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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: RAPPORTI INTERGENERAZIONALI, SESSO, AFFETTO E DOMINIO
MessaggioInviato: mercoledì 28 ottobre 2015, 18:29 
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Ciao Project,
sono un ragazzo milanese di 28 anni, ho letto i tuoi post sui rapporti intergenerazionali che però mi sembrano un po’ (un bel po’) viziati da un pregiudizio (sì, anche tu hai pregiudizi), da un pregiudizio nei confronti del sesso non romantico, del sesso come sesso e basta o anche come forma di dominio su un’altra persona. Tu pensi che alla base ci sia sempre o ci debba essere sempre un sentimento, ma non è così e non solo nei rapporti intergenerazionali. Già da quando ero giovanissimo mi piacevano i senior, cioè mi attizzavano proprio sessualmente. Capisco che per tanti è una cosa inconcepibile, ma per me era così. Non era una fissa esclusiva, perché mi prendevo cotte anche per coetanei, e pure cotte folli, ma, diciamo così, con un coetaneo gay era abbastanza facile arrivare a fare sesso, con un senior no e forse proprio per questo la cosa mi piaceva di più, la vedevo come una sfida, una posizione da conquistare. Appena arrivato all’università, avevo 19 anni, notai un prof. anzianotto che una volta mi trattò con molta gentilezza e si fermò a spiegarmi delle cose che non avevo capito. Non era uno dei miei prof. ma era della stessa facoltà, anche se di un indirizzo piuttosto lontano dal mio, lo avevo conosciuto quasi per caso perché volevo parlare con uno dei miei prof. che però in quel giorno non c’era e lui mi disse: “Il collega non c’è, ma se posso esserle utile, può dire a me.” Ecco è cominciata così. Sono andato più volte a chiedergli chiarimenti in istituto, si vedeva che gli faceva piacere, non portava la fede, stava in laboratorio dalla mattina alla sera tardi, insomma, non ci ho messo molto a capire che era gay, anche se era un gay vecchio stile, praticamente uno che non era mai stato con un uomo. Piano piano il nostro è diventato un rapporto personale. Lui tendeva a sfuggire, ma io lo tallonavo. Se fosse stato per lui non sarebbe successo niente, invece a forza di insistere ha ceduto, ma era evidente che aveva mille perplessità e la cosa mi solleticava ancora di più. Dopo più di sei mesi abbiamo avuto il primo rapporto sessuale. Non è stato come farlo con un ragazzo, capivo che poteva sentirsi in colpa e poteva pensare che stava facendo una cosa che non si deve fare, perché lui non era solo un maturo, ma praticamente un anziano. Gran parte del mio piacere veniva dal fatto che gli facevo superare le sue esitazioni e che gli facevo conoscere che cosa vuol dire il sesso vero, il maestro ero io e lo facevo crescere in cose che lui non conosceva se non dai libri. L’iniziativa la prendevo sempre io, ma alla fine lui non provava nemmeno più a dirmi di no e a cercare scuse. Dopo qualche mese, in cui penso di averlo sconvolto o forse solo svegliato, ho conosciuto un mio coetaneo che è diventato il mio ragazzo. L’ho detto al mio senior, che probabilmente l’ha presa come una liberazione (anche se lo ha sempre negato) e mi ha molto incoraggiato ad andare col mio nuovo ragazzo. Il guaio è che il mio senior si era innamorato di me, sì, anche se mi incoraggiava ad andare per la mia strada, si era innamorato di me, “forse” c’entrava anche il sesso, ma penso che in realtà fosse soprattutto un innamoramento romantico come quelli di cui parli tu. Io però non ero mai stato innamorato di lui, per me era una questione di sesso e basta, perché con lui non provavo imbarazzo e sapevo che comunque non mi avrebbe mai detto di no. Alla fine mi metto col mio nuovo ragazzo. I primi tempi tutto bene, poi col mio ragazzo cominciano le incomprensioni, lui voleva essere un po’ un padrone, voleva sapere tutto di me, cioè voleva impicciarsi di tutto e io questo atteggiamento io non lo sopportavo, un bel giorno lo becco ad armeggiare col mio telefonino alla ricerca di tracce di possibili tradimenti, la cosa mi manda in bestia, litigo furiosamente