa dalla realtà, diventa profondamente diseducativa. La rappresentazione della vera sessualità gay sarebbe assai meno spettacolare e quindi meno adatta al mercato della pornografia ma permetterebbe a tanti giovani omosessuali di identificarsi in quella rappresentazione piuttosto che essere spinti ad imitarla considerandola un’immagine della realtà.



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: venerdì 7 novembre 2014, 18:00 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
Messaggi: 218
Molto interessante questo post!
Ero uno di quelli parecchio spaventati, che credeva che la pornografia cosiddetta "gay" (quando di "gay" ha solo il nome) fosse una rappresentazione della realtà gay, su cui però non riuscivo in alcun modo a rispecchiarmici e di conseguenza, per circa 2/3 anni, sono stato parecchio confuso, fino ad ora.
È interessante notare quanto materiale pornografico gay (che ripeto, di "gay" ha solo il nome, ma di qui in poi non lo ripeterò ancora altrimenti sarei ripetitivo, ma ormai il concetto è chiaro) circoli nel web, praticamente agli stessi livelli della pornografia etero se non addirittura a livelli di molto maggiori.
Per quanto mi riguarda, se un uomo arriva a vedere questo tipo di pornografia, sicuramente non è etero perché sta attuando una masturbazione in chiave omosessuale (per quanto magari sia concentrato sul solo aspetto della penetrazione che è un atto eterosessuale). L'unica cosa che fa tenere questi uomini "saldi" all'eterosessualità è il fatto che abbiano una maggiore attrazione fisica per le donne e solo con esse riescano ad avere una vita affettiva, segno di quanto la pressione della società riesca addirittura ad intaccare la sfera affettiva-sessuale di una persona.
Detto questo, da quello che hai detto è chiaro che la penetrazione tra maschi sia qualcosa di assolutamente minoritario nella realtà gay.
Per quanto mi riguarda, tra l'altro si tratta di una pratica anche molto artificiosa e che ha ben poco di "spontaneo" o che faccia parte di una "sessualità naturale": il solo fatto che per attuare un rapporto anale bisogni ricorrere a oli o lubrificanti è tutto dire.
Non voglio condannare chi lo pratica (assolutamente!), ma è innegabile che si tratta di un comportamento sessuale che è stato appreso e non spontaneo. Magari può sembrare assurdo, ma prima che venissi a conoscenza della cosiddetta pornografia gay quando avevo 13 anni, non mi passava per l'anticamera del cervello che tra due maschi ci potesse essere una penetrazione.
È triste da dire, ma purtroppo la pornografia è l'unico mezzo con il quale i ragazzi possono riuscire a capire come funziona il sesso.
Se ci sta una buona percentuale di gay che fanno abitualmente sesso anale o che lo hanno provato anche solo una volta, di sicuro è perché si tratta di un messaggio veicolato dalla pornografia.
Ripeto, non si tratta di condannare nessuno e soprattutto non voglio dare una valenza negativa al rapporto anale (ripeto, ci mancherebbe!), ma bisogna ammettere, e lo dico per la seconda volta, che è un comportamento sessuale appreso e non spontaneo.
Ho avuto modo di parlare una volta con uomo gay sui 30/40 anni che alla domanda: "Come fanno l'amore due ragazzi gay?", la sua risposta è stata: "Devi sapere che in un rapporto anale c'è l'attivo e il passivo (ecc)".
Roba che trovo assurda. L'avrei potuta concepire da un ragazzino di 15 anni la cui testa è bombardata dai messaggi veicolati dalla pornografia, ma detto da un uomo di quest'età, per poco non mi cadevano le braccia.
Ci sta una cospicua percentuale di gay che il rapporto sessuale tra gay lo concepiscono come una brutta copia di quello etero: come detto prima, si tratta di quelli che più sono stati influenzati dalla pornografia, e ripeto per l'ennesima volta che questa pornografia di "gay" ha ben poco (se non niente).
Addirittura quest'uomo insinuava che le lesbiche utilizzassero vibratori, non sto scherzando.
Tant'è vero che ormai la gente tende a vedere i rapporti omosessuali (intesi sia per le donne che per gli uomini) come una "ramificazione" dei rapporti etero, e quindi:
Uomo + donna = penetrazione (vaginale)
Uomo + uomo = penetrazione (anale)
Donna + donna = ?
Ed ecco qui che casca l'asino: certi si chiedono come facciano le lesbiche ad avere un rapporto sessuale dato che il sesso omosessuale ormai viene paragonato ad un'imitazione di quello etero.
Certi sprovveduti, solitamente quelli più influenzati dalla pornografia, insinuano che le lesbiche utilizzino "oggetti" di vario tipo, come se avessero bisogno di un surrogato del pene.
Che dire... più passa il tempo e più, per quanto possa sembrare assurda la mia considerazione, sono del parere che dovrebbero vietare la pornografia ai minori e rendere a loro accessibile solamente un sito con pornografia adatta ai minori, ma so benissimo che ciò può sembrare un assurdo e qualcosa di impensabile.
Però bisognerebbe anche cominciare a dare un'idea di quello che significhi davvero fare l'amore, e non limitarsi al semplice sesso, tra l'altro anche poco "realistico".