col mio ragazzo, lui ci sta malissimo, io peggio di lui, mi sento uno schifo ma non voglio dargliela vinta, non posso farmi mettere sotto i piedi da lui. Telefono al mio senior in piena notte e gli dico che sto male, dopo un’ora o anche meno, arriva sotto casa mia, io scendo e ci mettiamo a parlare, dopo un paio d’ore di conversazione inevitabilmente siamo di nuovo lì a fare sesso, io gli dico chiaramente che è solo sesso e che non sono innamorato di lui, lui mi dice che lo sa benissimo, poi mi dice un po’ di quelle cose sdolcinate, tipo “ti voglio bene” che mi fanno incazzare e mi arrabbio pure con lui, ma poi mi passa. Insomma, mi riporta a casa che era già giorno. Poi il mio ragazzo si rifà vivo e dopo un po’ di tira e molla ci rimettiamo insieme. Però a me stare solo col mio ragazzo non mi bastava. Col mio senior mi sentivo in un altro modo, che non mi bastava nemmeno quello, però per me era comunque necessario. Lui voleva mettersi da parte, almeno a livello sesso, ma io non volevo e alla fine l’ho portato ad accettare di fare sesso con me almeno una volta ogni tanto. Penso di averlo costretto ad accettare una cosa simile, perché non volva mettersi in mezzo tra me e il mio ragazzo, però penso che se io fossi sparito ci sarebbe rimasto molto male, l’avrebbe accettata, certo, ma penso molto malinconicamente. Nel frattempo ho conosciuto anche altri ragazzi e anche con loro ho avuto rapporti sessuali. Un paio di volte sono stato anche molto in ansia perché avevo avuto rapporti non protetti e il mio senior mi ha mandato di corsa a fare il test. Dopo però lui non ha più voluto avere rapporti con me, nemmeno protetti, all’inizio la cosa mi ha dato molto fastidio, perché in fondo gli avevo detto di avere avuto comportamenti a rischio, cioè ero stato onesto con lui, e mi sembrava che lui mi stesse rifiutando e questo proprio non lo sopportavo, ma piano piano l’ho portato, per esempio, a masturbarci insieme al telefono o su Messenger, lui era imbarazzato, ma alla fine non diceva di no, credo di averlo condizionato moltissimo e di questo magari mi sento anche un po’ in colpa. Comunque da allora ho cercato di stare più attento alla prevenzione. Io lo vedo, diciamo così, come un amico col quale si può fare sesso, e ovviamente sesso sicuro, perché è stato solo con me, ma penso che per lui le cose siano diverse, per esempio, ci teneva molto ai risultati dei miei esami e mi diceva che avevo un cervello fori dalla media, la cosa, però, detta da lui mi dava quasi fastidio un po’ come se cercasse di cambiare discorso e di assumere un altro ruolo che non era quello che volevo dargli io. Mi sono laureato con la lode e lui è venuto ad assistere alla tesi anche se gli avevo detto chiarissimo che non ce lo volevo, si è tenuto in disparte ma c’era. Io credo che lui non la veda tanto sotto il lato sesso quanto piuttosto come una specie di famiglia anomala, cioè tende a fare il papà e la cosa mi disturba parecchio, io un padre ce l’ho e mi basta e avanza, con lui voglio fare sesso quando ne ho voglia, e basta, sembra paradossale ma è proprio così, in un certo senso di lui e dei suoi sentimenti non me ne importa niente o quasi niente e lui lo sa benissimo anche se mi dice che non ci crede, e quando lo dice mi fa incazzare perché non voglio che dipenda da me, gli dico che deve avere la schiena dritta e non adattarsi sempre a tutto. Io ho un carattere dominante e spesso mi capita di non sopportarlo, specialmente quando cerca di non fare quello che dico io, di farsi compatire per il fatto che è vecchio e di cambiare discorso. Diverse volte l’ho mandato a quel paese ma poi l’ho cercato di nuovo come se non fosse successo nulla e l’ho cercato sempre io, o quasi sempre. Noi non siamo una coppia, l’idea stessa della coppia mi fa venire l’orticaria, diciamo che mi sta bene così, lo cerco quando ne ho voglia e lui non mi dice di no, anche se solo via Messenger. D’altra parte ho le mie esigenze, ho avuto diversi ragazzi ma alla fine li ho lasciati tutti, con l’ultimo si va avanti, anche se lui non sa del mio senior, se lo sapesse