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: venerdì 7 novembre 2014, 23:53 

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Apprezzo assai questo articolo che nasce da studi seri in materia.
Purtroppo l'idea che il gay sia il cosiddetto "culattone" (che lo riceve) è prevalente ed è evidentemente frutto di una comoda ignoranza.
Abbastanza recentemente mi sono trovato a controbattere - in un blog cattolico - ad un tizio che ragionava in questi termini adducendo che il rapporto anale lo praticano anche gli etero.
Inutile dire che mentre il commento stupido del tizio è rimasto, il mio non è stato neppure pubblicato perché, a detta della moderatrice, avrei fatto "un rattoppo peggiore del buco". Che stronza!
Una certa mentalità cattolica mi irrita non poco perché è evidentemente settaria e dimostra che, da Galileo, non hanno ancora imparato a far spazio alla realtà al posto dei luoghi comuni e di una comoda ideologia tutta "ad usum delphini".


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: sabato 8 novembre 2014, 1:53 
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Mi capitò una volta di discutere con un prete di sessualità gay, cercavo di fargli capire che non si tratta di un vizio esecrabile ma di una pulsione affettiva e sessuale assolutamente naturale, che nella grande maggioranza dei casi è di alto profilo morale (ho visto ragazzi gay compiere gesti di generosità assolutamente incredibili) ma il prete la vedeva SOLO in termini di vizio a finalità egoistica, di strumentalizzazione e di avvilimento dell’altro. Aveva studiato sul manuale di morale che si tratta di un vizio: tentazione, depravazione, deviazione, patologia, ecc. ecc., e non ammetteva proprio di poter avere, forse, anche torto. Proprio chiusura totale. Ma quello che mi faceva rabbia era che mi diceva: “Tu non li conosci, quelli!” Non tutti i preti sono così, quelli seri, quando possono, cioè non in pubblico, usano anche il cervello.



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: sabato 8 novembre 2014, 3:03 

Iscritto il: giovedì 5 maggio 2011, 12:08
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Purtroppo una parte di clero è così, quelli sottomessi ad una visione "oggettivistica" della morale che prescinde da qualsiasi confronto con il reale.
Ma il sapere umano cade sotto le scienze e l'osservazione empirica, non unicamente sotto una visione teologica che, in parte, eredita una visione antropologica del passato. Per questo qui la lezione di Galileo è ben lungi dall'essere capita.
E come questo tipo di clero, anche certi laici legati a tal carro zoppicano nel medesimo piede.

Poi ci sono pure alcuni chierici gay che, non si sa per qual motivo, si pongono lontano dalla realtà, forse per dare un'immagine di loro distante da quanto sono. Come loro c'è anche qualche laico che zoppica nel medesimo piede come un personaggio che, da un lato qualche anno fa scrisse un pesantissimo manuale a favore dei gay con pseudonimo e, dall'altro, fa il super moralista iper cattolico. Animo pazzamente sdoppiato!
E, guarda caso, anche questo ultimo faceva esclamazioni contro i gay simili a quelle del prete che hai conosciuto tu: "Quello è uno di quelli!!!!!!!".

Chi vede la realtà rimane, come dici tu, in silenzio, in privato, lasciando starnazzare questo altro strano genere di animali.

Allora uno come me, che dice le cose per quello che si mostrano, finisce per "fare un rattoppo peggiore del buco", come detto da quella povera iper cattolica.
Costoro a parole dicono di essere contro le ideologie e poi sono succubi di una ideologia peggiore che si costruiscono con le loro stesse mani...
Da questo triste cerchio molto mondo cattolico pare non uscire, purtroppo.


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: sabato 8 novembre 2014, 13:45 
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C’è un’idea tipica del mondo cattolico che non capirò mai e cioè l’idea che il piacere sessuale di per sé abbia una connotazione negativa. La sessualità non procreativa è condannata perché è finalizzata al piacere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha intitolato il capitolo 8 del suo “Sexual Health for the Millennium” “Arrivare al riconoscimento del piacere sessuale come componente del benessere”[Si può leggere il tutto in https://gayproject.wordpress.com/2013/0 ... one-laica/]. Si tratta di una visione laica, scientificamente fondata su studi sociologici e psicologici condotti in tutte le parti del mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità identifica il piacere sessuale come una delle basi del benessere individuale e questo prescindendo da qualunque finalità procreativa: la masturbazione e il sesso di coppia non procreativo sono visti come elementi importanti della salute e del benessere individuale. Si tratta di una visione diametralmente opposta a quella della Chiesa cattolica. La Chiesa manifesta, almeno formalmente, una tendenza sessuofobica alla repressione della sessualità, ma la repressione della sessualità produce violenti sensi di frustrazione e fomenta istinti di ribellione, che portano le persone che si sono sentite represse a riappropriarsi della propria sessualità, che però è ormai avvelenata da conflitti di varia natura derivanti dall’abitudine ad identificare la morale con l’obbedienza e con l’annullamento di sé e la libertà di coscienza con una specie di orgoglio intellettuale luciferino. Purtroppo la parola libertà è stata radicalmente fraintesa ed è diventata sinonimo di vizio.



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: domenica 9 novembre 2014, 23:05 

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progettogayforum ha scritto:
C’è un’idea tipica del mondo cattolico che non capirò mai e cioè l’idea che il piacere sessuale di per sé abbia una connotazione negativa. La sessualità non procreativa è condannata perché è finalizzata al piacere.


Questo elemento è bene tenerlo molto presente perché è da qui che si divaricano le concezioni laiche da quelle religiose in senso generico.

Infatti ti prego di considerare che non è solo il cattolicesimo, in quanto tale, a insistere tradizionalmente sulla fuga dal piacere sessuale ma tutte le religioni storiche, chi più chi meno.
La fuga dal piacere in senso generico e da quello sessuale in senso specifico qualifica la religione in sé la quale, in questo modo, cerca di aprirsi uno spazio spirituale nel cuore dell'uomo.

Detto in modo più comprensibile, se una persona deve studiare non può dedicarsi al divertimento poiché altrimenti sottrarrebbe le energie psichiche necessarie per l'attività intellettuale ad altro e non renderebbe per niente nello studio.

Una cosa analoga anche se non identica è sempre stata sostenuta dalle religioni per quanto riguarda il piacere sessuale: attaccandovi il cuore lo si distoglie dalla pratica religiosa.
Non meraviglia, dunque, che vi siano religioni che fuggano in modo più o meno forte il piacere in senso generale. Sanno che l'uomo è come una bilancia: tanto metti su un piatto, tanto si solleverà l'altro.

La purezza rituale prevede necessariamente una astensione dal piacere sessuale. Questo lo si nota pure nello stesso Islam che, tra le religioni, è quella che tende a concedere "di più" al piacere (idealizzando il paradiso come un godimento carnale con bellissime donne). La purezza rituale con astensione sessuale la si nota anche nella pratica religiosa degli ebrei e l'antico testamento è lì a ricordarcelo.
La purezza rituale con astensione sessuale è presente pure nel buddismo e nell'induismo ed è spiegata in senso energetico: l'energia sessuale abbassa lo psichismo dell'uomo.

Tanto più una religione pervade la vita umana tanto più tende a richiedere questo tipo di purezza.

Il cattolicesimo non è da meno ma eredita in queste cose l'impostazione di Agostino di Ippona il quale è molto più radicalmente sessuofobico rispetto a tanti altri autori cristiani.
Se le religioni in genere non coltivano il piacere della carne per concentrare l'uomo sul piacere spirituale, Agostino esaspera questa nota caratteristica con una fobia tutta sua particolare: è lui ad inventare il fatto che lo stesso peccato originale di Adamo passa alle generazioni per via sessuale, al momento della riproduzione. Questo pessimismo antropologico è infatti assente in tutti gli altri autori ed è perciò che chi non ha conosciuto Agostino non si esprime in questi termini. (Non è un caso che il clero orientale si sposa e quello occidentale no).

Fatto sta che nella vita normale gli stessi cattolici finiscono per essere come tutti gli altri. Di questo credo si accorse lo stesso Pio XII il quale, pur esaltando la purezza sessuale con la canonizzazione della Goretti, dovette prendere atto che la "dolce vita" faceva più presa sui suoi fedeli rispetto ai suoi ideali. Se allora era così oggi lo è assai di più al punto che lo stesso clero non disdegna affatto il cosiddetto piacere sessuale. E la cronaca è lì a ricordarcelo quasi ogni giorno, oramai...