mi ammazzerebbe e allora non glielo dico. Al mio attuale ragazzo io voglio bene, come ho voluto bene a quelli precedenti. Il mio problema adesso è uno: avrei trovato un lavoro come si deve ma è nel sud e dovrei lasciare Milano, il mio ragazzo e il mio senior, e la cosa non mi piace affatto. Il mio ragazzo mi dice che devo mollare il lavoro per restare con lui a Milano, e il mio senior mi dice che devo andare a Bari e che ci devo andare col mio ragazzo. Sono proprio punti di vista opposti. Mi sono posto anche il problema di parlare chiaro col mio ragazzo, ma in fondo perché dovrei farlo? Del mio senior non ho mai detto niente a nessuno. E poi il mio ragazzo non capirebbe assolutamente nulla, non lo accetterebbe assolutamente, allora si va avanti così, giorno per giorno. Mi sono chiesto perché mi ostino a tenermi il mio senior, penso che in fondo sia perché posso dominarlo e fargli fare tutto quello che dico io, l’ho detto anche a lui, che ovviamente la vede in modo molto più romantico e probabilmente meno realistico. Anche questa è una storia intergenerazionale, Project, e mi pare che sia molto diversa dalle storie che racconti tu.



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 Oggetto del messaggio: Re: RAPPORTI INTERGENERAZIONALI, SESSO, AFFETTO E DOMINIO
MessaggioInviato: giovedì 29 ottobre 2015, 22:01 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Avevo scritto una risposta alla tua mail, poi mi sono accorto di avere commesso degli errori di valutazione molto grossi. Tu hai 28 anni e la storia con il tuo senior (come lo chiami tu), è cominciata quando ne avevi 19, quindi dura ormai da nove anni. Quando parli dei tuoi ragazzi, evidentemente più di uno e più di pochissimi, usi, è vero, l’espressione “il mio ragazzo” ma è più un modo di dire che altro. Dici di voler bene al tuo ultimo ragazzo, ”come a quelli che lo hanno preceduto” e che sono stati comunque archiviati. In tutti questi anni c’è stata, da quello che tu racconti, solo una costante e cioè il tuo senior, che ormai deve essere decisamente avanti negli anni. Quindi, se non altro, si tratta di un rapporto che dura negli anni. Ma veniamo all’idea che pervade un po’ tutto il post: il tuo senior sarebbe uno che controlli a tuo piacimento e al quale fai fare tutto quello che vuoi, sì, forse, dici che di lui non ti importa nulla o “quasi” nulla, ma quando non c’è lo cerchi, gli ordini in modo perentorio di non venire alla discussione della tua tesi, perché con ogni probabilità sai benissimo che ci verrà comunque. Ti arrabbi quando lui assume dei ruoli da papà e non da oggetto sessuale (espressione ridicola!) e dici che di padre ne hai uno che ti basta e avanza, però quando ti gira male cerchi il tuo senior. Dici che lo fai per sesso, ma l’impressione che si ha leggendo il tuo post è molto diversa. Ti sei mai chiesto come ci resteresti se il tuo senior un bel giorno smettesse di risponderti quando lo cerchi, o peggio, se venisse a mancare per motivi naturali (perché a una certa età può anche succedere)? Sarebbe proprio come avere perso un oggetto sessuale, che se ne perdi uno ne trovi subito un altro? Francamente penso che le cose sarebbero molto diverse. Usate un linguaggio diverso, però tra voi c’è qualcosa di duraturo. Tu dici che quando ti sei trovato un ragazzo, per lui è stata quasi una liberazione, ma tu stesso riconosci che in fondo lui a te ci tiene e addirittura che è innamorato di te in modo romantico come se foste una famiglia, e credo che per lui il sesso sia proprio la questione meno importante, o meglio, è importante perché è importante per te, ma per un uomo di quell’età le logiche sono altre. Francamente penso che anche per te, a livello sostanziale le logiche siano altre. Non penso che il tuo senior sia tuo succube, se si sentisse tale, se ne sarebbe già andato da anni, il fatto è che lui, in te, una risposta seria ce la trova, al di là di tutti i tuoi discorsi. E se dopo quasi dieci anni continui a cercarlo vuol dire che un senso ce lo trovi anche tu.



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