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: lunedì 10 novembre 2014, 0:30 
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Ok, non è il solo cattolicesimo, non c'è dubbio, ma dire mal comune mezzo gaudio tende a mettere da parte il problema in sé. La sessualità è una cosa naturale e le religioni predicano l'astinenza come virtù... ma forse è perché il sesso serve solo a fare figli! Certo che sono proprio concetti ridicoli, sono forme di sessuofobia che andrebbero curate, altro che curare gli omosessuali!



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: lunedì 10 novembre 2014, 10:25 

Iscritto il: giovedì 5 maggio 2011, 12:08
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progettogayforum ha scritto:
Ok, non è il solo cattolicesimo, non c'è dubbio, ma dire mal comune mezzo gaudio tende a mettere da parte il problema in sé. La sessualità è una cosa naturale e le religioni predicano l'astinenza come virtù... ma forse è perché il sesso serve solo a fare figli! Certo che sono proprio concetti ridicoli, sono forme di sessuofobia che andrebbero curate, altro che curare gli omosessuali!


Attenzione Project, io non sto dicendo quanto mi stai affermando. Sto esponendo, con tutti i limiti del caso, una indagine che non parte necessariamente da una condanna o dall'affermazione "mal comune mezzo gaudio". La valutazione di astinenza sessuale come "virtù" è già una lettura cattolica che non è detto abbiano le altre religioni a meno che non si consideri "virtù" la capacità di concentrarsi nello studio a scapito del gioco, come nell'esempio in alto.
Si tratta di opzioni che vengono messe in essere a partire dalle possibilità dell'essere umano e, in tal senso, non mi pare affatto che i buddisti demonizzino l'uso del sesso in senso generico (anche se in senso specifico ultimamente lo stesso Dalai Lama non si è espresso molto bene sui gay).

Un conto è un'astensione serena dal sesso (cosa che può avvenire per svariati motivi e che può avere anche motivazioni religiose). Un conto è una fobia. Non vorrei che si scambiasse l'una con l'altra anche se a volte il passo può essere breve e così è stato nella vicenda umana di Agostino d'Ippona il cui pensiero, dal IX secolo in poi, ha influenzato pesantemente l'Occidente finendo per plasmare l'identità cattolica attuale.

Capisco che nel nostro ambito italiano, influenzato da moralismi e da preconcetti sul sesso, particolarmente su quello gay, è facile polarizzarsi con affermazioni radicali ma credo che tentare di uscire da queste fatali polarizzazioni ci aiuta a vedere le cose nel loro insieme e con maggiore serenità: nel mondo ci sono sempre state molte opzioni, non una sola, molte maniere di situarsi davanti alla sessualità, molti modi di valutarla, in gran parte positivi (tolte le valutazioni necessariamente demonizzanti e le pratiche sessuali degradanti).
D'altra parte nello stesso impero romano pagano, nel quale si praticava ampiamente la bisessualità, in alcuni ambiti si praticava l'astensione sessuale come filosofia di vita (penso ad esempio alle vestali le quali perciò godevano di grandissimi onori). Sono cose che non si devono dimenticare semplicemente perché non si condividono o non si riescono a vivere. Nel mondo c'è spazio per tutti e gli assolutismi, da qualunque parte provengano, non vanno mai bene.


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E SESSO ANALE: FALSI MITI E PORNOGRAFIA
MessaggioInviato: lunedì 10 novembre 2014, 11:13 
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Pavloss, non ce l'ho assolutamente con te, ci mancherebbe altro, in fondo tu stesso riconosci che il diaframma che separa una scelta da una fobia è molto sottile e labile (aggiungo io).

In Matteo, 25, 31-46, il Padre eterno giudica buono chi ha dato da mangiare all'affamato, da bere all'assetato, chi ha assistito il malato e il carcerato ma non parla di coloro che si sono astenuti dal sesso, forse sarà un svista!

Il cattolicesimo sembra più legato a certi trattati del talmud che ai vangeli. Molto vino vecchio è stato mescolato con quello nuovo.

Apprezzo sinceramente il messaggio contenuto in Matteo, 25, 31-46, che è profondamente e sanamente laico e dà alla religione un respiro umano di solidarietà concreta. Poi è ovvio che c'è ancora (e purtroppo continuerà ad esserci) chi pensa che la fede sia un'altra cosa... anche se non si capisce quale sia quell'altra cosa della quale si parla).



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